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Ensaio sobre a cegueira

Por

Editor: Companhia das Letras

4.4
(10419)

Language:Português | Number of Páginas: 312 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , Spanish , Catalan , Chi traditional , German , Italian , French , Dutch , Swedish

Isbn-10: 8571644950 | Isbn-13: 9788571644953 | Data de publicação: 

Também disponível como: Mass Market Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Social Science

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Descrição do livro
Um motorista parado no sinal se descobre subitamente cego. É o primeiro caso de uma 'treva branca' que logo se espalha incontrolavelmente. Resguardados em quarentena, os cegos se perceberão reduzidos à essência humana, numa verdadeira viagem às trevas.'O Ensaio sobre a cegueira' é a fantasia de um autor que nos faz lembrar 'a responsabilidade de ter olhos quando os outros os perderam'. José Saramago nos dá, aqui, uma imagem aterradora e comovente de tempos sombrios, à beira de um novo milênio, impondo-se à companhia dos maiores visionários modernos, como Franz Kafka e Elias Canetti.
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  • 5

    Veramente eccezionale come lo scrittore sia riuscito a scandagliare gli istinti migliori e, soprattutto, i peggiori dell'uomo, i comportamenti più degradanti e quelli più edificanti e soprattutto a prendere coscienza di ciò che è bene e ciò che è male.

    dito em 

  • 4

    un pò di peste di camus, un pizzico di esperimenti di pavlov su uno sfondo di resident evil con annunci alla grande fratello. un pugno nello stomaco che ti trascina fino nelle viscere dell'umanità ... ma siamo proprio così?

    dito em 

  • 0

    niente da fare, non mi è piaciuto proprio. La storia in sè non mi ha colpito affatto, per non parlare dello stile di scrittura al quale non son riuscita per niente ad abituarmi ,anzi, più andavo avanti col libro e più non lo sopportavo. Ci fosse almeno stata, alla fine, una spiegazione circa ques ...continuar

    niente da fare, non mi è piaciuto proprio. La storia in sè non mi ha colpito affatto, per non parlare dello stile di scrittura al quale non son riuscita per niente ad abituarmi ,anzi, più andavo avanti col libro e più non lo sopportavo. Ci fosse almeno stata, alla fine, una spiegazione circa questa cecità improvvisa...manco quella ! Boh, magari non ho saputo apprezzare a dovere...

    dito em 

  • 5

    Un futuro (?) apocalittico, quello che mette in scena Saramago, dove l’intera umanità è colpita da una feroce epidemia di cecità, feroce e inspiegabile nelle origini e nel contagio. Una storia cruda e inquietante dove l’unica protagonista è la cecità, mentre il genere umano è senza identità, senz ...continuar

    Un futuro (?) apocalittico, quello che mette in scena Saramago, dove l’intera umanità è colpita da una feroce epidemia di cecità, feroce e inspiegabile nelle origini e nel contagio. Una storia cruda e inquietante dove l’unica protagonista è la cecità, mentre il genere umano è senza identità, senza nome, gli uni distinti dagli altri semplicemente dalla loro professione o da semplici caratteristiche fisiche. La storia che si dipana agli occhi del lettore è una lenta e inesorabile discesa all’inferno, verso la brutalità, la cattiveria, l’efferatezza che non ci rende poi così diversi dalle bestie, ma anche la finale e conseguente risalita verso un mondo che inevitabilmente non potrà e non dovrà (si spera) essere più lo stesso. E ciò che viene da chiedersi è: può la totale mancanza di uno solo dei nostri cinque sensi condurre il genere umano nei meandri più bui del suo essere? Ebbene si, perché molto probabilmente la cecità fisica è solo un prolungamento della forse già in atto cecità mentale (del cuore, dell’anima, dell’essere), ed è così che diventa inquietante questo percorso introspettivo che ci pone nella posizione di chiederci se effettivamente ciò che ci distingue dagli animali sia il nostro intelletto. Perché, privati di una componente estremamente fisica e tangibile come la nostra capacità di vedere, ciò che rimane è solo l’istinto, la supremazia del più forte e la perdita delle inibizioni? Qual è il filo invisibile che separa l’uomo dall’animale? La vista? Non credo. Credo piuttosto che sia quella “vista” spirituale, intima, razionale che tutti dovremmo possedere e che per nulla al mondo debba essere collegata a qualcosa di tangibile del nostro mondo, ad essere alla base dell’umanità. Un’integrità d’animo incarnata dalla moglie del medico, unica persona a non essere contagiata dal male bianco, perché viene da chiedersi. Saramago non ce lo spiega, forse perchè ognuno di noi possa dare la propria versione, forse perché la moglie del medico incarna l’unicità di una persona che non ha bisogno di occhi per vedere, per rispettare o guidare l’altro, perché di sicuro “non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono”. Personalmente in questa frase ho trovato le risposte sufficienti alle domande che mi sono posta durante la lettura del libro, le delucidazioni ai dubbi, ma anche alla rassegnazione di fronte a situazioni così drammatiche da non sembrare nemmeno frutto di interazioni umane. Concludo con il consigliare caldamente la lettura di questo romanzo, non deve spaventare lo stile dello scrittore tanto meno le tematiche che via via si vanno affrontando, perché questo libro è un distopico, è un esperimento sociologico, ma soprattutto è uno strumento attraverso il quale possiamo e dobbiamo mettere in dubbio l’Umanità, ma soprattutto la nostra umanità. Perché secondo il mio modesto punto di vista ad una cecità fisica può sopravvivere solo un’indipendenza mentale che esula dalla fisicità, e mi sovviene immediatamente una celebre citazione “L’essenziale è invisibile agli occhi”. Dovremmo quindi preoccuparci più di essere che di apparire, altrimenti un mondo di Cecità ci lascerebbe tutti sconfitti.

