Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Encomio del tiranno

Scritto all'unico scopo di fare dei soldi

Di

Editore: Adelphi

4.0
(39)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 138 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8845907449 | Isbn-13: 9788845907449 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

Ti piace Encomio del tiranno?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 0

    chirurgia dell'etimo

    camuffare e svelare nella letteratura manganelliana sono i comandamenti mirabili che sanno incantarci, con carezze beffarde e animalesche egli ci guida nell'ulteriore della scrittura. un movimento di culla, un flusso altalenante di invenzioni che celebrano l'insicurezza che sprofonda nell'odiata- ...continua

    camuffare e svelare nella letteratura manganelliana sono i comandamenti mirabili che sanno incantarci, con carezze beffarde e animalesche egli ci guida nell'ulteriore della scrittura. un movimento di culla, un flusso altalenante di invenzioni che celebrano l'insicurezza che sprofonda nell'odiata-amata terra.
    come un monaco amanuense dedito al piacere infinito della metafora, manganelli usa le accezioni per entrare dentro le pieghe della sintassi per farci incontrare tutte le sfaccettature del senso. i suoi accostamenti sono impossibili perchè è capace di 'scrivere' la scrittura, capace di svelare i territori banali che il comune pensare bandisce nell’inutilità. una danza che riplasma il fulcro del significato del testo in inconsumabili epifanie illusionistiche.

    'forse è una buffoneria, anche questa, di perdersi nei capitoli; far confusione, di parole, di gesti, di destini, questa è stata sempre una qualità del buffone. ad esempio, i pronomi. io mi sono rivolto all’editore, al tiranno, al monarca con diversi e incompatibili pronomi; e se ora parlo a questo modo, peritoso e circonvoluto, è solo perché non vorrei dar l’idea che sto rivolgendomi appunto a costui; come usano i buffoni, io parlo all’aria. ho usato il Lei; con la maiuscola, si intende; e in tal caso designavo non solo la distanza sociale, ma anche, o soprattutto, tentavo di ridurre tutto ad una sproporzione laica. è il momento in cui io, il tiranno –complemento oggetto- lo chiamo editore. non è che editore non sia, ma che monta negargli la dignità monarchica, che dopo tutto è l’unica che possa garantirmi la funzione di buffone...'

    e ancora:

    essendo empio, non studiosamente, ma in modo che direi manesco, ameresti le vite di santi, e forse ti faresti ripetutamente raccontare la vita e i miracoli di qualche eremita della tebaide. poiché uccidi i padri, ti incuriosiscono le storie di orfani.
    non sei un ironico. Inclini al divertimento schietto, naturale, teatrale, ingenuo. il tuo gusto è rozzo, ma ti affidi con il tuo consueto intuito ad un buffone che ha del callido. delle poesie ami solo il ritmo, perché ti ricorda il battere inesatto del cuore delle tue vittime.

    ha scritto il 

  • 0

    Come fosse antani...

    Questo libro è stato, dice il sottotitolo, «scritto al solo scopo di fare dei soldi». E' in pratica una lunga, convoluta e cervellotica lettera che l'autore scrive all'Editore per convincerlo a pubblicarla. Bello? Non lo so. Di certo è un libro riuscito, visto che ha raggiunto il suo obiettivo - ...continua

    Questo libro è stato, dice il sottotitolo, «scritto al solo scopo di fare dei soldi». E' in pratica una lunga, convoluta e cervellotica lettera che l'autore scrive all'Editore per convincerlo a pubblicarla. Bello? Non lo so. Di certo è un libro riuscito, visto che ha raggiunto il suo obiettivo - è stato pubblicato, ma rimane un discorso privato tra autore ed editore; il lettore non c'entra nulla. Si può parlare fino allo sfinimento di letteratura e meta-letteratura; ci si può meravigliare alla notevole padronanza della lingua che il Manganelli sfoggia; si può riflettere sul rapporto autore - editore, sovrano - servo, tiranno - buffone; si può cercare di seguire l'autore negli abbozzi di storie che getta qua e là - e alcuni sono davvero notevoli - ma alla fine si resta con l'impressione di aver letto una supercàzzola di centoventi pagine.

    ha scritto il