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El senyor Malaussène

Per

4.2
(7312)

Language:Català | Number of Pàgines: 412 | Format: Others | En altres llengües: (altres llengües) French , Spanish , Italian , German , English , Portuguese

Isbn-10: 8475964869 | Isbn-13: 9788475964867 | Data publicació: 

Category: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

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Descripció del llibre
Títol original : Monsieur Malaussène. 1o. Ed. en francés 1995.
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  • 4

    Sono molto ingenuo e ottuso ma non me ne preoccupo troppo in fondo so fare i migliori pop corn dell'universo, che problema c'è? Elvira non è in giro quindi posso esagerare e ammettere sciocchezze come l'universo. Sono uscito con una ragazza francese la settimana scorsa una ragazza a modo, nella m ...continua

    Sono molto ingenuo e ottuso ma non me ne preoccupo troppo in fondo so fare i migliori pop corn dell'universo, che problema c'è? Elvira non è in giro quindi posso esagerare e ammettere sciocchezze come l'universo. Sono uscito con una ragazza francese la settimana scorsa una ragazza a modo, nella moda, di 24 anni, con occhi grandi blu e un culo abbastanza grosso ma gradevole, mi ha parlato di creatività di libri sulla creatività mi ha regalato un libro sugli artisti e su come gli artisti dovrebbero rubare dalle altre persone e poi non so perché guardando il cielo ha cominciato a parlare della natura, del mondo, dell'universo, non è bello?, mi ha chiesto lei. Certo, ho detto io, è bellissimo. Ti chiedi mai chi l'ha creato?, mi ha detto lei. No, ho detto io. Eppure ogni cosa è stata creata da qualcos'altro, ha detto lei. E secondo te chi ha creato l'universo?, ho detto io. Dio, ha detto lei. Cazzo, ho pensato io, e le ho poi chiesto, e chi ha creato dio?, e lei mi ha guardato mi ha fissato negli occhi e mi ha detto, sei un maleducato, e si è alzata di scatto e ha fatto cadere un bicchiere di vetro a terra e poi se ne è andata. Non ho capito perché se l'è presa, forse perché ho detto dio con la minuscola ho imparato come fare.

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  • 2

    L'ho letto a 16 anni e mi ricordo di non essere riuscita ad apprezzare lo stile dell'autore, per questo le due stelle. Sicuramente da rileggere ora, aggiornerò la recensione.

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  • 5

    Ci addentriamo ancora di più all'interno dell'animo umano, in maniera grottesca, drammatica, dolorosa: sembra quasi un processo di espiazione per ritrovare umanità e compassione. E mi ritrovo a chiedermi “Ma cosa c’era prima di Pennac e della tribù Malaussène?” 10

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  • 5

    Quando la vita è quello che è, il romanzo ha il dovere di essere quello che vuole.

    E se a dirlo è Pennac stesso allora non c'è che da fidarsi ed affidarsi alla verità profonda contenuta in questa frase. Che ROMANZO, mamma mia quanto mi è piaciuto. Difficile dire tra questo e l'ultimo quale sia il migliore, in quale il genio ha trovato l'espressione più felice però una cosa è ce ...continua

    E se a dirlo è Pennac stesso allora non c'è che da fidarsi ed affidarsi alla verità profonda contenuta in questa frase. Che ROMANZO, mamma mia quanto mi è piaciuto. Difficile dire tra questo e l'ultimo quale sia il migliore, in quale il genio ha trovato l'espressione più felice però una cosa è certa e quando è giusto è giusto: Pennac sa scrivere e l'opera teatrale messa in scena in questo volume è la follia più folle che abbia mai letto. Meraviglioso, fortunato il nuovo venuto, fortunato Signor Malaussene Malaussene, benvenuto nella tribù.

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  • 4

    Pennac e' geniale...devo dire che, per chi non lo conoscesse, puo' essere di difficile frequentazione, ma i libri della saga Malaussene sono...ipnotici.
    Lo stile di scrittura e' qualcosa di davvero particolare, che puo' portare a sviluppare una certa dipendenza o nostalgia, come e' avvenuto a me ...continua

    Pennac e' geniale...devo dire che, per chi non lo conoscesse, puo' essere di difficile frequentazione, ma i libri della saga Malaussene sono...ipnotici. Lo stile di scrittura e' qualcosa di davvero particolare, che puo' portare a sviluppare una certa dipendenza o nostalgia, come e' avvenuto a me con questo libro: non leggevo Pennac da un bel po' e quando ho iniziato a leggere le prime pagine del libro ho nettamente sentito che mi mancava questo stile, la parlata malausseniana...Voli pindarici a parte, il libro e' degno esponente della saga: eventi al limite dell'onirico, in merito ai quali ti chiedi se sta avvenendo quello che stai leggendo o se c'e' un qualche messaggio dietro che ti stai perdendo. E la cosa piu' bella del libro e' che non sai MAI DAVVERO cosa potrebbe accadere due righe piu' in giu'...e questo e' fantastico! Consigliatissssssssimo!!!!

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  • 5

    E' il capitolo più corposo della geniale saga Malaussène iniziata con "Il paradiso degli orchi". Intrighi e rocamboleschi colpi di scena, fantasia, estro ed ironia che, a fine lettura, lasciano il sorriso sulle labbra

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  • 4

    I francesi sanno scrivere come nessun altro, anche tradotti (da un bravo traduttore) mantengono il fascino delle loro parole.
    Pennac è, a ragione, uno dei più grandi autori contemporanei. Letto senza aspettative e senza leggere la quarta di copertina, letto per scorpire da zero un autore.
    Penna ...continua

    I francesi sanno scrivere come nessun altro, anche tradotti (da un bravo traduttore) mantengono il fascino delle loro parole. Pennac è, a ragione, uno dei più grandi autori contemporanei. Letto senza aspettative e senza leggere la quarta di copertina, letto per scorpire da zero un autore. Pennac ha vinto. Il merito della riuscita è tutta dei personaggi. Benjamin Malaussène, Julie, Jeremy, il commissario Rabdomant...non ce n'è uno sbagliato. Merito a Pennac di parlare attraverso Benjamin e di dire le cose semplici in modo un po' più bello e articolato, ma che colpisce dritto la mente dei sognatori (e non). Benjamin e Julie sono una coppia splendida.

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  • 3

    Non fosse stato che stiamo parlando di Pennac, probabilmente non sarei andata oltre la decima pagina. Questo è il terzo libro che leggo ma, mentre gli altri due mi hanno piacevolmente estesiata, questo mi ha decisamente deluso. Troppo lungo, troppo prolisso, digressioni noiose e abbastanza superf ...continua

    Non fosse stato che stiamo parlando di Pennac, probabilmente non sarei andata oltre la decima pagina. Questo è il terzo libro che leggo ma, mentre gli altri due mi hanno piacevolmente estesiata, questo mi ha decisamente deluso. Troppo lungo, troppo prolisso, digressioni noiose e abbastanza superflue al fine della storia. Concedo tre stelle solo perchè trattasi, appunto, di Pennac, fosse stato un qualunque altro autore più sconosciuto non sarei andata oltre le due.

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