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El túnel

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Publisher: Bibliotex, S.L.

4.1
(931)

Language:Español | Number of Pages: 128 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Italian , French , Latvian , German , Polish

Isbn-10: 8481301337 | Isbn-13: 9788481301335 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , Hardcover

Category: Crime , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
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  • 3

    "Tutta la nostra vita sarebbe una serie di grida anonime in un deserto di astri indifferenti?"

    E' un bocciolo turgido, acido, serrato, Il tunnel. La primavera autoriale di Sabato lo farà fiorire, più di dieci anni dopo, in Sopra eroi e tombe, garofano opulento dai bordi slabbrati, arricciati, dai petali setosi e screziati.


    Anche Martin, come Juan Pablo Castel (il pitto ...continue

    E' un bocciolo turgido, acido, serrato, Il tunnel. La primavera autoriale di Sabato lo farà fiorire, più di dieci anni dopo, in Sopra eroi e tombe, garofano opulento dai bordi slabbrati, arricciati, dai petali setosi e screziati.

    Anche Martin, come Juan Pablo Castel (il pittore paranoico protagonista e narratore de Il tunnel), imparerà, suo malgrado, che gli esseri umani non sono fatti per stare in sintonia, per raggiungere, tra loro, una reale e stabile e duratura intimità, e che la solitudine appartiene loro come status ontologico (tutti ci troviamo, e viviamo, dentro ad un tunnel, barriera e mediazione ad ogni nostro rapporto con il mondo e con gli altri).

    Poi mi accorsi che mi accarezzava il volto, come l'aveva fatto in altri momenti simili. Io non potevo parlare. Come con mia madre quand'ero piccolo, appoggiai il capo sul suo grembo e restammo così sospesi in un tempo immobile, fatto di infanzia e di morte.

    said on 

  • 4

    Racconto di un'allucinazione, dell'incapacità di comunicare perché comunicare vuol dire soprattutto uscire dalla propria allucinata visione dell'altro.

    said on 

  • 4

    "Ed era come se entrambi fossimo vissuti in corridoi o in tunnel paralleli, senza sapere di stare uno accanto all'altra, come anime somiglianti in tempi somiglianti, per ritrovarci alla fine di quei corridoi, davanti a una scena dipinta da me, come una chiave destinata a lei sola, come l'annuncio ...continue

    "Ed era come se entrambi fossimo vissuti in corridoi o in tunnel paralleli, senza sapere di stare uno accanto all'altra, come anime somiglianti in tempi somiglianti, per ritrovarci alla fine di quei corridoi, davanti a una scena dipinta da me, come una chiave destinata a lei sola, come l'annuncio segreto che io ero lì e che i corridoi si erano finalmente uniti e che l'ora dell'incontro era arrivata."

    said on 

  • 4

    Delitto Passionale

    Primo commento a caldo, premettendo che non ho ancora finito di leggere il libro.
    Il mio primo pensiero è stato: “La ragazza non mi sta simpatica, non mi piace”, mi sembrava troppo strana; ok, lui è un famoso pittore, e tutto il resto, però quale diritto ha di strattonarla e trattarla così? E l ...continue

    Primo commento a caldo, premettendo che non ho ancora finito di leggere il libro. Il mio primo pensiero è stato: “La ragazza non mi sta simpatica, non mi piace”, mi sembrava troppo strana; ok, lui è un famoso pittore, e tutto il resto, però quale diritto ha di strattonarla e trattarla così? E lei, perché glielo permette? Perché si lascia trattare così?? Mi sembra strano…. E la cosa mi lascia un po’ perplessa; poi però ieri sera ho auto un’illuminazione. Questo libro è scritto come un diario, quindi è lui in prima persona a raccontare cosa ha fatto, come ha vissuto quei momenti, e logicamente non c’è la possibilità di sentire il racconto dal punto di vista di lei, sapere come a lei era apparso lui, cosa pensava e perché si comportava nei modi da lui descritti, o se veramente si comportava così, oppure era tutto frutto della mentalità contorta (perché così mi è apparso) di lui. In sostanza, credo sia lui a farla apparire strana e antipatica. Vedrò andando avanti con la lettura.

    Il pittore è pazzo. Essenzialmente è un uomo infelice della sua vita, che riversa tutto il suo odio represso sul resto dell’umanità, e in particolar modo su Marìa. Lui si fa mille fisime per qualsiasi cosa lei faccia, anche solo per un suo gesto che potrebbe normalmente rivelarsi involontario. Sicuramente (visto come lui racconta la storia) lei non aiuta, con il suo atteggiamento di costante silenzio, ma lui sembra accusarla costantemente di tutto ciò che gli passa per la testa.

