Con un'introduzione all'opera ed una biografia critica e una bibliografia a cura di Vittorio Spinazzola
Ha scritto il 08/07/17
Potente affresco rurale
Regge bene il tempo la Deledda e vale tutti gli Haruf. Non è che io preferisca gli armenti e i pastori di casa mia bensì la forza della narrazione vince la mia ritrosia per la narrazione di temi e ambienti così sideralmente lontani da me. Signori ...Continua
  • 1 mi piace
  • 1 commento
Ha scritto il 01/03/17
“Una canna che si piega al primo urto di vento”
Elias Portolu è uno dei romanzi più famosi e conosciuti di Grazia Deledda. Comparve per la prima volta a puntate sulla rivista fiorentina “Nuova antologia” nel 1900 e fu pubblicato in volume unico nel 1903, grazie ad una casa editrice ...Continua
  • 4 mi piace
  • 6 commenti
Ha scritto il 13/03/16
“Ebbene, cosa dici tu? Lascia ridere i ragazzi; è tempo che si divertano, loro; noi ci siamo già divertiti”
Elias, condannato a una pena detentiva, ritorna dopo molti anni dalla sua famiglia che vive nella Barbagia, una regione della Sardegna. S’innamora perdutamente di Maddalena, la compagna del fratello Pietro e con lei commette un adulterio. Dopo ...Continua
  • 8 mi piace
  • 2 commenti
Ha scritto il 10/02/16
E' ufficiale: amo Grazia Deledda, ormai mia scrittrice preferita!
Mi sembra doveroso porre con questa recensione un umile ma sincero omaggio alla scrittrice sarda, Grazia Deledda. Devo ringraziare il caso che me l'ha fatta conoscere. E' una penna classica ma contemporanea per le tematiche trattate: passione, ...Continua
  • 4 mi piace
  • 2 commenti
Ha scritto il 07/04/14
ho avuto la fortuna di leggerlo mentre ero in Sardegna (dove è ambientato) ed è stato come leggerlo in "3D", poichè tutto ciò che viene descritto mi circondava. Che la Deledda sia un nobel lo si capisce da subito, dalle prime righe, dalla ...Continua

Ha scritto il Mar 13, 2016, 15:52
“Figlio mio, piccolo figlio mio” gemette fra sé “tu muori ed io non ti ho amato, ed io, invece di amarti, di curarti, di strapparti alla morte, mi sono perduto in un vero rancore, in una vana gelosia…ed ora tutto finisce e non c’è più ...Continua
Pag. 89
Ha scritto il Mar 13, 2016, 15:52
“Figlio mio, piccolo figlio mio” gemette fra sé “tu muori ed io non ti ho amato, ed io, invece di amarti, di curarti, di strapparti alla morte, mi sono perduto in un vero rancore, in una vana gelosia…ed ora tutto finisce e non c’è più ...Continua
Pag. 89
Ha scritto il Mar 13, 2016, 15:51
“Addio. L’assiuolo riprende il suo grido prolungato, cadenzato, vibrato nel silenzio infinito delle macchie. Nelle notti fragranti di lentischio, nei lunghi giorni luminosi, esso è il re della solitudine, esso solo impera e il suo grido ...Continua
Pag. 79
Ha scritto il Mar 13, 2016, 15:51
“Vedi perché Dio ha creato il giorno e la notte? Il giorno per dar agio al demonio di combattere contro di noi; la notte perché possiamo raccoglierci in noi stessi e vincere le tentazioni. Le notti come queste sono fatte per ciò, perché in ...Continua
Pag. 77

- TIPS -
Nessun elemento trovato
Aggiungi per primo una immagine!

Ha scritto il Nov 10, 2016, 15:49
853 DEL 3206 Letteratura Italiana

- TIPS -
Nessun elemento trovato
Aggiungi per primo un video!

Lorem Ipsum Color sit Amet
di Nome Autore
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur Suspendisse varius consequat feugiat.
Scheda libro
Aggiungi