Empietà

Di

Editore: Neri Pozza

3.7
(101)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 251 | Formato: Altri

Isbn-10: 8873058493 | Isbn-13: 9788873058496 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: F. Diano

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
Pakistan. Herr, adolescente di soave bellezza, riceve tramite la madre unaproposta di matrimonio. Pir Sain, il Santo, uno dei capi religiosi piùeminenti della comunità, un uomo di trent'anni più anziano di lei ma "ritto ealto come un albero, con in testa il turbante nero inamidato che si apre aventaglio", l'ha chiesta in sposa. Herr deve dimenticare in fretta Ranjha, ilragazzo col pullover rosso, per il quale il suo cuore canta ancora "canzonimai udite prima". Troppo grande è infatti, l'onore di quella proposta perchésua madre non si senta di colpo, e con immensa gioia, libera dallo sguardosprezzante e indifferente dei parenti che "se la passano meglio".
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  • 3

    EMPIETA'

    Da sempre impegnata, al fianco di Benazir Bhutto, con il movimento contro la corruzione politica e a difesa di tutte le donne pakistane, la scrittrice Tehmina Durrani ci ha già raccontato la sua terri ...continua

    Da sempre impegnata, al fianco di Benazir Bhutto, con il movimento contro la corruzione politica e a difesa di tutte le donne pakistane, la scrittrice Tehmina Durrani ci ha già raccontato la sua terribile storia nel libro autobiografico “Schiava di mio marito”( edito in Italia nel 1995 da Mondadori). Proveniente da una delle famiglie più influenti del Pakistan Themina, sesta moglie di un uomo politico ricco e potente al quale ha dato ben cinque figli, dopo il divorzio ha osato raccontare i soprusi e le violenze ricevute dall’uomo, ha avuto l’audacia di ribellarsi, di divorziare e di mantenere da sola i suoi figli ( non avendo diritto, come per ogni donna musulmana che divorzia, a nessun tipo di contributo economico né per sé ne per i figli). Questo “sgarro” le è costato il ripudio di tutta la sua famiglia d’origine, compresi i genitori, che hanno fatto di tutto perché lei smentisse il suo racconto apportatore di grande disonore, anche enormi pressioni sulle sue stesse figlie, invitate inutilmente a boicottare la madre.
    “Empietà”(edito da Neri Pozza nel 2011- Collana Biblioteca), è una spietata denuncia ispirata ad una storia vera, al vissuto di una donna che l’autrice ebbe modo di conoscere, moglie di un alto esponente della religione islamica, finita pazza a causa delle umiliazioni, delle continue violenze, dell’impossibilità di comunicare con il mondo esterno, con la paura pensino di pensare o esprimere un’opinione, costretta a diventare schiava di questo ignobile marito che le chiedeva di procurarle “carne fresca” di bambine innocenti che venivano immolate ai suoi insaziabili e perversi appetiti sessuali, salvando così le sue stesse figliolette dalle aberrazioni paterne.
    La storia di questa donna è quella di Herr, la protagonista del libro che giovanissima viene data in sposa al Pir Sain, eminente capo religioso e portata a vivere nel suo Santuario, dove ha modo di provare sulla sua pelle le distorsioni della religione islamica delle potenti sette, usate per strumentalizzare e sottomettere le masse ignoranti e le donne, contrariamente ai veri dettami del Corano. Il Pir Sain si svelerà un vero demonio, che trae la sua forza nutrendosi di emarginati, deboli e poveri, un parassita che “si pasce del Libro Sacro”, uno stupratore di bambine e un assassino pronto ad ogni cosa per appagare i suoi sensi e le sue voglie carnali irrefrenabili.
    Herr ingaggerà una vera lotta contro “gli uomini santi”, usurpatori della tradizione del vero Islam, ma poco riuscirà a mutare la sua condizione, una condizione che, a detta dell’autrice del libro, è purtroppo quella reale in cui vivono molte donne in Pakistan”.
    Themina Durrani vuole ritornare nel suo Paese con lo scopo di insegnare alle donne a non rassegnarsi, a lottare, a non fuggire, a fare di tutto perché le cose possano cambiare, se non per loro almeno per le generazioni femminili future, a rompere il loro silenzio e a far sentire sempre più forte la loro voce e perché i leader più illuminati dei Paesi islamici comprendano che, se non diventeranno moderati, saranno isolati da tutto il resto del mondo. Un percorso difficilissimo e alla luce degli ultimi avvenimenti, un percorso quasi impossibile. Ma il coraggio e la determinazione delle donne, il loro spirito di sacrificio e il loro eroismo quotidiano, non sono da sottovalutare. Mai.

