Era di maggio

Di

Editore: Sellerio (La memoria; 1008)

3.8
(943)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 381 | Formato: eBook

Isbn-10: 8838934193 | Isbn-13: 9788838934193 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
'Era di maggio' prende il via tre giorni dopo gli eventi che concludono il precedente romanzo, Non è stagione. Perché l’indagine che lì si era aperta non si è ancora conclusa. C’è poi il fatto più grave, l’assassinio di Adele, una cara amica del vicequestore, uccisa da un killer mentre dormiva nel letto di Rocco. Costretto a scavare nel proprio passato il vicequestore cercherà di chiudere il cerchio una volta per tutte.
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  • 5

    «Lo sai dove sto io adesso?».
    «Speravo che fossi annato a trova’ tu moje all’alberi pizzuti. E invece te vedo ancora bello pimpante in giro a rompe li cojoni».
    «Ti dispiace?».
    «Parecchio, bello mio. P ...continua

    «Lo sai dove sto io adesso?».
    «Speravo che fossi annato a trova’ tu moje all’alberi pizzuti. E invece te vedo ancora bello pimpante in giro a rompe li cojoni».
    «Ti dispiace?».
    «Parecchio, bello mio. Parecchio».

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Malinconico

    E' il più malinconico, più un viaggio introspettivo che un giallo. Restano questioni in sospeso, manzini ha preso il ritmo della serie tv... Resta piacevole, ma rispetto al resto questo capitolo la na ...continua

    E' il più malinconico, più un viaggio introspettivo che un giallo. Restano questioni in sospeso, manzini ha preso il ritmo della serie tv... Resta piacevole, ma rispetto al resto questo capitolo la narrazione non è ugualmente efficace.

    ha scritto il 

  • 3

    Interlocutorio

    Ad Aosta Adele, la fidanzata di Sebastiano, amico romano del vicequestore Rocco Schiavone, è uccisa con otto colpi di pistola. L’omicidio è avvenuto proprio in casa di Rocco, che la ospitava. Era lui ...continua

    Ad Aosta Adele, la fidanzata di Sebastiano, amico romano del vicequestore Rocco Schiavone, è uccisa con otto colpi di pistola. L’omicidio è avvenuto proprio in casa di Rocco, che la ospitava. Era lui il bersaglio dell’assassino, certo x una vendetta a lungo covata. In carriera Rocco ha arrestato molti criminali, e ora deve scoprire il responsabile, x la propria sicurezza e x punire il colpevole. Deve anche occuparsi di un altro caso: Mimmo Cuntera, esponente della ‘ndrangheta arrestato x il sequestro di Chiara Berguet, figlia di un industriale, e prestiti a usura, è stato ucciso in carcere. Le indagini porteranno a un ambiente di corruzione, dove jet set, politica e malavita organizzata incrociano i loro interessi. E’ forse questo il libro meno riuscito della serie su Rocco Schiavone, una sorta di collegamento fra il precedente “Non è stagione”, in cui Manzini racconta il sequestro di Chiara, e il successivo “7-7-2007”, in cui finalmente svela l’antefatto romano che tanto angoscia il poliziotto. Anche qui, la storia rimane in sospeso, per offrire un aggancio alla prossima puntata. E’ una scelta discutibile, anche se certamente proficua dal punto di vista commerciale. La vicenda gialla è poco avvincente, con qualche punto debole anche nella trama, la suspense è scarsa, e l’intreccio tra malavita, politica e finanza è scontato. Rocco è un poliziotto scorretto, e non solo perché è arrogante, violento, disonesto, ma perché ha un personale senso della giustizia: ammette la vendetta fai da te per sé e per i suoi amici ma condanna e persegue altri, che pure possono avere le stesse motivazioni. L’avversione x la borghesia agiata sconfina nel classismo. Non amo i gialli in cui la vita privata dell’investigatore diventa preponderante rispetto alla vicenda poliziesca, e questa è più la storia di un uomo oppresso da sensi di colpa e legato a un oscuro passato che la descrizione di un’indagine. Lo stile è sempre scorrevole e la lettura piacevole.

