Ensayo sobre la ceguera

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4.4
(11218)

Language: Español | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) Portuguese , English , Catalan , Chi traditional , German , Italian , French , Dutch , Swedish

Isbn-10: 9587044517 | Isbn-13: 9789587044515 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Paperback , Hardcover , Softcover and Stapled , eBook

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Social Science

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Book Description
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  • 5

    Libro duro de leer, muy duro, tanto por su contenido como por la forma.
    Saramago prescinde de casi todas las normas de escritura convencionales: capítulos sin numerar de dos o tres párrafos interminab ...continue

    Libro duro de leer, muy duro, tanto por su contenido como por la forma.
    Saramago prescinde de casi todas las normas de escritura convencionales: capítulos sin numerar de dos o tres párrafos interminables, sin apenas signos de puntuación, sin exclamaciones, con los diálogos integrados en dichos párrafos, en los que la voz de cada personaje se distingue porque empieza por mayúscula, convirtiendo los párrafos en una masa de diálogos mezclados.
    Los personajes no tienen nombre, durante toda la obra el narrador se refiere a ellos por su característica principal: el médico, la mujer del médico, el viejo de la venda negra….sin embargo la descripción de cada personaje es exhaustiva, tanto física como moralmente. Cada uno de ellos es destripado completamente.
    La historia es una parábola sobre la degradación del ser humano, es una advertencia de lo finísima que es la capa de humanidad y civilización que nos recubre y como el instinto animal de supervivencia y el egoísmo triunfará en cuanto se derrumbe la sociedad.
    Dicho esto, que nadie piense que es un libro divertido, sin embargo engancha y te atrapa con una historia en la que solo una minoría de héroes anónimos se mantiene dentro de los límites morales y servirán de esperanza para la recuperación de la sociedad
    Solo reproduzco el prólogo que el propio autor escribió para la novela:
    “Este es un libro francamente horrible con el que quiero que el lector sufra tanto como yo sufrí al escribirlo. Se describe una larga tortura. Es un libro brutal y violento, y es a la vez una de las experiencias más dolorosas de mi vida. Son 300 páginas de constante aflicción. A través de este escrito, traté de decir que no somos buenos y que es necesario tener el valor de reconocerlo.”

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  • 0

    Un mondo di ciechi

    La cecità, collettiva, è una condizione che ci polarizza: da una parte ci costringe alla nostra essenza animale, ci riduce alla lotta per la sopravvivenza, all'inseguimento quotidiano delle soddisfazi ...continue

    La cecità, collettiva, è una condizione che ci polarizza: da una parte ci costringe alla nostra essenza animale, ci riduce alla lotta per la sopravvivenza, all'inseguimento quotidiano delle soddisfazioni primarie, al cinismo della realtà, dall'altra ci spinge giù negli abissi della nostra coscienza, e poi di nuovo su in cerca di riconoscimento, empatia, in cerca dell'altro, un movimento di espansione attraverso i sensi non compromessi, la difesa disperata del senso di umanità. Per questa seconda via arriviamo a vedere ciò che prima ci era precluso: dunque la cecità ci restituisce la vista?
    E quando (ci) vediamo in realtà non (ci) vediamo: la vista ci rende ciechi? Oppure siamo ciechi in entrambi i casi? Come il vecchio che, diventato cieco, continua a portare la benda a un'occhio. Il simbolo della nostra inesorabile cecità?
    La ragazza dagli occhiali scuri si copre gli occhi per non farsi vedere? Il cane delle lacrime ci vede.. perché è capace di compassione? La moglie del dottore continua a vederci, cos'ha di speciale? Quel che vede non le piace, al punto che spesso preferirebbe non vedere. Per questo, forse, scegliamo tutti di non vedere?

