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Eleanor Rigby

By Douglas Coupland

(40)

| Paperback | 9780007162529

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Book Description

Following the hugely acclaimed bestseller Hey Nostradamus! comes a major new novel from Douglas Coupland: the wonderfully warm, funny, life-affirming story of Liz Dunn, a woman who has spent her whole life alone and lonely - until now...This is a bri Continue

Following the hugely acclaimed bestseller Hey Nostradamus! comes a major new novel from Douglas Coupland: the wonderfully warm, funny, life-affirming story of Liz Dunn, a woman who has spent her whole life alone and lonely - until now...This is a brilliant work of commercial literary fiction from an author who just gets better and better. 'My name is Liz Dunn. The Liz Dunns of this world take classes in croissant baking, and would rather chew on soccer balls than deny their children muesli. They own one sex toy, plus one cowboy fantasy that accompanies its use...Look at me: I am a traitor to my name: I'm not cheerful; I'm drab. I'm crabby and friendless. And lonely.' Liz Dunn is 42 years old, and lonely. Her house is like 'a spinster's cell block', and she may or may not snore - there's never been anybody to tell her. Then one day in 1997, with the comet Hale Bopp burning bright in the blue-black sky, Liz receives an urgent phone call asking her to visit a young man in hospital. All at once, the loneliness that has come to define her is ripped away by this funny, smart, handsome young stranger, Jeremy. Her son.
Eleanor Rigby is a tale of loneliness and hope that introduces Douglas Coupland's finest character yet. Illuminated by a wonderfully gentle, searching wisdom, it sees Coupland ascend to a new level of peace and grace in his ever-more-extraordinary career.

44 Reviews

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  • 3 people find this helpful

    Un libro stranissimo. Un libro in cui non sai mai bene se puoi fidarti o se l'autore ti sta prendendo in giro. Esagerato e caricaturale per certi versi, ma splendidamente sarcastico e altrettanto splendidamente coinvolgente. Ti lascia qualcosa questo ...(continue)

    Un libro stranissimo. Un libro in cui non sai mai bene se puoi fidarti o se l'autore ti sta prendendo in giro. Esagerato e caricaturale per certi versi, ma splendidamente sarcastico e altrettanto splendidamente coinvolgente. Ti lascia qualcosa questo libro, ti fa riflettere a sorpresa. Bello quando trovi dei romanzi così.

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    Pollapollina said on May 22, 2014 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    Coupland è una certezza: riesco sempre a trovare una parte di me nei suoi libri. Il suo pregio principale, indubbiamente, è la profondità nascosta sotto la leggerezza della scrittura. In questo libro si parla di solitudine e non ci sarebbe molto da s ...(continue)

    Coupland è una certezza: riesco sempre a trovare una parte di me nei suoi libri. Il suo pregio principale, indubbiamente, è la profondità nascosta sotto la leggerezza della scrittura. In questo libro si parla di solitudine e non ci sarebbe molto da stare allegri se non ci fosse quella marcia in più dell'intelligente sarcasmo tipico dell'autore, capace di tratteggiare un personaggio principale ed una vicenda che ci sa fare sorridere, pensare, ma anche immalinconire.
    Colpiscono la brutale schiettezza, la capacità di mettere a nudo le ansie e gli aneliti verso l'infinito dell'animo umano, l'imprevedibilità della vicenda, i personaggi mai banali (ma spesso un po' monodimensionali).
    Per farvi capire su quali binari ci si muove (si parla di una visione di uno dei protagonisti):
    «[...] La scorsa settimana mi ha detto di aver avuto una visione in cui due ex amanti si vedevano per strada. Si erano lasciati male e per punizione ogni volta che si incontravano arrugginivano un po', come robot. Alla fine, si sono arrugginiti a tal punto da rimanere immobili l'uno di fronte all'altra. [...]».
    Non lo comprereste ad occhi chiusi un libro così?

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    ziabice said on Sep 16, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non sono ancora sicura di cosa penso di questo romanzo. Sicuramente la narrazione in prima persona di Liz, che ci parla dal futuro e ha l'abitudine di evitare completamente un argomento fino a quando non è più possibile farlo, e quindi ci catapulta a ...(continue)

    Non sono ancora sicura di cosa penso di questo romanzo. Sicuramente la narrazione in prima persona di Liz, che ci parla dal futuro e ha l'abitudine di evitare completamente un argomento fino a quando non è più possibile farlo, e quindi ci catapulta all'improvviso nel bezzo di un evento inaspettato, a volte anche estremamente surreale (sto pensando all'episodio dell'aeroporto in particolare), è avvincente, ma a tratti le sue riflessioni sulla solitudine e sulla mortalità (o semplicemente la morte) riescono ad essere vagamente noiose. Nel complesso una storia di evoluzione personale che nonostante la trama e il finale riesce ad evitare del tutto la svenevolezza grazie ad una profondissima e dolentissima tristezza che risulta piuttosto affascinante.

    http://robertabookshelf.blogspot.it/2013/06/eleanor-rig…

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    ζ Roberta said on Jun 2, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Qualcuno molto più saggio di me ha detto che nessuno è noioso se è disposto a dire la verità su di sé. Per essere più precisi, qualcuno altrettanto saggio ha detto che le cose delle quali ci vergogniamo sono quelle che ci rendono interessanti."

