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Elizabeth Costello

Di

Editore: Einaudi (ET scrittori; 1328)

3.7
(326)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Svedese , Polacco

Isbn-10: 8806174568 | Isbn-13: 9788806174569 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Baiocchi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
In "Elizabeth Costello" Coetzee trova una forma nuova di scrittura: un romanzoin sei stazioni dove la narratrice, ormai anziana, insegue le emozioni e isentimenti della vita con il pensiero. Elizabeth Costello è una scrittriceaustraliana famosa per il suo primo romanzo, e proprio per questo vienepremiata e invitata a tenere conferenze in tutto il mondo. Evitandoostinatamente di soddisfare la curiosità del pubblico sul significato del suoromanzo, e sulla sua storia personale, Costello in ogni apparizione pubblicaracconta storie che raramente i presenti vogliono ascoltare, affrontaargomenti inquietanti, questioni difficili e controverse, spesso conantagonisti preparati e determinati quanto lei.
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  • 5

    Hortus Conclusus

    Questo libro non doveva scavalcare il mio rovente muro d'orto. Non in questo modo, perché questo è il libro che avrei voluto scrivere io! e adesso ho scoperto che l'ha già scritto un'altro che mi ha pure soffiato il premio Nobel.
    Ne ho invidiato ogni riga ogni parola ogni segno di punteggiatura e ...continua

    Questo libro non doveva scavalcare il mio rovente muro d'orto. Non in questo modo, perché questo è il libro che avrei voluto scrivere io! e adesso ho scoperto che l'ha già scritto un'altro che mi ha pure soffiato il premio Nobel. Ne ho invidiato ogni riga ogni parola ogni segno di punteggiatura e anche gli spazi bianchi fra le righe. Il capitolo finale, metafora della morte, è una costruzione gigantesca.

    ha scritto il 

  • 2

    Per il momento (metà libro) mi sento tanto il ragionier Fantozzi durante la proiezione de La corazzata Potemkin.


    Finito.
    Confermo: palla cosmica.
    Elizabeth Costello non è altro che un artificio letterario per dar voce ad un alter ego dell'autore, una protagonista che dietro un'eloquenza el ...continua

    Per il momento (metà libro) mi sento tanto il ragionier Fantozzi durante la proiezione de La corazzata Potemkin.

    Finito. Confermo: palla cosmica. Elizabeth Costello non è altro che un artificio letterario per dar voce ad un alter ego dell'autore, una protagonista che dietro un'eloquenza elegante nasconde un'inesauribile vena polemica. Però anche io credo nelle rane, solo questo so.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro difficile da descrivere

    Questo è il primo romanzo di J. M. Coetzee che ho letto e spero di leggerne degli altri. Lo stile di questo autore mi ha colpito; diretto, curato nei particolari... una storia che porta a numerose riflessioni e che svela pian piano aspetti diversi dello stesso personaggio, ovvero della scrittrice ...continua

    Questo è il primo romanzo di J. M. Coetzee che ho letto e spero di leggerne degli altri. Lo stile di questo autore mi ha colpito; diretto, curato nei particolari... una storia che porta a numerose riflessioni e che svela pian piano aspetti diversi dello stesso personaggio, ovvero della scrittrice Elizabeth Costello. Non saprei nemmeno come recensirlo, in verità; la parte che mi ha colpito è stata la "seconda lezione" (il libro si divide in lezioni non in capitoli, ogni lezione è una sorta di saggio che è stato pubblicato separatamente dall'autore e poi tutti e cinque saggi sono stati assemblati per formare un solo romanzo), ovvero "Il romanzo in Africa"; mi è piaciuto leggere l'esposizione del professore (personaggio amico della protagonista) africano sul concetto di romanzo in Africa. Ma anche la lezione in cui Elizabeth e la sorella, suora, discutono sulla religione e sull'uomo che crea croci di legno da una vita... Non voglio spoilerare troppo, credo che un romanzo vada gustato dalla prima fino all'ultima pagina. E' una storia particolare, ma non la definirei nemmeno una storia. Preferirei definire questo una sorta di percorso intellettuale. Una lunga, difficile riflessione.

