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Eneide

Di

Editore: Fabbri Editori

4.2
(1514)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 1168 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Catalano

Isbn-10: A000054881 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Riccardo Scarcia ; Prefazione: Antonio La Penna

Disponibile anche come: Cofanetto , Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina rinforzata per biblioteche , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , History , Travel

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Descrizione del libro
(testo latino a fronte)
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  • 5

    Enea sarà pure tosto e figo ma Diomede gli aveva fatto un c--o così a Troia

    E' veramente piacevole da leggere, ovviamente nel caso si abbia una buona traduzione; scorre tutto di un fiato.
    A volte non capisco perché si ha nei confronti di alcune opere
    una eccessiva deferenza ( è capitato anche in me in passato ma sto provando a risolverla) che rende molto comp ...continua

    E' veramente piacevole da leggere, ovviamente nel caso si abbia una buona traduzione; scorre tutto di un fiato.
    A volte non capisco perché si ha nei confronti di alcune opere
    una eccessiva deferenza ( è capitato anche in me in passato ma sto provando a risolverla) che rende molto complesso l'approccio con il rischio di non godersi l'opera stessa;poi se devi studiarlo è un'altra cosa
    Questo libro va letto, intendo letteralmente!!

    ha scritto il 

  • 4

    Quanto affanno corre tra gli uomini! Gli uomini mortali. Gli eroi, gli uomini comuni e gli umili, che corrono, palpitano, amano, odiano, uccidono e infine muoiono. Ma per quanto si affannino, non possono liberarsi dalla struttura rigida che li ingabbia impietosamente, per cui alla fine non fanno ...continua

    Quanto affanno corre tra gli uomini! Gli uomini mortali. Gli eroi, gli uomini comuni e gli umili, che corrono, palpitano, amano, odiano, uccidono e infine muoiono. Ma per quanto si affannino, non possono liberarsi dalla struttura rigida che li ingabbia impietosamente, per cui alla fine non fanno altro che eseguire e compiere i disegni degli dei, per nulla distaccati dai desideri terreni, anzi. Se tutto gli va bene, come scrive Baricco la loro massima aspirazione può essere quella di diventare eroi. E quest’immortalità è pagata a caro prezzo. Gli dei hanno un enorme Risiko ai loro piedi e non si risparmiano colpi pur di vincere le loro battaglie.
    Uno degli elementi più affascinanti dei libri come l’Eneide è proprio questo doppio livello: sopra le testa degli uomini mortali, stanno gli dei con le loro macchinazioni, le loro “terrene” contese, implacabili ed estenuanti tessitori di tele. Tramano, macchinano senza sosta all’ombra di Giove potente.
    Grande idea narrativa questa. Gli antichi non avevano altro modo per capire – e soprattutto spiegare e narrare – le capricciose ed imperscrutabili svolte del destino.
    E poi dopo c’è il ritmo poetico che resiste da millenni.
    Bello, bellissimo. Profumo di macchia mediterranea. Profumo di resina, di olii, di vino deciso. Profumo di mare. Ricordi dolcissimi degli anni sereni di scuola. Profumo di gioventù. Lo rileggo sempre con piacere. Anche se (a scuola non te lo dicono), Virgilio tutto ha copiato e preso in prestito come modello.
    L’Eneide, ormai ne sono convinto, serve a mettere in luce la grandezza di Omero, primo tra i sommi poeti. Con buona pace per Dante.
    E poi, pensiamoci bene. Dove dà il meglio di sé Virgilio? Ma è facile rispondere: quando canta l’amore di Didone, quando ci racconta la sorprendente e fraterna amicizia di Eurialo e Niso, quando fa cadere Camilla per mano dell’infame Atrunte (ah, come te lo fa odiare per benino questo Atrunte). In breve, quando si libera dall’imitazione dei testi greci e lascia librare la sua poesia. E lo stesso Turno ci piace più di Enea, perché più autentico, più umano, e non così spietatamente politico freddo e falsamente “pio”. Su dai, a questo Enea finto giusto e colmo di pietas io non ci credo. Vuoi mettere con Ettore o con Achille? Io sto con Turno, non me ne frega nulla che alla fine perda. Se Tarantino portasse l’Eneide sul grande schermo, la penserebbe allo stesso modo.

    ha scritto il 

  • 5

    Come posso recensire Virgilio? La mia traduzione era un po' dura da leggere, leggevo 100 versi al giorno, e pian piano ho seguito Enea fino in Italia, parteggiando per Turno pur sapendo che non c'era speranza. Sono contenta di aver finito questo capolavoro!

    ha scritto il 

  • 5

    Il libro dei libri

    Opera meravigliosa, senza precedenti ed almeno fino ad oggi senza pari. Il personaggio di Enea e la sua complessa psiche sono i due veri capolavori dell'opera, così come lo stile, gravis, ma non pesante come certi scivoloni di Omero (catalogo degli eroi). Nulla da dire sulle descrizioni, sapienti ...continua

    Opera meravigliosa, senza precedenti ed almeno fino ad oggi senza pari. Il personaggio di Enea e la sua complessa psiche sono i due veri capolavori dell'opera, così come lo stile, gravis, ma non pesante come certi scivoloni di Omero (catalogo degli eroi). Nulla da dire sulle descrizioni, sapientissime. Quello che Omero ha fatto in 48 libri Virgilio lo ha fatto infinitamente meglio in 12.

    ha scritto il 

  • 3

    Edizione bruttina. Un commento in odore di volgarità su Brasillach negli apparati ("uno dei non molti intellettuali uccisi dalla Resistenza francese"), già funestati da brutture grammaticali.
    A Didone sono attribuiti "rigurgiti di passione" che mesi prima di leggere questa versione avevo in ...continua

    Edizione bruttina. Un commento in odore di volgarità su Brasillach negli apparati ("uno dei non molti intellettuali uccisi dalla Resistenza francese"), già funestati da brutture grammaticali.
    A Didone sono attribuiti "rigurgiti di passione" che mesi prima di leggere questa versione avevo inserito in una mia pièce. Sincronicità dilazionata! O un archetipo?

    ha scritto il 

  • 0

    Tradurre l’Eneide. Sulla nuova versione di Alessandro Fo

    di Ilario Giambrocono e Alfonso Napoli
    La conclamata fedeltà delle traduzioni non è un criterio che porta all’unica traduzione accettabile […] La fedeltà è piuttosto la tendenza a credere che la traduzione sia sempre possibile se il testo fonte è …
    Continua a leggere: http:// ...continua

    di Ilario Giambrocono e Alfonso Napoli
    La conclamata fedeltà delle traduzioni non è un criterio che porta all’unica traduzione accettabile […] La fedeltà è piuttosto la tendenza a credere che la traduzione sia sempre possibile se il testo fonte è …
    Continua a leggere: http://quattrocentoquattro.com/2013/02/01/tradurre-leneide-sulla-nuova-versione-di-alessandro-fo/

    ha scritto il 

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