El viajero del siglo

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Publisher: Alfaguara

3.7
(143)

Language: Español | Number of Pages: 531 | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian , Portuguese , English

Isbn-10: 8420422355 | Isbn-13: 9788420422350 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Travel

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Book Description
Premio Alfaguara 2009El viajero del siglo es un ambicioso experimento. Propone volver a mirar el siglo XIX con la perspectiva del XXI. Buscando una posada para pasar la noche, Hans detiene su coche de caballos en Wandernburgo, una ciudad entre Sajonia y Prusia. Se queda un día más y, al siguiente en la Plaza del Mercado, se fija en un anciano que toca el organillo. El viajero del siglo es un diálogo entre la Europa de la Restauración y los planteamientos de la Unión Europea; entre la educación sentimental actual y sus orígenes, entre la novela clásica y la narrativa moderna. Comparando el pasado y nuestro presente global, el relato analiza los conflictos actuales: la emigración, el multiculturalismo, las diferencias lingüísticas, la emancipación femenina y la transformación de los roles de género. Todo ello en un intenso argumento, no exento de intriga y humor, y con un estilo rompedor que ofrece a tan profundos asuntos un sorprendente cauce.
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  • 1

    Noioso e inutile

    Pretenzioso, borioso e noioso. L'idea era di scrivere un romanzo oggi, ambientato nell'Ottocento, con la stessa struttura dei capolavori dell'epoca. Il risultato una menata noiosa e ripetitiva, che di ...continue

    Pretenzioso, borioso e noioso. L'idea era di scrivere un romanzo oggi, ambientato nell'Ottocento, con la stessa struttura dei capolavori dell'epoca. Il risultato una menata noiosa e ripetitiva, che di Balzac e Flaubert mantiene solo un vago accenno. Skip please

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  • 5

    Un libro bellissimo dove è facile perdersi vista la sua estrema complessità.
    C’è un paese dove le strade cambiano sempre di posto nella Germania del XIX secolo e un viaggiatore si ferma casualmente e ...continue

    Un libro bellissimo dove è facile perdersi vista la sua estrema complessità.
    C’è un paese dove le strade cambiano sempre di posto nella Germania del XIX secolo e un viaggiatore si ferma casualmente e non riesce più a ripartire: sembra che nessuno possa più andarsene. C’è Sophie, una donna della buona società che ogni venerdì sera organizza nel suo salotto degli incontri dove si parla di letteratura, filosofia, politica con pagine e pagine di discussioni su Napoleone, sulla Rivoluzione francese e sulla Restaurazione (epoca contemporanea per i protagonisti del romanzo). Ci sono le poesie e delle interessanti discussioni sul significato delle parole e sul valore delle traduzioni.
    Ma c’è anche un aggressore seriale che si aggira nella notte, c’è un mendicante estremamente saggio e un po’ misterioso, c’è una ragazzina che vuole imparare a leggere, c’è un fidanzato nobile che lascia incredibilmente spazio alla sua fidanzata, ci sono le lotte sociali dei contadini, c’è la passione non solo letteraria ma fisica che prorompe nel romanzo cambiando il registro così ottocentesco per trasformarlo in un romanzo moderno.
    Perché questo è: un romanzo estremamente moderno pur scritto come se l’autore vivesse in un’altra epoca. Troviamo delle pagine descrittive improvvisamente interrotte da flussi di coscienze o di discorsi tra protagonisti scritti come un fluire unico di parole, e le lettere che si scambiano i due amanti, e poi le poesie e la loro traduzione.
    Se non ci si lascia scoraggiare dalle pagine in cui ci si sente ignoranti per l’incredibile sfoggio di conoscenza storiche e letterarie profuse a man bassa, non si può non rimanere conquistati dal romanzo e dai due protagonisti, soprattutto da Sophie: una donna moderna, mai descritta in maniera stereotipata, che cerca di affermare la sua personalità e di soddisfare i suoi interessi senza farsi imbrigliare troppo dalle convenzioni della sua società.

