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Ensayo sobre la ceguera

By Jose Saramago

(32)

| Others | 9789587044515

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1959 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    La paura ci ha accecato,
    la paura ci manterrà ciechi.

    In questo libro niente ha un nome. Niente ha un'identità vera e propria. Sono tutti semplicemente definiti dalla loro professione o da una loro particolare caratteristica. Abbiamo il med ...(continue)

    La paura ci ha accecato,
    la paura ci manterrà ciechi.

    In questo libro niente ha un nome. Niente ha un'identità vera e propria. Sono tutti semplicemente definiti dalla loro professione o da una loro particolare caratteristica. Abbiamo il medico e la moglie del medico. Il primo cieco e la moglie del primo cieco. E così via. L'unica costante di tutto il racconto è la cecità. Una cecità effettiva e una cecità metaforica che da quest'ultima scaturisce inevitabilmente. Josè Saramago indaga, attraverso la cecità, quanto la natura umana sia disposta a fare pur di sopravvivere. E lascia gli occhi ad una sola persona, per testimoniare che tutto quell'orrore, quell'indifferenza, è davvero esistita. E cambierà inevitabilmente le persone. Quando tutto sembrerà perduto riacquisteranno nuovamente la speranza e allo stesso tempo una nuova consapevolezza. Nessuno sarà più lo stesso, la cecità e i suoi effetti cambieranno ognuno di loro profondamente.

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    Fefa990 said on Oct 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Lento, ripetitivo, noioso, assurdo. Ma come si fà a dare 5 stelle ad un libro del genere??? Non ha senso. Sicuramente non è il mio genere di lettura, ma viste tutte queste stelle e tutti i commenti positivi, ho ceduto per l'ennesima volta ed ho prova ...(continue)

    Lento, ripetitivo, noioso, assurdo. Ma come si fà a dare 5 stelle ad un libro del genere??? Non ha senso. Sicuramente non è il mio genere di lettura, ma viste tutte queste stelle e tutti i commenti positivi, ho ceduto per l'ennesima volta ed ho provato a leggere un altro libro... come dire... "di psiche e mistico". NCS. Finito di leggere non mi ha passato alcun concetto e sinceramente delle ultime pagine ne ho saltate parecchie, tanto la storia era sempre la stessa. :(

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    Marco Castelletto said on Oct 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'epidemia che mette in ginocchio il genere umano è solo la "scusa" per indagare a fondo l'animo e i comportamenti dei vari protagonisti in una situazione estrema.

    Nonostante la narrazione sia a tratti lenta e i dialoghi resi in maniera un po' così, ...(continue)

    L'epidemia che mette in ginocchio il genere umano è solo la "scusa" per indagare a fondo l'animo e i comportamenti dei vari protagonisti in una situazione estrema.

    Nonostante la narrazione sia a tratti lenta e i dialoghi resi in maniera un po' così, l'attenzione rimane sempre alta.
    l'ho letto in italiano e l'impressione è che sia stato tradotto benissimo

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    Mancioooo said on Oct 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Cecità del corpo e dell'anima

    In un posto imprecisato, in un tempo imprecisato (approssimativamente fra il 1983 – si accenna all’AIDS – e il 1995 – non ci sono cellulari) un uomo diventa improvvisamente cieco mentre è fermo ad un semaforo. No, non vede tutto nero. Vede tutto bian ...(continue)

    In un posto imprecisato, in un tempo imprecisato (approssimativamente fra il 1983 – si accenna all’AIDS – e il 1995 – non ci sono cellulari) un uomo diventa improvvisamente cieco mentre è fermo ad un semaforo. No, non vede tutto nero. Vede tutto bianco, come immerso nella nebbia. Va da un oculista, ma il medico non riesce a fare una diagnosi, tutto sembra in ordine. Il giorno dopo anche il medico diventa cieco come il suo paziente e man mano molte altre persone lo diventeranno. All’inizio si pensa a qualche infezione e allora si mettono in quarantena i primi casi, ma la situazione peggiorerà.

    In questa situazione straordinaria Saramago mette alla prova le relazioni umane e lo spirito di sopravvivenza dei protagonisti e della società. La cecità bene presto non è più solo una malattia degli occhi, ma dell’anima. Anzi, sembra da questa causata:

    "Non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo. Ciechi che, pur vedendo, non vedono."

    (È nel retro di copertina, non anticipo nulla.)

    Le avventure dei ciechi e altri dettagli importanti li lascio alla vostra lettura, così come le speculazioni filosofiche e morali.

    Un accenno sulla prosa, non banale, né facile. Saramago, per renderci ciechi e straniati durante la lettura, non solo non specifica luoghi e date, ma non usa nemmeno nomi propri. Ci sarà il primo cieco, la moglie del primo cieco, l’oculista, eccetera. Nemmeno i cani avranno un nome proprio, né le vie delle strade, nulla. Ecco, questa cosa dei nomi in alcuni punti appare una forzatura, alcuni ciechi li chiedono, ma la risposta è “siamo tutti ciechi, i nomi non servono.” L’effetto di straniamento però è notevole, ma Saramago va oltre: non viene segnalato il discorso diretto dei personaggi. Il discorso diretto è inserito nella frase che descrive la situazione. Vi faccio un esempio:

    "Il cieco si portò le mani agli occhi, le agitò, Niente, è come se stessi in mezzo a una nebbia, è come se fossi caduto in un mare di latte, Ma la cecità non è così, disse l’altro, la cecità dicono che sia nera, Invece no io vedo tutto bianco, Magari aveva ragione quella donna, potrebbero essere i nervi, i nervi sono diabolici, Lo so io che cos’è, è una disgrazia, sì, una disgrazia, Mi dica dove abita, per favore, in quell’istante si sentì l’avviamento del motore."

    Questa è un’unica frase. Forse quattro o cinque persone che parlano fra loro. L’impatto, anche visivo è notevole: sembra di leggere un’enciclopedia, di affrontare un muro di testo. Eppure si capisce, i discorsi, nonostante tutto, si seguono.

    Ultima nota, pardon, consiglio: non sbirciate l’ultima pagina.

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    ilcomizietto said on Oct 23, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Un romanzo profondissimo sull'animo umano, un'enorme metafora che dura tutto il racconto, che ci proietta in una realtà improbabile ma quotidiana. La cecità del mondo è in ogni cosa, in ogni gesto.
    Siamo ciechi che vedono?
    O siamo persone che pur v ...(continue)

    Un romanzo profondissimo sull'animo umano, un'enorme metafora che dura tutto il racconto, che ci proietta in una realtà improbabile ma quotidiana. La cecità del mondo è in ogni cosa, in ogni gesto.
    Siamo ciechi che vedono?
    O siamo persone che pur vedendo... non vedono?

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    Ale DB said on Oct 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    忍不住先看了電影版,再來看小說,
    兩個都很好看,但絕對建議先看小說再看電影,
    看完電影後,畫面就被電影限制住了,覺得很後悔 QQ
    如果先看小說,運用自己的想像與理解,肯定會覺得更震撼與不堪。

    知道這是一部黑暗與反思的小說,就不計較 Blindness(白症) 發生的起源與結束了。
    這種探討人性的小說,不乏黑暗與尊嚴,
    誰都無法保證在那樣的環境底下,現下的我們會做出什麼反應,越看越覺揪心與哀傷。

    很好看,也很沉,但似乎也很遙遠。
    我們是不是也都是盲的,看不見的盲目,不願看見的盲目。

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    撲啦熊 said on Oct 16, 2014 | Add your feedback

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