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Enakapata

Storie di strada e di scienza da Secondigliano a Tokyo

By Vincenzo Moretti,Luca Moretti

(35)

| Paperback | 9788823013346

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Book Description

Cosa ci fanno assieme Ryoji Noyori, Premio Nobel per la chimica, e zia Concetta? Piero Carninci, lo scienziato che ha messo in discussione il dogma del DNA, e don Peppe detto Testolina? Akira Tonomura, l’inventore del microscopio da 1 milione di volt Continue

Cosa ci fanno assieme Ryoji Noyori, Premio Nobel per la chimica, e zia Concetta? Piero Carninci, lo scienziato che ha messo in discussione il dogma del DNA, e don Peppe detto Testolina? Akira Tonomura, l’inventore del microscopio da 1 milione di volts, e Pippone? Franco Nori, il genio che lavora al computer intelligente, e Gennaro detto Topolino?

La risposta in Enakapata (espressione nippo-vesuviana, da «è ’na capata», letteralmente «è una testata», in senso figurato «è qualcosa che colpisce, è una cosa straordinaria»), il resoconto di un viaggio che comincia a Secondigliano e si conclude a Tokyo; un diario nel quale gli autori, padre e figlio, raccontano della controversa periferia napoletana e dell’organizzazione della scienza in Giappone, di luoghi e volti della capitale giapponese appena incontrata e dei suoi paesaggi metropolitani stupefacenti, di serendipity, ramen e shinsetsu, di operai e magliari, in un alternarsi e incrociarsi di voci, sensibilità, generazioni.

Ne viene fuori un libro vitale, fisico, che afferra i sensi con una lingua prensile prensile che, in maniera leggera, accattivante, divertente, paradossale, a tratti persino commovente, coinvolge il lettore e lo porta lontano, in mondi sconosciuti e affascinanti.

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    E' nà capata!

    Contrazione naponica (napoletana-nipponica) dell’espressione
    in voga tra i giovani partenopei “è na’ capata” - letteralmente è una testata, vale a dire è qualcosa di straordinario, qualcosa che colpisce -è il diario, resoconto del viaggio da Secondi ...(continue)

    Contrazione naponica (napoletana-nipponica) dell’espressione
    in voga tra i giovani partenopei “è na’ capata” - letteralmente è una testata, vale a dire è qualcosa di straordinario, qualcosa che colpisce -è il diario, resoconto del viaggio da Secondigliano a Tokio presso il centro di ricerca Riken, compiuto da Vincenzo, professore di Sociologia dell’organizzazione presso l’Università di Salerno e da un accompagnatore-assistente speciale, suo figlio Luca, studioso di fisica e di culture orientali, nonché bassista del gruppo napoletano Motor Sound.
    L’obiettivo è quello di analizzare, attraverso una serie di incontri ed interviste, l’organizzazione della ricerca scientifica in Giappone.
    Sullo sfondo della capitale giapponese, da un lato “cervelli” mondiali del calibro di Piero Carninci, lo scienziato leader
    di Fantom 3, consorzio internazionale di scienza, Ryoji Noyori,
    presidente del Riken, nonché premio Nobel per la chimica nel 2001, Franco Nori, esperto di nanoscienze, Akira Tonomura, fisico eletto membro della Japan Academy, dall’altro i parenti (“la sacrada famiglia”)e gli amici napoletani (“guest and friends”)con i quali la comunicazione resta sempre accesa grazie ad internet (Skype, mail, chat), ed infine una serie di pittoreschi personaggi della periferia napoletana (“quelli di Secondigliano”), Zia Concetta, Don Peppe detto Testolina,Pippone, Gennaro detto Topolino, evocati qua e là grazie alla serendipity (trovare qualcosa di inaspettato e sorprendente mentre si
    stava cercando tutt’altro).
    Grazie a questo libro, scoperto in via del tutto “serendipytosa” attraverso l’@mico Vincenzo, mi sono piacevolmente imbattuta nella serendipity (quanti incontri serendipitosi facciamo nella nostra vita e non lo sappiamo: un amico, un libro, un nuovo amore…), ho respirato la “shinsetsu”, ossia la tipica ospitalità
    giapponese (mi ha colpito il fatto che se chiedi per strada un
    indicazione loro ti ci accompagnano fisicamente…che bello!), ho capito qualcosa in più sul funzionamento della ricerca scientifica, su quanto purtroppo si investa poco nel nostro paese malgrado le preziose risorse umane di cui potremmo disporre, ho conosciuto sapori nuovi della cucina giapponese (la ricetta finale di Luca del “ramen” voglio assolutamente riprovarla), ma soprattutto mi ha intenerito la complicità e l’amore filiale di Luca per il padre Vincenzo.
    Già dalle prime pagine, prima scherzosamente lo massacra paragonandolo ad un “cingolato che quando si mette una cosa in testa è pressoché impossibile fermarlo” ma poi precisa che questo cingolato “ha anche la marcia indietro…e quando ha
    torto non è che te lo fa capire, te lo dice proprio, ti chiede scusa e anche questa non è una cosa da poco …. Da un lato ti dice che bisogna fare le cose bene perché è così che si fa, dall’altro ti spiega che possiamo definirci uomini perché moriamo e perché sbagliamo, che il punto non è il risultato ma quello che facciamo per arrivare al risultato”.
    Infine, Luca prova a tracciare un bilancio di quello che resta alla fine del viaggio e così conclude: … “un mese passato con
    papà che, come il vino, più invecchia più è buono, anche se gli
    aumentano le ansie”.

