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El sendero de los nidos de araña

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Publisher: Tusquets

3.9
(8921)

Language:Español | Number of Pages: 230 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , English , Italian , German , French , Polish

Isbn-10: 8483105705 | Isbn-13: 9788483105702 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Aurora Bernárdez

Also available as: Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Book Description
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Figure femminili nel romanzo

    Di questo libro si è spesso parlato del taglio neorealista, dell'innovazione data dall'osservare la guerra attraverso gli occhi di un bambino, della scelta dell'autore di rappresentare un gruppo di c ...continue

    Di questo libro si è spesso parlato del taglio neorealista, dell'innovazione data dall'osservare la guerra attraverso gli occhi di un bambino, della scelta dell'autore di rappresentare un gruppo di combattenti non eroico, non esemplare (come invece avrebbe voluto chi propugnava una letteratura edulcorata e celebrativa della Resistenza). Io invece ho trovato molto interessante soffermarmi su una lettura delle figure femminili che si trovano nel romanzo. Calvino non concede giudizi sui personaggi, li descrive e basta. Ecco come noi troviamo donne dai caratteri molto stereotipati: la Nera, la sorella di Pin, è la tipica ragazza del villaggio che si prostituisce con i soldati americani che stanziano in Italia: questo è il suo ruolo nel romanzo, evocato innumerevoli volte da Pin davanti alla compagnia di resistenti, davanti agli uomini del carrugio. Non ci si sofferma sulle motivazioni che spingono questa giovane donna a tale scelta, non c’è sorpresa o indignazione, solo testimonianza. La seconda figura è Giglia: ella incarna la promiscuità, è un’adescatrice (molto suggestivo il momento in cui Pin descrive le occhiate fameliche gettate dai compagni sulla donna). È colei che tenta il Dritto e che causa l’incendio del rifugio. Di lei non si individuano altre sfaccettature, eppure a mio parere ci sarebbe molto altro da descrivere, sarei stata molto attratta dalla descrizione di una donna che è costretta a seguire il marito in questo gruppo di “peggiori resistenti possibili”. La terza figura è la Grande Assente, la madre di Pin: di lei non si parla, non si accenna nulla, eppure sicuramente è il personaggio che maggiormente ha forgiato il carattere del ragazzo. Ho trovato questi ritratti molto interessanti perché degli uomini della Resistenza si è sempre detto molto, mentre le donne sono sempre state personaggi di “sfondo”. Unico esempio contrario: “L’Agnese va a morire” di Renata Viganò. Nel testo di Calvino hanno trovato una presenza che offre molti spunti di analisi.

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  • 5

    Ho scoperto questo libro di Calvino in quinto liceo, quando decisi di fare la classica "tesina" sul tema della Resistenza. Scelsi il buon Italo come autore.
    Tinte forti, cariche come una spaghettata a ...continue

    Ho scoperto questo libro di Calvino in quinto liceo, quando decisi di fare la classica "tesina" sul tema della Resistenza. Scelsi il buon Italo come autore.
    Tinte forti, cariche come una spaghettata alla puttanesca. Personaggi indimenticabili quelli di Pin, Lupo Rosso, Kim, il Cugino e La Nera.
    Le atmosfere sono dure, talvolta crudele e opprimenti. Tuttavia non si distacca dallo stile fiabesco, rendendo il racconto della resistenza magico e impossibile da dimenticare. Con un finale sognante, sfumato da tratti surreali, si conclude lasciando la bocca asciutta, con un inedito misto di sgomento e serenità.
    Meraviglios.

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  • 3

    Il magico mondo della resistenza

    In una cornice quasi fiabesca, tipica del neorealismo, Pin partecipa alla causa della resistenza. Si muove, spinto dalla curiosità tipica dei ragazzini della sua età, in un mondo di grandi fatto di me ...continue

    In una cornice quasi fiabesca, tipica del neorealismo, Pin partecipa alla causa della resistenza. Si muove, spinto dalla curiosità tipica dei ragazzini della sua età, in un mondo di grandi fatto di messaggi segreti e azioni incomprensibili. Un libro assolutamente da leggere.

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  • 2

    Purtroppo non riesco ad appassionarmi ai romanzi di Calvino. Sebbene riconosca che sia un bravissimo scrittore, non riesco a trovare il suo stile avvincente, lo vedo troppo "particolare" e un po' disp ...continue

    Purtroppo non riesco ad appassionarmi ai romanzi di Calvino. Sebbene riconosca che sia un bravissimo scrittore, non riesco a trovare il suo stile avvincente, lo vedo troppo "particolare" e un po' dispersivo.
    Questo libro, che ho dovuto leggere per la scuola, non mi ha entusiasmato particolarmente per alcuni motivi: oltre allo stile di scrittura che, come ho già detto, è troppo dispersivo, spesso facevo fatica a seguire il filo della storia, e in alcuni punti dovevo fermarmi e rileggere un paio di volte la pagina. Inoltre la fine mi ha lasciata un po' delusa, specialmente perché non sono riuscita a capirne il senso e, se c'era, il messaggio che voleva trasmettere.
    Spero vivamente che, in futuro, riesca ad appassionarmi ai romanzi di Calvino e ad apprezzarne i contenuti.

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  • 4

    Mi sarei accontentata della prefazione

    Non ho più titoli per Italo Calvino. Ormai mi sono rassegnata all’idea che non riuscirò più a leggere un libro prescindendo dalla magia di “Se una notte di inverno un viaggiatore” e “Le città invisibi ...continue

    Non ho più titoli per Italo Calvino. Ormai mi sono rassegnata all’idea che non riuscirò più a leggere un libro prescindendo dalla magia di “Se una notte di inverno un viaggiatore” e “Le città invisibili”. Non credevo però che anche questo libro mi sarebbe piaciuto così tanto; è difficile scrivere qualcosa sulla Resistenza che non suoni inutilmente retorico per me che sono emiliana.