    ha scritto il 

  • 4

    Giallini sta a Schiavone come Zingaretti sta a Montalbano. Non è più possibile leggere un giallo di Manzini senza evocare i modi rudi dell'attore romano, perfetto. Qui Schiavone mischia come al solito ...continua

    Giallini sta a Schiavone come Zingaretti sta a Montalbano. Non è più possibile leggere un giallo di Manzini senza evocare i modi rudi dell'attore romano, perfetto. Qui Schiavone mischia come al solito ruvidezza, insofferenza e delicatezza. Uno strano personaggio, sbirro atipico: chi va con lo zoppo..... Ma le sue vicende sono sempre accompagnate di uno strato di umanità.

    ha scritto il 

  • 4

    Era di Maggio

    Imperterrito, continuo a seguire le vicende del vicequestore più bizzarro, irascibile, scontroso, insofferente ma anche impregnato da un profondo senso di giustizia che trascende anche il rispetto di ...continua

    Imperterrito, continuo a seguire le vicende del vicequestore più bizzarro, irascibile, scontroso, insofferente ma anche impregnato da un profondo senso di giustizia che trascende anche il rispetto di certe regole sia morali che giuridiche.
    Lo dimostra probabilmente anche il fatto che quando porta a termine un'indagine e dovrebbe sentirsi non dico felice (cosa che non rientra nei suoi stati d'animo, vivendo ancora la perdita della moglie in modo molto "fisico") ma per lo meno soddisfatto, invece è pervaso da un senso che egli stesso definisce "schifo", per doversi sempre invischiare in situazioni che lo portano a contatto con individui della peggior specie.

    ha scritto il 

  • 5

    Che io adori Rocco Schiavone oramai non è più un mistero. Adoro il suo modo così ruvido di fare, adoro la sua scorrettezza, ma adoro anche il suo cuore buono sotto quella scorza così dura e tagliente ...continua

    Che io adori Rocco Schiavone oramai non è più un mistero. Adoro il suo modo così ruvido di fare, adoro la sua scorrettezza, ma adoro anche il suo cuore buono sotto quella scorza così dura e tagliente. Questo romanzo, però, continuazione immediata del precedente, senza soluzione di continuità come se fosse lo stesso romanzo, è meno straziante dei precedenti. Qui si da spazio a due indagini parallele, l'indagine sull'indrina da un lato e sul tentato omicidio di Rocco, dall'altro. Ma il dolore, stavolta, è lasciato tutto nella mani e nel cuore di Seba e Rocco si defila, lasciando libero sfogo all'amico.
    Fino quasi alla fine, quando finalmente Rocco si lascia andare e racconta della morte di Marina. Finalmente si capisce come sia avvenuta la morte di Marina e perchè se ne senta così tanto responsabile.
    Ho pianto con lui mentre raccontava, ma forse Marina stavolta è andata via davvero, forse stavolta Rocco l'ha lasciata andare, pronto, forse a ricominciare a vivere.
    La lettura di Manzini, come al solito, è veloce, leggera, anche se il racconto non lo è affatto, ma il linguaggio incatena e non permette al lettore di distaccarsi fino alla fine. Fine che in verità ancora non c'è.
    Leggerò l'ultimo romanzo della serie (per il momento) pensando già che Rocco mi mancherà da morire.
    Ah, il nuovo personaggio, la cucciolotta Lupa, ha preso il mio cuore esattamente come il suo padrone.

    ha scritto il 

  • 4

    Ingredienti: il secondo atto di un giallo aostano (dopo Non è stagione), un doppio delitto su due diversi fronti (personale e lavorativo), un vicequestore in bilico tra il rispetto del distintivo e il ...continua

    Ingredienti: il secondo atto di un giallo aostano (dopo Non è stagione), un doppio delitto su due diversi fronti (personale e lavorativo), un vicequestore in bilico tra il rispetto del distintivo e il richiamo dell’istinto, un finale ancora aperto a nuovi crimini e indagini.
    Consigliato: agli amanti dei buoni con qualche sfumatura da cattivi, a chi combatte contro i fantasmi del proprio passato.

    ha scritto il 

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