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    Ofelia.. is dead said on Sep 3, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    La trama è eccessiva e inverosimile, lo stile a tratti autocompiaciuto, anche se mai fastidiso: ma il romanzo, per me, è bello, l'ho letto velocemente e con piacere; e mi ha addirittura arricchito.

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    Alessandro P. said on Aug 21, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Come la protagonista della celeberrima canzone dei Beatles, Elizabeth Dunn è una donna sola e serenamente rassegnata ad un’esistenza priva di guizzi emotivi e di affetti importanti. Un lavoro impiegatizio ben retribuito, una bella casa arredata senza ...(continue)

    Come la protagonista della celeberrima canzone dei Beatles, Elizabeth Dunn è una donna sola e serenamente rassegnata ad un’esistenza priva di guizzi emotivi e di affetti importanti. Un lavoro impiegatizio ben retribuito, una bella casa arredata senza il minimo gusto e pochi contatti con la cerchia dei familiari più stretti che ancora la tormentano a quasi quarant’anni: una madre vedova sbiellata da troppi sbalzi d’umore, una sorella vamp un po’ carogna, ed un fratello egoista e insoddisfatto, con insopportabili moglie e marmocchi al seguito. Incolore, sottilmente acida, affogata in una routine deprimente ma consapevole e non priva di autoironia, Liz è abilissima quando si tratta di rendersi invisibile al resto del mondo, inespressiva, ma anche quando aggrapparsi ai sogni ad occhi aperti diventa una necessità per convivere in maniera dignitosa con la propria irriducibile misantropia. Tra rari momenti di sentimentalismo ed autocommiserazione (come la spassosa maratona cinematografica delle lacrime) ed una bella rassegna di caustiche riflessioni sul vivere contemporaneo, la sua vita procede senza particolari rimpianti sui binari di un tranquillo isolamento fino al giorno in cui il destino irrompe con forza e le offre una carta importante. Decisa a lasciarsi finalmente andare alla corrente, con una curiosità non più frustrata a guidarne l’estro come nuova chiave di lettura sul reale, Liz raccoglie il passaggio della cometa Hale-Bopp come il presagio ed il pretesto giusti per ripartire, sbarazzarsi delle cattive idee, delle abitudini insensate e dell’eccessivo razionalismo. Fin qui si resta sul piano dei buoni propositi e dei divertenti flussi di coscienza imbastiti da un’eroina anomala e ben poco attraente, ma la vera scossa nelle vicende come nel taglio stesso del romanzo è offerta dall’incontro con la seconda cometa – meglio, una meteora – che scombina ogni piano e dona concretezza a quelle stesse fragili aspirazioni. Sarà determinante il fugace ma memorabile cataclisma sentimentale portato in dote dal ventenne Jeremy, figlio di un passato sepolto e piccolo guitto sfrontato e visionario, a riequilibrare ogni assetto nella narrazione e salvare la protagonista dalla cancrena di un destino crudele.

    Maneggiando con fare disinvolto temi universali e consumati quali la solitudine, la malattia e la morte, Coupland si è esposto in ‘Eleanor Rigby’ a tutti i rischi del caso ma non ha sbagliato. Forse per la prima volta ha scelto di abbandonare i registri canonici del romanzo generazionale sul disincanto per dedicarsi con straordinaria delicatezza ad un solo personaggio e alla sua parabola umana, alla svolta che solo l’amore innato per un figlio può aprire in un cuore indurito dall’abbandono. Un terreno scivolosissimo quello dei sentimenti, affrontato però dallo scrittore canadese con un piglio ed un’umanità rigorosi, coinvolgenti e mai comodamente consolatori, evitando in modo opportuno ogni deriva pietista, le ovvie suggestioni del patetico ed affidandosi in via esclusiva alla sensibilità tutta femminile e all’intelligenza pulsante, non artefatta, di una protagonista enorme, squisitamente e finemente caratterizzata dalla prima all’ultima pagina. Ancora una volta non mancano i passaggi al limite dell’incredibile, gli sviluppi strampalati e le famiglie disfunzionali, ma sono soltanto piccoli fuochi d’artificio in una notte altrimenti più che verosimile, dove gioie e dolori arrivano alla spicciolata con la precisione dei frammenti di vita vera ed anche un lieto fine un po’ ingombrante è accolto e registrato dal lettore meno prevenuto senza particolari scompensi. Davvero eccellente la prima parte, quella con meno azione e più ricami psicologici a decorare una straordinaria sequenza alternata di flashback incisivi e miserie quotidiane, con la ciliegina macabra dei ricordi di un’estate lontana degna di ‘Stand By Me’. Seconda metà più sfilacciata e pirotecnica, tenuta in piedi con mestiere da Coupland e comunque più che godibile. Tra una lacrima estorta senza ricatti apparenti e diverse risate in alleggerimento, una lettura indubbiamente piacevole.

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    Seashanty said on Aug 9, 2012 | Add your feedback

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