Emmaus

Di

Editore: Feltrinelli (I narratori)

3.1
(3422)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 139 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8807017989 | Isbn-13: 9788807017988 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
"Abbiamo tutti sedici, diciassette anni – ma senza saperlo veramente, è l’unica età che possiamo immaginare: a stento sappiamo il passato”.
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  • 2

    Questo è il 5 libro dell'autore che leggo e devo dire che non sono molto soddisfatta. Nell'insieme è scorrevole però il contesto per i miei gusti non è sufficientemente interessante.
    La storia raccont ...continua

    Questo è il 5 libro dell'autore che leggo e devo dire che non sono molto soddisfatta. Nell'insieme è scorrevole però il contesto per i miei gusti non è sufficientemente interessante.
    La storia racconta di quattro ragazzi, cattolici, che si innamorano di una ragazza (Andre, ovviamente bellissima e problematica) e vanno verso la perdizione, ognuno a suo modo.
    Trovo interessante l'argomento e la storia dietro tutto, ma decisamente troppo lungo le parti riguardanti la bibbia e le implicazioni religiose

    ha scritto il 

  • 3

    Bello.
    Ancora una volta Baricco é riuscito a sorprendermi, pur essendo, in questo romanzo, completamente diverso dal Baricco che amo. Se non l'avessi saputo, non l'avrei riconosciuto dallo stile. Add ...continua

    Bello.
    Ancora una volta Baricco é riuscito a sorprendermi, pur essendo, in questo romanzo, completamente diverso dal Baricco che amo. Se non l'avessi saputo, non l'avrei riconosciuto dallo stile. Addio poesia, addio personaggi onirici, addio ad atmosfere magiche e surreali.
    Al contrario, un libro realistico, personaggi veri ...."io, tu, come siamo veramente, non come fingiamo di essere".
    Personaggi ai quali é facile affezionarsi, forse perché ...."abbiamo tutti sedici, diciassette anni - ma senza saperlo veramente, é l'unica età che possiamo immaginare: a stento sappiamo il passato".
    Tema principale, il mal di vivere degli adolescenti. Ai loro occhi il mondo é diviso in due: da una parte il loro, fatto di canti in chiesa, volontariato in ospedale e amore.
    Dall'altro, il mondo dei " perduti", fatto di sesso, trasgressione, droga.
    E il loro "entrare" in questo altro mondo li porta ad un'altra consapevolezza ..."chi ha iniziato a morire, non smette più di farlo".
    Romanzo vero, triste, commovente.....doloroso direi.
    Anche in questo lavoro, si conferma la sua scrittura intima, profonda e la sua capacità di entrare e scavare nell'anima. E finché lui avrà voglia di scrivere io avrò voglia di leggerlo!

    ha scritto il 

  • 4

    Un altro romanzo di Baricco che centra l'obiettivo di commuovere e appassionare. Lo stile delicato e umile racconta la storia in maniera scorrevole e rispettosa, senza però nascondere nulla della crud ...continua

    Un altro romanzo di Baricco che centra l'obiettivo di commuovere e appassionare. Lo stile delicato e umile racconta la storia in maniera scorrevole e rispettosa, senza però nascondere nulla della crudezza del dolore, o dell'ingenuità dei giovani protagonisti. Mi è piaciuto pur essendo un'affezionata del "primo" Baricco.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è un libro che mette buon umore e che mette fiducia nell'avvenire, ma sicuramente l'ho trovato realista, rispecchia la nostra società. E' una storia che a ognuno di noi può rivelare strati sovrapp ...continua

    Non è un libro che mette buon umore e che mette fiducia nell'avvenire, ma sicuramente l'ho trovato realista, rispecchia la nostra società. E' una storia che a ognuno di noi può rivelare strati sovrapposti e differenti; un racconto non classificabile. Una vicenda semplice che nel proseguio si complica non poco. Un romanzo doloroso e scritto bene, personaggi a cui è impossibile non affezionarsi, nella loro umanità semplice, che è anche la nostra. Tema principale è il male di vivere e viene descritto in modo misurato, profondo e leggero allo stesso tempo, il romanzo ispira tenerezza, sofferenza, senso di realtà. Belle le frasi e il periodo a me caro.

    ha scritto il 

  • 5

    Storia raccontata a bassa voce, in modo pacato, quasi "respirato" da parte di chi, guardandosi indietro, ha realizzato come l'adolescenza e, in generale, la vita siano un susseguirsi di eventi a cui n ...continua

    Storia raccontata a bassa voce, in modo pacato, quasi "respirato" da parte di chi, guardandosi indietro, ha realizzato come l'adolescenza e, in generale, la vita siano un susseguirsi di eventi a cui non è scontato dare un significato. Accadono e basta.

    ha scritto il 

  • 4

    Onestamente non capisco come si possa sostenere che Baricco è uno scrittore sopravvalutato. Riesce ogni volta a sorprendermi. Questa volta trattando un passaggio delicato nella vita come quello adoles ...continua

    Onestamente non capisco come si possa sostenere che Baricco è uno scrittore sopravvalutato. Riesce ogni volta a sorprendermi. Questa volta trattando un passaggio delicato nella vita come quello adolescenziale, utilizzando il linguaggio degli adolescenti.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei libri più recenti di Alessandro Baricco che ho letto e adorato.

    Gli inizi sono sempre duri, bisogna entrare nel nuovo libro, "socializzare" con i nuovi personaggi, memorizzarli e farseli "ment ...continua

    Uno dei libri più recenti di Alessandro Baricco che ho letto e adorato.

