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Emma

Di

Editore: Newton Compton

4.0
(5992)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 374 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Chi tradizionale , Francese , Svedese , Chi semplificata , Portoghese , Olandese , Greco , Turco , Catalano , Ceco , Polacco , Danese , Russo , Croato , Farsi , Rumeno , Indiano (Hindi)

Isbn-10: 8854128953 | Isbn-13: 9788854128958 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Paperback , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Introduzione di Ornella De Zordo
Traduzione di Pietro Meneghelli
Edizione integrale

Ereditiera bella e un po’ viziata, giovane e sola, narcisista e intelligente, Emma Woodhouse, pur ritenendo di non doversi sposare, trascorre il suo tempo cercando di combinare matrimoni tra amici e conoscenti. In questo scenario, solo apparentemente tradizionale, si innesta una serie di fraintendimenti tra la protagonista e gli altri personaggi, quasi una “commedia degli equivoci” che costituisce il motore principale dell’intreccio. L’eroina austeniana scambia la realtà con la propria immaginazione manifestando, quasi fosse un don Chisciotte al femminile, una difficoltà comunicativa del tutto moderna. Alla fine, Emma si rivela una satira divertente e spietata di ogni pretesa di razionalità assoluta.
«Emma Woodhouse, bella, intelligente e ricca, con una casa confortevole e un carattere allegro, sembrava riunire in sé il meglio che la vita può offrire, e aveva quasi raggiunto i ventun’anni senza subire alcun dolore o grave dispiacere.»

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  • 4

    Confessioni di una cupido in erba

    Il libro di cui vi voglio parlare oggi è davvero molto conosciuto, come la sua autrice d’altronde. Vorrei iniziare proprio con le parole scelte da Jane Austen per descrivere la sua protagonista Emma W ...continua

    Il libro di cui vi voglio parlare oggi è davvero molto conosciuto, come la sua autrice d’altronde. Vorrei iniziare proprio con le parole scelte da Jane Austen per descrivere la sua protagonista Emma Woodhouse: "Sto per descrivere un'eroina che non potrà piacere a nessuno, fuorché a me stessa".

    A dir la verità non è proprio così in quanto a me il libro è piaciuto anche per la sua protagonista, un po’ lontana dalle altre eroine raccontate da Jane Austen, nei libri che avevo letto in precedenza (‘Orgoglio e Pregiudizio’ e ‘Ragione e Sentimento’). Ma lasciamo i confronti al termine della mia opinione e torniamo nell’Ottocento a parlare di ‘Emma’ come sicuramente avrete capito, scritto da Jane Austen nel lontano 1815.
    Inizierò subito col dire del come, ancora una volta mi sono stupita del fatto che la Austen sia davvero in grado di raccontare con quasi duecento anni di anticipo sentimenti, sofferenze e pensieri ancora totalmente attuali.

    Fin dalle prime pagine del libro veniamo a conoscenza di Emma, una ragazza molto bella, intelligente e benestante (ovviamente queste tre caratteristiche buttate lì tra le prime righe, non è che la rendono molto simpatica). Emma vive con suo padre in un piccolo villaggio inglese, il padre (attenzione questo la rende molto più simpatica) è un signore un po’ anziano completamente ipocondriaco. La sua unica occupazione infatti sembrerebbe quella di preoccuparsi della propria salute e di quella dei propri famigliari. Un normale caso di ipocondria sembrerebbe, ma con il passare delle pagine ci rendiamo conto che le sue paure riguardano soprattutto rischi inesistenti come spifferi provenienti da un punto preciso della stanza da pranzo oppure una nevicata imprevista che possa rendere difficoltoso il passaggio di una carrozza…
    Il romanzo inizia con il termine dei festeggiamenti per il matrimonio della Signorina Taylor che è la governante che si è presa sempre cura di Emma, da quando soltanto bambina aveva perso la madre. Miss Taylor non è una semplice governante, è per Emma più che una sorella ed amica, è la sua unica confidente, la spalla su cui appoggiarsi nei momenti difficili.

    Non che Emma sembri averne bisogno, anche perché attraverso le prime pagine capiamo che forse uno dei più grandi problemi della ragazza potrebbe essere la solitudine, che comunque viene in parte attenuata dalla sua salda amicizia con Mr Knightley, suo vicino e cognato, in quanto fratello del marito della sorella di Emma. Mr Knightley è più grande di Emma di sedici anni, ed è l’unico all’interno del romanzo che sembra scorgere alcuni difetti nella personalità della ragazza. Infatti spesso e volentieri è proprio lui a spronarla ad avere comportamenti maggiormente adulti nei confronti degli altri.
    Il matrimonio di Miss Taylor rende Emma particolarmente orgogliosa, è stata infatti proprio lei a presentare Miss Taylor a Mr Weston, e per questa ragione, da quel momento in poi gli unici pensieri di Emma saranno orientati a combinare matrimoni.