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  • 4

    Una letteratura piena di accadimenti che richiama a sé altra letteratura dal titolo azzeccatissimo.
    L’assenza di quei dialoghi virgolettati messi come pensieri tra le righe del racconto, rendono ancor ...continue

    Una letteratura piena di accadimenti che richiama a sé altra letteratura dal titolo azzeccatissimo.
    L’assenza di quei dialoghi virgolettati messi come pensieri tra le righe del racconto, rendono ancora più piacevole la lettura: non sono quei botta e risposta a cui a volte prestiamo poca attenzione, sono una parola che confluisce nell’altra.
    Che cozzano, come le persone che si incontrano e si scontrano con le proprie conoscenze, con la voglia di sapere. Uomini che leggono, e noi che leggiamo di loro ci sentiamo al loro cospetto.
    Il tutto infarcito da scene d’amore tra Hans e Sophie.
    Scene d’amore intellettuale e fisico che rendono più vive le pagine: finalmente una “fiaba” con spessore, in un paesaggio reale e immaginario (Wandernburgo è qui che siamo, e l’autore già lo mette in chiaro: non è mai stata indicata l’ubicazione esatta) nel quale si sposta il protagonista senza che però tutti gli altri personaggi risultino manichini senza arte né parte.

    VOTO: 8

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  • 5

    Bellissimo libro che mi sto leggendo tutto d'un fiato. Vera metaletteratura letteraria, sulla scia della grande tradizione argentina. Libro sui libri, letti in chiave contemporanea, in un'ambientazion ...continue

    Bellissimo libro che mi sto leggendo tutto d'un fiato. Vera metaletteratura letteraria, sulla scia della grande tradizione argentina. Libro sui libri, letti in chiave contemporanea, in un'ambientazione affascinante per gli echi letterari che risveglia.

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  • 0

    Un libro incredibile dove si spazia con grandissima abilità dalla poesia alla filosofia, dal giallo al mistero, alla storia di amore e di amicizia, alla politica, alla storia.
    Andrés Neuman è giovane ...continue

    Un libro incredibile dove si spazia con grandissima abilità dalla poesia alla filosofia, dal giallo al mistero, alla storia di amore e di amicizia, alla politica, alla storia.
    Andrés Neuman è giovane ma coltissimo e di grandi capacità. Scrive una storia posizionandola nell'ottocento dove i riferimenti attuali sono molteplici, dove l'analisi storica è senza pietà e ben evidenziati gli errori di fondazione di questa Europa di cui si vedono chiaramente gli effetti in questo momento storico, dove le ipocrisie della società borghese dell'ottocento, che si ritrovano pari pari in quella attuale, vengono messe a nudo con estrema lucidità.
    E come non ignorare ancora l'idea della donna e le sue difficoltà di emancipazione presa, come sempre è la donna, tra il dovere familiare/sociale e la sua necessità/desiderio di realizazrsi. D'altra parte Sophie, la protagonista femminile della storia lo dice chiaramente: questa è la realtà, il mio desiderio di scrivere e tradurre (e di seguire l'uomo che davvero amo) sono solo sogni.
    Il sogno è un altro dei personaggi fondamentali, se non proprio il principale. Tutto ruota intorno al sogno e su cosa esso sia e quale ruolo abbia nella vita dell'uomo. Terribile contrasto tra chi i sogni è capace di vederli (il suonatore di organetto) e vive perciò tranquillo e muore con il sorriso sulle labbra, chi i sogni cerca di seguirli (Hans con un certo dolore dell'anima e alla fine Sophie che sceglie di seguirli abbandonando le sicurezze) e chi invece è totalmente incapace di abbandonarsi ad essi come Alvaro e resta fermo incapace di dare una svolta alla sua vita.
    Veramente un peccato che Neuman sia così poco tradotto e conosciuto in Italia.

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  • 4

    Ogni volta che un libro finisce, un velo di tristezza ti prende allo stomaco perche' sai che da domani non potrai piu' intrufolarti nelle vite dei personaggi, seguirne le vicende private, quello che ...continue

    Ogni volta che un libro finisce, un velo di tristezza ti prende allo stomaco perche' sai che da domani non potrai piu' intrufolarti nelle vite dei personaggi, seguirne le vicende private, quello che sarebbe potuto essere e che forse sara' e questo vale a maggior ragione quando si tratta di un bel libro come questo....

