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El temor de un hombre sabio

Crónica del Asesino de Reyes: segundo día

By

Publisher: Plaza & Janés

4.5
(1426)

Language:Español | Number of Pages: 1197 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Italian , Catalan , Portuguese , Chi traditional

Isbn-10: 8401352339 | Isbn-13: 9788401352331 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Paperback , eBook , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Book Description
Amanece en la posada Roca de Guía. Es el segundo día, y un hombre se dispone a proseguir el relato de su vida. Su verdadera historia, la que únicamente él conoce, alejada de la leyenda que le han forjado los rumores, las conjeturas y los cuentos de taberna que han acabado convirtiéndole en un personaje mítico: Kvothe... músico, mendigo, ladrón, estudiante, mago, héroe y asesino.

El nombre del viento, el primer día de la historia de Kvothe, se ha convertido en un fenómeno apoyado por lectores, libreros y crítica, que recomiendan esta excepcional novela. Ahora la historia sigue en El temor de un hombre sabio, y a aquellos que ansiaban leer esta continuación sólo podemos decirles que la espera ha valido la pena.

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  • 5

    Aunque cuanta con partes que pueden ser un poco fantasiosas y en las que el protagonista es demasiado protagonista... La historia de kvothe merece la pena ser contada, engancha y mucho. Esperando el t ...continue

    Aunque cuanta con partes que pueden ser un poco fantasiosas y en las que el protagonista es demasiado protagonista... La historia de kvothe merece la pena ser contada, engancha y mucho. Esperando el tercer libro!

    said on 

  • 2

    En ocasiones muy pesado y no solo en gramos. Le sobra mucha letra.

    El principio empieza muy bien, con su continuación del libro anterior. Pero la parte de Felurian y la tierra de los Adem me pareció un tostonazo, tanto que no pude evitar la tentación de saltarme algu ...continue

    El principio empieza muy bien, con su continuación del libro anterior. Pero la parte de Felurian y la tierra de los Adem me pareció un tostonazo, tanto que no pude evitar la tentación de saltarme algunas páginas. La parte de los Adem, con tanto gesto traducido en letras, resultaba muy cansino y aburrido. Y cuando llegas al final y acabas de leer la ultima letra, te quedas como diciendo ¿ya está?.¿Así acaba? Sé que hay otra tercera parte, pero esas no son maneras de acabar un libro.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Uguale al precedente

    Stessa linea del precedente, anche sto giro alla ricerca di Denna... Friendzone a vita per il nostro protagonista.
    La parte si fa interessante quando lascia l'accademia per recarsi alla corte del Maer ...continue

    Stessa linea del precedente, anche sto giro alla ricerca di Denna... Friendzone a vita per il nostro protagonista.
    La parte si fa interessante quando lascia l'accademia per recarsi alla corte del Maer ma poi anche lì scende nell'ovvio. Troppo perfetto, trova Felurian creatura mistica di Fae stile sirena e lui alla fine ci fa quello che vuole, va con Tempi a imparare le usanze del suo popolo e in 2 mesi impara. Sul finale si fa interessante anche se ancora qualche info sui Chandian non viene dato e probabilmente si parlerà di Denna anche nel successivo.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Rothfuss conferma l'abilità mostrata nel libro precedente.
    Partiamo da quello che potrebbe dare fastidio: è lungo (e con alcune parti che, in effetti, si potevano abbreviare, ma sarebbe uscito lungo c ...continue

    Rothfuss conferma l'abilità mostrata nel libro precedente.
    Partiamo da quello che potrebbe dare fastidio: è lungo (e con alcune parti che, in effetti, si potevano abbreviare, ma sarebbe uscito lungo comunque), e potrebbe sembrarvi che alla fine non succeda nulla di effettivo. Potrebbe, se non avete capito come funziona il libro.
    La situazione di Kvothe, in realtà, alla fine del libro è notevolmente diversa rispetto a quella iniziale, e ci sono significativi cambiamenti in quasi tutte le sue relazioni, sebbene possano sembrare sottili. E anche se non si avvicina molto ai Chandrian ed è ancora all'Accademia, siamo alla vigilia della sua espulsione, e scopre una quantità di informazioni e piste sui sette non indifferenti (inoltre, il fatto che le informazioni su loro e gli Amyr siano così poche è uno dei metodi più efficaci di mostrarle come figure misteriose, e farci comprendere quanto difficile sia inseguirli).
    Tuttavia, le avventure fuori dall'Accademia sono il centro di questa storia: se nel libro precedente Kvothe si dedicava allo studio, qui è l'esplorazione ad avere la meglio, mettendolo a contatto con realtà diverse e modi di pensare che non aveva affatto considerato o che gli erano alieni, ampliando la sua visione e comprensione del mondo, scoprendo inoltre molto di più sulla storia e i misteri di quel mondo.
    Inoltre, vediamo anche come le storie su Kvothe inizino a diffondersi, come lui stesso le incoraggi e come, in seguito, comprenda i limiti e le conseguenze negative che può avere tale atteggiamento, ma intanto Kvothe passa dall'essere una celebrità locale a qualcosa di vicino alla figura leggendaria che è nel futuro, e inoltre i capitoli nella Pietra Miliare mostrano quanto sia stanco, disilluso e abbattuto molto più di quanto avvenisse nel primo libro.
    Infine, semplicemente, Rothfuss scrive bene, davvero bene, anche oltre la storia e il suo personaggio, e ci si può semplicemente godere un po' di abilità nel leggere il libro (qualcosa che servirebbe, visto il troppo frequente approccio utilitaristico che si ha verso i libri).

