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Elogio dell'imbecille

Gli intelligenti hanno fatto il mondo, gli stupidi ci vivono alla grande

By Pino Aprile

(105)

| Paperback | 9788856616811

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Book Description

Perché al mondo ci sono tanti imbecilli? E perché, sorprendentemente, in politica come nelle aziende gli stupidi prosperano, riuscendo spesso a raggiungere posizioni di successo? La risposta è semplice: l'intelligenza non serve più. L'uomo se l'è las Continue

Perché al mondo ci sono tanti imbecilli? E perché, sorprendentemente, in politica come nelle aziende gli stupidi prosperano, riuscendo spesso a raggiungere posizioni di successo? La risposta è semplice: l'intelligenza non serve più. L'uomo se l'è lasciata alle spalle, come i peli che gli ricoprivano il corpo, la coda o la camminata a quattro zampe. Il segno più caratteristico dell'essere umano, quello che gli ha permesso di elevarsi dalla specie animale e, in una certa misura, di dominare il mondo, non è più necessario. La nostra specie tende per natura alla stupidità e, per la sua sopravvivenza, è questa a giocare un ruolo chiave. Ecco perché l'imbecille ha una marcia in più. E un anticipatore: non capisce niente, ma è già pronto per il futuro e sarà lui a salvarsi. Inutile allarmarsi dunque se abbiamo sempre più casi eccellenti di cervello avvizzito, soprattutto tra chi è chiamato a ricoprire ruoli di responsabilità: evidentemente siamo al traino di chi ha davvero compreso come gira il mondo e non può che traghettarci verso un ridente destino. Alla fine, è una questione di sopravvivenza: meglio un cretino vivo che un genio morto.

18 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    L'unica cosa negativa

    è che molti argomenti mi hanno convinto !!!
    Lettura interessante, da non consigliare a intelligenti portatori sani di depressione

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    Alessandro said on Mar 9, 2012 | Add your feedback

  • 7 people find this helpful

    Se c'è un'affermazione che riassume in sè tutto il nostro zeitgeist è questa: Leone Trotsky è stato ucciso a picconate nella nuca dallo zio di Christian de Sica. Se non ci credete, controllate su Wikipedia. Mi è tornata in mente leggendo questo libre ...(continue)

    Se c'è un'affermazione che riassume in sè tutto il nostro zeitgeist è questa: Leone Trotsky è stato ucciso a picconate nella nuca dallo zio di Christian de Sica. Se non ci credete, controllate su Wikipedia. Mi è tornata in mente leggendo questo libretto, il cui tema può essere riassunto in: sì, il mondo è pieno di idioti; no, non c'è modo di levarseli di torno; perchè? perchè no.
    Va da sè che questo genere di affermazioni è abbastanza pericoloso, nel senso che definire l'idiozia - e l'intelligenza - non è facile, e c'è sempre il rischio che l'idiota di qualcuno sia l'intelligente di qualcun altro; e soprattutto, se gli idioti sono, quasi per definizione, gli altri, c'è sempre qualcuno per cui gli idioti siamo noi.
    E' un libro a suo modo consolante: nel momento in cui ci si rende conto che gli idioti sono l'equivalente dell'entropia in fisica e che per definizione non possono far altro che aumentare, si ripensa a Lao-Tzu, a Pitagora e compagnia bella: filosofi che da tempo immemore invitano il saggio a non rodersi il fegato e a badare serenamente ai ca**i propri.

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    r. said on Mar 8, 2012 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Che dire? A parte l'insopportabile spocchia dell'autore, debbo dire che non ha tutti i torti.
    Mi rassegnerò alla mia condizione d'imbecille che, essendomi riprodotta, e "Apriliticamente" provata.

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    Francesca Libretti said on Feb 27, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    E quindi?

    Un libro sconclusionato, ma che fa riflettere. L'autore, in maniera presuntuosa ed eccentrica, vuole dimostrare ad alcuni professori (e se ne vanterà dall'inizio alla fine) come l'intelligenza, ai fini dell'evoluzione, non serve più.
    Inizia questo su ...(continue)