    Giunta al termine di questa meravigliosa
    lettura posso semplicemente ribadire che davvero “E’ na’ capata”!

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    simona70 said on Sep 21, 2011 | Add your feedback

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    Il Giappone per genio e per caso

    “Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d’avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti. Storie di città invisibili. Di luoghi ritro ...(continue)

    “Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d’avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti. Storie di città invisibili. Di luoghi ritrovati. Di luoghi da ritrovare. Forse da cercare…”

    “Per genio e per caso”: questa è la linea guida di “Enakapata – Storie di strada e di scienza da Secondigliano a Tokyo”, agile reportage che si situa tra il memoriale di viaggio, la ricerca sociologica e il diario di bordo di due vite. Gli autori sono Il sociologo Vincenzo Moretti, che dirige la sezione Società, Culture e Innovazione alla Fondazione Giuseppe Di Vittorio e insegna Sociologia dell’Organizzazione all’Università di Salerno, e suo figlio Luca, che lavora alla Feltrinelli Express di Napoli, suona il basso nel gruppo napoletano dei Motor Sound e ha compiuto studi di fisica e di culture orientali.

    Gli autori (al centro) durante una presentazione © Enakapata

    “Per genio e per caso”, si è detto: in una lettera a Voltaire il sovrano di Prussia Federico il Grande scrisse che al caso sono dovuti tre quarti buoni del nostro universo. Non so se è così tanto, ma è certo che nella vita umana e nelle sue scoperte esso gioca un ruolo determinante. Non ci credete? Provate a pensare come avete conosciuto l'amore della vostra vita e iniziate a giocare a ritroso con i se. Ecco, ora vi siete convinti. Il caso, dunque, quella che in termini scientifici è la “serendipity”. Così Moretti nel libro: “Il punto di partenza è dato dal concetto di «serendipity», sconosciuto ai più, buffo anzichenò, con un certo non so che di magico, una sorta di supercalifragilistichespiralidoso della ricerca sociologica che dobbiamo al genio di Robert K. Merton. Quello di arrivo, dalla possibilità che l’interazione di menti preparate in ambienti sociocognitivi «serendipitosi» moltiplichi ed acceleri le opportunità per tutti quei soggetti – città, università, imprese – che intendono puntare sull’innovazione, scrutare i segni del tempo, ridefinire il proprio ruolo nella società, conquistare nuovi spazi di mercato”.

    Si cerca qualcosa e se ne trova un’altra: il Teflon, per esempio, è stato scoperto così. Anche il Prozac, la penicillina e la dinamite. A Vincenzo Moretti, che nel 2008 scrive sull’edizione online della “Stampa”, capita di intervistare lo scienziato triestino Piero Carninci, che coordina il Fantom International Consortium. Da cosa nasce cosa e in breve i due Moretti si trovano a intraprendere questa avventura, “scoprendo” una realtà molto diversa da quella italiana: il Giappone ipertecnologico e produttivo dove la ricerca si sviluppa, anche grazie all'unione del genio e del caso, in modo lineare e produttivo, dove il merito e il talento vanno di pari passo e le menti si affinano nel confronto e nella collaborazione – in particolare qui si tratta di studi sull’RNA e sul genoma al Riken di Tokyo, istituto diretto dal Premio Nobel Riojy Noyori.

