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Elogio della menzogna

Di

Editore: Tropea

3.6
(5)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8855800264 | Isbn-13: 9788855800266 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Sichel S.

Genere: Philosophy , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 4

    La verità la dice chi sa di non conoscerla affatto

    - Perché questa mattina non mi hai scritto niente?; intendeva il messaggio.


    Al mattino, dopo la colazione e i tira&molla e i ci-vediamo-stasera (- Non andare! - Ma tardo al lavoro... - Sbrigati, che fai tardi! - No, stamattina resto qui), io provo a scriverle un messaggio: le dico quel ch ...continua

    - Perché questa mattina non mi hai scritto niente?; intendeva il messaggio.

    Al mattino, dopo la colazione e i tira&molla e i ci-vediamo-stasera (- Non andare! - Ma tardo al lavoro... - Sbrigati, che fai tardi! - No, stamattina resto qui), io provo a scriverle un messaggio: le dico quel che mi rendo conto di non averle detto, prima di andare via; qualcosa che non le ho detto c'è sempre. Raramente però quello che non le ho detto è quello che poi le scrivo. Capita io sia indispettito, o che ce l'abbia con lei per qualche ragione, o sragione, o che io sia in uno di quei giorni in cui mi chiedo perché uno fa la vita che fa e che non vorrebbe fare, dandosi come unica, patetica e ingiusta, risposta: per amor suo. Vado oltre queste parole, queste recriminazioni piccole piccole, e ne cerco altre. Le invento? Mento quando le dico quel che mi va anche quando non mi va bene niente? Sì, forse mento. Ci mantengo in vita.

    Quel mattino non le avevo scritto nulla. Ero stato in un brutto e fastidioso silenzio per tutto il tempo, da casa nostra all'azienda. In treno non avevo letto. Per strada non mi ero guardato attorno. Avevo messo fuori anche i pensieri. Mattini così ne capitano. Voglio una busta di vuoto, entrarci e farmi il nodo sopra la testa. Quando poi ne esco non so se sto meglio, ma sento che posso affrontare tutto di nuovo e da capo. Durante quei mattini, ovunque io mi giri non vedo che menzogna e mi rendo conto che menzogna e verità sono i due nomi che do alle stesse cose a seconda di quanta fiducia abbia da dare di momento in momento. Avrei dovuto scriverle - Stamattina non avevo niente. Anzi: niente è tutto quello che avevo; è stato un mattino triste, di quelli che ti terrorizzano e contro i quali mi invento continuamente una smorfia, un solletico, uno slancio diverso. Stamattina non ne avevo nessuno. Ho avuto un mattino triste, puoi accettarlo? Invece le scrissi - Soldi sul cellulare non ne avevo per mandarti un messaggio!, però segnali di fumo ne ho fatti: se fossi venuta al balcone per salutarmi, li avresti visti. Devi conoscere il linguaggio delle nuvolette di fumo, però, altrimenti chissà cosa potresti capirci: confonderesti una lettera con un'altra e scambieriesti un complimento per la più bruciante e volgare delle offese! Le scrissi questo e sperai avesse sorriso. Ringraziai le menzogne, che ci permettono di fare quel che non riusciamo ad essere.

    Naturalmente il ricordo che ho scritto per commentare il bel libretto di Mendiola è una balla da cima a fondo, però secondo me rende bene l'idea.

    ha scritto il