    Bastano pochi giorni e poche righe per incontrare qualcuno bisognoso del suo prezioso aiuto. La ‘fortunata’ è Harriet Smith, una ragazza di diciassette anni, figlia illegittima di ‘qualcuno’. Un ‘Qualcuno’ che per Emma è sicuramente un nobile, mentre per il più saggio Mr Knightley, trattasi semplicemente di un soggetto con un'altra famiglia a carico, non necessariamente di origini nobili. Harriet Smith è una ragazza molto ingenua e facilmente influenzabile, specie se l’influenza arriva da Emma che da tutti viene giudicata come la migliore (più bella, più ricca, più intelligente,più a modo…) della zona.
    Emma sembra non sentire ragioni ed in un modo o nell’altro cerca di influenzare la sua amica Harriett verso un certo tipo d’uomo, adatto, sempre secondo Emma, ad elevarla nella natura e nello spirito. La prima scelta di Emma si attesta sul vicario del villaggio Mr Elton (‘per carità’- vi basti soltanto questo commento per capire).

    Gli sviluppi sono davvero interessanti e modernissimi, se si pensa all’epoca in cui è stato scritto il romanzo. Divertente come la stessa Emma riuscirà perfino ad influenzare se stessa, tanto da credersi innamorata di Frank Churchill (il figlio di Mr Weston), soltanto perché sicura che tutto il suo vicinato li pensa fatti l’una per l’altro.
    Commedia degli equivoci, che certamente in alcune parti fa sorridere per l’ingenuità della sua protagonista, e soprattutto per i suoi errori di giudizio. Il romanzo è interessante anche dal punto di vista sociologico, proprio per l’abile rappresentazione della società dell’epoca e delle loro frivolezze.
    Come ho scritto all’inizio di questa opinione rispetto alle altre letture che avevo fatto (‘Ragione e sentimento’ ed ‘Orgoglio e pregiudizio’), mi sembrerebbe che Emma sia un personaggio abbastanza diverso rispetto alle protagoniste dei succitati libri.

    Ovvero tendenzialmente ha qualche caratteristica di Elizabeth, in particolare, entrambe sembrano determinate a crearsi un piccolo spazio ‘alternativo’ all’interno della società che frequentano. Sono fondamentalmente due ragazze ‘moderne’ che vivono in un ambiente molto tradizionalista.
    Per quanto riguarda la situazione specifica di Emma è tendenzialmente più fortunata rispetto alle altre eroine di cui ho letto della Austen, essendo benestante non è avversata da tutti i problemi che colpivano le ragazze Bennet di Pride and Pregiudice, Emma non è obbligata a cercare un marito ricco per evitare un futuro molto difficile, e può anche scegliere di non sposarsi assolutamente. Emma è una ragazza ricca che fin dalle prime pagine del libro dichiara di non volersi sposare, e la stessa cosa vale per il padre, che desidera averla per sempre con sé, diversamente da tutte le altre eroine che vedono nel matrimonio un giusto obiettivo a cui puntare, per riuscire ad uscire dai loro problemi.

    In secondo luogo Emma, non cerca l’amore come Marianne Dashwood (Ragione e sentimento), che incorre in una serie di relazioni sbagliate e non scappa da esso come Elizabeth (Orgoglio e Pregiudizio). Emma è una donna realmente moderna rispetto ai suoi tempi non è interessata al grande amore e non lo sogna, è interessata soprattutto al benessere di chi le è vicino, ed è decisa nelle sue scelte, sicura e felice del suo stato, fino a prova contraria.
    Romanzo consigliabile, soprattutto se s’intende dimenticare per qualche ora la realtà quotidiana rifugiandosi in un sereno paesino inglese dell’Ottocento. Protagonisti e comparse davvero apprezzabili soprattutto se non ci si mette a sottilizzare sulle loro piccole manie ed ingenuità (che ovviamente risultano completamente anacronistiche ai nostri occhi).

