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Enrico IV

By William Shakespeare

(252)

| Others | 9788804353591

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Book Description

9 Reviews

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    Una delle opere meno riuscite di Shakespeare, anche perché, come noto, non l'ha composta da solo. Anzi, quanto ci sia di suo è molto dibattuto. Troppi personaggi, troppi cambiamenti immotivati, troppa poca coesione. Vi sono, certo, alcune pagine memo ...(continue)

    Una delle opere meno riuscite di Shakespeare, anche perché, come noto, non l'ha composta da solo. Anzi, quanto ci sia di suo è molto dibattuto. Troppi personaggi, troppi cambiamenti immotivati, troppa poca coesione. Vi sono, certo, alcune pagine memorabili, ma il risultato complessivo è davvero troppo lontano dal nostro gusto, o almeno dal mio.

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    Z said on Aug 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Then , happy low, lie down! Uneasy lies the head that wears a crown.

    L'Enrico IV è una delle opere del Bardo che preferisco, per la precisione la terza dopo l'Amleto e Macbeth; un dramma , a mio avviso, che nel contesto italiano viene spesso dimenticato o sottovalutato,per quanto , tra gli altri pregi, Shakespeare dia ...(continue)

    L'Enrico IV è una delle opere del Bardo che preferisco, per la precisione la terza dopo l'Amleto e Macbeth; un dramma , a mio avviso, che nel contesto italiano viene spesso dimenticato o sottovalutato,per quanto , tra gli altri pregi, Shakespeare dia vita in esso ad almeno due dei suoi personaggi più memorabili : Falstaff e il principe del Galles Arrigo, futuro Enrico V. Due figure profonde e poliedriche dalle quali hanno tratto ispirazione un'infinità di opere letteraria, direttamente e non. Sono loro - ed in particolare Arrigo - i veri (anti)eroi del dramma, forse ancor più di Re Enrico, che pure rimane un grande personaggio. Ma è la figura di suo figlio che ci affascina maggiormente : all'apparenza ci parrebbe facile etichettarlo come uno scapestrato ribaldo, a metà tra il dandy ed il coatto, che trascura i propri doveri di futuro sovrano in favore delle gaie scorribande con Falstaff e gli altri compagni di bisbocce, i "prediletti della luna". Ma l'interpretazione facilona - quella seguita da Gus Van Sant nel suo "Belli e dannati" - è quella più errata e banale. Ben più veritiera, o almeno interessante, è quella del grande Orson Welles , in uno dei suoi film più belli, "Falstaff"; è quella che a me piace adottare : Arrigo ha una personalità ben più profonda e intelligente ;pur mentre deruba dei pellegrini o si ubriaca nelle bettole non perde mai di vista - perlomeno inconsciamente - il suo futuro di re. Laddove per Falstaff quello della taverna è un piacere autentico e genuino, per Arrigo è un'occasione di impercettibilmente misurata joi de vivre propedeutica alla formazione personale; come Machiavelli si mischia agli avventori della taverna per gustare appieno l'essenza umana, per ubriacarsi delle passioni e quindi imparare a dominarle spinozianamente; e questo non toglie che ci provi anche autentico gusto. Ha una personalità ben diversa dal buon Falstaff,e questa differenza tra due amici apparentemente così uniti e affiatati viene percepita intuitivamente ad ogni dialogo tra i due.
    Come ogni grande autore, a Shakespeare basta alludere, senza bisogno di prolisse diegesi, ricreare quest'essenza dei personaggi, e l'affiatamento di un microcosmo - quello della taverna - che fa da contrasto con quello della corte. Dapprima le vicende della combriccola appaiono come siparietti comici che intercalano ben più importanti eventi, e solo con l'andar del tempo ci rendiamo conto che forse ben più ridicoli sono i nobili e i cospiratori che si azzuffano e tramano progetti inconcludenti per conseguire il potere, che forse millantare un duello mai avvenuto con Owen Glendower da parte di un conte è ben più misero che incidere di tacche la propria spada come fa il buon Falstaff per simulare una bricconeria mai compiuta. Alla fine i prediletti della luna appaiono come la vera Inghilterra, ben più sinceri dei potenti intrappolati nelle proprie nevrosi, nella propria concezione trascendente e delirante del potere. Tra i miseri aristocratici giganteggia solitaria la figura di Enrico, malinconico e indecifrabile, vittima più consapevole e quindi più sofferente del dramma del potere. Il monologo che egli pronunce al termine della notte insonne nella seconda parte del dramma (atto III, scena I) e il mio preferito tra tutti quelli scespiriani : mai ho percepito parole gravide di tanta spontanea sofferenza, nemmeno sulle bocche di Amleto o Macbeth.

