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El simbolo perdido

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Publisher: Planeta

3.5
(9286)

Language:Español | Number of Pages: 488 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , German , Italian , Catalan , Portuguese , French , Dutch , Chi simplified , Chi traditional , Swedish , Polish , Galego , Russian , Finnish , Turkish , Czech , Hungarian , Greek , Indonesian

Isbn-10: 8408089722 | Isbn-13: 9788408089728 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Washington. El experto en simbología Robert Langdon es convocado inesperadamente por Peter Solomon, masón, filántropo y su antiguo mentor, para dar una conferencia en el Capitolio. Pero el secuestro de Peter y el hallazgo de una mano tatuada con cinco enigmáticos símbolos cambian drásticamente el curso de los acontecimientos. Atrapado entre las exigencias de una mente perturbada y la investigación oficial, Langdon se ve inmerso en un mundo clandestino de secretos masónicos, historia oculta y escenarios nunca antes vistos, que parecen arrastrarlo hacia una sencilla pero inconcebible verdad.
Con la ayuda de Katherine Solomon, hermana de Peter y experta en ciencias noéticas, Robert Langdon tiene doce horas para salvar a su amigo y, al mismo tiempo, evitar que uno de los secretos mejor guardados de nuestra historia caiga en las manos equivocadas...
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  • 3

    Prevedibile ma piacevole

    Il libro scorre molto velocemente ed obiettivamente mi è piaciuto vedere di volta in volta quello che succedeva all'eterno Robert Langdon. Ormai, dopo 3 storie (Da Vinci, Angeli e Demoni (per me film) e questo), la cosa comincia ad essere un po' la solita copia. Oltretutto i misteri (non tutte le ...continue

    Il libro scorre molto velocemente ed obiettivamente mi è piaciuto vedere di volta in volta quello che succedeva all'eterno Robert Langdon. Ormai, dopo 3 storie (Da Vinci, Angeli e Demoni (per me film) e questo), la cosa comincia ad essere un po' la solita copia. Oltretutto i misteri (non tutte le decodifiche ma gli intrighi si) spesso si intuiscono velocemente. Sembra che Dan Brown abbia perso il fascino che aveva conquistato con il suo primo libro.
    Nel complesso ben scritto, ma troppo simile ai suoi lavori per risultare innovativo. Non bocciabile, ma non ottimo

    said on 

  • 3

    Riciclare è meglio che creare

    L'unica nota positiva, che mi ha fatto mettere 3 stellette, è la facilità di lettura. Il testo scorre molto facilmente, da classico libro da ombrellone. Per il resto mi chiedo come Dan Brown continui a vendere così tanto. Mi spiego. Questo Simbolo Perduto è un Codice Da Vinci in cui, a parte il p ...continue

    L'unica nota positiva, che mi ha fatto mettere 3 stellette, è la facilità di lettura. Il testo scorre molto facilmente, da classico libro da ombrellone. Per il resto mi chiedo come Dan Brown continui a vendere così tanto. Mi spiego. Questo Simbolo Perduto è un Codice Da Vinci in cui, a parte il protagonista, cambiano i personaggi ed i simboli da seguire e svelare sono quelli massonici invece che quelli lasciati dal genio italiano, Il resto è la stessa minestra riscaldata, con uno sviluppo della storia pari pari a quella del libro precedente. Immagino, a questo punto, che anche su Inferno abbia fatto lo stesso, utilizzando il sommo poeta.
    Dimenticabile.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    discreto

    Dan Brown. Ovvero l'autore de Il Codice da Vinci . E di infinite minestre riscaldate dopo di quello.
    Il suo primo libro pare abbia avuto successo per essere innovativo ed interessante. Io non l'ho letto e non ne parlo, ma ho letto questo, e mi trovo di fronte una storia accattivant ...continue

    Dan Brown. Ovvero l'autore de Il Codice da Vinci . E di infinite minestre riscaldate dopo di quello.
    Il suo primo libro pare abbia avuto successo per essere innovativo ed interessante. Io non l'ho letto e non ne parlo, ma ho letto questo, e mi trovo di fronte una storia accattivante dal punto di vista narrativo: ovvero, Dan Brown sa come tenere incollato alle sue pagine un lettore che vuole sapere come va a finire la storia. Per il resto invece, solo una valanga di fesserie New Age senza neppure troppo fondamento serio (particolarmente nocivo il modo in cui Dan Brown spaccia per verità sia fatti effettivamente comprovati, sia fantasiose teorie per nulla dimostrate, sia gigantesche sciocchezze prive di alcun fondamento, tutti mescolati insieme in un pot-pourri che manca ampiamente di senso critico).
    Sarà. E' un romanzo, direte voi, che c'è di male se si inventa un po' di fesserie? Beh, è il taglio che lui dà alla storia, il fatto che alcune delle teorie che espone sono fatti dimostrati, che possono indurre erroneamente il lettore a credere che anche le sciocchezze di cui questo romanzo è infarcito possano odorare di verità.
    Immancabile la presenza del professor Langdon, un cattivo inevitabilmente pazzo, la bellona di turno che fa poco più che decorare la scena, e una sfilata di codici misteriosi da interpretare per giungere al segreto custodito da qualche parte dalle confraternite massoniche.
    Non sono particolarmente soddisfatto di questa lettura. Il colpo di grazia arriva nel finale, una orribile tiritera che sembra l'ennesimo tentativo di Dan Brown di rendersi amica la Chiesa Cattolica. Perché l'impressione che si ha è che, dopo Il Codice da Vinci Dan Brown non abbia fatto altro che ritrovare la benevolenza perduta di una Chiesa indignata per il successo di un romanzo che discute la figura di Cristo e certi personaggi cattolici.
    Qui le scuse arrivano in fondo a una lunga serie di chiacchiere New Age.

