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Elogio del moralismo

Di

Editore: Laterza (I Robinson. Letture)

4.0
(56)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 94 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8842098892 | Isbn-13: 9788842098898 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico

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Descrizione del libro
Contro malaffare e illegalità servono regole severe e istituzioni decise ad applicarle. Ma serve soprattutto una diffusa e costante intransigenza morale, un'azione convinta di cittadini che non abbiano il timore d'essere definiti moralisti, che ricordino in ogni momento che la vita pubblica esige rigore e correttezza.
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  • 4

    INTERESSANTE..E DOVREBBE ESSERE OVVIO E ACQUISITO NELLA MENTALITA' ALMENO DI GRAN PARTE DI NOI CITTADINI CHE: "la democrazia non è solo un governo del popolo, ma anche un governo in pubblico...", perciò se tu decidi di dedicarti alla politica e di candidarti a rappresentare uno Stato, e lo decidi ...continua

    INTERESSANTE..E DOVREBBE ESSERE OVVIO E ACQUISITO NELLA MENTALITA' ALMENO DI GRAN PARTE DI NOI CITTADINI CHE: "la democrazia non è solo un governo del popolo, ma anche un governo in pubblico...", perciò se tu decidi di dedicarti alla politica e di candidarti a rappresentare uno Stato, e lo decidi spontaneamente senza che qualcuno ti punti una pistola alla tempia, lo fai sapendo che questo comporterà una certa limitazione della privacy. In politica non ci dovrebbero essere menzogne e se tu scegli di essere un uomo pubblico non puoi non rendere conto dei tuoi comportamenti, che per forza di cose, devono (dovrebbero) essere comportamenti morali. Questo va al di là di un eventuale reato: molti comportamenti immorali non sono punibili per legge, ma comunque non sono (non dovrebbero essere) ammissibili in una democrazia. Perché democrazia è governo del popolo, ma anche governo in pubblico, appunto.

    ha scritto il 

  • 3

    Per Rodotà, e mi sento di dire anche per me, la democrazia non è solo un governo del popolo, ma anche un governo in pubblico, perciò se tu decidi di dedicarti alla politica e di candidarti a rappresentare uno Stato, e lo decidi spontaneamente senza che qualcuno ti punti una pistola alla tempia, l ...continua

    Per Rodotà, e mi sento di dire anche per me, la democrazia non è solo un governo del popolo, ma anche un governo in pubblico, perciò se tu decidi di dedicarti alla politica e di candidarti a rappresentare uno Stato, e lo decidi spontaneamente senza che qualcuno ti punti una pistola alla tempia, lo fai sapendo che questo comporterà una certa limitazione della privacy. In politica non ci dovrebbero essere menzogne e se tu scegli di essere un uomo pubblico non puoi non rendere conto dei tuoi comportamenti, che per forza di cose, devono (dovrebbero) essere comportamenti morali. Questo va al di là di un eventuale reato: molti comportamenti immorali non sono punibili per legge, ma comunque non sono (non dovrebbero essere) ammissibili in una democrazia. Perché democrazia è governo del popolo, ma anche governo in pubblico, appunto.
    Continua qui: http://scarabocchidipensieri.blogspot.it/2013/11/elogio-del-moralismo-stefano-rodota.html

    ha scritto il 

  • 4

    La coincidenza mi è parsa irresistibile, al punto di venir meno ad uno dei miei principi: mai scrivere di un libro prima d'averlo finito. E' accaduto che stamattina la radio ha ben pensato di svegliarmi con la notizia che Il Foglio titolava a tutta pagina "Siamo tutti puttane", esprimendo senza m ...continua