    In conclusione, ho letto in rete, che è del 1996 un film con la regia di Douglas McGrath, su ‘Emma’ e con piacere ho visto che è interpretato da un attrice che personalmente apprezzo molto Gwyneth Paltrow con la partecipazione di Jeremy Northam ed Ewan Mc Gregor. Prevedo di vederlo e di aggiornarvi quanto prima.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Un romanzo altalenante

    Lentissimo l'inizio, odiosa la signora Elton e la signorina Bates ma grandiose le ultime 200 pagine che ho letto senza fermarmi.
    Molti intrecci erano facilmente intuibili (per esempio la questione del ...continua

    Lentissimo l'inizio, odiosa la signora Elton e la signorina Bates ma grandiose le ultime 200 pagine che ho letto senza fermarmi.
    Molti intrecci erano facilmente intuibili (per esempio la questione del pianoforte) e non mi è piaciuto il molto poco spazio dedicato a Knightley anche dopo la dichiarazione.
    Per il resto un romanzo godibile da assaporare lentamente.

    ha scritto il 

  • 4

    Rilettura.
    Un ottimo inizio di anno, grazie alla rilettura di Emma, di Jane Austen. La Austen è una di quelle autrici da cui è facile farsi affascinare, e sto rileggendo tutti i suoi romanzi, uno all’ ...continua

    Rilettura.
    Un ottimo inizio di anno, grazie alla rilettura di Emma, di Jane Austen. La Austen è una di quelle autrici da cui è facile farsi affascinare, e sto rileggendo tutti i suoi romanzi, uno all’anno. Quest’anno toccava ad Emma, molto appropriato visto che proprio nel 2015 si festeggia il bicentenario dalla pubblicazione.

    Prosegue qui:

    https://abrightshininglie.wordpress.com/2015/01/13/un-buon-inizio/

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    La morale è sempre quella : fatti i tatti tuoi e campa 100 anni.
    Ho letto che sarebbe la commedia degli equivoci, in realtà si tratta dell'ottusità di una ragazza sciocca, ma fortunata, all'epoca, di ...continua

    La morale è sempre quella : fatti i tatti tuoi e campa 100 anni.
    Ho letto che sarebbe la commedia degli equivoci, in realtà si tratta dell'ottusità di una ragazza sciocca, ma fortunata, all'epoca, di avere un bell'aspetto e una dote, che è riuscita a combinare un matrimonio (probabilmente la governante voleva scappare da lei) e ora si crede Cupido, farà più danni della grandine finchè non si sposa....fine!

    ha scritto il 

  • 5

    «Sto lavorando a un'eroina che non piacerà a nessuno, se non a me.»
    —— Jane Austen

    Così, con queste parole, nel gennaio 1814, la scrittrice inglese si appresta alla stesura del suo penultimo romanzo.
    ...continua

    «Sto lavorando a un'eroina che non piacerà a nessuno, se non a me.»
    —— Jane Austen

    Così, con queste parole, nel gennaio 1814, la scrittrice inglese si appresta alla stesura del suo penultimo romanzo.
    Da grande maestra dell'irona qual è, non manca di canzonare sul favore che incontrerà la sua nuova eroina. Storia dell'educazione di una giovane ereditiera, Emma Woodhouse viene presentata sin dal primissimo capitolo come bella, intelligente, ricca e quindi non propensa al matrimonio (cosa assai atipica nei romanzi della Austen). Nel corso della narrazione, però, il lettore non mancherà di scoprirne i molteplici difetti rimanendo al tempo stessi totalmente conquistato dalla vitalità del personaggio.
    Parodia dei famosi "Quixotic Novel" molto in voga all'epoca, in cui l'Eroina di turno, scambiando il mondo reale con quello cavalleresco, cade in errori e malintesi dando vita ad una vera e propria "Commedia degli equivoci"; Emma ne ripercorre l'esempio tentando di intavolare matrimoni tra amici e conoscenti salvo poi rimanere "vittima" dei suoi stessi intrighi.
    Solo attraverso un percorso di riflessione e consapevolezza di se stessa, la protagonista riporterà la "pace" ad Hartfield con il tanto sospirato matrimonio con l'affascinante e burbero Mr. Knightley, a discapito della sua divertente impertinenza.
    (a differenza della Anne Elliot di "Persuasione" che in contrapposizione ritroverà la giovinezza perduta)
    Originale come tutti i personaggi ruotino intorno alla figura della protagonista.
    Significativo (ed esilarante) è il personaggio di Miss. Bates. La profonda antipatia che prova l'Eroina nei suoi confronti, come uno specchio, mostra il riflesso di Emma stessa con la sua paura di diventare anch'essa una zitella logorroica, costretta a sciocche espressione nel tentativo di piacere agli altri.
    Delizioso il personaggio di Jane Fairfax, la silenziosa e modesta nipote di Miss. Bates, che ribaltando il suo destino da orfana si riscatterà nel finale.
    Forse, se avesse approfondito il suo personaggio ne sarebbe nata un'altra fantastica eroina.

    ha scritto il 

  • 0

    "Sto lavorando ad un'eroina che non piacerà a nessuno se non a me".
    Questo è ciò che pensava Jane Austen della sua eroina mentre iniziava la stesura di uno dei suoi capolavori.
    Un romanzo incentrato s ...continua

    "Sto lavorando ad un'eroina che non piacerà a nessuno se non a me".
    Questo è ciò che pensava Jane Austen della sua eroina mentre iniziava la stesura di uno dei suoi capolavori.
    Un romanzo incentrato sugli equivoci, sulle incomprensioni e i fraintendimenti in amore.
    Dialoghi brillanti, pervasi di sottile ironia, sono la cifra stilistica della grande scrittrice inglese.
    Di lei Virginia Woolf scrisse: "Sa descrivere una notte bellissima senza nominare una volta la luna."

