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Elefanten som gick upp i rök och andra berättelser

By Haruki Murakami

(1)

| Others | 9789179642242

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  • 1 person finds this helpful

    Tre stelline..

    Primo libro che leggo di questo scrittore giapponese e devo dire che il primo pensiero che mi veniva in mente al termine di ognuno dei 17 racconti, era che tutto quello che andavo a leggere fosse molto ''strano''. Murakami ha la capacità di scrivere ...(continue)

    Primo libro che leggo di questo scrittore giapponese e devo dire che il primo pensiero che mi veniva in mente al termine di ognuno dei 17 racconti, era che tutto quello che andavo a leggere fosse molto ''strano''. Murakami ha la capacità di scrivere in maniera scorrevole, mai banale, ma nonostante ciò ho fatto a volte un po' di fatica ad andare avanti nella lettura: i racconti mi sembravano come incompiuti, e se lo scrittore avesse detto e fatto capire qualcosa in più li avrei potuti apprezzare maggiormente, ma forse l'intento di Murakami era proprio quello di far capire e non capire al tempo stesso, lasciando il lettore in uno stato di ''inquietudine''. Tuttavia ci sono stati dei racconti che mi son piaciuti così come erano stati scritti, primo tra tutti ''Affare di famiglia'', molto divertente e allo stesso tempo commovente, ma anche ''Sonno'', ''Silenzio'', ''Il nano ballerino'', e ''Vedendo una ragazza perfetta al 100%...''. Leggerò sicuramente altro di Murakami, e forse i romanzi mi piaceranno di più.

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    *Amaranthe* said on Jul 4, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    dalla cina ai canguri

    Una raccolta di racconti scorrevoli e strani, un flusso di pensieri e creature fantastiche. C'è un po' di tutto senza un filo logico preciso. Non male.

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    LelaCosini said on May 22, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    L'elefante scomparso e altri racconti, Haruki Murakami

    Devo fare una premessa. Il primo libro che ho letto di Murakami è stato "Norwegian Wood", libro che mi ha totalmente conquistato. Dopo questa lettura fui presto messa in guardia sul fatto di non aspettarmi un Murakami come quello che avevo conosciuto ...(continue)

    Devo fare una premessa. Il primo libro che ho letto di Murakami è stato "Norwegian Wood", libro che mi ha totalmente conquistato. Dopo questa lettura fui presto messa in guardia sul fatto di non aspettarmi un Murakami come quello che avevo conosciuto, perché in realtà avrei trovato il suo stile completamente differente.
    Questi consigli mi avevano da un lato spaventato, ma dall'altro lato mi avevano reso scettica. Pensavo "come può cambiare così tanto lo stile di uno stesso autore?". Tuttavia lo spavento è prevalso per molto tempo e solo dopo quattro anni circa dalla prima lettura di "Norwegian Wood" ho deciso di dedicarmi nuovamente a Murakami, con una raccolta di racconti.
    Ecco, leggendo questi racconti ho capito gli avvertimenti. Lo stile di Murakami è davvero complesso. Ha un'eleganza tutta sua che si fa leggere senza particolari sforzi, ma le storie narrate.. be', sono tutta un'altra questione.
    Murakami sembra tramutarsi in una piccola mosca e sbirciare indisturbato piccoli e brevi scorci di vita di alcune persone. Tu, lettore, sembri intravedere una storia e attendi che essa si srotoli davanti ai tuoi occhi, pagina per pagina. E sta qui l'errore. Perché Murakami non vuole giungere ad uno scopo preciso, vuole solo raccontare cosa succede in quel preciso dove e in quel preciso quando, senza curarsi di dare risposta ai quesiti che il lettore, inevitabilmente, si pone.
    Così puoi decidere: o ti fai mosca anche tu e ti accontenti di volare vicino vicino ai personaggi per qualche ora o poco più, per poi essere scacciata via quando lo desiderano loro, oppure ti infastidisci perché vorresti sapere come va a finire quella certa storia e Murakami, sapientemente e coscientemente, ti lascia a bocca asciutta proprio nel momento migliore.

    Io mi trovo a metà strada. Per la prima metà del libro ho provato fastidio. Ho trovato quelle storie come bozzoli che, se solo Murakami avesse proseguito ancora un po', si sarebbero potute trasformare in splendide farfalle e che, invece, sono rimaste solo piccoli bruchi. Ad un certo punto, però, ho imparato a individuare il momento in cui dovevo prepararmi a dire addio ad un personaggio e da lì ho apprezzato maggiormente ciò che leggevo.
    Non so se darò un'altra possibilità a questo autore. Sicuramente non è semplice da leggere ed interpretare, ma non metto in dubbio il suo talento. Forse devo solo riuscire a comprenderlo meglio e, quindi, amarlo.

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    Madame Blanche said on Apr 30, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Per la maggior parte dei racconti mi sono chiesta: ma questa è una parte della sua vita? Quando uno scrittore riesce a fare questo... beh allora ce l'ha fatta! Non importa cosa ha veramente deciso di scrivere di vero della sua vita Murakami e cosa no ...(continue)

    Per la maggior parte dei racconti mi sono chiesta: ma questa è una parte della sua vita? Quando uno scrittore riesce a fare questo... beh allora ce l'ha fatta! Non importa cosa ha veramente deciso di scrivere di vero della sua vita Murakami e cosa no... Perché è tutto scritto talmente bene e in maniera talmente realistica che potrebbe farmi credere di tutto!!!

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    Micol said on Mar 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    È la prima volta che leggo Murakami quindi non ho letto nessuno dei suoi romanzi. Ho trovato i primi racconti un po' monotoni e ridondanti, ma è una mia visione personale. Si nota benissimo la crescita dello scrittore negli anni (ogni racconto è data ...(continue)

    È la prima volta che leggo Murakami quindi non ho letto nessuno dei suoi romanzi. Ho trovato i primi racconti un po' monotoni e ridondanti, ma è una mia visione personale. Si nota benissimo la crescita dello scrittore negli anni (ogni racconto è datato), aumentando lo spessore della raccolta.
    Ho ritrovato linee comuni in più o meno tutti i racconti: i riferimenti alla musica, alla cultura occidentale, agli avvenimenti indefiniti delle giornate e della quotidianità.
    I personaggi si ritrovano in situazioni e a contatto con persone che apprezzano ma che allo stesso vivono con disturbo e disagio, senza capirne mai a pieno le motivazioni. Fanno cose semplicemente perché trasportate dagli eventi, ma con un certo distacco che non si trasforma mai vero cinismo. Oppure si trovano a fare riflessioni complicate ma che ogni persona può arrivare a formulare.
    Infine posso dire che è una lettura che ho sofferto un po' nella prima parte ma che si riprende procedendo. Di certo ci sono tutte le carte per riconoscere in Murakami le capacità dello scrittore di razza.

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    Monologhi interiora said on Dec 30, 2013 | Add your feedback

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