    Ammetto che questo libro mi piacerebbe rileggerlo scritto dal punto di vista di Marìa, perché credo che forse si capirebbe di più.

    Logicamente manca qualcosa, a mio parere ovviamente. Come detto prima, questo libro è un diario, ed è raccontato come una qualsiasi persona potrebbe raccontare un evento che gli è appena successo, si dimenticano importanti dettagli, si decide di raccontare dopo qualcosa, e magari si finisce per non farlo. Potrebbe quindi risultare un po’ confuso se non lo si legge con la dovuta attenzione.

    Nonostante tutto è molto scorrevole, ed è sicuramente scritto molto bene.

    Penso che si potrebbe definire il diario di una persona malata, insicura di se, forse uno stalker, un uomo che ha paura dei suoi stessi sentimenti, paura di ciò che possa provare o pensare un’altra persona a lui legata; accecato da una rabbia insensata (agli occhi degli altri), pronto a commettere un gesto crudele e azzardato, senza pensare alle conseguenze, convincendosi di essere lui nel giusto, senza permettere all’altra persona di dare una spiegazione (anche se magari quella spiegazione avrebbe confermato tutte le sue incertezze/paranoie), e basando tutto sui propri sospetti, magari infondati.

    Non c’è suspense, e tanto meno del mistero, solo leggendo la trama si sa già come finirà; ma credo possa far capire, cosa possano pensare tutte le persone che ogni giorno commettono un omicidio, uccidendo madri/mogli/fidanzate/figlie/ecc. , e che noi vediamo attraverso il telegiornale chiedendoci “Ma che motivo aveva per compiere un gesto simile??”.

    said on 

  • 4

    I miei dubbi e gli interrogatori finirono per coinvolgere tutto, come una liana che, in una mostruosa trama, avvolge e soffoca gli alberi di un parco [...]

    Sentii che una caverna andava ingrandendosi dentro di me.

    said on 

  • 4

    "Maria è fatta così", disse, come pensando tra sé. "Molti confondono la sua impulsività con la fretta. Maria fa, effettivamente, all'improvviso cose che non cambiano la situazione. È difficile spiegarlo".
    Guardò assorto il pavimento, come a cercare una spiegazione più chiara. All'improvviso, diss ...continue

    "Maria è fatta così", disse, come pensando tra sé. "Molti confondono la sua impulsività con la fretta. Maria fa, effettivamente, all'improvviso cose che non cambiano la situazione. È difficile spiegarlo". Guardò assorto il pavimento, come a cercare una spiegazione più chiara. All'improvviso, disse: "Al pari di qualcuno che, fermo in mezzo al deserto, di colpo cambiasse di posto. Capisce? Non importa la velocità, si sta comunque nello stesso paesaggio".

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  • 5

    Claustrofobico, inquietante, disturbante…
    Una storia ansiogena, che procura turbamento.
    Turba l’idea di un delirio di cui si ha piena coscienza e che non si riesce a governare.
    Avvilisce una vita devastata dai propri incubi, sprecata tra desiderio e rifiuto, costruzione e distruzione, la corsa ...continue

    Claustrofobico, inquietante, disturbante… Una storia ansiogena, che procura turbamento. Turba l’idea di un delirio di cui si ha piena coscienza e che non si riesce a governare. Avvilisce una vita devastata dai propri incubi, sprecata tra desiderio e rifiuto, costruzione e distruzione, la corsa frustrata verso l’equilibrio, l’amore. Spaventa l’idea del dolore che si procura a se stessi nel momento in cui lo si infligge concretamente, e irrimediabilmente,a un’immagine che si riflette nell’inconscio, quella di come vorremmo essere senza riuscirci. I pensieri ossessivi del protagonista arrivano, si espandono, si moltiplicano come cellule cancerose tossiche e invasive. Ernesto Sabato riesce in una straordinaria esplorazione della mente ostaggio dell’isteria, dominata dalle ossessioni. Ci mostra le sue due anime che coesistono, incapaci di risolvere la lotta tra autosuggestione e lucidità, tra bisogno di certezze e insicurezze. Siamo trascinati anche noi in questo tunnel, e ci muoviamo come in un labirinto dove tutto si confonde, dove tutto è il contrario di tutto, tranne la solitudine e il sapore di annichilimento di irraggiungibilità contenuti in questa insensatezza.