    said on 

  • 3

    Dunque, questo secondo capitolo è stato più impegnativo del
    precedente, anche perché lo stavo per abbandonare. Detesto lasciare i
    libri a metà e devo dire che per fortuna la seconda parte è
    decisament ...continue

    Dunque, questo secondo capitolo è stato più impegnativo del
    precedente, anche perché lo stavo per abbandonare. Detesto lasciare i
    libri a metà e devo dire che per fortuna la seconda parte è
    decisamente migliore della prima.
    Devo essere onesta, la parte che più di tutte non mi è piaciuta, sia
    nel primo libro che nel secondo, è la descrizione delle “avventure” di
    Kvothe all’Accademia. Pagine e pagine e ancora pagine di routine
    assolutamente inutili ai fini della storia. Anche i fatti che
    accadono, tranne rari casi, sono di un piattume disarmate. Ok che il
    protagonista sta raccontando la storia della sua vita, ma non c’è
    bisogno che dia spazio a tutte le inutili giornate passata in
    Accademia, ricordate con un dettaglio maniacale…. Sfiancante. Ed è
    proprio il motivo per cui, stavo per lasciare il secondo libro a metà,
    arrivata al 40% del libro, non succede niente.
    Quando finalmente Kvothe lascia l’Accademia, tutto ha una svolta, la
    trama si trasforma magicamente, prende corpo un’avventura molto
    piacevole, con un buon ritmo e finalmente … azione!
    Che Rothfuss sia bravino, non c’è dubbio, per me il libro inizia solo
    quando Kvothe arriva dal Maer. La sua avventura per conquistarsi la
    fiducia di Alveron, la corte che fa per ingraziarsi la futura moglie
    del Maer, la partenza per sconfiggere i briganti, Felurian,
    l’addestamento con gli Adem e il ritorno a casa, sono fantasy puro. Da
    qui in poi si ragiona, prima no.
    Personalmente la parte più bella dei due libri, rimangono gli
    interludi: sono curiosa di sapere di Bast, di chi sia, di come si sono
    conosciuti. Cosa si è spezzato in Kvothe? Perché non riesce ad essere
    il ragazzo di un tempo?
    Se solo Rothfuss si fosse concentrato di più sugli infiniti piccoli spunti che ha creato, avremmo avuto un nuovo Tolkien.

    said on 

  • 3

    La segunda parte de esta historia continua con partes superadas por el personaje, en las cuales vuelve a caer en sus mismos errores de siempre.
    La parte que me desconcierta mas es como cuando tiene un ...continue

    La segunda parte de esta historia continua con partes superadas por el personaje, en las cuales vuelve a caer en sus mismos errores de siempre.
    La parte que me desconcierta mas es como cuando tiene un logro tan significativo en su avance y madurez el personaje de Kvothe, el escritor regresa a tratarlo casi con desprecio, de forma casi melodramatica y muy al estilo de Charles Dickens donde cada vez que sale algo bien tienes miedo de lo que sigue porque sabes que va a ser un hoyo para el personaje. Personalmente no me gustan este tipo de escritura, me gusta una forma mas tradicional, donde el problema se lleve a cabo puede ser durante toda la novela, pero al final cuando logra pasarlo, darlo por punto superado y no regresar a lo mismo. La obra me sigue pareciendo entretenida en parte, en otras muy interesante, pero me gusta mas el entorno que los personajes, no logro conectarme por completo con ellos, y de nuevo fue una lectura lenta pero por falta de interes. La disyuntiva que me marca ahora es, compro o no la tercera parte esperando un milagro que se que muy probablemente no llegue nunca

    said on 

  • 3

    Amazing, but too many loops

    This is another Rothfuss's amazing book.
    It's written gorgeously and keeps you in the absolute physical need of reading any spare moments of your days. And that for all the almost 1000pages it counts ...continue

    This is another Rothfuss's amazing book.
    It's written gorgeously and keeps you in the absolute physical need of reading any spare moments of your days. And that for all the almost 1000pages it counts to.