    Gli inizi sono sempre duri, bisogna entrare nel nuovo libro, "socializzare" con i nuovi personaggi, memorizzarli e farseli "mentalmente amici" e dunque confesso di essere partita lenta nella lettura.
    Va detto che il prologo è accattivante, decisamente meno lo è stata la prima parte del romanzo, per me così monotona, pesante e prolissa.
    Quando poi la vita di questi quattro amici è stata stravolta e rinvigorita da Andre, la mia lettura si è trasformata in bramosia, in sete di conoscenza e non appena è finito il libro, come accade soltanto per i migliori romanzi, ho sentito la mancanza dei protagonisti.

    In particolare ho amato la figura di Andre contrapposta ai quattro provinciali bigotti.
    Secondo me la storia descrive in poche pagine alla perfezione l'educazione provinciale e religiosa che purtroppo alcuni genitori ancora impartiscono ai figli. E la conseguenza non può non essere quanto narrato da Baricco con eleganza, tatto, rispetto e priva di giudizi (spetta al lettore trarre le proprie conclusioni).

    Andre c'è, esiste nel libro ed esiste nel mondo, con le sue trasgressioni e con le sue disgrazie.
    Ma non è lei il problema, forse neppure quei quattro poveretti, bensì quel falso perbenismo arretrato che è radicato in alcune persone, le stesse che vanno poi a condizionare -se non a rovinare direttamente- altre persone ancora, vuoi che siano i loro figli, le loro amicizie o propri compaesani (tipico).

    Mi sembra una velata critica da parte di Alessandro Baricco verso quel modo di vivere, quel nascondere il nero e la polvere sotto il tappeto, caratteristico dei piccoli ambienti e delle mentalità chiuse.
    Per quanto velata, condivido la sua disapprovazione e questo per me è un altro romanzo ben riuscito dell'autore.

    ha scritto il 

  • 2

    Non ho trovato la magia, la poesia e l'amore che ho trovato in "Oceano Mare" e in "Seta". Un po' mi è dispiaciuto... Qui si parla di dolore e non solo di amore. Si parla di problemi adolescenziali, di ...continua

    Non ho trovato la magia, la poesia e l'amore che ho trovato in "Oceano Mare" e in "Seta". Un po' mi è dispiaciuto... Qui si parla di dolore e non solo di amore. Si parla di problemi adolescenziali, di colpe dei genitori e pesi che i figli si portano addosso. Si parla di non riuscire a non cadere nel baratro (ognuno a modo suo) quando è difficile dare chiarezza e spiegazioni sulla vita....arrivando anche a soluzioni estreme.Il suo stile di scrittura lo si riconosce di certo ed è per questo che la lettura è stata molto scorrevole, ma non mi ha lasciato quella sensazione addosso che andavo cercando quando ho scelto di leggere un'altro "Baricco"! Mi ha lasciato dell'amaro in bocca perché le prime persone alle quali pensavo leggendolo sono state le mie figlie ,ancora piccole, e come mamma questo romanzo mi ha fatto un po' male ...

    ha scritto il 

  • 3

    La mia prima esperienza con Baricco è un po' deludente. Lo stile di scrittura è frammentario, imita il parlare e lo scorrere dei pensieri, ma risulta confusionario perché non si riesce a capire dove p ...continua

    La mia prima esperienza con Baricco è un po' deludente. Lo stile di scrittura è frammentario, imita il parlare e lo scorrere dei pensieri, ma risulta confusionario perché non si riesce a capire dove porre gli accenti, le interruzioni e le enfasi proprie del parlare. La storia è tragica e surreale al tempo stesso, una lotta del perbenismo contro il male, nella quale il secondo ha gioco facile, ma che lascia una sensazione stridula nel lettore, come fosse una sinfonia di note stonate. I protagonisti sono 4 amici adolescenti, poco meno che 18enni, cresciuti in famiglie "normali" e con grande senso della dignità e della misura, in una piccola città molto perbene. Non so perché ma mi fa venire in mente Torino, non perché la conosca ma per averne sentito parlare. Insomma i 4 amici sono parrocchiettari convinti e condividono ideali e tempo libero, confidandosi a vicenda, pur rispettando i canoni del riserbo e del senso del dovere che distingue l'ambiente di cui fanno parte. Ma allargando appena i loro orizzonti, cominciando a crescere, entrano in contatto con "quegli altri", del mondo ricco e cinico che vive proprio accanto a loro. La porta che li metterà in contatto con quel mondo è Andre, una loro coetanea, tanto estranea a cominciare da quel nome snob, che si rivelerà una subdola tentazione, capace di farli precipitare docilmente nel baratro della perdizione.

    ha scritto il 

  • 4

    “Ci disarma, infatti, l’inclinazione a pensare che la nostra vita sia, innanzitutto, un frammento conclusivo della vita dei nostri genitori, solo affidato alla nostra cura. Come se ci avessero incaric ...continua

    “Ci disarma, infatti, l’inclinazione a pensare che la nostra vita sia, innanzitutto, un frammento conclusivo della vita dei nostri genitori, solo affidato alla nostra cura. Come se ci avessero incaricato, in un momento di stanchezza, di tenere un attimo quell’epilogo per loro prezioso – ci si aspettava da noi che lo restituissimo, prima o poi, intatto. L’avrebbero poi ricollocato a posto, formando la rotondità di una vita compiuta, la loro. Ma ai nostri padri stanchi, che si erano fidati di noi, noi restituiamo il taglio di cocci affilati, oggetti scappati di mano. Nel sordo strisciare di un simile fallimento, non troviamo il tempo di riflettere, né la luce di una ribellione. Solo l’immobilità sorda della colpa. Così tornerà nostra, la nostra vita, quando sarà ormai troppo tardi.”

    Sarebbero state tre, ma questo pezzo da solo vale una stellina in più.

    ha scritto il 

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