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  • 4

    E' curioso, ma vivere consiste nel costruire ricordi futuri

    Sabato spacca il capello in quattro, già mi sembra di sentire un certo tipo di lettori che dicono in coro: “Oltre al capello, spacca anche gli attributi”(*1)
    La prosa è scorrevole, ben fatta, assomiglia in vari tratti a quella di Marìas ma manca della rotondità e della tensione che lo spagnolo ri ...continue

    Sabato spacca il capello in quattro, già mi sembra di sentire un certo tipo di lettori che dicono in coro: “Oltre al capello, spacca anche gli attributi”(*1) La prosa è scorrevole, ben fatta, assomiglia in vari tratti a quella di Marìas ma manca della rotondità e della tensione che lo spagnolo riesce ad imprimere. Questa è la storia di un’ossessione amorosa patologica che spinge un pittore all’omicidio. E’ lui stesso che la racconta in prima persona, dal carcere in cui è recluso. Dopo alcune pagine sono stato scosso da questo passo Che il mondo sia orribile, è una verità che non necessita di dimostrazioni. A ogni modo, è sufficiente un fatto per provarlo: in un campo di concentramento un ex pianista si lamentava per la fame e allora lo obbligarono a mangiarsi un topo, ma vivo. Più avanti un altro passo mi ha fatto venire in mente uno spezzone visto su youtube L'idea di perderla per altri mesi, o forse per sempre, mi produsse una vertigine e senza riflettere sulle convenienze iniziai a correre come un disperato; http://www.youtube.com/watch?v=pp95olCn3lY E poi è stata la volta del fastidio, del fastidio per la tiritera Cominciai a chiederle perché lo aveva sposato. "Lo amavo," aveva risposto. "Allora adesso non lo ami." "Non ho detto di aver smesso di amarlo." "Hai detto 'lo amavo'. Non hai detto 'lo amo'. Beh qui l’unico modo per trarsi d'impaccio sarebbe stato quel gioco infantile che non so quanti di voi conosceranno. Consisteva nel divieto di rispondere < è?> all’interlocutore, che dal canto suo si adoperava perché ciò avvenisse. In questo caso Maria avrebbe dovuto dire a Juan Pablo “ammesso come se fosse lesso o adesso” e qualora quel luccio di Juan Pablo le avesse risposto < e???> avrebbe dovuto replicare: puppa. Sì, perché un po’ d’ironia ci vorrebbe anche nelle ossessioni, o forse gli ossessi patologici lo sono proprio perché mancano del tutto d’ironia? Particolare la descrizione del tunnel che arriva solo nei capitoli finali. Il romanzo è breve, ed è la prima opera di questo autore, che ho scoperto solo grazie ai commenti entusiasti di chi lo ha letto prima di me.

    (*1) Per attributi si intendono parti del corpo che generalmente i calciatori che compongono una barriera, si proteggono con una o entrambe le mani.

    E-book N°49 Il Tunnel (Ernesto Sabato) Marzo 2014

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  • 4

    Solitudine e disperazione formano un binomio scontato, e vorrei me ne venisse in mente uno migliore, ma no: Il tunnel è esattamente questo, il resoconto assurdo e lucido, o meglio, assurdamente lucido, di una disperata solitudine. Dichiarato nella prima pagina che è lui l’assassino di Mari ...continue

    Solitudine e disperazione formano un binomio scontato, e vorrei me ne venisse in mente uno migliore, ma no: Il tunnel è esattamente questo, il resoconto assurdo e lucido, o meglio, assurdamente lucido, di una disperata solitudine. Dichiarato nella prima pagina che è lui l’assassino di Maria Iribarne, il pittore Castel non spiega mai davvero perché l’ha fatto; in compenso, in un incalzante monologo, ci fornisce ogni dettaglio sul come, cioè sul processo mentale labirintico, eppure in ogni passaggio comprensibile, che lo ha portato a diventare un omicida. La scrittura è controllatissima, addirittura burocratica a tratti, interrotta da improvvise illuminazioni (“Vidi cose assurde: fanali, gente che andava da una parte e dall’altra, come se questo servisse a qualcosa”; “L’esperienza mi ha insegnato che ciò che a me sembra chiaro ed evidente non lo è quasi mai per il resto dei miei simili”). Viene da pensare a Thomas Bernhard, ma la somiglianza è solo di superficie: Bernhard si abbandona alla nevrosi, si sfoga in invettive; Sabato ingaggia con la nevrosi un corpo a corpo nel quale accetta di essere sconfitto, ma non di perdere lucidità. Resta da dire che è un libro molto bello, con dialoghi di altissimo artigianato, i cui brevi capitoli si innestano magnificamente uno nell’altro.

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  • 3

    Ricorda un po' 'Le notti bianche' di Dostoevskij e qualcos'altro di russo che ho letto. Buono per chi ha voglia, di tanto in tanto, di reimmergersi in quelle atmosfere e in quel 'mood'.

    said on 

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