Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Els jocs de la fam

Per

Editor: Estrella Polar

4.4
(13669)

Language:Català | Number of Pàgines: 399 | Format: Softcover and Stapled | En altres llengües: (altres llengües) English , Spanish , Chi traditional , Italian , German , Chi simplified , Portuguese , Swedish , Dutch , Basque , French , Finnish , Korean , Danish , Polish , Turkish , Czech , Greek , Russian

Isbn-10: 8492671211 | Isbn-13: 9788492671212 | Data publicació:  | Edition 1

Translator: Armand Carabén

També disponible com: Others , Paperback

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Teens

Do you like Els jocs de la fam ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Registra't gratis
Descripció del llibre
Podries sobreviure tot sol, en un món salvatge, on tothom farà el possible perquè no tornis a veure la llum del dia?
Vint-i-quatre adolescents forçats a jugar.
Només un guanyador.
Els Jocs de la Fam han començat...

"Una novel.la que manté un suspens constant i que provocarà molta controvèrsia. No he pogut parar de llegir-la". Stephen King

"Estava tan obsessionada amb el llibre que me l'havia d'emportar quan sortia a sopar i amagar-lo sota la taula per no parar de llegir. La història em va mantenir desperta unes quantes nits seguides, perquè fins i tot després d'haverla acabat, em quedava estirada al llit donant-li voltes. L'he recomanat a tots els que llegeixen el meu web. "Els Jocs de la Fam" és un llibre meravellós". Stephanie Meyer

Sorting by
  • 4

    Questo libro è stata una piacevole scoperta. Avevo paura del confronto con Battle royale, invece devo dire che, pur essendo la trama e la tematica molto simili, i due libri sono diversissimi tra loro e belli in modo diverso. E' impossibile non farsi coinvolgere e non desiderare di arrivare a vede ...continua

    Questo libro è stata una piacevole scoperta. Avevo paura del confronto con Battle royale, invece devo dire che, pur essendo la trama e la tematica molto simili, i due libri sono diversissimi tra loro e belli in modo diverso. E' impossibile non farsi coinvolgere e non desiderare di arrivare a vedere come va a finire. Devo però ammettere di essermi chiesta, in questo proliferare di lotte, stenti, nascondigli e situazioni al limite, tutte descritte alla perfezione...ma questi, in bagno, non ci vanno mai?! :P Per il resto nulla da dire, di sicuro leggerò il resto della trilogia.

    dit a 

  • 5

    Ho iniziato a leggere questo primo capitolo della trilogia abbastanza prevenuta, immaginando la solita storia banale e fantasiosa un po' forzata.
    E invece mi sono dovuta ricredere! Il libro è assolutamente avvincente, incalzante e, sebbene fosse chiaro dall'inizio che Katniss, la protagonista, av ...continua

    Ho iniziato a leggere questo primo capitolo della trilogia abbastanza prevenuta, immaginando la solita storia banale e fantasiosa un po' forzata. E invece mi sono dovuta ricredere! Il libro è assolutamente avvincente, incalzante e, sebbene fosse chiaro dall'inizio che Katniss, la protagonista, avrebbe vinto i giochi, ero curiosa di sapere cosa sarebbe successo!

    In un futuro lontano ed angosciante, in cui il duro lavoro di molti serve al benessere di pochi, ogni anno vengono organizzati gli Hunger Games, una sorta di reality estremo in cui i partecipanti, estratti a sorte, devono sopravvivere nell'Arena, in un ambiente spesso ostile, e letteralmente uccidersi l'un l'altro. L'ultimo sopravvissuto sarà dichiarato vincitore.

    Interessante l'idea della violenza e della morte come spettacolo: gli spettatori sono coinvolti nelle vicende dei concorrenti ma vedono il tutto con grande distacco, come se non fosse realtà, come se non ci fossero vite umane e sofferenze in diretta. I protagonisti, ad un certo punto, nonostante siano impegnati nella lotta per la sopravvivenza, ne sono addirittura consapevoli e cercano di accattivarsi il favore del pubblico interpretando dei ruoli che immaginano che potrebbero piacere. Tutto questo per sopravvivere.

