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Enrico Bellone racconta Galileo, Keplero e la nascita del metodo scientifico

Capire la scienza - La scienza raccontata dagli scienziati, 4

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso (La Biblioteca di Repubblica)

3.6
(38)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 95 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Contributi: Piergiorgio Odifreddi , Anna Maria Lombardi

Genere: History , Philosophy , Science & Nature

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Descrizione del libro
"[...] nel 1638 Galileo è cieco, passa gli ultimi anni della sua vita grama in isolamento. Il suo inquieto cervello si spegne nel 1642. Pochi mesi dopo, in un paesino di campagna in Inghilterra, nasce un bambino di nome Isaac Newton. Attorno ai venti o ventun anni di età egli avrà tra le mani la traduzione inglese di Galileo, e segnerà a margine di un foglio il passo in cui Galileo afferma che se noi sapessimo cos'è davvero la gravità, sapremmo perché le pietre cadono al suolo e perché la Luna gira attorno alla Terra. Ecco l'eredità che ci lascia Galileo, insieme a Keplero. Un'eredità immensa, perché lì ci sono le radici della nostra modernità." Enrico Bellone
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  • 3

    Le sensate esperienze

    Che cosa resta da studiare alla scienza se le sensazioni sono una proprietà degli organi di senso? Locke le chiamerà le “Qualità Primarie” e per Galileo sono la forma geometrica dei corpi, il ...continua

    Che cosa resta da studiare alla scienza se le sensazioni sono una proprietà degli organi di senso? Locke le chiamerà le “Qualità Primarie” e per Galileo sono la forma geometrica dei corpi, il numero delle parti costituenti un corpo e il suo stato di movimento, campi della fisica e della geometria che dovranno spiegare i fenomeni sensibili. E da quel momento in poi, le sensate esperienze mutarono e sostituirono le vecchie ma poco ci ha cambiato la vita, quella che viviamo credendo che il sole è giallo, la luna bianca, il cielo azzurro ecc…mentre si consumano i nostri giorni e le nostre ore. E poco ci ha cambiato la vita e il dolore di vivere sapere che quelli che chiamiamo sentimenti non sono che i risultati delle interazioni dei neuro trasmettitori e che possiamo modularli con sostanze chimiche. È vero, utilizziamo a man bassa tutte le scoperte scientifiche ma perché è la vita ad essere afferrata nelle scienze. Quando Bellone sostiene che il vero Galileo non era l’eroe tragico di Brecht, sposa l’idea mitica della separazione tra metodo scientifico e soggetto che quel metodo ha immaginato. Come se dietro quelle sperimentazioni ci fosse solo il caso e non l’insoddisfazione per “il senso comune” che l’ha spinto alla ricerca. Cmq, è stato un bene dare una ripassatina a quei concetti che do per scontati ma che non so argomentare più.

    ha scritto il 

  • 3

    Precedentemente abbiamo parlato di Tolomeo e Copernico e dei loro due grandi sistemi: il sistema tolemaico o geocentrico, con al centro la Terra, e il sistema copernicano o eliocentrico, con al ...continua

    Precedentemente abbiamo parlato di Tolomeo e Copernico e dei loro due grandi sistemi: il sistema tolemaico o geocentrico, con al centro la Terra, e il sistema copernicano o eliocentrico, con al centro il Sole. Una settantina di anni dopo la pubblicazione del libro di Copernico la scienza fece enormi progressi. Che cosa accadde, e come? Col passaggio del secolo, tra il 1500 e 1600 arrivarono altri due grandi personaggi, Galileo e Kepler, che oggi vediamo come i simboli della scienza moderna. Due personaggi simili per alcuni aspetti, ma completamente diversi per altri. Diversi per ovvi motivi: Keplero viveva nel centro dell’Europa e parlava tedesco, mentre Galileo viveva nel meridione dell’Europa ed era italiano. Ma le loro differenze erano bene più sostanziali di queste. Galileo era il prototipo di quello che oggi chiameremmo lo scienziato sperimentale, grazie alle grandi scoperte che fece con il cannocchiale, con i piani inclinati e con il pendolo. Keplero era invece il prototipo di quello che oggi chiameremmo uno scienziato teorico, grazie alle conseguenze che seppe derivare dalle osservazioni che erano state raccolte dal suo maestro Tycho Brahe. La grande scoperta di Keplero furono le sue famose tre leggi, che descrivono il moto dei pianeti attorno al Sole, e rappresentano i pilastri su cui fu costruita l’astronomia moderna. Le grandi scoperte di Galileo furono invece le leggi del moto uniforme e del moto accelerato, in particolare quelle che descrivono il moto dei proiettili. Galileo scoprì che il percorso dei proiettili è parabolico, mentre Keplero scoprì che il percorso dei pianeti intorno al Sole è ellittico. Queste scoperte per secoli erano rimaste sepolte nelle biblioteche, e interessavano soltanto ai matematici. Ma poi, improvvisamente, agli inizi del 1600 furono riprese ed applicate, questo dimostra come nella matematica niente vada perduto.

    ha scritto il 

  • 4

    A mio modesto parere Keplero è il più grande astronomo prima dell'evo contemporaneo.

    Il libro è il migliore finora, per equilibrio divulgativo e scientifico tra le varie componenti. Non arrivo ancora alle 5 stelle per due motivi: 1) Non ho capito le pagine 74 e 75. 2) L'astronomia ...continua

    Il libro è il migliore finora, per equilibrio divulgativo e scientifico tra le varie componenti. Non arrivo ancora alle 5 stelle per due motivi: 1) Non ho capito le pagine 74 e 75. 2) L'astronomia non è fra le mie materie scientifiche preferite.

    ha scritto il 

  • 3

    Non mi ripeto nelle critiche all'impostazione di questa collana. Dico però che Bellone è stato uno storico e filosofo di rilievo, dal quale ci si può e deve aspettare di più. Il suo testo, ...continua

    Non mi ripeto nelle critiche all'impostazione di questa collana. Dico però che Bellone è stato uno storico e filosofo di rilievo, dal quale ci si può e deve aspettare di più. Il suo testo, abbastanza terra terra, è inoltre viziato dalla semplificazione così comune che vuole riconoscere nel 600 la cosiddetta "rivoluzione scientifica". Un salto concettuale che non è mai avvenuto in questi termini e che la buona divulgazione (o aspirante tale) dovrebbe smettere di propagandare!

    ha scritto il 

  • 4

    Cattura sin dalle prime pagine. Si vien subito proiettati all'epoca di Galileo e Keplero a tal punto da sentire un nervosismo crescente per gli orribili atti della chiesa, volti a eclissare la ...continua

    Cattura sin dalle prime pagine. Si vien subito proiettati all'epoca di Galileo e Keplero a tal punto da sentire un nervosismo crescente per gli orribili atti della chiesa, volti a eclissare la sublime scienza che stavano scoprendo ed esponendo le due beautiful minds.

    ha scritto il