    Poca cosa, non val la pena di leggerlo a meno che non si sia veramente appassionati dai romanzi di Dan Brown e dai suoi codici crittografati.

    said on 

  • 4

    到底眾人的心智會影響到事物什麼程度
    還是沒有提到
    放把火就燒了
    感覺就跟 某人的證明一樣
    我已經完美解開 但礙於紙張不夠 所以就沒有寫下

    said on 

  • 3

    The Lost Symbol

    Avevo iniziato a leggere questo libro più di un anno fa e poi lo avevo lasciato a metà sopra la mia scrivania.
    Quest’estate però, siccome ero stufa di vederlo sempre al solito posto mentre aspettava di essere terminato, ho deciso di ricominciare a leggerlo dall’inizio e di portarlo finalmen ...continue

    Avevo iniziato a leggere questo libro più di un anno fa e poi lo avevo lasciato a metà sopra la mia scrivania.
    Quest’estate però, siccome ero stufa di vederlo sempre al solito posto mentre aspettava di essere terminato, ho deciso di ricominciare a leggerlo dall’inizio e di portarlo finalmente a termine.

    Il protagonista principale è sempre Robert Langdon, il ricercatissimo e conosciutissimo professore di simbologia di Harvard.
    Questa volta è in viaggio per Washington ed è stato convocato con urgenza da un amico molto potente di nome Peter Salomon per una conferenza che si terrà al Campidoglio sulle origini esoteriche dell’America e principalmente della sua capitale.
    In questo libro stranamente sono state archiviate tutte le indagini riguardanti la Chiesa ed i vari misteri dell’Opus Dei per lasciare spazio alla massoneria americana.

    Anche in questo testo i colpi di scena non mancano ed anche i numerosi rompicapo che tengono il lettore incollato al libro, ma allo stesso tempo l’autore non è riuscito ad entusiasmarmi come nella lettura de “Il Codice Da Vinci”.
    Alcune parti le ho trovate noiose, infatti delle volte il libro poteva essere un po’ meno scontato, magari non ne sarebbero uscite 600 pagine, ma la lettura sarebbe risultata più interessante, inoltre il finale mi ha deluso parecchio ed era a dir poco prolisso.

    Che altro posso dire?
    Mi sono sentita un po’ ingannata con questo romanzo.
    Per chi non l’ha ancora letto, ma interessa il genere voglio consigliare di non avere troppe pretese e di non aspettarsi una storia così interessante come viene descritta nella quarta di copertina.

    said on 

  • 1

    Una serie infinita di codici segreti...

    I libri di Dan Brown si assomigliano tutti...se non nell'intreccio, almeno nell'introduzione dei codici misteriosi all'interno della storia...
    Il protagonista, poi è sempre lo stesso, Robert Langdon stavolta chiamato a decodificare un simbolo attinente con la Massoneria...
    Pare che il ...continue

    I libri di Dan Brown si assomigliano tutti...se non nell'intreccio, almeno nell'introduzione dei codici misteriosi all'interno della storia...
    Il protagonista, poi è sempre lo stesso, Robert Langdon stavolta chiamato a decodificare un simbolo attinente con la Massoneria...
    Pare che il nostro "fantasioso" autore abbia la mania dei codici e dei simboli, per metà magici e per l'altra metà religiosi...
    Se si pensa che il Codice da Vinci poteva colpire l'interesse e la curiosità dei lettori per una trama insolita ed innovativa, questo libro appare come la solita minestra riscaldata...
    E questa continua mescolanza tra sacro e profano, scusatemi, mi sembra pure di cattivo gusto...
    Infine il finale...dà il colpo di grazia...a un libro già poco interessante, un crollo di un'opera che non cattura e non avvince...
    Sconsigliato...
    Saluti.
    Ginseng666

    said on 

  • 3

    Avete mai notato il collegamento?