    Ma il viaggio di Katniss, pieno di rischi, colpi di scena, adrenalina, e con la morte sempre in agguato ad ogni pagina, non finisce qui: con il suo comportamento nell'Arena ha sfidato il governo centrale, per cui non è detto che adesso sia davvero al sicuro.

    dit a 

  • 5

    ho fame di Hunger games

    Quando ho deciso di incominciare a leggere questa saga, ero perlopiù scettica.
    Pensavo che fosse una di quelle classiche saghe per fare film. Invece mi sono dovuta subito ricredere.
    Non sono una che apprezza il genere, ma devo dire che mi ha tenuta inchiodata, mi ha divorata di interesse.
    Non r ...continua

    Quando ho deciso di incominciare a leggere questa saga, ero perlopiù scettica. Pensavo che fosse una di quelle classiche saghe per fare film. Invece mi sono dovuta subito ricredere. Non sono una che apprezza il genere, ma devo dire che mi ha tenuta inchiodata, mi ha divorata di interesse. Non riuscivo a staccarmi dal libro,dalla storia e soprattutto dai personaggi...specialmente da Peeta. L'unica pecca che mi sento di dire, é che stilisticamente parlando la Collins nel libro presente un linguaggio semplice...non che sia sbagliato, ma avrei preferito qualche frase d'effetto,che fosse caratteristica del libro...se qualcuno vuole infatti evidenziare delle frasi salienti, beh non è facile :\ comunque bellissimo per il resto :)

    dit a 

  • 5

    Bellissimo. Struggente. Crudele. Angosciante. Entusiasmante.
    Dà dipendenza.


    Credo che l'aspetto predominante di questo romanzo - e probabilmente anche quello più efficace ed apprezzabile - è la potenza delle sensazioni emotive che riesce a scatenare. Tutto quello che il lettore vive, attr ...continua

    Bellissimo. Struggente. Crudele. Angosciante. Entusiasmante. Dà dipendenza.

    Credo che l'aspetto predominante di questo romanzo - e probabilmente anche quello più efficace ed apprezzabile - è la potenza delle sensazioni emotive che riesce a scatenare. Tutto quello che il lettore vive, attraverso gli occhi della protagonista (Katniss), è di un'intensità devastante. Qualunque momento, qualsiasi avvenimento si vive in modo viscerale. L'empatia con i personaggi ma anche con la situazione sociale che sono costretti a vivere; a subire. La rabbia e il disprezzo per un qualcosa così crudele e così superficiale ma che paradossalmente disegna scenari non così lontani dal modo di vivere e di pensare della società moderna. Quella di Suzanne Collins è una metafora elaborata e ben congegnata di quelle che sono abitudini e attitudini della società del nostro tempo. Certamente esasperata e brutalmente rappresentata ma parimenti efficace e impattante sul lettore che difficilmente può rimanerne indifferente. Anche se, come è stato più volte sottolineato, l'idea di Hunger Games non è propriamente originale avendo molto in comune con la famosa Battle Royale di Koushun Takami (almeno nell'asse portante della trama) o con "La lunga marcia e L'uomo in fuga di Backman per quanto riguarda il "reality mortale", l'elaborazione che fa la Collins secondo me è geniale perchè ha il merito di porre in luce degli aspetti assolutamente "nuovi" e più congeniali ai nostri tempi e alle esigenze del giovane pubblico a cui (principalmente) è rivolta. Qui l'attenzione è focalizzata sullo "sfruttamento" delle emozioni umane date in pasto al grande pubblico dalla televisione (di oggi). La strumentalizzazione della sofferenza, della paura, della violenza ma anche dell'amore per puro e semplice intrattenimento. C'è una fondamentale differenza che merita di essere sottolineata: in Hungher Games non è tanto la violenza in sè a scioccare il lettore bensì la società di Panem; la sua reazione al programma. Tutti accettano, i Tributi in primis, passivamente e con rassegnazione il loro destino come un dato di fatto, assodato dai costumi dei vari distretti. Si dà ormai per scontato che esista una manifestazione mediatica di questo tipo. Gli Hunger Games sono presentati come un gioco, una festa spettacolare. Gli autori e i produttori si divertono a creare love story e rivalità tra i partecipanti, stimolano i ragazzi all’azione durante i periodi di eventuale inattività, e tramite gli sponsor il pubblico può acquistare oggetti d’aiuto per il Tributo che favoriscono e che li impressiona maggiormente. Nell'orrore e nella quasi certezza di morire - perchè alla fine solo uno sopravviverà - sconvolge che qualcuno possa pensare agli Hunger Games come una possibilità per migliorare le proprie condizioni vita per via del degrado e della povertà che sperimenta quotidianamente.

    C'è commozione. C'è tensione. C'è pathos. C'è spettacolarità.