    4/5

    Mi farebbe piacere conoscere i pareri di chi ha letto questo romanzo, io mi sono trovata davvero in difficoltà nel descriverlo. Sono rimasta spiazzata.

    A presto con altre recensioni!

    ha scritto il 

  • 4

    Coetzee, se vale de esta figura femenina para dar cuentas de sus reflexiones y motivaciones existenciales.
    Elizabeth Costello es su alter-ego, una reconocida novelista australiana que a través de ocho conferencias impartidas por buena parte del mundo, nos da muestras de su carácter, su personalid ...continua

    Coetzee, se vale de esta figura femenina para dar cuentas de sus reflexiones y motivaciones existenciales. Elizabeth Costello es su alter-ego, una reconocida novelista australiana que a través de ocho conferencias impartidas por buena parte del mundo, nos da muestras de su carácter, su personalidad, y su agónico anhelo por encontrar siempre las palabras adecuadas que llenen los vacíos en los que siempre nos quedamos inmersos. Esta mujer puede ser madre, hermana, amante, pero ante todo se siente escritora. Coetzee indaga de esta forma en la comprensión del ser humano. Sus debilidades, sus bajezas y sus numerosas sombras. Interesante e introspectiva.

    ha scritto il 

  • 4

    Elizabeth Costello (capire e capirsi)

    Ai personaggi di Coetzee si addice l'esitazione che paralizza o stizzisce. Questo romanzo interessantissimo esprime la poetica di Coetzee al suo meglio.


    Elizabeth Costello è una scrittrice che ha superato i sessanta, suo malgrado è tenuta a presiedere premi letterari e ad imbastire discor ...continua

    Ai personaggi di Coetzee si addice l'esitazione che paralizza o stizzisce. Questo romanzo interessantissimo esprime la poetica di Coetzee al suo meglio.

    Elizabeth Costello è una scrittrice che ha superato i sessanta, suo malgrado è tenuta a presiedere premi letterari e ad imbastire discorsi. Il libro è una spirale di impressioni in cui ad evidenziarsi è il lato assurdo, quasi casuale, della comprensione e della comunicazione.

    Il figlio della protagonista l'accompagna e la sostiene ma anche lui fatica ad accettare che sua madre sia la stessa autrice di romanzi aspri e Joyciani che con la Elizabeth Costello che conosce non hanno niente a che fare; e sua madre è la stessa che scrive libri e che gridava come una pazza quando lui era bambino: gridava "voi mi uccidete". Ora deve trattare davanti ad un platea su "Che cos'è il realismo?", della narrativa africana, oppure fino a dove deve spingersi nelle descrizioni cruente uno scrittore.

    Eccola che pensa che «non sarebbe mai dovuta venire. I convegni sono fatti per scambiarsi le idee, o almeno così dovrebbe essere. Non è possibile scambiarsi le idee se non si sa cosa si pensa.»

    Sua sorella è diventata una missionaria e tra loro ci sarà un bellissimo scambio di opinioni. Sua sorella crede nel Cristo sofferente, Elizabeth Costello crede a poche cose e non le sa definire, nell'ultimo capitolo una sorta di commissione kafkiana le chiederà di chiarire in cosa crede. Un tempo credeva nell'ebbrezza del corpo, adesso crede in qualcosa che sta per "insopprimibile spirito umano".

    Un filo di pietà sopravvive sulle ceneri proprio perché nessuno si capisce, lei e gli altri scrittori, il pubblico che le fa domande, suo figlio, sua sorella. Anche per se stessa Elizabeth ha esperienze che non ha mai rivelato a nessuno.

