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El violonchelista de Sarajevo

By

Publisher: EL ALEPH EDITORES, S.A.

3.9
(228)

Language:Español | Number of Pages: 240 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Italian , Chi traditional , Portuguese

Isbn-10: 8476698410 | Isbn-13: 9788476698419 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover , Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 4

    War wears people down and strips away the spirit of life. But this book is not merely about the cruelty of war and hatred, it bellows the defiance against hopelessness and the worthiness of life and goodness.
    One of my favorite quotes in the book: Dragan realized "He's been asleep since the ...continue

    War wears people down and strips away the spirit of life. But this book is not merely about the cruelty of war and hatred, it bellows the defiance against hopelessness and the worthiness of life and goodness.
    One of my favorite quotes in the book: Dragan realized "He's been asleep since the war began. He know this now. In defending himself from death he lost his grip of life." "Civilization isn't a thing that you build and then there it is, you have it forever. It needs to be built constantly, recreated daily. It vanishes far more quickly than he ever would have thought possible. And if he wishes to live, he must do what he can to prevent the world he wants to live in from fading away. As long as there's war, life is a preventative measure."

    said on 

  • 4

    Il nucleo centrale del libro e' la storia del violoncellista Vedran Smajlović che nelle fasi iniziali dell'assedio di Sarajevo si esibi' in mezzo alle rovine della citta'. Non solo per i concittadini assediati ma affinche' l'essere umano in genere riscoprisse in se quello che la guerra cercava co ...continue

    Il nucleo centrale del libro e' la storia del violoncellista Vedran Smajlović che nelle fasi iniziali dell'assedio di Sarajevo si esibi' in mezzo alle rovine della citta'. Non solo per i concittadini assediati ma affinche' l'essere umano in genere riscoprisse in se quello che la guerra cercava continuamente di cancellare: la capacita' di "sentire".
    Attorno a questo fatto reale si intrecciano le storie di tre personaggi fittizi ma totalmente credibili: la ragazza cecchino Freccia; il giovane padre di famiglia Kenan; il vecchio panificatore Drogan.
    Attorno a loro si muovono ombre che per un attimo sotto i riflettori del racconto si animano della loro umanita' salvo poi scomparire "rasenti al muro" dissolvendosi nella polvere delle macerie.
    Non ci sono buoni e cattivi. Ci sono gli esseri umani e la guerra. C'e' la capacita' della guerra di fare emergere il bene o il male che e' in ciascuno di noi.
    Del resto e' arduo fare una scelta tra i delinquenti/politici locali che si arricchirono enormemente con l'assedio intercettando gli aiuti, i miliziani che non esitarono a compiere a loro volta eccidi e i serbo-bosniaci che assediarono i loro stessi ex-concittadini ... beh dicevo fare una scelta su chi disprezzare di piu' e' difficile.
    Ovviamente da ascoltare con il sottofondo dell'adagio di Albinoni.

    p.s.
    1) Non metto le cinque stelle perche' l'autore (e/o la casa editrice) ha fatto una "porcata" mettendo in copertina e in parte reinventando il violoncellista senza nemmero chiedere il consenso dello stesso.
    2) La versione audio dell'istituto nazionale ciechi e' eccellente. Se vi capita compratela.

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  • 4

    Ritrovare il senso della vita perduto tra gli spari

    Quelle note vibravano raggiungendo i cuori dei passanti, anche quelli più duri, anche quelli dei cecchini.
    Le storie di Galloway raccontate in questo libro hanno il filo conduttore che li unisce di un episodio realmente accaduto il 25 maggio 1992 a Sarajevo. Una granata uccide 22 persone ch ...continue

    Quelle note vibravano raggiungendo i cuori dei passanti, anche quelli più duri, anche quelli dei cecchini.
    Le storie di Galloway raccontate in questo libro hanno il filo conduttore che li unisce di un episodio realmente accaduto il 25 maggio 1992 a Sarajevo. Una granata uccide 22 persone che erano in fila per il pane e il violocellista Vedran Smailovic decide di suonare ogni giorni per 22 giorni nel punto in cui è esplosa la bomba.
    Da Wikipedia leggo che il libro è stato pubblicato senza consultare Smailovic e la sua foto è stata usata come copertina. Smailovic ha espresso il suo sdegno per questa pubblicazione. Tuttavia la sua storia fa solo da sfondo alle storie degli altri personaggi del libro, che sono in tre, ma che in realtà incarnano tutti gli abitanti di Sarajevo, con le loro paure, le incertezze, le emozioni, le abitudini e le morti della guerra. Galloway vuole entrare dritto nel cuore di queste persone, e ci riesce. Si sente l'ansia e la tragicità di una guerra che non si può comprendere fino in fondo se non la si vive. Ma tutte le persone delle città dopo tanti anni di granate, colpi di fucili, morti e feriti finiscono col ritrovarsi in una sorta di limbo, si ritrovano ad essere fantasmi in una città che sta scomparendo, finché non arriva qualcosa che li risveglia: la musica, che arriva dritta dove deve arrivare. Tutti sanno che non servirà ad aggiustare le cose o a riportare in vita i morti, primo fra tutti lo stesso musicista. Ma non è stato tutto vano. Forse in molti sono passati davanti al violoncellista senza badargli, ma c'è stato anche chi grazie a quella musica è ritornato finalmente vivo, con la voglia di essere pronto a ricostruire la città e i suoi abitanti una volta che la guerra sarà passata e col coraggio di prendersi la responsabilità delle proprie azioni. Perché dalla guerra si esce morti o rinati.

