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Engine City

Urania 1549

Di

Editore: Mondadori (Urania)

3.6
(40)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 272 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000016831 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Marcello Iatosti

Genere: Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 3

    Terzo capitolo in ripresa rispetto al piattume narrativo del secondo.

    Terminata la saga se ne può dare un giudizio complessivo. L'idea di fondo è buona, ha una visione d'insieme di ampissimo ...continua

    Terzo capitolo in ripresa rispetto al piattume narrativo del secondo.

    Terminata la saga se ne può dare un giudizio complessivo. L'idea di fondo è buona, ha una visione d'insieme di ampissimo respiro che abbraccia tempo e spazio e che pertanto si presterebbe a narrazioni di ben altra complessità. Tuttavia l'autore sceglie la sintesi, la narrazione di un lungo periodo attraverso gli occhi di alcuni protagonisti che, con qualche forzoso escamotage tecnico, vivono un po' più del previsto. Per fare un parallelo si potrebbe prendere ad esempio la doppia trilogia di David Brin "Il ciclo delle cinque galassie". La grandiosità dello sfondo è similare, ma la resa "grafica" è diversa. Qui non si danno risposte come in Brin, si lasciano aperti spiragli e via di fantasia del lettore. I luoghi stessi dell'azione non sembrano significativi, quasi come pezzi sparsi di un puzzle che non si compone mai. Tutto buono per un seguito ma se anche fosse non credo che lo leggerei senza pregiudizi.

    ha scritto il 

  • 4

    Fine dei giochi

    Capitolo finale della saga dei cosmonauti. Molta più azione che nel capitolo precedente, una conclusione un po' debole, quasi indecisa sulle sorti dei personaggi principali. Nel complesso un bel ...continua

    Capitolo finale della saga dei cosmonauti. Molta più azione che nel capitolo precedente, una conclusione un po' debole, quasi indecisa sulle sorti dei personaggi principali. Nel complesso un bel quadro, epico e panoramico, e un arco temporale di secoli dove però non ci si perde e si riesce a seguire bene l'evoluzione dei protagonisti.

    ha scritto il 

  • 4

    www.operanarrativa.com

    Con questo romanzo si conclude la trilogia di MacLeod, che abbiamo già recensito nei primi due titoli, La fortezza dei cosmonauti e Luce nera.

    Dobbiamo dire che questi tre romanzi ci sono piaciuti, ...continua

    Con questo romanzo si conclude la trilogia di MacLeod, che abbiamo già recensito nei primi due titoli, La fortezza dei cosmonauti e Luce nera.

    Dobbiamo dire che questi tre romanzi ci sono piaciuti, anche se il secondo volume sembra essere il migliore della serie. In questo Engine City molte cose arrivano alla loro naturale conclusione, non ultimo l’affresco politico molto caro all’autore, all’idea di progresso e di guerra. A tratti questo romanzo stenta a decollare e forse la brillantezza del secondo lo mette un po’ in ombra, ma alla fine siccome tutto si riallaccia alla storia iniziata col primo romanzo, si riesce a rimanere incollati fino alla fine, anche perché ora certi personaggi sono così vicini al lettore che è quasi un dovere andare avanti, vedere cosa succede.

    L’idea di base è molto complessa e i continui spostenti anni luce con relativi sbalzi temporali non aiuta certo l’autore a incastrare tutto, ma alla fini ci riesce, costruisce un futuro credibile, tra uomini, sauri, kraken, dei nello spazio e una nuova razza pronta a invadere le popolazioni della seconda sfera. Anche il finale in qualche modo sembra accordardi bene con tutto, soprattutto con la mentalità di quei personaggi che hanno fatto da filo conduttore nell’insieme. Impossibile fare accenni alla trama dell’intera trilogia, davvero complessa… e poi sarebbe riduttivo. Una buona trilogia che ci fa scoprire un ottimo autore, che attendiamo ad altre prove.

    ha scritto il 

  • 2

    Indigestione di politica

    Eccoci arrivati alla conclusione del ciclo Engines of Lights, con questo ultimo Engine City in cui ancora una volta Ken MacLeod non mi convince. Ed è un vero peccato perchè alcune sue idee sono ...continua

    Eccoci arrivati alla conclusione del ciclo Engines of Lights, con questo ultimo Engine City in cui ancora una volta Ken MacLeod non mi convince. Ed è un vero peccato perchè alcune sue idee sono innovative e per certi versi geniali (es. i multiplier).

    Il romanzo non decolla mai e non riesce a creare e trasmettere quell'atmosfera e quel coinvolgimento che tengono il lettore incollato alle pagine e lo rendono curioso e impaziente di scoprire quello che succederà. La narrazione presenta qualche discontinuità, tanto che a volte si fatica a seguire i salti dell'autore quasi quanto quelli degli skiff del romanzo. Alcune idee vengono abbozzate ma poi lasciate perdere.