    Viveva a Melburne e si era lasciata rimorchiare da uno scaricatore nel porto della città, lui aveva 30 anni ed era brutale, lei 19 anni era giovane appassionata d'arte e ribelle e voleva fare l'amore con uno sconosciuto come se fosse un esperimento. Quando nella camera d'albergo decide di tirarsi indietro lui la prende a pugni, la spoglia e la scaraventa sul marciapiede nuda. Non lo dirà mai a nessuno e col tempo non lo dirà nemmeno più a se stessa perché nemmeno a se stessi bisogna dire tutto.

    ha scritto il 

  • 4

    Un tempo si faceva così

    Naturalmente c'era un elemento di trionfo nel mio modo di agire, un elemento di vanteria di cui non vado fiera: la donna forte che stuzzica l'uomo debole, mettendo in mostra il suo corpo e tenendosi allo stesso tempo a distanza. Provocare senza concedersi - ti ricordi? Un tempo si faceva così. ...continua

    Naturalmente c'era un elemento di trionfo nel mio modo di agire, un elemento di vanteria di cui non vado fiera: la donna forte che stuzzica l'uomo debole, mettendo in mostra il suo corpo e tenendosi allo stesso tempo a distanza. Provocare senza concedersi - ti ricordi? Un tempo si faceva così.

    [J.M. Coetzee - Elizabeth Costello - pag.100]

    ha scritto il 

  • 4

    Saggi messi in cornice

    Ecco come trasformare ciò che avrebbe potuto essere soltanto una raccolta di saggi o testi di conferenze su argomenti vari in un romanzo che non avrebbe probabilmente nulla in contrario nel sentirsi definire in qualche misura filosofico. Il trucco consiste nel metterli in una cornice narrativa ...continua

    Ecco come trasformare ciò che avrebbe potuto essere soltanto una raccolta di saggi o testi di conferenze su argomenti vari in un romanzo che non avrebbe probabilmente nulla in contrario nel sentirsi definire in qualche misura filosofico. Il trucco consiste nel metterli in una cornice narrativa creando per loro l'occasione (di tempo, spazio e luogo) per essere comunicati; il che dà in più all'autore la possibilità di andare oltre il semplice intervento su un dato tema: Cos'è il Realismo, Il romanzo in Africa, Le discipline umanistiche in Africa ecc. (ricordiamo che John Maxwell Coetzee è sudafricano, anche se dal 2006 è diventato ufficialmente cittadino australiano; nel 2003 è stato insignito del premio Nobel): gli consente, in maniera semplice e agevole, anche di approfondirlo, chiarirlo, ricamarci sopra. E Coetzee lo fa creando il personaggio dell'ormai anziana ma famosa scrittrice di Melbourne - l'Elizabeth Costello del titolo - che sembra essere la sua controfigura letteraria. Va da sé che di questa vengano raccontate anche qualche episodio biografico, le riflessioni espresse anche tramite una antichissima tecnica dialogica (i filosofi dell'antichità non esprimevano le loro tesi per mezzo di dialoghi o lettere?), nonché le sue convinzioni di scrittrice engagée e – a questo punto è inevitabile – sulla funzione dello scrittore in sé e nella società. E così dal semplice saggio o intervento accademico (Coetzee è un professore d'università benché si possa presumere che, a settantadue anni abbondanti, sia ormai in pensione) si perviene alla narrativa, al romanzo. Va detto che l'esperimento e quantomai ben riuscito. Ed è piuttosto innovativo. Questo significa che per apprezzarlo appieno bisogna avere alle spalle una cultura letteraria solida e essere di vaste letture: classici mondiali: da Omero a Daniel Defoe, a Kafka e, ovviamente,la Letteratura Inglese. Nella settima Lezione (così son definiti i capitoli nell'indice), “Davanti alla porta”, in cui da un sedicente “comitato” Elizabeth Costello viene giudicata in una situazione kafkiana, il nome dello scrittore praghese viene fatto espressamente. Ricorda anche quel romanzo del 1956 di Friedrich Dürrenmatt La panne. Una storia ancora possibile. John Maxwell Coetzee, bisogna dirlo, affascina, per i suoi temi, per le sue costruzioni letterarie e per il suo stile raffinato, colto, accademico ma mai noioso al punto che, finito un suo romanzo, ne vorresti inziare subito un altro.

    ha scritto il 

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