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Emmanuelle

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

3.2
(364)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 194 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Olandese , Portoghese , Polacco

Isbn-10: A000184533 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Comics & Graphic Novels , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Edizione allegata a Panorama n°32 del 09.08.1996
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  • 3

    50% erotismo 50% filosofia da due soldi

    Peccato. Dopo un inizio interessante (mi ero eccitata con il ditalino in aereo, e il ménage à trois lesbo verso metà libro sembrava divertente), è arrivato un "finale" di metà libro in cui non è stata solo la protagonista a prenderci l'inculata, ma anche il lettore.
    http://myrosalie.wordpre ...continua

    Peccato. Dopo un inizio interessante (mi ero eccitata con il ditalino in aereo, e il ménage à trois lesbo verso metà libro sembrava divertente), è arrivato un "finale" di metà libro in cui non è stata solo la protagonista a prenderci l'inculata, ma anche il lettore.
    http://myrosalie.wordpress.com/

    ha scritto il 

  • 4

    L'erotismo è una passione di coraggio.

    Uomini che mai si confessano tanto bene come nel grido di Hobbes, ogni giorno, da tre secoli, più vero: L'unica passione della mia vita sarà stata la paura! Paura di essere diversi. Paura di pensare. Paura di essere felici.

    Affascinata.
    Dal libro, dal personaggio di Mario, e s ...continua

    Uomini che mai si confessano tanto bene come nel grido di Hobbes, ogni giorno, da tre secoli, più vero: L'unica passione della mia vita sarà stata la paura! Paura di essere diversi. Paura di pensare. Paura di essere felici.

    Affascinata.
    Dal libro, dal personaggio di Mario, e soprattutto, dalle sue riflessioni.

    «Non è stata data all'uomo da un dio: egli l'ha inventata. Egli la fa: la bellezza ha lo stesso nome sedizioso della poesia. Non è l'ordine della natura, è il suo contrario. È l'ansiosa speranza degli uomini contro di lui; la virtù nata dal loro disorientamento e dalla loro solitudine, nell'universo da cui hanno cacciato gli angeli e i diavoli, la vittoria promessa sulle erbe e sulle piogge. È il chiaro di luna immaginato, il canto delle sirene sopra la laidezza del mare.
    Dell'erotismo, questo trionfo del sogno sulla natura, direi dunque che è l'alto rifugio dello spirito di poesia, perché nega l'impossibile. È l'uomo, che può tutto.»
    «Non riesco a rappresentarmi chiaramente questo potere,» obiettò Emmanuelle.
    «L'atto carnale tra donne è un'assurdità biologica. Ed ecco che l'erotismo fa di questa invenzione di sogno una realtà. Sodomizzare è una sfida alla natura: ed egli sodomizza. Fare l'amore in cinque non è naturale: egli l'immagina, lo ordina, lo esegue. Ed ognuna di queste vittorie è bella. Certo, per fiorire, l'erotismo non ha necessariamente bisogno di queste formule d'eccezione: reclama solo giovinezza e libertà di spirito, amore del vero, una purezza che nulla deve ai costumi e alle convenzioni. L'erotismo è una passione di coraggio.
    »

    ha scritto il 

  • 4

    Erotismo elegante

    E' un libro molto sensuale ed erotico.Non potrei definirlo pornografico.La lettura scivola rapida tra le righe fatte di turbamenti e naturalezza.L'eros non si veste mai di volgarità negli amplessi della protagonista, una fanciulla neppure ventenne.Amore è ricerca e perdizione.Verso la fine del li ...continua

    E' un libro molto sensuale ed erotico.Non potrei definirlo pornografico.La lettura scivola rapida tra le righe fatte di turbamenti e naturalezza.L'eros non si veste mai di volgarità negli amplessi della protagonista, una fanciulla neppure ventenne.Amore è ricerca e perdizione.Verso la fine del libro viene a profilarsi una teoria piuttosto ardita sulla libertà che dovrebbe esser dovuta all'Amore eppure molto affascinante.Una lettura che mi sento di consigliare.

    ha scritto il 

  • 0

    Una vecchia edizione francese trovata per caso in uno scatolone, in un periodo della vita in cui aveva ancora senso leggere libri così.


