Erase Una Vez El Amor Pero Tuve Que Matarlo

Musica de Sex Pistols y NIRVana

By

Publisher: Destino Ediciones

3.6
(1916)

Language: Español | Number of Pages: 228 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 8423336603 | Isbn-13: 9788423336609 | Publish date: 

Also available as: Softcover and Stapled , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Music

Do you like Erase Una Vez El Amor Pero Tuve Que Matarlo ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 3

    Questo romanzo mi ha lasciato perplessa fin dalla prima riga e il dubbio non mi si è dipanato una volta finito il libro. Non so nemmeno io che cosa è andato storto, forse alcune frasi, alcuni concetti ...continue

    Questo romanzo mi ha lasciato perplessa fin dalla prima riga e il dubbio non mi si è dipanato una volta finito il libro. Non so nemmeno io che cosa è andato storto, forse alcune frasi, alcuni concetti o forse lo stile, asciutto e quasi telegrafico o forse semplicemente il protagonista.
    Certo è che non posso sorvolare sui capitoli dedicati a Kurt Cobain (che adoro) e ai continui riferimenti a Bukowski; per questo e per alcune frasi che mi hanno colpita do tre stelle.
    Libro senza infamia e senza lode.

    said on 

  • 1

    Senza titolo: non lo merita

    Ci hanno ripetuto a mantra che in letteratura non conta il cosa ma il come, ma quando è troppo è troppo.
    In lizza per una sfidina in cui era necessario inserire un autore sudamericano; lo volevo corto ...continue

    Ci hanno ripetuto a mantra che in letteratura non conta il cosa ma il come, ma quando è troppo è troppo.
    In lizza per una sfidina in cui era necessario inserire un autore sudamericano; lo volevo corto e sono stata servita con questo, che solo alla fine ho scoperto, dall’etichetta sul prezzo, essere stato un regalo dello scorso natale e non un consiglio di anobina/o contro cui “santiavo”. Di buono c’è che saranno attribuiti pure i punti in sovrappiù visto che rientra in una ulteriore categoria di gara: quella per il libro divertente che in realtà è una cagata. Una cattiva imitazione di Bukowski , di Burroughs e di B.B. Ellis che già loro mi stanno sui cabbasisi.
    Una storiella esile esile di uno che si fa scappare l’amore della sua vita e per dimenticare si tuffa, si fa per dire, in una vita che vorrebbe essere lo specchio degli anni a cavallo tra il ’77 e il 94: droga, sesso, rock and roll e morte; e per renderla più interessante ne elegge a simboli i Sex Pistol e i Nirvana (confesso di averlo finito solo per Kurt Cobain).
    Come se io, per rendere interessante la mia vita di quegli anni, mi mettessi a discettare della cacca nel pannolino dei miei pargoletti che dovevo in fretta cambiare per lanciarli all’asilo nido; della corsa ( si fa per dire: avevo una 2CV arancio) per timbrare in orario il cartellino e dare la smonta al mio collega infilandomi il camice in corridoio; dell’ esplorazione rettale al paziente che mi avevano preparato già sulla lettiga con il suo bravo culetto al luan; e se non si trattava di esplorazione, alle otto di mattina si rimaneva nei paraggi: riduzione di ernia scrotale o posizionamento di catetere vescicale di qualche vecchietto del cui uccello, nonostante la segnalazione a Chi l’ha visto, non si avevano notizie. Ogni mattina: la maledizione di Tutankhamon.
    Beh raccontata così magari non è divertente. Ma nemmeno il libro lo è: Nirvana o meno.

    said on 

  • 3

    Carino...certo dai 30 anni in giu

    Non capisco perchè qualunque personaggio che abbia a che fare con una vita sregolata, alcool e problemi con le donne venga paragonato a Bukowski.
    In questo libro c'è molto di più che l'elenco di sborn ...continue

