Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

El vientre de Paris/ The Belly of Paris

By

Publisher: Alianza Editorial Sa

4.2
(548)

Language:Español | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , French , Italian , German

Isbn-10: 8420618748 | Isbn-13: 9788420618746 | Publish date: 

Also available as: Hardcover

Category: Cooking, Food & Wine , Fiction & Literature , History

Do you like El vientre de Paris/ The Belly of Paris ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
La figura de ÉMILE ZOLA (1840-1902) ha pasado a la historia de la literatura no sólo como fundador y teórico del naturalismo, sino también como vigoroso narrador del ambiente social y político de su época. En la extensísima serie denominada «Los Rougon-Macquart» recrea el clima histórico y social del Segundo Imperio francés de Napoleón III, utilizando como hilo conductor las vidas de los diferentes miembros de dos ramas familiares, determinados por los rasgos fisiológicos de un linaje común. Tercera entrega de esta serie tras «La fortuna de los Rougon» (L 5685) y «La jauría» (L 5694), EL VIENTRE DE PARÍS –que, al igual que las demás, mantiene el carácter de obra autónoma– tiene como bullicioso y palpitante escenario el gran mercado de Les Halles, proyectado para proveer de alimentos a la gran ciudad. Huido del penal de Cayena, el republicano Florent va a parar a él, acogido por su hermanastro Quenu. Mas su práctica y ambiciosa cuñada Lisa Macquart no verá con tan buenos ojos esta nueva situación.
Sorting by
  • 3

    Un po' (pochino) deludente

    Fantastica la descrizione delle Halles, i vecchi mercati generali di Parigi abbattuti poi negli anni Settanta del Novecento, ma la trama è un po' sfilacciata e i personaggi poco consistenti.
    Ma Zola è sempre lui quando racconta l'alba nella quale si dispongono i cesti di verdure, il disfac ...continue

    Fantastica la descrizione delle Halles, i vecchi mercati generali di Parigi abbattuti poi negli anni Settanta del Novecento, ma la trama è un po' sfilacciata e i personaggi poco consistenti.
    Ma Zola è sempre lui quando racconta l'alba nella quale si dispongono i cesti di verdure, il disfacimento delle calde giornate estive nel puzzo dei polli, l'orrore delle carni macellate, l'untuosità avvolgente della salumeria dove lavorano fratello e cognata in un placido e schifosetto benessere borghese.
    In certi momenti sentivo quasi la nausea per tutto quel cibo ammassato e per quel brulicare di gente che cammina in mezzo ai liquami che le merci lasciano colare.

    Tre e mezzo, vai.

    said on 

  • 3

    E' strano questo romanzo di Zola, sembra quasi - nel suo scetticismo - e attraverso l'infelice parabola di un idealista, metterci in guardia dalla nostra pasciuta, democratica e libera società: un giovane, fin troppo dal cuore tenero, finisce ingiustamente alla Cayenna - nella Francia di Napoleon ...continue

    E' strano questo romanzo di Zola, sembra quasi - nel suo scetticismo - e attraverso l'infelice parabola di un idealista, metterci in guardia dalla nostra pasciuta, democratica e libera società: un giovane, fin troppo dal cuore tenero, finisce ingiustamente alla Cayenna - nella Francia di Napoleone III - per poi fortunosamente ritornare a Parigi, dove trova un Paese talmente ricco, obeso, grasso di lardo di ogni tipo di carne, pesce, puzzolente di ogni sorta di formaggio stagionato, così legato alle piccole beghe di ogni giorno, e piacevolmente adagiato negli affari e nel commercio che finità per espellerlo come un pericoloso microbo. Nonostante la sua totale innocuità, quest'uomo e le sue idee ingenue su una rivoluzione sociale finirà per essere oggetto dell'odio viscerale di una - solo apparentemente conflittuale - ciurma di donne-orto-frutti-pescivendole e commercianti che - terrorizzate all'idea che qualcosa possa turbare l'accumulazione di denaro e sazietà, lo 'venderanno' all'autorità con la molle accondiscendenza dei loro mariti, figli e fratelli.

    said on 

  • 4

    Il mio primo e sicuramente non ultimo libro di Zola. Scritto magistralmente! Le descrizioni dei mercati e dell'opulenza del cibo e del benessere borghese mi è rimasto dentro come se l'avessi vissuto in prima persona. Inoltre, il messaggio del libro, ovvero la gabbia dorata della società del benes ...continue

