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Emmaus

By Alessandro Baricco

(594)

| Others | 9788807722950

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733 Reviews

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    Che è Baricco lo riconosceresti anche senza uno straccio di copertina, linguaggio secco, dove ogni parola e segno di punteggiatura è misurato, non casuale. Una storia dura, strana, quattro ragazzi, una stessa fede ma quattro modi di viverla surreali. ...(continue)

    Che è Baricco lo riconosceresti anche senza uno straccio di copertina, linguaggio secco, dove ogni parola e segno di punteggiatura è misurato, non casuale. Una storia dura, strana, quattro ragazzi, una stessa fede ma quattro modi di viverla surreali. 8

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    Josephina said on Sep 6, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Uno strano Baricco

    Sono rimasto un pò spiazzato. Forse perchè mi aspettavo il solito Baricco. Il libro è scritto in uno stile particolare, inizialmente difficile ma poi scorrevole. La storia non mi ha convinto molto, anche se molte immagini mi hanno emezionato (come so ...(continue)

    Sono rimasto un pò spiazzato. Forse perchè mi aspettavo il solito Baricco. Il libro è scritto in uno stile particolare, inizialmente difficile ma poi scorrevole. La storia non mi ha convinto molto, anche se molte immagini mi hanno emezionato (come solo Baricco sa fare)

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    Astronave 73 said on Aug 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La storia è complessa, meriterebbe più spazio. Il vero "problema" è che Baricco sa fare di meglio, e qui si è trattenuto.

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    FraFad said on Aug 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Drammone à la Carolina Invernizio, solo più inverosimile e meno pepato.

    Una trama del genere andrebbe sviluppata meglio, diciamo per tre, quattrocento pagine, eliminando ogni intento poetico, molti riferimenti biblici, le trentamila virgole, ...(continue)

    Drammone à la Carolina Invernizio, solo più inverosimile e meno pepato.

    Una trama del genere andrebbe sviluppata meglio, diciamo per tre, quattrocento pagine, eliminando ogni intento poetico, molti riferimenti biblici, le trentamila virgole, i seicento ‘lì’ e i duecento ‘là’, le forzature, le generalizzazioni, i luoghi comuni, le ingenuità, le astrusità, le banalità, alcuni protagonisti e l’autore.

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    Leopold Dedalus said on Aug 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Preso. Iniziato. Intuito. Letto...

    ... e aggiunto alla lista "Libri che qualcuno doveva scrivere". Diretto. Seguono ringraziamenti a Baricco per una vita intera.

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    Jericho XVIII said on Aug 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una storia di adolescenza, di quel vivere con la vita che ti scivola addosso come lava incandescente e pioggia sottile, contemporaneamente, quel sentire le emozioni e i pensieri in modo assoluto, quelle epifanie che diventano uniche certezze lucide e ...(continue)

    Una storia di adolescenza, di quel vivere con la vita che ti scivola addosso come lava incandescente e pioggia sottile, contemporaneamente, quel sentire le emozioni e i pensieri in modo assoluto, quelle epifanie che diventano uniche certezze lucide e incrollabili, fino a quando il velo di eternità non si lacera e ci si ritrova nello stesso mondo degli adulti senza condividerlo, anche in questo nella continua distanza che c'è tra prossimità e intimità. Adolescenza, che è più che essere giovani, è vivere come in un mondo proprio, contiguo e compenetrato al resto del mondo ma senza comunicazione con esso, come se si pensasse di parlare lingue differenti, o semplicemente incapaci di comunicare, immobili o presi da una furia di pensieri e passioni, ma comunque sconvolti, confusi e ammutoliti. Adolescenza che é vivere in una bolla di sapone sfidando continuamente i limiti, quasi a volerla scoppiare ma con l'assoluta infondata certezza che non scoppierà mai e che esisterà sempre un rifugio da tutto, una soluzione, una possibilità, anzi non una ma tutte le possibilità. Perché essere adolescenti è sentire che si è tutto tutto insieme: passato, presente, tutti i futuri possibili. E in un certo senso è proprio così. Ed è potente. Ed è terrificante. Soprattutto quando il velo di squarcia e ci si ritrova all'improvviso - più o meno consapevoli, più feriti, meno innocenti, più forti ma non sempre meno fragili- cresciuti. Una storia di adolescenza, di amicizia, di eternità, sulla via di Emmaus.

    A margine direi che Baricco è sempre Baricco e in questo romanzo ho ritrovato quel sapore che non avevo trovato nei suoi ultimi romanzi. Maestro nel dipingere immagini e talvolta personaggi che prendono dimora nel cuore e nella memoria come capolavori appesi al Louvre -o anzi all'Orsay- rivela in questo romanzo la sua capacità di capire e comunicare le immagini, l'arte figurativa ma quindi qualsiasi immagine, che ha fatto sua ed è diventato a mio parere il suo valore aggiunto, unito allo spessore dato dall'opinione, che sia relativa all'11 settembre (conservo ancora il ricordo del suo articolo su La Repubblica), la globalizzazione, l'adolescenza, la fede anche, ma soprattutto il modo in cui in diversi modi e momenti le vite possono venire a contatto con essa, ma soprattutto e sempre l'anelito dell'uomo alla ricerca di una soluzione al proprio vivere, di uno scopo della vita, che sia il progetto di una vita, sogni di cristallo nella forma di un treno, un viaggio, un destino che non si è scelti, un amore procrastinato, desiderato, atteso, inatteso, rubato, inopportuno, pericoloso, giovane o maturo, limpido e spontaneo o pieno di segreti inconfessati.. Insomma spesso c'entra l'amore ma non sempre e non solo, come non in questo caso, perché non serve un sogno, una missione o una passione travolgente per scrivere qualcosa che non scivoli via come pioggia sul parabrezza, se si ha qualcosa da dire e si sa molto bene come farlo.

    Nota a margine: riporto qui la splendida recensione di Giulia Mozzato: "Ogni anno il tronco di un albero si allarga, aggiunge uno strato e ogni anno quello strato è diverso dal precedente, perché sono accaduti nel tempo eventi differenti: tempeste e siccità, o grandine, o magari un incendio. Ecco, il romanzo di Baricco può essere il tronco di un albero che ha visto molte stagioni. È stratificato e si può leggere a vari livelli. Perché è un romanzo sull'adolescenza scritto da un uomo maturo. Nasconde tempeste e siccità, sofferenze e rigoglio, credo celi anche l'anima dell'autore, ma nel nucleo centrale, molto difficile da raggiungere a meno che l'albero non venga tagliato."

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    Rossella said on Jul 10, 2014 | Add your feedback

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