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Una commedia degli equivoci

    Dopo questa seconda lettura posso dire di aver fatto finalmente pace con Emma.
    Tutto quel che non avevo sopportato in passato adesso sembra essersi affievolito, Emma non è più così viziata e snob come ...continua

    Dopo questa seconda lettura posso dire di aver fatto finalmente pace con Emma.
    Tutto quel che non avevo sopportato in passato adesso sembra essersi affievolito, Emma non è più così viziata e snob come al primo incontro, leggo fra le righe motivazioni più valide al suo attegiamento nei confronti degli altri e la sua palese solitudine mi rende decisamente più indulgente.
    Certo non ha la capacità di coinvolgimento tipica di Orgoglio e Pregiudizio o Ragione e Sentimento, Emma non ha neanche la maturità e lo spessore di Elizabeth o Elinor, è la futilità della sua quotidianeità a far languire il romanzo fino all'arrivo di nuovi abitanti e nuovi spunti rendendo la partenza molto lenta.
    Forse il suo non essere in cerca di marito, il suo status sociale e la sua indole frivola la fa risultare un po' antipatica rispetto alle altre eroine della Austen, stride poi in Emma la facilità con cui deride la Bates e la noncuranza con cui sopporta invece le bizze ipocondriache del padre, una pietà filiale che deponde comunque a suo favore. Durante la mia prima lettura avevo trovato eccessive le caratterizzazioni di alcuni personaggi ma, a distanza di dieci anni, sono quasi certa di aver riconosciuto in Miss Bates e Mr Woodhouse due miei zii, mai più penserò che i suoi bizzarri personaggi siano troppo assurdi per essere reali!
    Quel che manca poi in Emma è il "dominio" del personaggio maschile, Mr Knightley rimane in ombra per due terzi del romanzo lasciando spazio ai personaggi secondari, che poi così secondari non sono.
    Nonostante non ci siano grandi spostamenti, Highbury mostra di avere tutte le varietà possibili di personalità necessarie a creare una buon intreccio di gossip ottocentesco. Se ad un certo punto le chiacchiere della Bates rischiano di dare alla testa, è vero anche che sono finalizzate a rivelare molti particolari sugli intrecci della trama. Trattandosi di una romanzo basato sul fraintendimento amoroso non risulta strano scoprire che la vera storia d'amore si rivela essere quella fra Jane Fairfax e Frank Churchill mentre l'epifania di Emma giunge solo al termine della storia, nonostante l'interesse di Mr Knightley sia palese sin dall'inizio.
    Tirate le somme Emma sembra essere uno fra i romanzi più complessi della Austen, inizialmente potrà anche risultare poco digeribile ma, una volta che si riesce a capire davvero la trama e i ruoli dei doppiogiochisti all'interno di essa, tutto diventa più facile e godibile. Basta sapere dove guardare e cosa ascoltare.
    Forse più di altri questo romanzo necessita di una rilettura per essere apprezzato appieno.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho avuto

    delle remore prima e degli intoppi nella fase iniziale del romanzo, è come se girasse a vuoto all'inizio
    lento, spocchioso , diventa poi gradevole verso l'ultimo quarto; un libro carino essenzialmente ...continua

    delle remore prima e degli intoppi nella fase iniziale del romanzo, è come se girasse a vuoto all'inizio
    lento, spocchioso , diventa poi gradevole verso l'ultimo quarto; un libro carino essenzialmente, diverso da
    Orgoglio e pregiudizio, più statico, manca però a quest'autrice la dimensione introspettiva secondo me, quella che hanno i grandi dell'800 , non puoi scrivere romanzi di 500 pagine se manca quella.

    ha scritto il 

  • 5

    Entusiasta!! Ne avevo lette recensioni poco lusinghiere che lo collocavano molto al di sotto di Orgoglio e Pregiudizio e Ragione e Sentimento, ma in realtà l'ho trovato alla pari. Sicuramente più stat ...continua

    Entusiasta!! Ne avevo lette recensioni poco lusinghiere che lo collocavano molto al di sotto di Orgoglio e Pregiudizio e Ragione e Sentimento, ma in realtà l'ho trovato alla pari. Sicuramente più statico e meno vivace degli altri due, presenta un'ironia per alcuni versi quasi superiore!

    ha scritto il 

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