    Il mio primo e sicuramente non ultimo libro di Zola. Scritto magistralmente! Le descrizioni dei mercati e dell'opulenza del cibo e del benessere borghese mi è rimasto dentro come se l'avessi vissuto in prima persona. Inoltre, il messaggio del libro, ovvero la gabbia dorata della società del benessere e l'assenza di scrupoli dei borghesi per mantenere i propri beni, è ancora attuale. "Che canaglia, la gente onesta!"
    Gran bel libro.

    said on 

  • 3

    Lettura non troppo coinvolgente, a tratti ripetitiva (è un romanzo che potrebbe benissimo essere snellito di almeno un terzo, senza essere stravolto). Un'opera più debole di altre di Zola, personalmente meno apprezzata, anche per la fittissima (e pesantissima) serie di descrizioni belliche, che n ...continue

    Lettura non troppo coinvolgente, a tratti ripetitiva (è un romanzo che potrebbe benissimo essere snellito di almeno un terzo, senza essere stravolto). Un'opera più debole di altre di Zola, personalmente meno apprezzata, anche per la fittissima (e pesantissima) serie di descrizioni belliche, che non mi è stato facile seguire (sia per la specificità di certi contenuti tattico/tecnici, sia per mie mancanze mnemoniche relative alla storia della battaglia di Sedan e della Comune parigina).
    Nonostante questo, certi passaggi e certi episodi sono assolutamente efficaci e indimenticabili, esemplari nella loro atrocità. La prima parte, che narra l'estenuante attesa della battaglia da parte dei protagonisti e una serie di ritirate inspiegabili, mi è parsa quasi un "Deserto dei tartari" ante litteram.

    said on 

  • 3

    "Parigi masticava i bocconi dei suoi due milioni di abitanti"

    Veri protagonisti del romanzo sono i mercati parigini delle Halles che Zola descrive minuziosamente.
    Florent, evaso dalla Cayenne e ritornato nella sua città, segnato dalla fame e dalla magrezza, non riuscirà mai a integrarsi nella "Parigi abbuffata", caratterizzata dal trionfo dei mercati ...continue

    Veri protagonisti del romanzo sono i mercati parigini delle Halles che Zola descrive minuziosamente.
    Florent, evaso dalla Cayenne e ritornato nella sua città, segnato dalla fame e dalla magrezza, non riuscirà mai a integrarsi nella "Parigi abbuffata", caratterizzata dal trionfo dei mercati e dall'abbondanza, ma resterà sempre un marginale, oppresso e schiacciato dalla città stessa.
    E' un personaggio debole, così come debole è il tentativo di cospirazione, che si rivelerà infatti un fallimento.
    La critica di Zola è rivolta ai "grassi", la borghesia in ascesa, benestante e fiorente, ma moralmente disonesta e complice del secondo arresto di Florent.

    Complessivamente, ho apprezzato molto quest'opera. La metafora del ventre e della digestione, che più volte compare nel testo, presenta Parigi come un organismo dotato di vita propria, imponente e mostruoso.
    Tuttavia, il gusto del catalogo e le descrizioni davvero troppo prolisse hanno un po' ridimensionato il mio entusiasmo iniziale.

    said on 

  • 3

    Dopo "La bestia umana" E "Teresa Raquin", qui Zola mi delude. Manca qualcosa: c'è poca forza passionale nei caratteri dei personaggi, l'intreccio è ai minimi storici, e alcuni passaggi sono assai ripetitivi. La descrizione dei mercati di Les Halles come "il ventre di Parigi" però è fantastica, im ...continue

    Dopo "La bestia umana" E "Teresa Raquin", qui Zola mi delude. Manca qualcosa: c'è poca forza passionale nei caratteri dei personaggi, l'intreccio è ai minimi storici, e alcuni passaggi sono assai ripetitivi. La descrizione dei mercati di Les Halles come "il ventre di Parigi" però è fantastica, impietosa e assolutamente espressionistica, e la pochezza morale e l'ipocrisia di alcuni caratteri sono rese con estrema abilità. Peccato perché Florent, il personaggio principale, è più che trascurato, ma del resto la vera protagonista è proprio Parigi con le sue manifestazioni di ingordigia, avarizia, pusillanimità che sembrano appartenere non solo gli uomini ma persino agli ortaggi, ai pesci e alle carni del rutilante mercato narrato nel più minimo dettaglio.

    said on 

Sorting by