    Un libro sconclusionato, ma che fa riflettere. L'autore, in maniera presuntuosa ed eccentrica, vuole dimostrare ad alcuni professori (e se ne vanterà dall'inizio alla fine) come l'intelligenza, ai fini dell'evoluzione, non serve più.
    Inizia questo suo percorso partendo dal fatto che il cervello umano ha le stesse dimensioni di un cervello di migliaia di anni fa. Anzi, rispetto all'uomo di Neanderthal, è molto più piccolo.
    Tuttavia oggi sappiamo (ma l'autore se ne frega) che le dimensioni del cervello non contano, ma quello che conta sono il numero di collegamenti tra le cellule neuronali (sinapsi). Infatti il cervello più grande mai ritrovato (circa 3 kg) apparteneva ad un idiota.
    E' vero, come sostiene l'autore, che le dimensioni sono invariate rispetto a migliaia di anni fa, ma il lobo frontale (deputato all'ideazione, al pensiero e al movimento) è notevolmente aumentato in percentuale a discapito degli altri lobi.
    Un'altra considerazione dell'autore, a sostegno della sua tesi, è che la malattia di Alzheimer è epidemiologicamente aumentata rispetto ad un cinquantennio fa, aumentando così le probabilità di andare incontro a "imbecillità". L'autore non tiene però in considerazione il fatto che, con l'aumentare dell'età, diminuisce il numero di neuroni. Infatti, queste cellule, non sono in grado di riprodursi, ragion per cui l'intelligenza diminuisce col progredire dell'età. In fondo cosa possiamo chiedere ad una cellula che vive ben oltre 80 anni?
    L'autore poi ha dimenticato un fattore importantissimo e cioè che la società ha creato un'istituzione chiamata "scuola" che ha il compito di stimolare le doti intellettive delle persone e, finché sarà obbligatoria, si preserverà anche l'intelligenza.
    Ultima considerazione: l'uomo è l'unico animale dotato di così tanta intelligenza. E' la sua caratteristica principale, quella che lo caratterizza. Nel momento in cui l'intelligenza svanisce, l'uomo cesserà di esistere (un tapis roulant senza tappeto non è più un tapis roulant).
    L'intelligenza, quindi, non può diminuire, ma può solo aumentare fino ad un limite massimo. Questo limite è dato dal canale pelvico. Una testa troppo grande (quindi ricca di neuroni e sinapsi) non passerà mai in un canale normale, causando la morte del feto (selezione naturale), impedendo così la nascita di individui super-intelligenti. Forse Qualcuno ci ha imposto questo limite per non farci diventare esseri superiori?

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    Daniele Banchetto said on Dec 15, 2011 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    L'intelligenza è destinata ad estinguersi?


    Una teoria paradossale sull'evoluzione-involuzione dell'uomo e della sua intelligenza. La tesi portante è che l'intelligenza sia destinata ad estinguersi perché non più necessaria. Ormai il mondo è a portata d'imbecille, pertanto l'intelligenza risu ...(continue)


    Una teoria paradossale sull'evoluzione-involuzione dell'uomo e della sua intelligenza. La tesi portante è che l'intelligenza sia destinata ad estinguersi perché non più necessaria. Ormai il mondo è a portata d'imbecille, pertanto l'intelligenza risulta superflua e come tutte le cose inutili, la futura evoluzione presto la selezionerà come qualità sovrabbondante e la destinerà all'estinzione.
    Pino Aprile lancia una grande provocazione e la condisce di esempi a mio avviso interessanti, sui quali credo che difficilmente ci si soffermi.
    Un libro che ha incontrato molto il mio gradimento e chi ha acquistato la nuova edizione non si perda il capitolo finale sulla televisione e su l'era berlusconiana arrivata, spero, ormai alla fine!
    Ma ci libereremo mai del berlusconismo e dell'elevatore di imbecillità che i suoi 17 anni di potere indiscusso hanno generato?
    C'è un bellissimo riferimento in questo libro, si rifà ad un esperimento su di un pesce: il cabacello. Un minuscolo pesce che si sposta in branco alla ricerca di pesce. Uno scienziato privò questo pesce di una parte di cervello, quella che riguardava l'attività di gruppo. In breve tempo il pesce divenne il capo branco.
    Il fatto che gli incapaci esercitino un fascino irresistibile tanto da trascinare masse adoranti che li seguono acriticamente mi fa venire in mente il delirio e l'abbrutimento culturale degli ultimi anni italiani.
    Bravo Pino Aprile, ottime le argomentazioni a sostegno della sua tesi!

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    stregarossa said on Nov 25, 2011 | 2 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (105)
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  • Paperback 173 Pages
  • ISBN-10: 8856616815
  • ISBN-13: 9788856616811
  • Publisher: Piemme (Bestseller, 211)
  • Publish date: 2010-01-01
  • Also available as: Others
  • In other languages: other languages Libros en Español
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