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Em busca do carneiro selvagem

Por

Editor: Casa das Letras

4.0
(4118)

Language:Português | Number of Páginas: 369 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , Chi simplified , Chi traditional , Spanish , Japanese , French , German , Italian , Russian , Dutch , Finnish , Latvian , Slovenian , Polish

Isbn-10: 9724617157 | Isbn-13: 9789724617152 | Data de publicação:  | Edition 2

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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  • 1

    Murakami?

    Mai avrei pensato di votare un libro di Murakami con una stellina. Ho scelto di leggerlo perché credevo mi fosse utile per il mio vero obiettivo: "Dance dance dance" . I temi sono indubbiamente i suo ...continuar

    Mai avrei pensato di votare un libro di Murakami con una stellina. Ho scelto di leggerlo perché credevo mi fosse utile per il mio vero obiettivo: "Dance dance dance" . I temi sono indubbiamente i suoi preferiti, è il modo di scrivere che non gli riconosco; scrittura distratta, priva di quella solita intensità che contraddistingue questo grande scrittore.

    P.s.: Dance dance dance l'ho iniziato l'altra sera, ed eccolo il Murakami che amo.
    Finalmente, ben ritrovato.

    dito em 

  • 4

    Il libro a tratti surreale sulla vicenda di un impiegato, che durante il suo Gap year fa incontri straordinari, come quello indimenticabile con l'uomo pecora.
    Hotel Delfino di Hokkaido mi ha ricordato ...continuar

    Il libro a tratti surreale sulla vicenda di un impiegato, che durante il suo Gap year fa incontri straordinari, come quello indimenticabile con l'uomo pecora.
    Hotel Delfino di Hokkaido mi ha ricordato l’Overlook Hotel del film Shining, la sala da ballo, il cameriere e il barista (quello al bancone che serve da bere a Jack per intenderci). I personaggi del libro sembra che abitano là. E il confronto con il film, che è un horror anche se sui generis, rende inquietante anche l'ambientazione scelta da Murakami per la vicenda. L’ultima parte con l'incontro del protagonista con l'uomo-pecora, è molto simile alla parte finale del libro TOKIO BLUES, con il ritiro in un luogo ameno a leggere libri. La cosa mi affascina di più di questi due romanzi di Murakami è la solitudine del protagonista, ciò che riesce a farne è geniale.
    Il suo primo romanzo pubblicato in Italia (Longanesi 1992) è Sotto il segno della pecora [1982]. Il protagonista è un uomo che conduce una vita normale: divorziato dalla moglie, possiede una collezione di cinquecento dischi disperatamente superati, ha imparato a memoria i nomi di tutti gli assassini di Ellery Queen e ha la raccolta completa dei volumi della Recherche, anche se ne ha letti solo la meta’. Per una serie di circostanze fortuite comincia a frequentare una ragazza che fa la correttrice di bozze part-time, la modella commerciale specializzata in primi piani delle proprie bellissime orecchie e la ragazza squillo in un discreto club per pochi intimi.
    Come in quasi tutti i romanzi di H. M. la situazione di partenza e’ una pausa nell’esistenza del protagonista che lascia il lavoro e con i propri risparmi si concede una ricerca. La ricerca di qualcosa di impossibile e di altamente improbabile: l’uomo-pecora. Il vero grande dono della scrittura di Murakami è che in mezzo alla follia delle vicende riesce a mantenere la calma della vita di tutti i giorni.
    Per chi non lo sa il libro ha un seguito, abbastanza riuscito anche quello, in Dance dance dance.

    dito em 

  • 3

    I PARAOVINI DI MURAKAMI

    LETTO IN EBOOK
    ________________
    Un ragazzino che passa il tempo nel museo di un acquario a fissare un pene di balena, un tale (il ragazzino cresciuto) lasciato dalla moglie che si è portata via tutto ...continuar

    LETTO IN EBOOK
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    Un ragazzino che passa il tempo nel museo di un acquario a fissare un pene di balena, un tale (il ragazzino cresciuto) lasciato dalla moglie che si è portata via tutto ciò che la ricordava, persino la metà delle foto, un autista che ha il numero di telefono di Dio, un Boss moribondo che cerca una pecora e una pecora immortale che vuole cambiare il mondo sono tutte trovate geniali per scrivere delle storie affascinanti. Haruki Murakami le ficca tutte assieme in “Nel segno della pecora”, ottenendo un romanzo che incuriosisce ma che, purtroppo, ha i classici difetti dei romanzi di questo autore, che meriterebbe la collaborazione con un editor aggressivo per trasformarsi in un gigante della letteratura. Anche qui l’amore per i dettagli inutili e la prolissità di Murakami riescono a dare una bella botta a una storia che aveva le carte per essere qualcosa di piuttosto affascinante. Si aggiunga a questo una certa confusione generata nel lettore da vicende tanto incredibili e prive di una forte logica e forse si capirà perché la mia ricerca del capolavoro tra le pagine di questo autore tanto creativo sia fallita ancora una volta. “Nel segno della pecora” è stato pubblico nel 1982, mentre la bi-trilogia “1Q84” è uscita nel 2009-2010. Nel primo romanzo ritroviamo alcuni elementi che saranno sviluppati in “1Q84”. Il Boss ricorda molto il Leader della trilogia, la pecora qui ha il potere di entrare nelle persone, mentre in “1Q84” c’erano i Little People che uscivano da una capra cieca. Praticamente dei para-ovini (ovini dai poteri paranormali)! Qui non c’è il mondo alternativo e quasi ucronico dell’opera più recente, ma il protagonista si ritrova comunque estraniato dalla sua vita normale, spinto in questa caccia surreale alla pecora e alla ricerca dell’amico perduto detto Il Ratto. Una certa passione di Murakami per gli erbivori direi che si ritrova anche ne “La fine del Mondo e il Paese delle Meraviglie” con i suoi unicorni al pascolo, mentre l’atmosfera surreale pare una costante nelle opere del giapponese, non mancando neanche in “Kafka sulla spiaggia”. Fa eccezione in questo forse solo “Norwegian wood”. “Nel segno della pecora” condivide invece con “Tokyo blues” (altro nome di “Norwegian wood”) il senso di perdita, che si delinea subito con l’abbandono da parte della moglie del protagonista, poi da parte della sua ragazza, ma soprattutto con il senso di vuoto provato da chi (Il Professore delle Pecore, Il Boss) ha perso la pecora che era stata in lui o in chi (Il Ratto) teme di perderla. Anche qui si parla di amicizia, ma è più che altro ricerca di un’amicizia perduta.
    Insomma, continuo ad adorare le idee di questo autore di Kyoto, ma non riesco a sentirmi mai pienamente soddisfatto dalla loro realizzazione. Tra i romanzi che ho letto, il solo che mi pare avere un buon equilibrio narrativo è forse “Kafka sulla spiaggia”. In effetti, un po’ poco per consentire all’accademia di Stoccolma di insignirlo del premio Nobel, cui è stato più volte candidato (con il mio incerto tifo).

