Elogio dell'odio

Di

Editore: Bompiani

3.4
(34)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 532 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845267148 | Isbn-13: 9788845267147 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Francesca Prevedello

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Mentre il fondamentalismo si rafforza e inizia ad alimentare una repressione sempre più violenta, ad Aleppo, in Siria, seguiamo le vicende di un’agiata famiglia, dedita al commercio di tappeti pregiati. A raccontarcene la sua storia è la giovane nipote del nonno patriarca, amato e rispettato – un’universitaria che fa parte di un’organizzazione sovversiva e che sarà prima incarcerata e torturata, poi costretta a lasciare il paese. Fra le mura della casa e quelle stanze dai soffitti alti, decorati da un artista di Samarcanda, la voce della ragazza ci racconta un mondo complesso di uomini e donne, di zii e di zie, accompagnati da un servo cieco che prepara profumi, portato a casa dal nonno un giorno che l’aveva visto davanti a una moschea. Mentre si consumano amori proibiti, tradimenti, matrimoni opportunistici, le vicende private si intrecciano ai destini della Storia, fra Samarcanda, Kandahar, Beirut, l’Iraq, Londra, gli Stati Uniti, in una “geografia dell’odio” e della lotta civile che non ha, evidentemente, confini.
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  • 3

    va bene il riassuntone di trent'anni di storia siriana e non solo, va bene la saga famigliare (la cosa migliore del libro), va bene anche zio abdallah, yemenita, mujahedin in afghanistan, amico di un ...continua

    va bene il riassuntone di trent'anni di storia siriana e non solo, va bene la saga famigliare (la cosa migliore del libro), va bene anche zio abdallah, yemenita, mujahedin in afghanistan, amico di un agente segreto americano che gli fa arrivare armi per combattere i sovietici (dove l'abbiamo già sentita una storia del genere?), ma non va tanto bene la protagonista e voce narrante. non mi pare un granché come fondamentalista e nemmeno come donna, sarà per questo che è sempre confusa?

    ha scritto il 

  • 3

    Libro originale che ti permette di analizzare la storia della Siria dal punto di vista degli "integralisti". La cosa che piú mi ha colpita ė stato il fatto che diamo per scontato che l'odio sia un sen ...continua

    Libro originale che ti permette di analizzare la storia della Siria dal punto di vista degli "integralisti". La cosa che piú mi ha colpita ė stato il fatto che diamo per scontato che l'odio sia un sentimento spontaneo... La protagonista invece lo coltiva giorno dopo giorno quasi imponendoselo, lottando contro se stessa per poi rendersi conto alla fina di aver buttato via la propria vita.

    ha scritto il 

  • 4

    gli ultimi trent'anni in siria, attraverso gli occhi di una ragazza-universitaria di un'antica famiglia di aleppo. tra fondamentalisti di diverse confessioni, gli squadroni della morte e il partito ba ...continua

    gli ultimi trent'anni in siria, attraverso gli occhi di una ragazza-universitaria di un'antica famiglia di aleppo. tra fondamentalisti di diverse confessioni, gli squadroni della morte e il partito baath. la vita di vari personaggi tra ricordi, pensieri, stati d'animo per riflettere sulla vita in comunità e gli impulsi dell'odio

    ha scritto il 

  • 3

    L'integralismo islamico visto dalla parte degli integralisti, punto di vista insolito ed interessante per un romanzo che ci pone il tema dello scontro tra integralisti e comunisti contro il regime Baa ...continua

    L'integralismo islamico visto dalla parte degli integralisti, punto di vista insolito ed interessante per un romanzo che ci pone il tema dello scontro tra integralisti e comunisti contro il regime Baath siriano e ci fa piombare nella drammatica attualità. Ci parla delle prigioni e delle torture, se a subire tortura è un talebano o una donna in burqua rimane una tortura
    Per il resto più che una saga familiare una soap opera.

    ha scritto il 

  • 4

    Non sarà all'altezza di Faulkner o Garcia Marquez come canta la quarta di copertina, ma è un bel romanzone, un po' d'appendice se si vuole, che indulge a un certo orientalismo (i tappeti, oh sì i tapp ...continua

    Non sarà all'altezza di Faulkner o Garcia Marquez come canta la quarta di copertina, ma è un bel romanzone, un po' d'appendice se si vuole, che indulge a un certo orientalismo (i tappeti, oh sì i tappeti persiani), ma in questo che male c'è? Khaled Khalifa del resto ha lavorato anche per la TV siriana, ora somma capa in quanto produzione musalsalat (serie tv), e un po' il sapore della serie televisiva ce l'ha anche questo romanzo, che si compiace sugli argomenti forti: gli anni ottanta siriani, le derive dell'islamismo (con tanto di jihad!), la sessualità (islamica ovviamente), la prigionia.
    L'espansione geografica poi, parte da Aleppo e finisce a Londra, con salti in Afghanistan e Pakistan (la via della seta..!), anche se, va detto, i luoghi sono più fondaloni che parte vitale del romanzo, il vero succo sono le vicende, da vera soap che si rispetti.

    ha scritto il