    dito em 

  • 4

    Sicuramente Mago...

    ..come si diceva, il mio primo incontro con Saramago è stato al buio. Sapevo di cimentarmi con un grande scrittore, ma non avevo ancora mai compiuto l’impresa.
    “Cecità” è un romanzo estremamente umano, non ci sono eroi né eroine né eroismi, ci sono situazioni spinte all’estremo ed estreme r ...continuar

    ..come si diceva, il mio primo incontro con Saramago è stato al buio. Sapevo di cimentarmi con un grande scrittore, ma non avevo ancora mai compiuto l’impresa.
    “Cecità” è un romanzo estremamente umano, non ci sono eroi né eroine né eroismi, ci sono situazioni spinte all’estremo ed estreme reazioni. Il libro è di per sé molto semplice, le pagine scorrono senza particolari virtuosismi stilistici perché la storia non li richiede, non ne necessita giacché è interessante a prescindere.
    Per ragioni ignote, in una città non identificata, scoppia una strana epidemia che rende tutti i suoi abitanti inspiegabilmente ciechi. All’apparenza potrebbe sembrare un problema da poco, ma provate voi ad immaginare la vostra vita se d’improvviso vi ritrovaste ad essere privati di uno dei sensi più importanti che abbiamo.
    Il risultato, in questo romanzo, è uno scenario apocalittico, da fine del mondo…

    dito em 

  • 2

    Un post apocalittico difficile da catalogare, intenso, crudo, scritto con uno stile volutamente complicato.

    Tutti ciechi tranne uno... e vediamo che succede!

    dito em 

  • 5

    Straordinario

    Sono finita per caso a leggere Saramago, lo ammetto, eppure non pensavo di essermi persa questo pezzo di letteratura. Chiusi contro la loro volontà in un manicomio, costretti a una cecità improvvisa e collettiva, un paese e tutti i suoi abitanti si troveranno loro malgrado a vivere un'esperienza ...continuar

    Sono finita per caso a leggere Saramago, lo ammetto, eppure non pensavo di essermi persa questo pezzo di letteratura. Chiusi contro la loro volontà in un manicomio, costretti a una cecità improvvisa e collettiva, un paese e tutti i suoi abitanti si troveranno loro malgrado a vivere un'esperienza terrificante raccontata in maniera diretta e cruda; l'animo umano verrà fuori in tutta la sua fgragilità e crudeltà e la fine, seppure forse è quella che ci aspettiamo, non ci solleverà minimamente. Saramago ci pone davanti a molti interrogativi: sul concetto di "società" (civile aggiungerei), sulla sopraffazione in nome della vita umana e sulla capacità di pecezione dell'animo umano. 10 e lode.

    dito em 

  • 4

    Cecità - José Saramago

    un libro crudo, grande metafora di un'umanità bestiale e ferocie.. metafora, la cecità, che va oltre il non vedere con gli occhi e che diventa il non percepire, il non essere più, la sopraffazione dell'indifferenza e dell'egoismo, la guerra di tutti contro tutti perché nessun è più davvero uomo.. ...continuar

    un libro crudo, grande metafora di un'umanità bestiale e ferocie.. metafora, la cecità, che va oltre il non vedere con gli occhi e che diventa il non percepire, il non essere più, la sopraffazione dell'indifferenza e dell'egoismo, la guerra di tutti contro tutti perché nessun è più davvero uomo.. consigliatissimo!

    dito em 

  • 5

    La cecità arriva, improvvisa, e non lascia scampo: il "mal bianco" acceca la ragione di un'intera popolazione e fa regredire al livello di bestie, le devastazioni sociali e psicologiche sono imprevedibili, incontenibili.
    Tuttavia, l'occhio compassionevole di Saramago restituisce al lettore ...continuar

    La cecità arriva, improvvisa, e non lascia scampo: il "mal bianco" acceca la ragione di un'intera popolazione e fa regredire al livello di bestie, le devastazioni sociali e psicologiche sono imprevedibili, incontenibili.
    Tuttavia, l'occhio compassionevole di Saramago restituisce al lettore un filo di speranza, e fa commuovere più di una volta.
    Romanzo magnifico, straordinario, questa volta il premio Nobel si è superato.
    Uno dei più grandi narratori di sempre, ce ne fossero!

    dito em 

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