    "Vuoi che ti dica cosa penso, Parla, Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono." Saramago

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  • 3

    Non mi ha convinta fino in fondo la lettura di questo romanzo di Saramago che mi ha ricordato Il signore delle mosche di Golding pur con tutte le differenze del caso.
    La narrazione parte bene: la pri ...continue

    Non mi ha convinta fino in fondo la lettura di questo romanzo di Saramago che mi ha ricordato Il signore delle mosche di Golding pur con tutte le differenze del caso.
    La narrazione parte bene: la prima parte è interessante e incuriosisce, ma poi è come se la storia di avvolgesse su se stessa. Succedono cose, ma è tutto molto tirato per le lunghe, almeno dal mio punto di vista. Anche il finale non mi ha convinta molto.

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  • 4

    Romanzo faticoso da leggere, faticoso da assimilare, faticoso da accettare, faticoso da capire. Però bellissimo e potente. Lo rileggerò, fra qualche tempo.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Cecità

    All'improvviso un uomo diventa cieco, poi due, poi tanti. La quarantena diventa un inferno. Una donna ci vede ma si finge cieca per seguire il marito. Privazioni, violenze, violazioni e soprusi. Lotte ...continue

    All'improvviso un uomo diventa cieco, poi due, poi tanti. La quarantena diventa un inferno. Una donna ci vede ma si finge cieca per seguire il marito. Privazioni, violenze, violazioni e soprusi. Lotte, assassini, paura e malvagità ma anche solidarietà, resistenza, umanità e coraggio. Nessuno ha un nome. Si ricompongono le solite dinamiche sociali come nel Signore delle mosche. Quando si è raggiunto il culmine dell'orrore, curiosamente, la vicenda prende una piega più rosea e galoppa verso il finale consolatorio.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    "Non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo. Ciechi che, pur vedendo, non vedono."

    In questa frase, tra le più note e citate del romanzo, è racchiuso tutto il senso di “Cecità”.

    La trama è nota ...continue

    "Non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo. Ciechi che, pur vedendo, non vedono."

    In questa frase, tra le più note e citate del romanzo, è racchiuso tutto il senso di “Cecità”.

    La trama è nota : in un tempo e in un luogo imprecisati, un’ improvvisa epidemia rende tutta la popolazione cieca. La cecità, simbolo dell’offuscamento della ragione, mette a nudo gli istinti più animaleschi e brutali degli uomini

    Ma allora perché a un certo punto tutti riacquistano la vista? Cosa è cambiato in loro? Nulla si direbbe, visto che il pensiero del primo cieco, proprio mentre sta riacquistando la vista, è proprio il timore che lo scrittore installatosi a casa sua, gli sottragga la sua proprietà. Insomma un pensiero non dissimile da quello maturato all’inizio del testo, quando il timore di essere derubato dall'uomo che l’aveva accompagnato a casa, fa sì che lo metta gentilmente alla porta.

    Insomma, questi ciechi non sono cambiati, hanno attraversato una discesa agli inferi ma senza che ci sia stata in loro una catarsi, una maturazione, un miglioramento, sono le stesse persone “cattive e indifferenti” che erano all’inizio, sono “ciechi che pur vedendo, non vedono.”

    Il mal bianco, rendendoli ciechi, li ha fatti regredire a uno stato animalesco dove a dominare sono gli impulsi primordiali e l’istinto di sopravvivenza ma non ha minimamente intaccato la loro anima ( se non poche eccezioni come la moglie del medico e la ragazza con gli occhiali scuri che sceglie come compagno il vecchio con la benda) tetragona ad ogni genere di cambiamento. Al punto che il loro comportamento, prima durante e dopo l’epidemia, non è poi così diverso.

    In sostanza, questa epidemia di mal bianco che arriva lentamente senza una ragione, poi esplode e infine, ancora senza una ragione, se ne va, non sembra sottostare alle logiche umane di causa-effetto ma appare piuttosto come un espediente letterario scelto dall'autore per mettere a nudo l’irrazionalità del comportamento umano.

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