    ha scritto il 

  • 4

    Vivere nonostante tutto

    Questa storia mi ha molto coinvolto. Leggevo con sempre più attenzione ed interesse. Ero vicino alla protagonista e vivevo appieno le sue emozioni e frustrazioni.
    Capisco benissimo come si possa viver ...continua

    Questa storia mi ha molto coinvolto. Leggevo con sempre più attenzione ed interesse. Ero vicino alla protagonista e vivevo appieno le sue emozioni e frustrazioni.
    Capisco benissimo come si possa vivere chiuse in un piccolo spazio (sia veramente fisico o solamente di “pensiero” tipo lavaggio del cervello) senza quasi più rendersene conto. Si porta la mente a dimenticare cosa potrebbe essere e si cerca di vivere senza avere rimpianti né confronti né desideri. E' così, lui decide così e va bene così. La propria attenzione è rivolta ai suoi desideri, non c'è altro da seguire. Si corre perchè lui stia sempre bene e di conseguenza chi gli sta vicino stia meno male. Si lascia che tutto corra come vuole il fato, non si riesce nemmeno a lottare per i figli. Anche loro andranno incontro a quello che sarà e vivranno come potranno senza aiuti con la sola forza che ognuno di loro ha in sé. Oppure se in qualche raro caso si sarà costretti a combattere si dovrà imparare a utilizzare gli stessi suoi metodi, abbassandosi a farlo in maniera subdola e sporca.
    “Quando il velo diventa sudario. Un libro shock … dal cuore del Pakistan” è la lapidaria recensione di Io donna.
    Non concordo con l'epilogo che tinge di rosa una storia che proprio di rosa non può avere niente. Più reale fermarsi alla pagina precedente.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    La discesa nell'abisso infernale di un santuario islamico in un Pakistan che sembra meno che medioevo, ma che invece è così contemporaneo da spaventare per la sua stessa verità: una sposa, destinata a ...continua

    La discesa nell'abisso infernale di un santuario islamico in un Pakistan che sembra meno che medioevo, ma che invece è così contemporaneo da spaventare per la sua stessa verità: una sposa, destinata ad un matrimonio-sacrificio, all'assurda clausura rituale (purdah), condanna al confino in un micromondo quadrato (mentre fuori il mondo era circolare). Ed in un vortice che trascina spasmodicamente verso il basso, la donna (le donne) diventano oggetto di umiliazione, abuso, incesto, fino alla totale abiezione ed annullamento. Dietro pilastri della regola formale si nasconde la peggiore essenza degli uomini, i maschi, che in questa storia hanno solo due destini possibili: la crudeltà o la debolezza. E alla ribellione segue inevitabilmente la vendetta e la morte.
    Leggo le pagine con velocità crescente, corrispondente al vortice di violenza: ed alla voglia che la violenza finisca, e che ci sia redenzione.
    Ma non è un lobro contro l'islam, che anzi è cercato, invocato come possibilità di salvezza attraverso i suoi insegnamenti; è contro gli uomini che lo usano come strumento di potere (e questo è vero per tutte le religioni), contro quelli che si nascondono dietro il formalismo per praticare con assoluta consapevolezza la propria potenza, che avendo perduto ogni parvenza di umanità, non riconosce a nessuno umanità.

    ha scritto il 

  • 5

    Una giovane donna pakistana in lotta contro gli "uomini santi" che usurpano la tradizione del vero Islam.
    "Mi tenne in vita, a malapena, la pura volontà di esistere"
    Così la protagonista commenterà an ...continua

    Una giovane donna pakistana in lotta contro gli "uomini santi" che usurpano la tradizione del vero Islam.
    "Mi tenne in vita, a malapena, la pura volontà di esistere"
    Così la protagonista commenterà anni dopo il suo matrimonio. Questo romanzo non è contro l'Islam, ma contro il suo uso blasfemo, è una spietata denuncia ispirata ad una storia vera, di una casta religiosa, che si arroga il diritto di vita e morte.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro che può risultare troppo duro, crudo, eppure è tutto vero. Ci sono opere che devono raccontarci la realtà così com'è, non solo pagine che ci facciano sognare e lasciare indietro il mondo e la vi ...continua

    Libro che può risultare troppo duro, crudo, eppure è tutto vero. Ci sono opere che devono raccontarci la realtà così com'è, non solo pagine che ci facciano sognare e lasciare indietro il mondo e la vita. Nella sua crudeltà, una storia affascinante, profumata d' oriente, anche se è quasi sempre il dolore a farla da padrone.

    ha scritto il