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Elric di Melniboné

Fantacollana Nord 25

Di

Editore: Nord

4.1
(123)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 390 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8842904678 | Isbn-13: 9788842904670 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Roberta Rambelli ; Illustrazione di copertina: Michael Whelan

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Nota:
il codice ISBN è stato assegnato a posteriori dalla casa editrice a partire da giugno 1993. Il codice si riferisce alla prima edizione e alle successive ristampe.
* * *

Tra le tante saghe di fantasia eroica scritte da Michael Moorcock, quella di Elric di Melnibonè - della quale questo volume costituisce il primo titolo - è senz'altro la più famosa.
Elric il Negromante è un eroe atipico nel campo dell'heroic fantasy, diverso dai soliti superuomini barbari, alti, rozzi, possenti. Elric è invece un debole albino, civilizzato, principe di un impero in via di dissoluzione. La sua forza, che all'inizio gli è data da speciali pozioni magiche, gli verrà in seguito trasmessa dalla sua spada fatata, Stormbringer, che uccide e poi sugge le anime delle sue vittime. Ma, oltre che di forza, Stormbringer è portatrice anche di un destino cupo e funesto.
Elric, oppresso e trascinato da un fato a lui superiore, vaga per un mondo popolato di spettri e stregoni maligni, alla ricerca di una vera identità e di uno scopo per la sua vita.
Originalissimo ciclo che rimane una pietra miliare dell'evoluzione dell'heroic fantasy.
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  • 3

    Interessato più a creare un eroe atipico e in secondo tempo uno scenario fantasy purtroppo dimentica spesso l'ordine logico della narrazione e lo stile molto frammentato non aiuta il lettore. Un buon fantasy ma con qualche difetto, almeno in questo primo episodio della saga.

    ha scritto il 

  • 3

    delusione!

    Nulla da dire in fatto di idee innovative. L'autore ne offre parecchie nel corso del racconto lungo (si perchè non è un romanzo vero e proprio questo...). Purtroppo la prosa risulta appesantita da fronzoli eccessivi, oggigiorno fuori luogo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    4,5/10

    Tante ottime idee trattate in modo approssimativo, con una manciata di cliché come contorno. Elric, il protagonista, è l’imperatore albino e malaticcio di una civiltà decadente nella quale la crudeltà è all’ordine del giorno, ma lui non è come tutti i suoi sudditi: è… troppo Bbbuono! Moorcock, st ...continua

    Tante ottime idee trattate in modo approssimativo, con una manciata di cliché come contorno. Elric, il protagonista, è l’imperatore albino e malaticcio di una civiltà decadente nella quale la crudeltà è all’ordine del giorno, ma lui non è come tutti i suoi sudditi: è… troppo Bbbuono! Moorcock, stavi andando benissimo, perché rovinare tutto così?
    Come se non bastasse, Elric è buono soprattutto quando ciò va a suo svantaggio, risparmiando ripetutamente il proprio arcinemico quando tutti gli consigliano di finirlo ed è chiaro che appena potrà il Malvagyo gli metterà i bastoni tra le ruote, cosa che puntualmente succede – ma non sia mai che per questo Elric debba fare la fine che meriterebbe: guarda un po’, si scopre che doveva agire proprio in questo modo per guadagnarsi il favore del dio che gli salva il deretano. A questo proposito, pare che gli dei facciano a gara per favorire Elric, salvandogli il culo myracolosamente quando si trova in situazioni senza via d’uscita: mi è stato assicurato che questo appoggio avrà un prezzo… nei prossimi volumi, per il momento Elric ha ottenuto gratis tutto quello che voleva.
    Ogni situazione di tensione si risolve appunto a favore di Elric. Dopo le prime due o tre volte, la curiosità per conflitti in fondo ben gestiti lascia il posto alla noia, è chiaro che Elric in qualche modo (meglio se myracoloso) riuscirà sempre a cavarsela al meglio.
    Elric di per sé è melanconico, un po’ emo, francamente tonto e incline alle pippe mentali. Emblematica a riguardo le scena in cui, nel bel mezzo di un duello, l’avversario lo deride in quanto albino dicendogli che per lui non c‘è posto nel mondo: pausa emo, Elric si mette a riflettere sulla sua mostruosità. LOL? Le tirate mentali per lui non sono un’eccezione, né sono fuori luogo considerato che oltre a essere albino è talmente debole da aver bisogno di assumere pozioni regolarmente per tenersi in piedi (un punto di forza quanto a originalità, questo). Elric è anche l’unico personaggio con un qualche tipo di introspezione psicologica: quanto al resto abbiamo una donzella che non fa altro che svenire/angosciarsi /cadere preda di sonno magico/venire rapita (così l’Eroe deve salvarla!) e altre attività che denotano un’incredibile personalità, e un cattivo patetico.
    Quanto alla trama, l’impressione è che pur essendo in linea di massima buona e interessante potrebbe essere stata sviluppata con più calma; le stesse descrizioni sono scarne o circoscritte a un paragrafetto a loro esclusivamente dedicato. C’è un fiorire di ninnoli magici degni della miglior tradizione fèntesi: specchio magicissimo, spada magicissima con nome trucido, altra spada magicissima con nome ancora più trucido, nave più magica di tutti… La parte peggiore è indubbiamente quella del viaggio nell’aldilà di Elric, accompagnato da un Robin Hood daltonico raccattato trenta secondi prima al bar dell’angolo: non sanno dove andare, ma nel giro di qualche minuto reperiscono un buon uomo che pareva aspettare loro ed è in preda a un’amnesia totale, ma la destinazione di Elric la potrebbe indicare a occhi chiusi. Non mancano le canzoncine imbarazzanti, senza le quali “non è fèntesi!!1!”, e le cose francamente stupide come le navi corazzate di oro massiccio. Ehm, l’oro ha un peso atomico di poco inferiore a quello del piombo o del mercurio (e chi ha provato a sollevare una bottiglia di mercurio sa di cosa parlo), navi del genere dovrebbero colare a picco nel momento in cui entrano in acqua.