    Il Premio Nobel Riojy Noyori e Vincenzo Moretti © Enakapata

    “Enakapata” ospita anche lui, insieme ad altri validissimi ricercatori europei ma anche alle “ragazze” che gestiscono un caffè, ancora di salvezza per due italiani all’estero. Anche per questo il viaggio all’interno dell’universo del Riken è affascinante nonostante l’aridità scientifica del tema trattato: padre e figlio riescono a dipingere l’insieme con pennellate che attingono al gusto del ricordo e della nostalgia, unendo alla fierezza e alla voglia di conoscere l’umanità degli incontri e le uscite alla scoperta della città. Ci sono i treni superveloci a monorotaia, i templi, l’isola di Odaiba, i centri commerciali di Roppongi, i ciliegi in fiore. Ma anche i parenti e gli amici rimasti in Italia, contattati via Skype, personaggi come don Peppe detto «Testolina» e zio Peppino. Alla fine sogni una ricerca scientifica come quella nipponica anche in Italia e ti viene voglia di visitare il Giappone e di fare una capatina a Secondigliano…

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    Il Canto delle Sirene said on Mar 24, 2011 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Questo incontro"per caso" e "per fortuna" con Vincenzo e Luca Moretti mi conduce a scoprire concetti scientifici "serendipitosi" in un -viaggio- condito di concreta competenza e un pizzico di amarezza per quello che potrebbe essere la ricerca in Ita ...(continue)

    Questo incontro"per caso" e "per fortuna" con Vincenzo e Luca Moretti mi conduce a scoprire concetti scientifici "serendipitosi" in un -viaggio- condito di concreta competenza e un pizzico di amarezza per quello che potrebbe essere la ricerca in Italia.. nello stesso tempo mi inebria del colore della nostalgia della meraviglia dei ciliegi in fiore fra templi e perfetta sincronia tecnologica. Mi arriva la percezione di suoni antichi e nuovi e ..gli incontri con persone che scandiscono il rinnovamento con modalità ritmate dal tempo delle regole condivise, danno speranza di futuro. Tutto il viaggio-diario è attraversato da un duetto padre-figlio esilarante e tenerissimo. Potrei mettere come colonna sonora...-ti invito al viaggio, in questo paese che ti somiglia tanto..( Battiato) mentre Pessoa direbbe:-"Un uomo, se possiede la vera sapienza, può godere l'intero spettacolo del mondo seduto su una sedia, senza saper leggere, senza parlare con nessuno, soltanto con l'uso dei sensi e il fatto che l'anima non sappia essere triste"(pag 44..libro dell'inquietudine)

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    Utellax said on May 9, 2010 | Add your feedback

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    ci sono alcune cose davvero interessanti ed illuminanti, in questo libro. Ma la forma di doppio diario privato è spesso troppo ripetitiva e poco interessante da fuori.
    ........
    ho aggiunto qualche considerazione a latere qui: http://corrado ...(continue)

    ci sono alcune cose davvero interessanti ed illuminanti, in questo libro. Ma la forma di doppio diario privato è spesso troppo ripetitiva e poco interessante da fuori.
    ........
    ho aggiunto qualche considerazione a latere qui: http://corradoinblog.ilcannocchiale.it/2009/08/20/enaka…

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    Corrado Truffi said on Aug 9, 2009 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Enakapata

    Enakapata. Si chiama così il nuovo libro del sociologo Vincenzo Moretti. Storia, o meglio croni-storia, della sua recente esperienza fatta in Giappone in uno templi della ricerca mondiale: l'Istituto Riken.

    Il libro non parla solo del rapporto ...(continue)

    Enakapata. Si chiama così il nuovo libro del sociologo Vincenzo Moretti. Storia, o meglio croni-storia, della sua recente esperienza fatta in Giappone in uno templi della ricerca mondiale: l'Istituto Riken.

    Il libro non parla solo del rapporto tra organizzazione e ricerca scientifica (tema alquanto scottante in Italia) ma, grazie anche alle parti scritte da Luca Moretti, è il racconto di un viaggio tra ricerca e cultura orientale. Una moleskine di pensieri. Un diario giapponese. Scritto con gli occhi di un sociologo che ha la sua Secondigliano nel cuore e che, anche per questo motivo, riesce a cogliere chiavi di lettura originali dei fenomeni sociali e culturali del Sol Levante.

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    Antonio Lieto said on Jun 29, 2009 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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  • Paperback 196 Pages
  • ISBN-10: 8823013348
  • ISBN-13: 9788823013346
  • Publisher: Ediesse
  • Publish date: 2009-01-01
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