    Non capisco perchè qualunque personaggio che abbia a che fare con una vita sregolata, alcool e problemi con le donne venga paragonato a Bukowski.
    In questo libro c'è molto di più che l'elenco di sbornie o situazioni inverosimili, c'è l'amore che non vuole morire per punto preso, perchè non c'è niente di più grande di una grande passione (scusate il gioco di parole). La frustrazione del personaggio è trasmessa molto bene al lettore, si avverte è palpabile.
    Scorrevole, carino, forse fa solo tenerezza per chi ha superato lo shock del primo, grande e forse unico amore questo si, ma Bukowski non c'entra niente

    said on 

  • 3

    Testo brioso, schietto, aggressivo e brutale. Mi ha riportato indietro nel tempo, a canzoni di David Bowie e Lou Reed, per il miscuglio di sesso, droga e Rock'n roll. E' la rievocazione del mito ameri ...continue

    Testo brioso, schietto, aggressivo e brutale. Mi ha riportato indietro nel tempo, a canzoni di David Bowie e Lou Reed, per il miscuglio di sesso, droga e Rock'n roll. E' la rievocazione del mito americano e da un autore colombiano non me lo sarei mai aspettata. John Wayne, Marilin Monroe, Charlie Parker, Miles Davis, Jimi Hendrix e Michael Jackson accennando Woody Allen. La vicenda si svolge però tra Cartagena e Bogotà e gli USA conquistano anche questi posti, come il resto del mondo. Hanno esportato il loro rock, ci hanno colonizzati culturalmente col loro modo di pensare, con la loro lingua dalla grammatica semplicissima e dalla pronuncia impossibile, ci hanno ormai imposto i loro modelli finanche nel modo di divertirsi e di suonare … In parte, ma solo in parte, lo stesso Medina Reyes non si sottrae a questo gioco. Difficile negare sia nella tecnica narrativa che nei temi prescelti l'inevitabile influenza di Jack Kerouac che col suo celeberrimo “On the road” ha fatto scuola alle generazioni successive introducendo nel romanzo il ritmo narrativo incalzante, l'atmosfera claustrofobica, la quotidianità più spicciola e vergognosa, il flusso di (in)coscienza delle generazioni eternamente insoddisfatte. Ricordate ? “ Dobbiamo andare, dobbiamo andare.... dove ? Non so... ma dobbiamo andare!”. Medina Reyes alla Beat Generation sostituisce la Generazione X, quella che trova i propri portavoce nei Nirvana e nei Sex Pistols. In 8 succinti capitoli (173 pagine in formato tascabile, ed. Feltrinelli) l'autore tratteggia con rapide, incisive, graffianti pennellate le avventure di un vero e proprio antieroe, Reptil, in arte “Rep”, un irriverente, sarcastico, spudorato mitomane divorato dalla fine di una relazione amorosa che non ha saputo gestire bene e che cerca disperatamente di dimenticare, annegandola in altre avventure sessuali, in divagazioni, in finzioni cinematografiche. “L'amore che provo ferisce me, per una certa ragazza non esiste. Voglio uccidere quest'amore perché è inutile, perché non può toccarla né far sì che la sua vita abbia nostalgia della mia. Non importa quanto mi sia lontana o vicina, la magia è finita (p. 123).” Superato l'impatto del linguaggio scurrile, sotto la superficie convulsa e trasandata degli accadimenti più raccapriccianti narrati col sottofondo rock e grunge, si scopre il nervo vivo, l'animo vibrante, il cuore pulsante, generoso e tenero di questo antieroe un po' decadente ed un po' machista: la delusione amorosa, l'abbandono, la solitudine, l'incapacità di rimarginare la ferita sanguinante del ricordo sempre vivo e tormentoso, il doloroso tentativo di spegnere per sempre nel dimenticatoio una storia seria finita male e finita per sempre. Sotto la scorza dura ed irriguardosa, il Rep nasconde un animo sensibile. Vedasi la toccante ricostruzione degli ultimi giorni di vita del cantante e chitarrista Kurt Cobain, celebrato con una delicatezza ed una partecipazione sorprendenti. Non mancano, nel corso della narrazione, gli accenni fortemente polemici nei confronti del paese natio ed, in particolare, dell'immagine costantemente falsa e sciropposa che dell'America latina danno gli scrittori “ufficiali”, da Garcia Marquez a Borges, quelli pluririconosciuti, pluripremiati nel mondo ma che nessuno legge in patria. La critica sagace di Rep non risparmia neppure i registi e gli sceneggiatori cinematografici. È mai possibile “uccidere l'amore”? Ucciderlo materialmente forse no, ma perderlo o trascurarlo sino a lasciarlo spegnere per interiore consunzione, ahimé, sì! Medina Reyes lascia in sospensione questo interrogativo, ricordandoci ancora una volta – se ce ne fosse bisogno – che senza amore non si può vivere e che questo, a sua volta, si realizza pienamente solo in una relazione stabile e duratura, fatta di comprensione, affetto, capacità di mettersi in discussione e di ascoltare l'altro senza dare nulla per scontato, senza “mettere spazio” tra i due poli, senza lasciare che l'inerzia sentimentale eriga uno steccato di incomunicabilità, steccato che diventa un recinto, recinto che diventa un muro invalicabile con la fossa piena d'acqua e i cani intorno a guardia di un cuore prigioniero ormai soltanto del proprio dolore.