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  • 4

    Durante toda la lectura se percibe el dolor, la desesperanza, la tristeza, el abandono que siente la población ante tan dramática situación. He vuelto a recordar las sensaciones que me invadían cada vez que los noticiarios nos hablaban de esa zona en aquella guerra: rabia, impotencia y vergüenza ...continue

    Durante toda la lectura se percibe el dolor, la desesperanza, la tristeza, el abandono que siente la población ante tan dramática situación. He vuelto a recordar las sensaciones que me invadían cada vez que los noticiarios nos hablaban de esa zona en aquella guerra: rabia, impotencia y vergüenza de nuestros gobernantes que permanecieron con los brazos cruzados mientras la población civil era masacrada impunemente.
    http://buscapina7.blogspot.com.es/2013/11/el-vilonchelista-de-sarajevo.html

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  • 3

    Spezzato di vita sulla guerra a Sarajevo. La storia gira intorno ad un uomo, un violoncellista, che decide di suonare per 22 giorni, quanti i morti fatti in piazza a causa di una granata, in fila per il pane. L'autore parla attraverso gli occhi di Freccia, di Dragan e di Kenan, alternando le loro ...continue

    Spezzato di vita sulla guerra a Sarajevo. La storia gira intorno ad un uomo, un violoncellista, che decide di suonare per 22 giorni, quanti i morti fatti in piazza a causa di una granata, in fila per il pane. L'autore parla attraverso gli occhi di Freccia, di Dragan e di Kenan, alternando le loro esperienze di guerra, di vita, di dolore.
    Non conoscevo questa storia e non pensavo fosse vera! Un uomo che ha suonato ogni giorno alle 16 per 22 giorni onorare simbolicamente, oltre quei 22, tutti le vittime della guerra, dando speranza al prossimo.

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  • 0

    One day a shell lands in a bread line and kills twenty-two people as the cellist watches from a window in his flat. He vows to sit in the hollow where the mortar fell and play Albinoni's Adagio once a day for each of the twenty-two victims. The Adagio had been re-created from a fragment after the ...continue

    One day a shell lands in a bread line and kills twenty-two people as the cellist watches from a window in his flat. He vows to sit in the hollow where the mortar fell and play Albinoni's Adagio once a day for each of the twenty-two victims. The Adagio had been re-created from a fragment after the only extant score was firebombed in the Dresden Music Library, but the fact that it had been rebuilt by a different composer into something new and worthwhile gives the cellist hope. Meanwhile, Kenan steels himself for his weekly walk through the dangerous streets to collect water for his family on the other side of town, and Dragan, a man Kenan doesn't know, tries to make his way towards the source of the free meal he knows is waiting. Both men are almost paralyzed with fear, uncertain when the next shot will land on the bridges or streets they must cross, unwilling to talk to their old friends of what life was once like before divisions were unleashed on their city. Then there is Arrow, the pseudonymous name of a gifted female sniper, who is asked to protect the cellist from a hidden shooter who is out to kill him as he plays his memorial to the victims.

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  • 4

    Nell'orrore dell'assedio, dove domina un'assurda violenza, il gesto di un violoncellista che, esponendosi al fuoco dei cecchini per 22 giorni ritorna a suonare sul luogo dove 22 persone sono rimaste uccise da una bomba mentre erano in fila per comprare il pane, risveglia la speranza e il desider ...continue

    Nell'orrore dell'assedio, dove domina un'assurda violenza, il gesto di un violoncellista che, esponendosi al fuoco dei cecchini per 22 giorni ritorna a suonare sul luogo dove 22 persone sono rimaste uccise da una bomba mentre erano in fila per comprare il pane, risveglia la speranza e il desiderio di riscatto dall'abbrutimento nella vita dei tre personaggi di cui narra il romanzo. Bellissimo, struggente.
    pag 105 "Dragan desiderava ancora tutto il bene possibile per suo figlio e che il mondo cambiasse, ma non ragionavamai su che cosa avrebbe potuto fare per realizzare questo suo desiderio, sul possibile effetto delle sua azioni. Ora si chiede spesso se abbia fatto o non fatto qualcosa che possa aver contribuito, sia pur in minima parte, alla disintegrazione della usa città. Si chiede che cosa sarebbe accaduto se gli uomini sulle montagne e quelli in città avessero avuto nel cuore un briciolo di quella benevolenza ispirata e ricevuta da un neonato."

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  • 2

    A Very Disappointing Read

    I read 70 pages or so of this when I find myself skim reading the remaining sections. It is hard for me to even finish it, which is unfortunate as I expected it to be something heart-wrenching and profound because of Khaled Hosseini's review on the front cover. I've been so smitten by Khaled Hoss ...continue

    I read 70 pages or so of this when I find myself skim reading the remaining sections. It is hard for me to even finish it, which is unfortunate as I expected it to be something heart-wrenching and profound because of Khaled Hosseini's review on the front cover. I've been so smitten by Khaled Hosseini. The author seemed to have gone through substantial efforts of describing how good life used to be before the war and how precarious life is now, and the tedious narration, trying in vain I suppose to create some sort of emotion within the reader, simply killed any interest left in me. As an ordinary person who has been fortunate enough not to experience wars, I anticipated the book to tell me more, but it completely failed me.

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  • 4

    pensieri da dentro la città assediata, terribili e assurdi ma con un sottile filo di speranza nella capacità umana di RESISTERE e RICOMINCIARE...

    said on 

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