    La coincidenza mi è parsa irresistibile, al punto di venir meno ad uno dei miei principi: mai scrivere di un libro prima d'averlo finito. E' accaduto che stamattina la radio ha ben pensato di svegliarmi con la notizia che Il Foglio titolava a tutta pagina "Siamo tutti puttane", esprimendo senza mezze misure il disappunto per la confermata sentenza ai danni di Silvio Berlusconi per i suoi convegni festaioli evidentemente non troppo leciti. Nessuna particolare sorpresa per la posizione di Ferrara, che ha i suoi modi e i suoi fedelissimi, ma mi ha poi colpito il ricorrere del termine "moralismo" a cui si dava un pesante senso spregiativo. Coincidenza appunto volle che sul mio comodino vi fosse Elogio del moralismo di Stefano Rodotà, configurando nella mia mente appena emersa dal sonno uno scontro epico fra due personaggi che più opposti non avrei saputo immaginare. Eccomi dunque a scrivere di un breve volume appena uscito benché il segnalibro sia ancora circa a metà, ma come avete capito la colpa non è mia, ma dell'Elefantino. (leggi il resto su http://www.ilvoltapagine.com/2013/06/cosi-fan-tutti.html)

    ha scritto il 

  • 3

    Non male. Rodotà ha il merito di insistere (e di farlo in maniera chiara e divulgativa) su questioni assai importanti. Ma in sostanza non dice nulla di nuovo a chi minimamente si interessi di tali questioni e ne condivida il giudizio con l'autore. Il problema è che di queste cose si parla semp ...continua

    Non male. Rodotà ha il merito di insistere (e di farlo in maniera chiara e divulgativa) su questioni assai importanti. Ma in sostanza non dice nulla di nuovo a chi minimamente si interessi di tali questioni e ne condivida il giudizio con l'autore. Il problema è che di queste cose si parla sempre tra coloro (me compreso) oltre i quali un muro di gomma rigetta ogni parola di buonsenso.

    ha scritto il 

  • 5

    "L'elogio del moralismo" è un saggio sul progressivo scadimento etico e morale della politica italiana, di cui Silvio Berlusconi è il primo e principale artefice. E sono proprio gli eventi recenti a doverci convincere che la questione morale non è roba da bigotti e ipocriti, né tantomeno appannag ...continua

    "L'elogio del moralismo" è un saggio sul progressivo scadimento etico e morale della politica italiana, di cui Silvio Berlusconi è il primo e principale artefice. E sono proprio gli eventi recenti a doverci convincere che la questione morale non è roba da bigotti e ipocriti, né tantomeno appannaggio della "sinistra" piuttosto che della "destra". Rodotà ci invita a non cadere vittime del tranello che condanna il moralismo per liberarsi della moralità; nonché a diffidare da quanti, nascondendosi dietro a un incerto progressismo, pretendono in realtà di "decostituzionalizzare" lo Stato. Perché il voto elettorale non può comportare né una dittatura della maggioranza né una scappatoia "per sottrarsi alle regole e alla decenza etica".

    E' il primo libro di Rodotà che leggo, ma ho sempre avuto stima e simpatia per questo giurista. Questo saggio rappresenta, a mio parere, un'ulteriore conferma del fatto che sarebbe stato un ottimo Presidente della Repubblica.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno così Presidente della nostra Repubblica dei Cachi e dei Fichi d'India è pura utopia. E questo lo dobbiamo ai cari Perdenti Disonesti ed al superintelligente coi baffi con il suo cane che lo porta a spasso.

    ha scritto il 

  • 1

    un briciolo di moralità lo avrebbe spinto a non scrivere....

    Rodotà, professore universitario, politico di lunga data, uomo di partito, "intellighenzia sinistra"...cosa propone per "cambiare in meglio la società" ? Il moralismo, il "vizio privato ma la pubblica virtù", ...esempio di classe dirigente "sinistra" che ha partorito/condiviso/propinato la "cultu ...continua

    Rodotà, professore universitario, politico di lunga data, uomo di partito, "intellighenzia sinistra"...cosa propone per "cambiare in meglio la società" ? Il moralismo, il "vizio privato ma la pubblica virtù", ...esempio di classe dirigente "sinistra" che ha partorito/condiviso/propinato la "cultura" berlusconiana...e che ha distrutto un enorme patrimonio di partecipazione democratica, rimanendo saldamente a cavallo di pci, pds, ds, pd ...per mezzo secolo, e che ancora vuole "pontificare"

    ha scritto il