    Verso la fine del libro continuavo a chiedermi cosa mai avesse ancora da dirmi Dan Brown su questa storia; mi aveva già svelato il colpevole, mi ha salvato tutti i protagonisti, mi ha svelato il Simbolo Perduto...! Cos'altro c'è da sapere Dan?
    L'ho scoperto solo all'ultima parola stam
    ...continue

    Verso la fine del libro continuavo a chiedermi cosa mai avesse ancora da dirmi Dan Brown su questa storia; mi aveva già svelato il colpevole, mi ha salvato tutti i protagonisti, mi ha svelato il Simbolo Perduto...! Cos'altro c'è da sapere Dan?
    L'ho scoperto solo all'ultima parola stampata: tantissimo.
    Ogni tanto è stato un percorso faticoso (a volte anche i romanzi obbligano la mente ad applicarsi) e di difficile comprensione, ma ne è valsa, come sempre, la pena.
    Il mio commento fresco fresco di lettura con un amico è stato: " Dan Brown è l'unico che riesce a farmi credere in qualcosa". Ti insegna ad essere guardinga aprendo gli occhi, senza rispettare le diestanze di sicurezza da ciò che potresti scoprire.
    Bravo Dan, nonostante in questo lungo percorso ci siano stati momenti di sconforto in cui ti imploravo di arrivare ad una conclusione, mi hai riempita di positività. Mi dai sempre nuove prospettive molto interessanti, e mi conforti dimostrandomi che qualche scettico come me esiste veramente.
    Langdon è un personaggio meraviglioso: intellettuale, perspicace e che sa mettersi in gioco; è scettico ma mette in discussione il suo scetticismo. Nulla di più umile, cosa che molti laureati non riescono ad essere.
    Quando mi hai svelato il colpevole e mostrato il suo obiettivo, commentando tra me e me che in fondo si poteva anche intuire, mi sono chiesta se stessi ridendo di me o se volessi realmente farmi sentire "importante".
    Probabilmente è solo perchè è il penultimo libro che ho letto, ma mi sono anche chiesta se tra la tua bibliografia comparisse tra gli altri, “Il nome della rosa”. Potrebbe esserne una trascrizione moderna (attenzione non parlo di plagio).
    Solo qualche appunto:
    I frati del monastero benedettino potrebbero essere visti come gli antenati dei Massoni: custodi di segreti comprensibili solo a chi conosce certi codici; un tempo il latino, oggi il simbolismo (tra cui anche il greco).
    La conoscenza come arma: da un lato delle menti, dall'altro del mondo.
    La modalità con cui arrivare al sapere: per il frati tramite la lettura concessa solo ai più dotti alfabetizzati; per i massoni diventa l'apertura mentale, in un mondo ormai al 90% alfabetizzato.
    La parola perduta che sta infondo a una scala a chiocciola come una grande biblioteca per chi la sa leggere ed interpretare
    La scala a chiocciola che per uno va in su e per l'altro va in giù, ma arriva sempre allo stesso punto.
    Spunti, appunti; una lettura solleticante.

    said on 

  • 4

    Ottima lettura d’evasione

    Ho letto il codice da Vinci circa 8 anni e ricordo che mi lasciò non poco perplesso sulle teorie sviluppate da Dan Brown; leggendo Il simbolo perduto mi rendo conto che Dan Brown è un gran paraculo; l’interesse nei suoi libri non nasce dalle teorie spesso paradossali di cui parla ma dal suo tent ...continue

    Ho letto il codice da Vinci circa 8 anni e ricordo che mi lasciò non poco perplesso sulle teorie sviluppate da Dan Brown; leggendo Il simbolo perduto mi rendo conto che Dan Brown è un gran paraculo; l’interesse nei suoi libri non nasce dalle teorie spesso paradossali di cui parla ma dal suo tentativo continuo di instillare il dubbio nel lettore, cercando di minare le convinzioni di chi legge e servendosi di uno degli argomenti più potenti e radicati nella mente dell’uomo cioè la religione. Il fatto è che lo fa molto bene, con un’argomentazione ricca di dettagli derivante da una ricerca a monte molto curata unita ad uno stile semplice e fluido, fruibile da tutti. Non comprerò mai un suo libro (il codice da Vinci l’ho preso in prestito e questo l’ho trovato ad una fermata dell’autobus) ma dal momento che ha stimolato non poco la mia curiosità e voglia di leggere lo premio con 4 stelle

    said on 

  • 3

    Il Dannato Brown

    Il solito Dan Brown, stesso stile, stessi personaggi piatti e senza fondo e stesso schema thrilleristico d’azione un po’ datato. Rimane però il fascino per la crittografia, l’excursus turistico sempre piacevole dall'architettura neoclassica della Washington massonica ad Albrecht Dürer. Brown ha a ...continue

    Il solito Dan Brown, stesso stile, stessi personaggi piatti e senza fondo e stesso schema thrilleristico d’azione un po’ datato. Rimane però il fascino per la crittografia, l’excursus turistico sempre piacevole dall'architettura neoclassica della Washington massonica ad Albrecht Dürer. Brown ha allungato il brodo, soprattutto sul personaggio dell’infatuato macchiettistico Mal'akh. Sorprendentemente buono il finale o i finali, visto che era forse l’unica pecca de il del Codice da Vinci.

    said on 

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