    said on 

  • 1

    Niente da fare, non fa per me!

    Mi sono lasciata conquistare dal titolo e dai nomi delle mie leggende preferite. Sid, Kurt, gente che ha riempito i miei pomeriggi sonnacchiosi da adolescente e non (anche adesso). Mi sono buttata all ...continue

    Mi sono lasciata conquistare dal titolo e dai nomi delle mie leggende preferite. Sid, Kurt, gente che ha riempito i miei pomeriggi sonnacchiosi da adolescente e non (anche adesso). Mi sono buttata alla cieca, ho desiderato questo libro per poi constatare che del protagonista avevo le balle piene dopo tre pagine. Narcisista, volgare, mi ha ricordato un ragazzo con cui ho litigato tempo fa, forse anche per questo l'ho odiato. La narrazione va di palo in frasca, e io ho bisogno di tranquillità quando leggo un libro e ho notato che, quasi affannosamente, seguivo quei pensieri su carta. Nulla, non mi ha preso.
    Peccato, perché la musica sembrava così viva che quasi risuonava nelle mie orecchie, senza auricolari.

    said on 

  • 3

    Rock & Roll suicide

    Letteratura dichiaratamente Rock, ma è un rock senza la batteria e giusto qualche assolo di chitarra, ammiccante quanto basta per delineare i contorni di un rebel with a cause, in cui la cause è semp ...continue

    Letteratura dichiaratamente Rock, ma è un rock senza la batteria e giusto qualche assolo di chitarra, ammiccante quanto basta per delineare i contorni di un rebel with a cause, in cui la cause è sempre quella, l'amour.
    Le numerose citazioni musicali, paracule al punto giusto, compiacciono senza conquistare, e alla fine della - tutto sommato orecchiabile - melodia, cambi stazione radio.
    Probabilmente continuerai a canticchiarla per un po', prima di abbandonarla definitivamente nell'oblìo dei tormentoni.

    said on 

  • 3

    Si fa leggere anche se un po' sconclusionato. Un giovane perso d'amore, si butta in una ribellione fatta per lo più di parole, sogni ed alcool, creandosi una colonna sonora alternativa (niente male). ...continue

    Si fa leggere anche se un po' sconclusionato. Un giovane perso d'amore, si butta in una ribellione fatta per lo più di parole, sogni ed alcool, creandosi una colonna sonora alternativa (niente male).

    said on 

  • 5

    C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo

    Solo adesso scopro questo autore ed è subito amore. Non vedo l'ora di leggere altro.
    Bravo Medina Reyes

    said on 

  • 5

    «Estuvo como media hora sobre mí y luego se fue sin despedirse. No supe qué hacer, me quedé allí acostado sintiendo su cuerpo, con miedo a perderlo una vez más, sintiendo cómo su calor se enfriaba sob ...continue

    «Estuvo como media hora sobre mí y luego se fue sin despedirse. No supe qué hacer, me quedé allí acostado sintiendo su cuerpo, con miedo a perderlo una vez más, sintiendo cómo su calor se enfriaba sobre mí lentamente, cómo la sensación de movimiento se quedaba inmóvil, cómo se esfumaba su figura, cómo me dejaba solo hasta el fin del mundo.»

    said on 

Sorting by