    E' impossibile non venire risucchiati nel vortice della narrazione e staccarsi dalle pagine. Tutto succede velocemente ma ogni scena ha il potere di rimanere impresa a fuoco nella mente e nell'immaginario del lettore. Difficile scordare momenti come quello della sfilata dei carri, della mela colpita dalla freccia di Katniss all'addestramento, del saluto con Primm e ovviamente l'amicizia con Rue. I brividi più grandi me li hanno date, comunque, le tante mani alzate nel saluto di ringraziamento alla maniera dei minatori, del dodicesimo distretto... Un libro stupendo. Intenso. Forte. Un pugno nello stomaco per la crudezza di tante, troppe cose ma anche un tripudio di bellezza, per certi versi. Ovviamente non potrà mancare quello che sembra essere il must della letteratura Young Adult, ossia il "triangolo" amoroso. Ma non disturba; anzi, appassiona.

    Tutti i personaggi sono così ben caratterizzati da poterne non solo percepirne tutte le sfumature caratteriali ed emotive ma spesso si ha l'impressione di toccarli e la cosa sicuramente contribuisce alla buona riuscita del romanzo.

    Tanto ci sarebbe da dire e da scrivere. Ma certe emozioni vanno vissute. Assaporate. Non si può leggere Hunger games e non esserne colpiti e non rimanerne entusiasti.

    Perciò, se ancora non avete letto questo piccolo capolavoro di genere non indugiate oltre! Anche se avete visto solo il film, per quanto ben fatto, troverete tanti spunti in più e la lettura vi regalerà emozioni amplificate.

    dit a 

  • 5

    Sono riuscita finalmente a finire questo libro: non c'ho messo così tanto perché non mi è piaciuto, ma per il poco tempo di lettura che ho ultimamente.
    Avevo già visto il film e mi era piaciuto molto, ma ho trovato il libro a un livello superiore, sia per la ricchezza di dettagli, sia per alcune ...continua

    Sono riuscita finalmente a finire questo libro: non c'ho messo così tanto perché non mi è piaciuto, ma per il poco tempo di lettura che ho ultimamente. Avevo già visto il film e mi era piaciuto molto, ma ho trovato il libro a un livello superiore, sia per la ricchezza di dettagli, sia per alcune parti un po' diverse rispetto alla versione cinematografica. Che dire poi: una distopia, poca gente che vive nel lusso e il resto nella fame; stride la crudezza delle immagini ricordate da Katniss riguardo il suo distretto, il più povero, riguardo il suo passato, riguardo la fame, con il lusso sfrenato di Capital City. Katniss è un personaggio studiato a meraviglia: amo il suo carattere forte, ma allo stesso tempo fragile, una fragilità che spiazza, a volte; è una dura, prende la decisione migliore ponderando in maniera intelligente e, soprattutto, non esita a sacrificarsi pur di salvare la vita di coloro che ama, a sacrificare persino la sua personalità, il suo essere davvero Katniss, pur di salvare se stessa e Peeta. Ho sentito dire che, proseguendo con la serie, i libri non sono belli come il primo, vedrò. Al momento Hunger Games ve lo consiglio vivamente.

    dit a 

  • *** Aquest comentari conté spoilers! ***

    3

    Ho letto in giro per Goodreads di persone che, in seguito a tanti entusiastici commenti da parte degli appassionati, si sarebbero attese di più da questo romanzo — e ne sono rimaste deluse. Io ho avuto la fortuna di seguire il percorso inverso: dalle presentazioni del film che ne è stato tratto, ...continua

    Ho letto in giro per Goodreads di persone che, in seguito a tanti entusiastici commenti da parte degli appassionati, si sarebbero attese di più da questo romanzo — e ne sono rimaste deluse. Io ho avuto la fortuna di seguire il percorso inverso: dalle presentazioni del film che ne è stato tratto, sulle riviste o alla tv, mi ero immaginata un nuovo Twilight con i guerrieri à la Dungeons and dragons al posto dei vampiri — e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa.