    dito em 

  • 3

    Probabilmente aver letto Il segno della pecora dopo 198Q, Dream Dream Dream, Kafka sulla spiaggia e tanto altro, è stato un errore.
    Probabilmente non avrei sentito questo se lo avessi letto prima di ...continuar

    Probabilmente aver letto Il segno della pecora dopo 198Q, Dream Dream Dream, Kafka sulla spiaggia e tanto altro, è stato un errore.
    Probabilmente non avrei sentito questo se lo avessi letto prima di tutto il resto.
    So solo che quando un sapore amarognolo di già sentito, già "sfruttato", si insinua tra una pagina e la successiva in un lavoro che si basa su metafore e allegorie, su rappresentazioni magiche e immaginifiche del reale, il risultato perde il senso dello stupore e meraviglia provocando solo un'inevitabile disagio.
    Insomma, l'ho letto senza forse capirlo, con momenti di fastidio e noia a tratti.
    E non è la prima volta che mi succede, con Murakami.
    Arrivata alla lettura delle ultime righe, ero quindi pronta a chiudere il libro con un bello sbatter di pagine finale: stònc!, quando inizia la breve scena di un pianto di due ore, stigmatizzata con quel semplice : "era la prima volta in vita mia che versavo così tante lacrime".
    Mi è venuto in mente come un lampo un pianto di tanti anni fa, senza un inizio ed una fine, profondo come il lamento del mondo. Lacrime versate senza freno, incontenibili, disperate e senza parole come quelle dei bambini di un anno, eppure adulte, terribilmente adulte.
    Ho chiuso allora il testo, gentilmente.
    Perché quel pianto, il mio, il suo, raccontavano tutto il libro: dove si parla, adesso lo so, del lutto e della perdita, del difficile cammino del distacco. La storia del protagonista e di tutti i personaggi a contorno rappresentano le varie tappe dell'addio, dall'illusoria ricerca di trattenere chi non c'è o è destinato a non esserci più, fino al momento in cui devi lasciare inevitabilmente andare.
    Ho colto l'insieme solo alla fine, con un colpo d'ala sublime.
    E non è la prima volta, con Murakami.

    dito em 

  • 4

    Tornando al primo Murakami Haruki, dopo 1Q84 riprendo a colmare le lacune che ancora ho nella sua produzione - stimolato in ciò dal capitolo sulle distopie nipponiche nel bel saggio sul fantastico nel ...continuar

    Tornando al primo Murakami Haruki, dopo 1Q84 riprendo a colmare le lacune che ancora ho nella sua produzione - stimolato in ciò dal capitolo sulle distopie nipponiche nel bel saggio sul fantastico nella letteratura moderna giapponese - con Nel segno della pecora. Ottima lettura, surreale e credibile, reale e magica insieme, impeccabile nello stile e nell'arte narrativa, avvincente e semplicissima.

    dito em 

  • 4

    「或許我們可以在更明朗而溫暖的地方見面也說不定。」(p.313)

    尾聲我是伴著Raised By Swans於2011年發行的專輯《no ghostless place》的樂聲中讀完的。《no ghostless place》的專輯封面老實說和小說中的下雪的場景很相似啊,而且曲風也很適合在讀這部小說的後半部聽。

    因為是看完《舞·舞·舞》之後知道其中的角色有出現在其他的小說才找來讀的,所以早已知道老 ...continuar

    「或許我們可以在更明朗而溫暖的地方見面也說不定。」(p.313)

    尾聲我是伴著Raised By Swans於2011年發行的專輯《no ghostless place》的樂聲中讀完的。《no ghostless place》的專輯封面老實說和小說中的下雪的場景很相似啊,而且曲風也很適合在讀這部小說的後半部聽。

    因為是看完《舞·舞·舞》之後知道其中的角色有出現在其他的小說才找來讀的,所以早已知道老鼠已死去。可是,當真的讀到那一段的時候還是覺得傷感,還有寂寞。

    忍不住就沉浸其中了。

    dito em 

  • 3

    non c'è il solito murakami, anche se l'impianto del romanzo è il suo caratteristico... secondo a tutti gli altri, ma comunque un libro piacevole

    dito em 

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