Enciclopedia Einaudi - Vol. II

Ateo-Ciclo

Editore: Einaudi

4.5
(11)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 1199 | Formato: Cofanetto

Isbn-10: 8806100254 | Isbn-13: 9788806100254 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Ruggiero Romano

Genere: Da consultazione

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    bello/brutto

    La voce, redatta da Renata Mecchia, ricostruisce l'itinerario percorso dalla nozione di bello nelle sue più famose formulazioni. Vengono esaminate le posizioni in merito di Platone, Aristotele, Didero ...continua

    La voce, redatta da Renata Mecchia, ricostruisce l'itinerario percorso dalla nozione di bello nelle sue più famose formulazioni. Vengono esaminate le posizioni in merito di Platone, Aristotele, Diderot, Croce, de Saussure, Mukarovskú, Lukács, Della Volpe.
    L'autrice considera dapprima l'ambiguità del concetto bello/brutto attorno a cui si è andata strutturando storicamente l'estetica; valutata l'inadeguatezza terminologica, ci si chiede quale sia l'incidenza di un'impostazione, anche implicita, dell'estetica formulata come teoria del bello. A questo punto sorgono alcuni problemi riguardanti l'autonomia del prodotto artistico, l'irriducibilità delle varie tecniche artistiche ad un unico modello, la propensione a privilegiare l'esperienza visiva rispetto a quella verbale o musicale.
    Analizzando varie posizioni in materia sia del mondo antico che contemporaneo, ci si sofferma sugli scritti di Diderot,a cui è dedicato un particolare approfondimento in quanto anticipa posizioni della critica contemporanea.
    Diderot, pur muovendosi ancora nell'ambito dell'estetica illuminista, ancora legata al concetto di arte come imitazione della realtà e alla preminenza della rappresentazione visiva, tuttavia mette in evidenza l'eterogeneità dei mezzi attraverso cui le varie arti imitano il modello; non solo, il modello viene spostato dal livello della natura a quello dell'esperienza mentale, affettiva e sensoriale, dando quindi rilevanza al processo imitativo in quanto tale. Si arriva quindi a formulare il pensiero che l'arte opera attraverso diversi materiali per realizzare un "bello" che non esiste in natura, ma scaturisce da un modello interiore; e questo "bello" può essere inteso come "percezione di rapporti", il che è una valida alternativa ad una teoria referenzialistica del significato.
    Più ampiamente:
    http://www.leparoletranoileggere.it/2012/07/24/bellobrutto/#more-442

    ha scritto il