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  • 5

    Viaggerà attraverso i secoli, questo romanzo innestato nel tempo indefinibile della Letteratura

    L'ho capito! L'ho capito, oh. L'ho capito ieri sera, giubbotto indosso per uscire a fumare sul balconcino. Quando avevo sei anni il balconcino mi terrorizzava, per l'altezza, avevo l'impressione potes ...continue

    L'ho capito! L'ho capito, oh. L'ho capito ieri sera, giubbotto indosso per uscire a fumare sul balconcino. Quando avevo sei anni il balconcino mi terrorizzava, per l'altezza, avevo l'impressione potessi cadere attraverso la ringhiera, troppo corta troppo larga. L'ho capito guardando una enorme macchia bianca nel quadrante in altro e a destra del cielo del blu che pensieroso presente la notte: una nuvola? zolfo a stemperare dei botti a festeggiare la squadra di casa che vinceva contro l'Internazionale? Svagavo sulla nuvolaglia bianca e ho capito perché Bolaño ha amato Neuman: perché Neuman ama la letteratura, la ama totalmente, con tutte le scorrettezze e le infamie e i trucchi e le astuzie e le viltà dell'amore vero - vero? dell'amore violento. Il romanzo "Il viaggiatore del secolo" è il suo canto d'amore per la letteratura, la letteratura per la quale vengono divorati tutti gli altri, ovvero sacrificati i personaggi utili a dispiegare il potere della scrittura: il suonatore di organetto, insopportabile vecchietto-saggio stravisto, un Dolce-Remì arrivato all'età della dentiera (che non c'è), l'operaio stressato dalla macchina tessile, l'anziano contadino fuori corso, il padre burbero borghese e vedovo innamorato della figlia tenera e ipocrita, ipocrita pure il traduttore che vuole fare l'umanità unita dalle lettere e che intanto tradisce la fiducia dei suoi ospiti come il più meschino degli esseri, il ricco promesso sposo - Rudi! per la prima volta nella mia vita, mi fa più simpatia il riccastro borioso ma infine ingenuotto che non gli amanti anticonformisti - anticonformisti? ma se sono i più falsi e ingannevoli di tutta la storia, egoisti e arrapati come adolescenti repressi finalmente autorizzati a farsi toccare tra le cosce? ah, Neuman, hai evitato ogni simpatia da moralismo, grande Neuman!,- e i coniugi Levin e il parroco e la vedova e ogni figura messa nel romanzo: tutti concorrono alla possibilità, per Neuman, di dichiarare il suo amore per la letteratura, quell'amore ossessivo che stravolge, rovina e cambia, cambia!, la vita a chiunque ci entri in contattto, così come è in Bolaño, ma in Bolaño c'è ancora un pudore: un poeta, per essere poeta, deve essere ancora uno spacciatore, un disastrato, uno scopatore disperato, un poeta non può fare solo il poeta!, i personaggi di Bolaño ancora si vergognano di vivere di letteratura, hanno bisogno di sentirsi più-reali, viscerali, invece Neuman, nel suo Ottocento scenico fatto apposta per le sue riflessioni, sceglie come protagonista, come suo eroe, un traduttore, uno che vive di contratti editoriali e che ama la sua Sophie birichina però ottima tenutrice di salottini casalinghi letterari e irriverente mantenuta, uno - Hans, Hans il traduttore - che nella sua stanza di locanda, si dà ora alle poesie ora a Sophie, ora un verso ora un orgasmo, in un idillio come non se ne impacchettavano da secoli, in una deboscia da fancazzista con rendita da luna di miele a vita! Tradurre e fare l'amore, l'amore e la traduzione, ecco l'arcadia post-contemporanea! Altro che Martin Eden! Altro che proletari della coscienza! Questo, ho capito, era anche il motivo per cui mi faceva tanta antipatia, Neuman. Per la sua utopia scritta, di amore intellettuale tutt'uno con l'amore fisico, per il suo affermare: sono responsabile solo di ciò che scrivo e di ciò che leggo, il resto è responsabilità di chi fa altro; per il suo coraggio di sognare la vita con la letteratura e non contro. "Il viaggiatore del secolo" è stato, a ventinove anni, il mio equivalente del balconcino di quando ne avevo sei: altezza e ringhiere troppo basse troppo larghe. Un precipizio. Una occasione per credere ancora, selvaggiamente, nel potere della letteratura. Un altro precipizio nel quale cadere per ridurmi, finalmente, in tutte le migliaia di parti necessarie per affrontare il giorno, che è un ariete che ha gioco facile contro la fissità di un muro, certo non contro un nugolo di mosche bianche.
    Quel che ti sfida, infine, è il tuo non aver ancora capito appieno in quale modo affermare in pieno la dignità del tuo essere un umano: cosa fare? Neuman dice: fare la letteratura ha dignità massima. Io, no, neanche ora che ho capito Neuman, non condivido la sua risposta. Però l'ho capita, e la ammiro e la guardo, catturato e invidioso, avvertendo dentro una nuvolaglia di cui continuo però a non capire la provenienza.

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