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Elliott Erwitt

Di

Editore: Contrasto

4.4
(30)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8869650499 | Isbn-13: 9788869650499 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Art, Architecture & Photography

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Descrizione del libro
Poeta dell'immagine, membro dell'agenzia Magnum, americano d'adozione, Elliott Erwitt, nato nel 1928, è un fotografo dallo spiccato senso dell'umorismo, "dallo sguardo mai ottimista, ma sempre elegante". La coincidenza, l'incontro fortuito di oggetti e di avvenimenti, sono il suo modo ammiccante di puntare il dito verso il ridicolo e il buffo. Il cane è il suo bersaglio preferito, amichevole metafora delle stramberie umane. Attraverso le sue immagini, Erwitt lancia le sue allegre provocazioni che colpiscono come pungenti aforismi.
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    "Far ridere la gente è uno dei più grandi successi che si possano ottenere. Farla ridere e piangere, alternativamente, come Chaplin sapeva fare, è poi il successo più grande di tutti. Non so se questo è il mio obiettivo, ma lo riconosco come fine supremo."


    "Il più grande complimento che ab ...continua

    "Far ridere la gente è uno dei più grandi successi che si possano ottenere. Farla ridere e piangere, alternativamente, come Chaplin sapeva fare, è poi il successo più grande di tutti. Non so se questo è il mio obiettivo, ma lo riconosco come fine supremo."

    "Il più grande complimento che abbia mai ricevuto è che nelle mie fotografie ci fosse grazia. Se le mie fotografie possono aiutare qualcuno a vedere le cose in un certo modo, è probabilmente a guardare le cose con leggerezza. Tutto è serio. Niente è serio."

    "Le fotografie di cani funzionano a due livelli. I cani sono buffi quando li cogli in certe situazioni, e alle persone piacciono le mie foto semplicemente perché amano i cani. Ma i cani hanno qualità umane e io penso che le mie fotografie abbiano un interesse antropomorfico. Di fatto, non hanno niente a che vedere con i cani... Voglio dire, spero che parlino della condizione umana. Ma la gente può vederle come vuole.
    Preferisco fotografare i cani francesi. ..."

    Anche la finale biografia è leggera e insieme seria.
    "1981. Si fa beccare diverse volte per eccesso di velocità.
    ...
    1988 - 1994. La maggior parte del tempo Elliott sta alla larga dai guai. Cerca di viaggiare meno, ma invano. [...] Guarda con costernazione alla fotografia fredda e volgare che va di moda e che ha soppiantato l'approccio semplice e diretto, basato sull'osservazione e sul cuore. Osserva lo sviluppo insidioso delle nuove tecniche di manipolazione delle immagini che, grazie al loro fascino, inquinano la pagina stampata e uccidono la fotografia che lui ama tanto... a meno che, per reazione, questa non ne esca ancora più forte."

    Secondo me la biografia se l'è scritta lui. E sì, speriamo che la fotografia ne esca fortificata.
    Ho visto una sua mostra a Venezia, e mi è piaciuto che, accanto alla foto in bianconero - presente anche in questo libricino - di due lavabi destinati uno ai bianchi, uno ai neri (North Carolina, 1950), ci fosse la foto a colori dell'elezione di Obama.
    Le cose cambiano, sicuramente anche la fotografia saprà seguire la strada che tu hai indicato, maestro Erwitt!

    ha scritto il