    Then , happy low, lie down! Uneasy lies the head that wears a crown.

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    Davide il Girovago said on Apr 22, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Le arguzie di Falstaff

    Meno bello del Riccardo II. Se non fosse per la figura di Falstaff e sue arguzie (come recita il titolo) sembrerebbe veramente un racconto storico, zeppo com'e' di guerre, intrighi, incoronazioni. E' pero' un tassello immancabile se si vuole arrivare ...(continue)

    Meno bello del Riccardo II. Se non fosse per la figura di Falstaff e sue arguzie (come recita il titolo) sembrerebbe veramente un racconto storico, zeppo com'e' di guerre, intrighi, incoronazioni. E' pero' un tassello immancabile se si vuole arrivare all'Enrico V. Eppoi Falstaff lo rende veramente imperdibile.

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    Jens said on Dec 13, 2012 | Add your feedback

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    Shakespeare va' visto, che sia teatro, cinema o televisione. Ma per essere giudicato e apprezzato appieno va' visto. Io sto a quattro stellette perchè l'Enrico IV mi manca (ma ancora per poco, grazie BBC e al suo Shakespeare Unlocked) ma già lo adoro ...(continue)

    Shakespeare va' visto, che sia teatro, cinema o televisione. Ma per essere giudicato e apprezzato appieno va' visto. Io sto a quattro stellette perchè l'Enrico IV mi manca (ma ancora per poco, grazie BBC e al suo Shakespeare Unlocked) ma già lo adoro. Enrico IV vuole partire per un pellegrinaggio ma deve affrontare le ribellioni scozzesi e gallesi.

    Grazie al cielo a controllare l'esercito al Nord c'è Hotspur, Henry Percy, valoroso, coraggioso, un guerriero stimato. Non come il figlio maggiore di Enrico, quello destinato a portare la corona. E Shakespeare qua ci frega: si perchè usa il re che da nome alla tragedia che detronizzò Riccardo II come mezzo per raccontarci la storia di questo personaggio, Hal.

    Prince Hal, il principe di Galles, lo scapestrato che va' a taverne, bordelli e che frequenta personaggi di dubbia morale, come Falstaff. Quell'Hal che di lì a poco diventerà l'Enrico V eroe nazionale, vincitore di una delle battaglie più famose della storia, Agincourt.
    Shakespeare ci racconta la sua giovinezza, la sua ribellione al padre e alla corte, la sua presa di coscienza finale quando il padre è sul letto di morte, il suo abbandono delle vecchie compagnie. E la nascita di un re.
    Ma assieme ad Hal ci sono anche Hotspur che parte come figlio desiderato, idealizzato da Enrico IV e che poi muove guerra al suo stesso re; Lady Percy; Mortimer e signora; Poins; Mistress Quickly; Pistola...
    Una carrellata di personaggi indimenticabili. Come lo sono i dialoghi, tragici, comici, epici, romantici. Ma è Shakespeare, ovvio no?!

    Videorecensione dal mio canale Youtube:
    http://www.youtube.com/watch?v=tYrAz1rDKyw

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    PennyLane said on Jun 16, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Dei grandi fatti d'arme e dei piccoli fatti di osteria

    Qui il bardo mescola le alte e gloriose avventure dei nobili cavalieri inglesi che combattono per il Regno inglese (figure quasi super-umane: dal re Enrico IV, ad Arrigo HotSpur al gallese Owen Glendower) con le basse gozzoviglie e gli squallidi intr ...(continue)

    Qui il bardo mescola le alte e gloriose avventure dei nobili cavalieri inglesi che combattono per il Regno inglese (figure quasi super-umane: dal re Enrico IV, ad Arrigo HotSpur al gallese Owen Glendower) con le basse gozzoviglie e gli squallidi intrighi di Falstaff, grasso, laido e bugiardo compagno di bagordi del principe Enrico (futuro re). L'effetto a volte è straniante, quasi una fusione a freddo e contro-natura dei nobili ideali con le basse pulsioni, ma mantiene fascino e interesse anche dopo molti secoli....

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    Habemus_Apicellam said on Jul 8, 2011 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Beh, è Shakespeare.. c'è bisogno di dire altro?

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    Baba said on Aug 1, 2009 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (252)
    • 5 stars
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    • 2 stars
  • Others 516 Pages
  • ISBN-10: 8804353597
  • ISBN-13: 9788804353591
  • Publisher: Mondadori
  • Publish date: 1991-01-01
  • Also available as: Paperback
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