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Elegie duinesi

Di

Editore: Fabbri

4.5
(446)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 141 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000021537 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Franco Rella

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Da consultazione

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Descrizione del libro
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  • 0

    Heidelberg, New York e alcuni amici

    I.
    Nel film "W.E. Edward e Wallis" una fanciulla di
    New York in una casa di New York di un profugo


    esteuropeo prende in mano un testo dalla libreria del
    profugo esteuropeo


    Beh, che libro è?
    Un libro di Rilke. Lo prende, lo guarda, lo


    rimette giù.
    E' l'unica cosa bella del fi ...continua

    I. Nel film "W.E. Edward e Wallis" una fanciulla di New York in una casa di New York di un profugo

    esteuropeo prende in mano un testo dalla libreria del profugo esteuropeo

    Beh, che libro è? Un libro di Rilke. Lo prende, lo guarda, lo

    rimette giù. E' l'unica cosa bella del film.

    II. Io ho un'amica che dopo averlo visto ha detto: "dopo tutto è un bel film".

    Sì, dopo tutto il film cioè alla fine del film ti viene da dire bello. C'è un passo di Heine che suona grossomodo così:

    Heidelberg è una gran città, specie quando la guardi mentre te ne vieni via.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggere le Elegie duinesi immersa nelle colline della Valpolicella con un calice di Amarone in mano (nulla di meglio per la meditazione), penso sia una delle esperienze più trascendendi che io abbia mai provato. Che altro aggiungere?

    ha scritto il 

  • 5

    ...
    Credi davvero che l'abbia scosso così il tuo apparire
    leggero, tu, che vai come la brezza del mattino?
    Certo gli turbasti il cuore, ma turbe più antiche
    si scaricarono in lui all'urto di quel tocco
    Richiamalo...tu non puoi richiamarlo del tutto da
    oscura compagnia.
    Certo egli vuole, egli fug ...continua

    ... Credi davvero che l'abbia scosso così il tuo apparire leggero, tu, che vai come la brezza del mattino? Certo gli turbasti il cuore, ma turbe più antiche si scaricarono in lui all'urto di quel tocco Richiamalo...tu non puoi richiamarlo del tutto da oscura compagnia. Certo egli vuole, egli fugge; alleviato, si abitua all'intimità del tuo cuore..

    ha scritto il 

  • 5

    Finito!, o meglio: finito? E' mai possibile finirlo, posare questo libro tra gli altri libri e lasciarlo lì ad impolverarsi? Rilke, la scoperta dell'anno. Continuo a prenderlo e a lasciarlo, a rileggere i versi di uno dei più grandi poeti europei del secolo scorso, difficile, tanto difficile, e p ...continua

    Finito!, o meglio: finito? E' mai possibile finirlo, posare questo libro tra gli altri libri e lasciarlo lì ad impolverarsi? Rilke, la scoperta dell'anno. Continuo a prenderlo e a lasciarlo, a rileggere i versi di uno dei più grandi poeti europei del secolo scorso, difficile, tanto difficile, e per questo ingiustamente poco noto. E' uno di quei libri specchio, che continui a leggere e ogni volta scopri e apprendi qualcosa in più su di te. Un capolavoro, in definitiva! Il bello dei grandi libri: sembra quasi che sia stato tu a scriverli, ma sai che mai avresti potuto.

    ha scritto il 

  • 5

    [Ma perché essere qui è molto, e perché pare
    che il tutto qui ha bisogno di noi, questo
    svanire che strano ci accade. A noi,
    i più svanenti. Una volta,
    ciascuno, solo una volta. Una volta, e non più.
    E noi anche una volta. Mai più. Ma questo
    esser stato una volt ...continua