    L’autore stesso lo ammette candidamente nella prefazione, che per altro vale da sola come un libro; non perdetevela, anzi gustatevela: è probabilmente uno dei migliori scritti sulla letteratura e la cultura italiana post-bellica.

    Ma veniamo alla storia, anzi al sugo della storia. Storia di monelli, di montagne, di guerre storte, di (non)eroi, storia di furore e di donne. C’è in Pin la grazia malinconica e triste di Malpelo, la sua emarginazione di vinto che ancora combatte e la sua capacità di vedere attraverso le maschere altrui, uno sguardo più acuto di quello adulto ma anche infinitamente più ottuso.
    Ma forse per Pin c’è salvezza, forse per Pin c’è una possibilità di amore, di magia, un sentiero di nidi di ragno da seguire e un omone triste e vinto in fondo ad esso. In quest’unica speranza possibile si può forse comprendere qualcosa di più della guerra e della resistenza di ognuno di noi.

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  • 4

    Un bambino alle prese con la Resistenza

    E' triste essere come Pin: "un bambino nel mondo dei grandi, sempre un bambino, trattato dai grandi come qualcosa di divertente e di noioso; e non poter usare quelle loro cose misteriose ed eccitanti, ...continue

    E' triste essere come Pin: "un bambino nel mondo dei grandi, sempre un bambino, trattato dai grandi come qualcosa di divertente e di noioso; e non poter usare quelle loro cose misteriose ed eccitanti, armi e donne, non potere far mai parte dei loro giochi". Con queste parole Calvino descrive il protagonista del romanzo, Pin, che a dispetto della sua giovanissima età si trova invischiato in situazioni che poco hanno a che vedere con l'infanzia (la guerra, la Resistenza, i pestaggi, la morte violenta). Un ragazzino prematuramente cresciuto che agogna di essere adulto, salvo poi rimpiangere della propria età i giochi, lo scherzo, la spensieratezza. E' un romanzo che tocca il cuore e offre uno spaccato della storia d'Italia attraverso gli occhi, non tanto innocenti, di un piccolo uomo.

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  • 0

    Adoro Calvino

    Calvino ha accompagnato le mie letture sin dall'adolescenza e gliene sono grata.sono grata anche per aver scritto questo capolavoro :uno sguardo rivolto al mondo degli adulti,sconvolto dalla guerra è ...continue

    Calvino ha accompagnato le mie letture sin dall'adolescenza e gliene sono grata.sono grata anche per aver scritto questo capolavoro :uno sguardo rivolto al mondo degli adulti,sconvolto dalla guerra è uno sguardo rivolto all'infanzia rubata di Pin.La sua bravura sta in questo:descrivere il dolore,le miserie di uomini adulti attraverso gli occhi di un bambino che non lo e'mai stato.

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  • 4

    Mondoboia

    "I tedeschi sono peggio delle guardie municipali. Con le guardie, se non altro, ci si poteva mettere a scherzare, dire: – Se mi lasciate libero vi faccio andare a letto gratis con mia sorella.
    Invece ...continue

    "I tedeschi sono peggio delle guardie municipali. Con le guardie, se non altro, ci si poteva mettere a scherzare, dire: – Se mi lasciate libero vi faccio andare a letto gratis con mia sorella.
    Invece i tedeschi non capiscono quello che si dice, i fascisti sono gente sconosciuta, gente che non sa nemmeno chi è la sorella di Pin. Sono due razze speciali: quanto i tedeschi sono rossicci, carnosi, imberbi, tanto i fascisti sono neri ossuti, con le facce bluastre e i baffi da topo." […]
    È triste essere come Pin, “un bambino nel mondo dei grandi, sempre un bambino, trattato dai grandi come qualcosa di divertente e di noioso; e non poter usare quelle loro cose misteriose ed eccitanti, armi e donne, non potere far mai parte dei loro giochi”.
    Pin è una piccola canaglia, canticchia canzonette per i carruggi e ama scimmiottare i grandi, ma si ritrova ben presto in un ginepraio e finisce malmenato e solo. Pin girovaga tra scoscesi sentieri e gerbidi campi con gli occhi gonfi di lacrime, quelle dell’abbandono, lui che avrebbe così tanto bisogno di un vero amico al quale poter mostrare il posto dove i ragni fanno il nido, che solo lui conosce.

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  • 3

    Il sentiero dei nidi di ragno è una storia della Resistenza, esperienza alla quale Calvino prese parte personalmente, come moltissimi uomini e donne del suo pubblico; chi non aveva partecipato al movi ...continue

    Il sentiero dei nidi di ragno è una storia della Resistenza, esperienza alla quale Calvino prese parte personalmente, come moltissimi uomini e donne del suo pubblico; chi non aveva partecipato al movimento, aveva comunque vissuto la guerra civile che si era determinata dopo l'8 settembre e, per l'autore, il confronto con questa tematica non fu facile e richiese l'adozione di una prospettiva che rendesse più facile raccontare: di qui la scelta di rendere protagonista Pin, un ragazzino di dieci anni che, da ladruncolo di quartiere, diventa, attraverso il contatto con i partigiani, la loro lotta, le loro debolezze e i loro difetti, consapevole del vero valore della ribellione.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2014/12/il-sentiero-dei-nidi-di-ragno-calvino.html

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