    E' inutile iniziare una disamina filologica sul fatto che si tratti di un romanzo erotico, sensuale, sexy. Nella lingua italiana c'è l'esaustiva parola ...continua

    Una vecchia edizione francese trovata per caso in uno scatolone, in un periodo della vita in cui aveva ancora senso leggere libri così.

    E' inutile iniziare una disamina filologica sul fatto che si tratti di un romanzo erotico, sensuale, sexy. Nella lingua italiana c'è l'esaustiva parola pornografia che rende bene l'idea.

    Pornografia, perchè il detto prevale sul non detto. Non si lascia nulla all'immaginazione. La telecamera si sofferma proprio lì, nelle zone sensibili. Del resto, molte volte, la differenza tra pornografia ed erotismo, pornografia e sensualità, pornografia e arte dipende solo da una piccola etichetta, appiccicata dai critici giusti o dall'autore stesso.

    Questa foga di esplicitare le cose, che sia il sesso etero o saffico, il sesso con altri o in solitaria, non lascia alcun margine al desiderio. Non intendo dare alcun giudizio morale ma, anche se la parola suona ridicola, esclusivamente tecnico.

    Un libro dove non ci si fa mancare nulla, fino all'edificante finale. Nel retro di una fumeria d'oppio di Bangkok, un conte italiano (chissà perchè conte, chissà perchè italiano) fa sesso (no, non cadrò nella trappola di svilire per mezzo di equilibri dialettici l'espressione fa l'amore) con la protagonista attraverso un giovane thailandese.

    Un libro per ragazzini, in my humble opinion. Certo, non è formativo e nessun genitore sarebbe contento che il proprio figlio lo leggesse ma tant'è, si sa che a una data età certe cose le si vanno a cercare.

    Invece, viene assegnato con grande senso di responsabilità alla letteratura per adulti. Ecco. Che degli adulti possano trovare interessante un libro così, è questo che mi fa piuttosto specie.

    ha scritto il 

  • 3

    mi aspettavo qualcosa di più...

    Mi era stato descritto (e prestato) come una specie di capolavoro della letteratura erotica.
    Per gli anni '60 forse, quando il libro è stato scritto, sicuramente.
    Al giorno d'oggi lo trovo banale, dalla trama fin troppo forzata e dilatata (tanto ...continua

    mi aspettavo qualcosa di più...

    Mi era stato descritto (e prestato) come una specie di capolavoro della letteratura erotica.
    Per gli anni '60 forse, quando il libro è stato scritto, sicuramente.
    Al giorno d'oggi lo trovo banale, dalla trama fin troppo forzata e dilatata (tanto che alcune pagine mi hanno annoiata e le ho praticamente saltate).

    Avrei preferito si trattasse di un lungo racconto, piuttosto che un romanzo, un racconto erotico, oppure una serie di racconti slegati tra loro con la stessa protagonista, piuttosto che un romanzo con una trama a dir poco artificiosa e pretenziosa...

    E nonostante ciò sono arrivata all'ultima pagina praticamente con la sensazione di essere a metà: nessuna delle "avventure" che coinvolgono la protagonista ha una vera e propria conclusione: alcune restano a metà (come finirà con questa o quell'altra persona?); in altre situazioni l'autrice lascia immaginare che ci sarà un seguito all'una od all'altra vicenda e invece restano così, senza seguito, senza fine, sospese a mezz'aria come fossero semplici fantasie, o come se la Arsan si fosse ripromessa di riprenderle più avanti e poi se ne fosse dimenticata...

    Dopo la metà del libro, la storia muore inesorabilmente in un lunghissimo contorto quando assurdo pseudo-filosofico monologo del bell'italiano Mario (solo a tratti interrotto dalle risposte della protagonista) che subito dopo aver affermato qualcosa, smentisce le sue stesse parole ri-affermando l'esatto contrario.
    Il compito del bel Mario sarebbe quello di insegnare ad Emanuelle l'essenza del vero erotismo, ma il mio modesto parere è che neanche lui sapesse cos'è l'erotismo!

    Dalla sua ha una discreta capacità descrittiva delle scene erotiche nelle quali si ritrova la protagonista. (ed è solo questo che fa meritare al libro la seconda stellina).

    ha scritto il 

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