    [Ma perché essere qui è molto, e perché pare che il tutto qui ha bisogno di noi, questo svanire che strano ci accade. A noi, i più svanenti. Una volta, ciascuno, solo una volta. Una volta, e non più. E noi anche una volta. Mai più. Ma questo esser stato una volta, seppure solo una volta: esser stato terreno, non sembrava revocabile.] Dalla Nona elegia

    ha scritto il 

  • 3

    Non esistono componimenti della letteratura greca brutti quanto quelli di Parmenide, grande filosofo che ebbe però l'infelice idea di costruire i propri trattati in forma metrica. Le parti peggiori del "De rerum natura" sono senz'altro quelle in cui Lucrezio parte con l'idea di proporre una tesi ...continua

    Non esistono componimenti della letteratura greca brutti quanto quelli di Parmenide, grande filosofo che ebbe però l'infelice idea di costruire i propri trattati in forma metrica. Le parti peggiori del "De rerum natura" sono senz'altro quelle in cui Lucrezio parte con l'idea di proporre una tesi filosofica e da lì prosegue nel profondersi in un'argomentazione versificata della medesima ; la poesia usata come strumento in funzione della filosofia, la dottrina come perno su cui costruire il lirismo. Persino alcuni passi dimostrativi in Dante (come quello dell disputa teologica con l'aquila) risultano impostati e ben lontani dal trasporto di quelli dettati dalla pura aspirazione. Rilke aveva un'ottima lucidità di pensiero e un buon acume nell'individuare l'inquietudine del secolo breve ; peccato che spesso al buon pensatore si accompagni un pessimo poeta. Ci sono momenti di trasporto e altri in cui le strofe diventano uno stucchevole diagramma dove l'autore sciorina le proprie intuizioni filosofiche - non mi stupisco che quest'opera fosse così amata da Wittgenstein. La poesia - almeno per me - deve essere una lucida visione del poeta sul mondo e sull'uomo ; ben venga il contenuto filosofico, ma che vada di pari passo con l'ispirazione formale, altrimenti rimane solo un'interessante trattato. Ciò che trovo in Dante, Keats o Blake non riesco a trovarlo in Rilke, a parte alcuni sprazzi di purezza poetica. Eliot insisteva proprio sull'importanza ci conciliare posizione filosofica e lucidità lirica, senza il prevalere dell'una sull'altra; i versi sono la voce originale e personalizzata che esprimono la concezione dell'autore sul mondo, la lente della sua dottrina. Questo Eliot l'aveva capito, Rilke no. Per questo motivo preferisco di gran lunga il primo al secondo quale cantore del male di vivere.

    ha scritto il 

  • 5

    Come una preghiera

    Liebende kooennten in der Nacht wunderlich reden denn es scheint, dass uns alles verheimlicht siehe es die Baeume sind, die Haeuser, die wir bewohnen bestehen noch wir nur ziehen allem vorbei wie ein Luftiger Austausch...

    ha scritto il 

  • 4

    E l'abbraccio, per voi [amanti], è una promessa
    quasi d'eternità. Eppure, dopo lo sgomento
    dei primi sguardi, e lo struggersi alla finestra
    e la prima passeggiata fianco a fianco, una volta per il giardino,
    amanti, siete amanti ancora? quando vi sollevate
    per porvi alla bocca ...continua

    E l'abbraccio, per voi [amanti], è una promessa quasi d'eternità. Eppure, dopo lo sgomento dei primi sguardi, e lo struggersi alla finestra e la prima passeggiata fianco a fianco, una volta per il giardino, amanti, siete amanti ancora? quando vi sollevate per porvi alla bocca l'un l'altro -: bevanda a bevanda: o come stranamente bevendo sfuggite a quel bere. [II elegia]

    (Rilke è talmente immenso che segue un filo tutto suo.)

    Ma se i morti infinitamente dovessero mai destare un simbolo in noi, vedi che forse indicherebbero i penduli amenti dei nocciòli spogli, oppure la pioggia che cade su terra scura a primavera.

    E noi che pensiamo la felicità come un'ascesa, ne avremmo l'emozione quasi sconcertante di quando cosa ch'è felice, cade. [X elegia]

    (E comunque esistono talmente tante traduzioni, che al solito l'unica versione che meriterebbe di esser letta è l'originale.)

    ha scritto il 

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