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Elogio del crimine

Di ,

Editore: Nottetempo (I sassi)

3.7
(23)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 19 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8874521057 | Isbn-13: 9788874521050 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Philosophy , Political

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Descrizione del libro
Contiene anche "Il rinascimento e l'orologio a cucù" di Andrea Camilleri

Questo testo, scritto da Marx fra il 1860 e il 1862 è stato solitamente aggiunto dai curatori alla "Teoria del plusvalore" nel quarto volume de "Il"Capitale". Il ragionamento è semplice: così come il filosofo produce idee e il poeta versi, il criminale, non solo produce crimini, ma tutto un apparato importantissimo ed essenziale alla società: il criminale è infatti l'origine del diritto penale e del professore di diritto penale, dell'apparato poliziesco e giudiziario, del sentimento morale e tragico, dei trattati e dei legislatori.

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  • 2

    Il crimine come propulsore sociale

    L'egoismo è la forza propulsiva che porta al benessere e al progresso, mentre l'altruismo fa da deterrente ai processi di sviluppo, per parafrasare Marx e Camilleri; i quali trattano con la dovuta ironia l'argomento, che purtroppo, invece, sta alla base dell'economia ed è il credo dei nostri anni ...continua

    L'egoismo è la forza propulsiva che porta al benessere e al progresso, mentre l'altruismo fa da deterrente ai processi di sviluppo, per parafrasare Marx e Camilleri; i quali trattano con la dovuta ironia l'argomento, che purtroppo, invece, sta alla base dell'economia ed è il credo dei nostri anni. Un libretto arguto, ma 3 euro per 12 pagine mi sembrano veramente un furto.

    ha scritto il 

  • 5

    Il crimine paga

    Da piccoli ci prospettano un'Utopia dove nessuno fa uno sgarro a nessuno (maledetti Puffi!). Da grandi ci troviamo in un mondo dove esistono le dieci regole di Chomsky, esiste Casapound e il falso in bilancio, e a quel punto verrebbe quasi da chiedere un risarcimento per il candore infranto.
    Ques ...continua

    Da piccoli ci prospettano un'Utopia dove nessuno fa uno sgarro a nessuno (maledetti Puffi!). Da grandi ci troviamo in un mondo dove esistono le dieci regole di Chomsky, esiste Casapound e il falso in bilancio, e a quel punto verrebbe quasi da chiedere un risarcimento per il candore infranto. Questo libro, a me, mi ha restituito il candore. Fossi cresciuta in Cina, con quella storia dello yin e lo yang, non ne avrei avuto bisogno.

    ha scritto il 

  • 4

    "Il delinquente rompe la monotnia e la banale sicurezza della vita borghese. La presenza della stagnazione suscita quell'inquieta tensione senza la quale anche lo stimolo della concorrenza smorzerebbe"
    Non avevo mai preso in considerazione che anche il crimine nella società ha la sua fondame ...continua

    "Il delinquente rompe la monotnia e la banale sicurezza della vita borghese. La presenza della stagnazione suscita quell'inquieta tensione senza la quale anche lo stimolo della concorrenza smorzerebbe"
    Non avevo mai preso in considerazione che anche il crimine nella società ha la sua fondamentale importanza....

    ha scritto il 

  • 2

    La copia di una copia. Spregiudicata operazione commerciale in cui Camilleri offre il suo nome per un riassunto di un testo che è a sua volta la riduzione di un altro. Il concetto di fondo (la delinquenza produce ricchezza perché su di questa verte l'operato dell'intero apparato giudiziario e di ...continua

    La copia di una copia. Spregiudicata operazione commerciale in cui Camilleri offre il suo nome per un riassunto di un testo che è a sua volta la riduzione di un altro. Il concetto di fondo (la delinquenza produce ricchezza perché su di questa verte l'operato dell'intero apparato giudiziario e di parte della letteratura) merita attenzione, ma non è purtroppo ascrivibile né a Marx né, men che meno, a Camilleri. Una sola stellina, anche troppo per dieci paginette e un minuto di lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Diciamo subito che tra le due scritture, quella di Marx e quella di Camilleri, quella che suona decisamente più moderna ed efficace è quella del filosofo di Treviri, capace di esprimersi con un linguaggio decisamente ammaliante e dal grande valore sia letterario che filosofico. Zio Carlo Marx in ...continua

    Diciamo subito che tra le due scritture, quella di Marx e quella di Camilleri, quella che suona decisamente più moderna ed efficace è quella del filosofo di Treviri, capace di esprimersi con un linguaggio decisamente ammaliante e dal grande valore sia letterario che filosofico. Zio Carlo Marx in 4 paginette agili e snelle ci convince del ruolo decisamente positivo svolto dal crimine sotto il profilo della produttività socioeconomica dell’intera collettività. Il delinquente con il suo crimine produce ed alimenta dinamiche economiche, il delinquente con il suo crimine giustifica l’esistenza di una serie di categorie professionali, dai giudici agli sbirri, dai professori di diritto agli scrittori di gialli (come Camilleri, appunto). “Il delinquente - afferma Marx - sprona le forze produttive, rompendo la monotonia e la banale sicurezza della vita borghese”. Il crimine arricchisce la società, quindi, ed anche le arti, è la conclusione dell’inventore del materialismo storico, che chiude il saggio citando un saggio di Mandeville, un polemista di fine settecento che nel suo “La Favola delle Api” aveva dimostrato come tutto il complesso apparato sociale delle api, volto al beneficio di tutto l’alveare, in effetti abbia la sua molla propulsiva (il classico motore immobile) nell’egoismo delle singole api.
    L’introduzione di Camilleri (che consiglio di leggere dopo aver letto il testo di Marx) ci informa meglio su questo Mandeville, inserendolo all’interno di una corrente di satira paradossale che ha il suo maggior epigono nello Swift di “Modesta Proposta” (dove si propone di risolvere il problema dell’infanzia povera arrostendo i neonati e servendoli come cibo pregiato).
    In effetti, a ben vedere, al di là dei pamphlet satirici e di proposte goliardiche, la logica dell’egoismo individuale è stata in quegli anni scelta da Adam Smith per gettare le basi ideologiche del liberismo e dell’intera società capitalista, per cui è naturale che zio Marx ne parlasse. O no?

    ha scritto il