    La storia nasce da un’idea di fondo che sembra quasi agganciarsi a tutto il filone distopico da 1984 di Orwell in poi, ci restituisce finalmente un’eroina imperfetta, sì, ma da cui si possa trarre una sorta di esempio morale (sebbene, come ha fatto notare qualcuno, non arrivi mai a mettersi veramente alla prova in questo campo): Katniss ha il coraggio della ribellione, ha spirito di sacrificio e tanti buoni sentimenti, soprattutto nei confronti della propria famiglia. Ad affiancarla c’è il dilemma sentimentale mutuato da Twilight, che sembra dover costituire un elemento imprescindibile in questa moderna letteratura al femminile, tra l’amico ambiguo (si legga: è soltanto amicizia o provo qualcosa di più?), selvaggio e appassionato, e il principe azzurro sbucato dal nulla per sopraffarla con tutta la sua gentilezza disinteressata e stendere un’ombra sull’amico che per lei si strapperebbe il cuore ma ci ha anche un po’ di orgoglio – motivo per cui a noi piace sempre più l’amico, cornuto e bastonato, e gli diamo anche un quintale di ragione se poi, alla fine, s’incazza. Lo sfondo su cui questo triangolo amoroso in parte si muove e in parte segue passivamente da casa con la bocca tappata e qualche bel pentolone di bile sul fuoco è uno scenario futuristico à la Rollerball (fatemi il favore di figurarvi il film degli anni Settanta con James Caan, e non quella merda con la colonna sonora degli Slipknot) da cui ci si aspetta violenza e dolore a ogni passo. A differenza di quello che accade in Twilight, dove siamo indotti ad aspettarci per tre libri uno scontro sanguinario che poi non si verifica, qui ogni promessa è invece mantenuta: la violenza c’è è Katniss si sporca le mani a più riprese; ci sono scene splatter, puzza di carne in decomposizione, morti ingiuste e ossa messe a nudo… con un rigore scientifico da fare invidia a un trattato di Van Helsing.

    Il bello dei libercoli del genere è che si leggono in un pomeriggio e offrono un buon distensivo per le meningi affumicate tra un classico russo e l’altro (la mia tendenza del momento, non chiedetemi perché). Il brutto dei libercoli del genere è che queste autrici sbocciate e diffuse come spore velenose in tutto il mondo in seguito al grande successo della saga della Rowling (la quale le guarda tutte dall’alto con una Burrobirra in mano o, più probabilmente, se ne infischia) hanno idee brillanti che non sanno sviluppare. Si limitano a narrare una storia, che in questo caso è VERAMENTE interessante, accidenti, ma non trasmettono un’emozione che sia una. Andiamo, sugli ultimi tre libri di Harry Potter ho versato fiumi di lacrime, eppure ai più la sua è nota come “la saga del maghetto”, una storiella innocua, accattivante e divertente. Questo Hunger games si apre invece fin dall’inizio come un racconto crudissimo di vita e di morte, ambientato in un mondo post apocalittico che è regredito ai Panem et Circenses degli antichi Romani, di cui porta parzialmente il nome; ci sono morti dappertutto, eppure noi continuiamo a scorrere le righe con impazienza crescente, sbuffando e allungando le gambe sul divano, chiedendoci quanto manchi al momento in cui saranno morti tutti (perché sai che succederà).

    Più che con Harry Potter, il quale si ascrive forse allo stesso genere narrativo (ma qual è poi questo genere? Fantasy contemporaneo? New chick lit? mi piacerebbe davvero saperlo), mi sorge un paragone spontaneo con un romanzo che apparentemente non c’entra nulla: Non lasciarmi, di Kazuo Ishiguro. Forse queste signorine del kolossal romantico del post anni Zero dovrebbero imparare da quel libro com’è che si trascina il lettore in uno strazio progressivo veramente convincente. Cristo, sono trascorsi due anni da quando l’ho letto e ancora scoppio in lacrime, se ci ripenso. Eppure nessuno è costretto a infilare una lancia nel collo di qualcun altro, nessuno viene straziato da un branco di lupi mannari imprecando pietà: tutte cose che invece accadono nel romanzo della Collins, lasciando il lettore completamente impassibile e vuoto, pronto a passare allo scoppio di cannone successivo (e perfino un po’ irritato, quando a fine giornata si scopre che non è morto nessuno).

    Per concludere: ho dato tre stelline su cinque a questo libro solo perché ho notato che ne avevo date due a Twilight (l’idea di fondo e il personaggio di Jacob non sono da buttare) e volevo rendere giustizia alla Collins che, a differenza della Meyers, ci sa regalare anche parecchi momenti interessanti, soprattutto quando c’è di mezzo la televisione, con tutte le dinamiche di merda che la muovono. Credo anche che andrò avanti, mi leggerò i due libri seguenti un paio di domeniche pomeriggio in cui fa troppo freddo per uscire e le approccerò con lo stesso spirito con cui ho approcciato il primo, pensando che saranno deludenti. Può funzionare. Con un po’ di fortuna, riuscirò a dare tre stelle anche agli altri.

    Leggi la recensione qui: http://zeldasroom.wordpress.com/2013/12/13/hunger-games-di-suzanne-collins/

    dit a 

Sorting by