    ha scritto il 

  • 5

    Quanto ho amato queste pagine! Forse dipende dal mio tenmperamento, affascinato dai destini tragici e segnati da tragedie e cupe premonizioni. Quindi come non amare il principe albino che porta una spada che succhia le anime delle sue vittime? Come non restare affascinata dalla sua struggente tri ...continua

    Quanto ho amato queste pagine! Forse dipende dal mio tenmperamento, affascinato dai destini tragici e segnati da tragedie e cupe premonizioni. Quindi come non amare il principe albino che porta una spada che succhia le anime delle sue vittime? Come non restare affascinata dalla sua struggente tristezza, dalla lucida follia di chi sa cosa fa Stormbringer per mantenerlo in vita e, allo stesso tempo, non ha la forza per liberarsene? E come non lasciarsi trascinare dal decadente splendore di un mondo in corsa verso la distruzione finale?

    ha scritto il 

  • 5

    che dire... una delle pietre miliari, ma una pietra miliare diversa, avulsa dal contesto nel quale siamo abituati ad inquadrare il fantasy.
    qui le storie sono in continua evoluzione e metamorfosi: seguendo i capricci degl'iddei del caos, elric, l'albino imperatore assiso sul trono di rubino ...continua

    che dire... una delle pietre miliari, ma una pietra miliare diversa, avulsa dal contesto nel quale siamo abituati ad inquadrare il fantasy.
    qui le storie sono in continua evoluzione e metamorfosi: seguendo i capricci degl'iddei del caos, elric, l'albino imperatore assiso sul trono di rubino da prima si rifiuta e poi si rassegna, rabbrividendo perfino al tocco della fida compagna dalla lama nera che lo affiancherà per tutta l'esistenza e i piani di vita: tempestosa, gemella di luttuosa, eleva il suo canto di morte per sovrastare il lamento delle anime che miete e da cui trae nutrimento.

    elric allora è vittima o carnefice? ambedue le cose sembra suggerire arioch, i cui disegni sempre oscuri guardano al futuro... come questo libro, gemma della corona di moorcock, inarrivabile come pochi.

    ha scritto il 

  • 4

    maturo qualche colpo perso sul finale

    A tratti ripetitivo nelle raffigurazioni, descrive discretamente il personaggio dandogli un aspetto molto più umano e introspettivi, come del resto ci si otre aspettare nel genere heroic F..
    Un buon fantasy, da leggere anche abbastanza velocemente e che lascia degli interessanti spunti di i ...continua

    A tratti ripetitivo nelle raffigurazioni, descrive discretamente il personaggio dandogli un aspetto molto più umano e introspettivi, come del resto ci si otre aspettare nel genere heroic F..
    Un buon fantasy, da leggere anche abbastanza velocemente e che lascia degli interessanti spunti di immaginazione.
    Fantasy maturo

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Lo stile risente un po' degli anni che passano, ma condivido in pieno il giudizio dell'amico che me lo aveva consigliato: "è un delirio punk. Il protagonista è un albino che si distrugge di droghe e ha una spada che canta di piacere quando uccide".
    Ecco, è proprio così.

    ha scritto il 

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