    But there are too many sub-stories which are looped and which resurface every once a while in the plot.
    And the characters are not much improved form the previous book.

    Yet, what a writing!
    I'm longing for the next book.

    said on 

  • 5

    "El Temor de un hombre sabio” es un libro lleno de aventuras, emoción y nos une mucho más a Kvothe, preparándonos para el tercer día, para el tercer silencio y para pasar un buen rato en la Roca de Guía.

    Si ya con “El Nombre del Viento” terminé total y absolutamente enamorada de Kvothe, sus aventuras y el modo de escribir de Patrick Rothfuss, ya con “El Temor de un Hombre Sabio” tiene mi amor incondic ...continue

    Si ya con “El Nombre del Viento” terminé total y absolutamente enamorada de Kvothe, sus aventuras y el modo de escribir de Patrick Rothfuss, ya con “El Temor de un Hombre Sabio” tiene mi amor incondicional para siempre.

    El segundo día del relato de Kvothe a Cronista y Bast se avecinaba épico. Y la verdad es que eso es quedarse corto. En este segundo volumen las aventuras de Kvothe se recrudecen y se podría decir que el libro se divide en partes.

    La primera parte nos narra a un Kvothe que continúa su vida como al final del primer libro, pero los acontecimientos cambian y se ve obligado a tomar decisiones que cambiarán su vida para siempre. Estas decisiones cambian el rumbo de la historia y llegamos a la segunda parte.

    En esta segunda parte vemos a un Kvothe maduro, que sabe adaptarse a las circunstancias y donde despliega todos sus encantos. Lo cierto es que a estas alturas yo, personalmente, he caído rendida a sus encantos y el libro era ya un vicio absoluto. Las aventuras que se suceden en esta segunda parte, le llevan a una tercera donde se pone de manifiesto el potencial de Kvothe, no solo mental sino físico también.

    Si bien es cierto que Kvothe despierta tanto amores como odios, nadie puede negar que tiene un carisma que hace tiempo que no se lee en los libros y que sus aventuras y desventuras han conquistado a millones de personas.

    Rothfuss demuestra en este libro más madurez literaria que en el primero, con tramas más importantes y con un desarrollo de los personajes más profundo e íntimo que facilitan la empatía.

    Desde el primer libro supe que esta saga iba a marcar un antes y un después en mi vida literaria. Y así ha sido. Leer a Rothfuss ha supuesto para mí recuperar la fe en la literatura fantástica, me ha hecho volver a pensar que no todo está inventado y que aún quedan muchas historias por contar.

    Soy consciente de que aún queda un tercer libro por leer, que pueden pasar muchas cosas y que el listón está muy alto para el tercer volumen. Pero confío en que, si ha conseguido mantener el nivel en este segundo libro, hará lo mismo en el tercero y le dará un final digno a esta saga.

    Nota: 9.75 “”El Temor de un hombre sabio” es un libro lleno de aventuras, emoción y nos une mucho más a Kvothe, preparándonos para el tercer día, para el tercer silencio y para pasar un buen rato en la Roca de Guía.”

    said on 

  • 5

    Sempre una spanna sopra la concorrenza. Forse alcune parti potevano essere asciugate ma completendo ci si rende conto che Rothfuss non lascia nulla al caso...Grandissimo!

    said on 

  • 4

    Bello come sempre... ma lungo!

    Questo libro in realtà potrebbe essere considerato come 2/3 libri separati. Lo stile, la scorrevolezza e le descrizioni sono ottime. La storia è coinvolgente. Nei suoi 153 capitoli solo 3/4 li ho trov ...continue

    Questo libro in realtà potrebbe essere considerato come 2/3 libri separati. Lo stile, la scorrevolezza e le descrizioni sono ottime. La storia è coinvolgente. Nei suoi 153 capitoli solo 3/4 li ho trovati noiosi, ma non vanno certo ad intaccare il giudizio complessivo dell'opera che, seppur troppo lunga, è comunque micidiale.

    said on 

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