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Erano solo ragazzi in cammino

Autobiografia di Valentino Achak Deng

By Dave Eggers, G. Strazzeri (Translator)

(320)

| Others | 9788804568469

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Book Description

In questo sconvolgente romanzo, Eggers racconta la storia della guerra civilein Sudan attraverso gli occhi di Valentino Achak Deng, un giovanissimo profugoche ora vive negli Stati Uniti. Seguiamo così la sua storia mentre, ancorabambino, si trova costretto a fuggire dal suo villaggio, dopo l'Continue

In questo sconvolgente romanzo, Eggers racconta la storia della guerra civilein Sudan attraverso gli occhi di Valentino Achak Deng, un giovanissimo profugoche ora vive negli Stati Uniti. Seguiamo così la sua storia mentre, ancorabambino, si trova costretto a fuggire dal suo villaggio, dopo l'ennesimastrage, e si incammina insieme a migliaia di altri orfani alla voltadell'Etiopia, dove per un po' sarà al sicuro. Le traversie di Valentino, chesono davvero di sapore biblico, lo portano in contatto con soldatigovernativi, miliziani allo stato brado, ribelli, mine antiuomo, iene, leoni,malattie, fame, sete e privazioni di ogni sorta - ma anche con una serie distorie tanto struggenti quanto inattese. Alla fine Valentino arriverà in salvoin Kenia e da lì giungerà negli Usa, luogo da cui racconta la sua vicenda. Inqueste pagine scritte con grandissima partecipazione umana e con sorprendentehumour, vengono messi in luce la natura atrocemente stupida e genocida deiconflitti in Sudan, l'esperienza sofferta e precaria dei profughi, i sogniinfranti del popolo Dinka e la terribile sfida che una persona deve affrontarequando tutto il mondo intorno a lui va letteralmente in pezzi. La limpidaprosa di Eggers da a Valentino una voce unica, affascinante e sobria capace direndere il suo racconto ora straziante, ora divertente, ora inquietante, orapoetico. Il risultato è una narrazione terribile della tragedia sudanese, maanche un'emblematica saga della modernità.

3 Reviews

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  • Confesso di aver fatto fatica a terminare questo libro; la prima parte è stata molto molto lenta, da quando invece i profughi si stabiliscono a Kakuma il ritmo di lettura è stato più veloce.
    Una vicenda che tocca, leggere di interi villaggi attaccati con rastrellamenti ed esecuzioni pubbliche, bambi ... (continue)

    Confesso di aver fatto fatica a terminare questo libro; la prima parte è stata molto molto lenta, da quando invece i profughi si stabiliscono a Kakuma il ritmo di lettura è stato più veloce.
    Una vicenda che tocca, leggere di interi villaggi attaccati con rastrellamenti ed esecuzioni pubbliche, bambini costretti a lasciare case e mettersi in viaggio verso il nulla, lascia il segno.
    Forse l' Occidente sa ben poco di queste situazioni e ben fa Valentino a cercare di richiamare l'attenzione su quanto accaduto.
    Un'altra cosa che mi ha lasciato senza parole è come il campo profughi di Kakuma da temporaneo sia diventato una "sistemazione" definitiva per molti profughi.
    Questo mi dimostra come la voglia di vivere e non mollare anche in situazioni disperate riesca a produrre energia per continuare a sperare.

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    Spacetave said on Feb 4, 2012 | Add your feedback

  • Dave Eggers scava in fondo nella storia incredibile, tragica ma con lieto fine, di Valentino Achak Deng, nato nel South Sudan all'incirca 30 anni fa e sin da piccolo costretto ad allontanarsi dal paese natale per sfuggire alla guerra tra l'Esercito di Liberazione e quello governativo del Sudan.
    Tutt ... (continue)

    Dave Eggers scava in fondo nella storia incredibile, tragica ma con lieto fine, di Valentino Achak Deng, nato nel South Sudan all'incirca 30 anni fa e sin da piccolo costretto ad allontanarsi dal paese natale per sfuggire alla guerra tra l'Esercito di Liberazione e quello governativo del Sudan.
    Tutto quello che accade dal momento della fuga, se non sapessimo della sua totale realtà, è un racconto drammatico ed inaccettabile di un fiume di bambini che perdono la vita mentre sono in cammino verso l'ignoto del deserto a causa di fame, malattie, bombardamenti, leoni che li sbranano in pochi secondi, coccodrilli che li ingoiano mentre guadano il fiume per raggiungere i campi profughi.
    La prima parte della vita di Valentino è un angoscioso crescendo, nel quale niente viene risparmiato. Ed anche se il lieto fine è la presenza tra di noi del protagonista, che racconta ad Eggers questo atroce susseguirsi di vicende, resta impressa nella mente la frase che si staglia a metà del libro. "Il mio Dio deve avere qualcosa che non va".
    Pronunciate nel momento dello scoramento, queste parole sono il fil rouge della narrazione ed anche del pensiero del lettore. In realtà nelle parole di Eggers, che traslano quelle del racconto di Valentino Achak Deng, si percepisce un destino già scritto, un lieto fine che aleggia dietro tutte le traversie e che puntualmente lo risparmia dalla morte.

    Eggers dal canto suo romanza questo racconto toccando vette di impressionante emozione.
    E' lui che in 598 pagine non conosce una caduta di tensione ed è soprattutto la sua penna a giocare con il nostro cuore, proprio come ne "L'Opera struggente di un formidabile genio".

    E' ovvio, che Eggers è il vero fuoriclasse della sua generazione.
    E' altrettanto ovvio che Valentino Achak Deng, che oggi presiede una Fondazione per la rinascita del Sud Sudan, che dal 9 Luglio di questo anno ha ottenuto l'indipendenza dal Sudan, è un uomo la cui presenza sulla terra è motivata dalla necessità di raccontare a tutti noi cosa ancora accade nel modo, nel quale una vita vale meno di un bossolo di pistola.
    E' indubbio dirvi che "Erano solo ragazzi in cammino" è un libro che cambia il modo di guardare la vita.

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    melonstone said on Sep 19, 2011 | Add your feedback

  • Rifugiati

    Uno splendido libro, scritto con l'immediatezza del racconto orale, intenso e profondo. Vale più di mille articoli di giornale o analisi politiche per comprendere non solo il dramma del popolo sud-sudanese, ma più in generale la condizione di milioni si esseri umani costretti a vivere sa rifugiati, ... (continue)

    Uno splendido libro, scritto con l'immediatezza del racconto orale, intenso e profondo. Vale più di mille articoli di giornale o analisi politiche per comprendere non solo il dramma del popolo sud-sudanese, ma più in generale la condizione di milioni si esseri umani costretti a vivere sa rifugiati, espropriati di tutto fuorché della vita, se va bene.

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    Giusy Muzzopappa said on May 8, 2011 about the Paperback edition | Add your feedback

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