    Come nel secondo romanzo della serie, anche qui l'elemento politico è preponderante, solo leggermente meno accentuato. Per i miei gusti è comunque fin troppo evidente, quasi eccessivo.

    I personaggi non sono particolarmente approfonditi forse perchè sono tanti. E nonostante siano caratterizzati a tinte forti, risultano per lo più senza anima.

    Il finale sorprende, in un certo senso, ma lascia una sensazione di vuoto.

    Conclusione: digeribile a fatica.

    ha scritto il 

  • 3

    ammiro...

    ...molto il modo di scrivere di questo autore ma, non so perchè, nessuno di questi tre libri è mai riuscito a coinvolgermi. Non sono mai entrato seriamente nella storia e non sono mai riuscito a ...continua

    ...molto il modo di scrivere di questo autore ma, non so perchè, nessuno di questi tre libri è mai riuscito a coinvolgermi. Non sono mai entrato seriamente nella storia e non sono mai riuscito a godere di vicende e personaggi...peccato.

    ha scritto il 

  • 4

    Neanche gli dei...

    Quando il filo conduttore di un romanzo si dilata fino a triplicarsi le possibilità sono essenzialmente due: o fa parte di un grandioso affresco che non può essere contenuto nella dimensione ...continua

    Quando il filo conduttore di un romanzo si dilata fino a triplicarsi le possibilità sono essenzialmente due: o fa parte di un grandioso affresco che non può essere contenuto nella dimensione normale di un libro (come il ciclo della Fondazione di Asimov) o c'è il fondato sospetto che qualcuno abbia voluto approfittare di un tema suscettibile di essere ampliato per commercializzare un'opera al prezzo di tre. Questo non sarebbe neanche un grande problema (in fin dei conti il formato tascabile deve essere... tascabile), ma il fatto è che i romanzi vengono dilatati inserendo elementi in essenziali, che li appesantiscono senza ragione.
    C'è da dire, tuttavia, che questo nella serie di Engine City, avviene senza un grosso pregiudizio della leggibilità: i particolari della vita dei protagonisti, certi quadri molto particolareggiati, sono sempre inseriti con intelligenza e se non altro vogliono aiutare ad entrare maggiormente nel mondo psicologico di chi si trova ad affrontare situazione al di fuori della normalità.

    ha scritto il 

  • 3

    Finalmente ci si diverte!

    Engine City è il romanzo conclusivo della trilogia degli Engines of Lights i cui precedenti capitoli (La fortezza dei cosmonauti e Luce nera) sono usciti sempre per Urania negli ultimi mesi.
    Se nei ...continua

    Engine City è il romanzo conclusivo della trilogia degli Engines of Lights i cui precedenti capitoli (La fortezza dei cosmonauti e Luce nera) sono usciti sempre per Urania negli ultimi mesi.
    Se nei precedenti romanzi la trama era viziata dall'eccessivo peso dato ai contenuti politici, che seppur interessanti sbilanciavano un po' troppo l'andamento della vicenda, in Engine City MacLeod prende quest'aspetto molto più alla leggera. L'autore sembra anzi prenderci gusto, allenta qualche freno ideologico e si lascia felicemente andare con un racconto decisamente più spigliato e pieno di azione, in cui la politica fa sì capolino, ma non pregiudica mai il godimento della lettura, aggiungendo semmai un ulteriore livello di complessità a una vicenda piena di sorprese. Tra i momenti da ricordare nel romanzo vanno citati almeno il tentativo di guerriglia ontologica messo in piedi da Matt Cairns e i divertiti - e divertenti - interventi alieni. Il finale m'è parso un po' tirato via, ma Ken MacLeodsi fa perdonare grazie al tono brillante di tutta la narrazione, davvero sorprendente, viste almeno le mie precedenti esperienze con i suoi romanzi.

    Iguana blog: http://iguanajo.blogspot.com/2009/10/letture-settembre-2009.html

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Colui che gli dei vogliono distruggere

    Ultimo capitolo della trilogia di MacLeod, che mantiene le promesse dei primi due romanzi: nel conflitto finale vengono alla luce i pregi e i limiti delle ideologie coinvolte. Da sottolineare l'amara ...continua

    Ultimo capitolo della trilogia di MacLeod, che mantiene le promesse dei primi due romanzi: nel conflitto finale vengono alla luce i pregi e i limiti delle ideologie coinvolte. Da sottolineare l'amara riflessione sul potere della religione, che disumanizza gli uomini in nome di regole e dogmi: Volkov e i suoi compagni condannati a morte per deicidio, poichè hanno distrutto il dio che voleva annientare milioni di vite umane.
    Una buona lettura.

    ha scritto il