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Eremita a Parigi

Pagine autobiografiche

By Italo Calvino

(243)

| Mass Market Paperback | 9788804412588

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Book Description

La vita e le osservazioni di Italo Calvino, esule volontario a Parigi. Le pagine internazionali dell'autore che più di ogni altro ha contribuito a sprovincializzare la cultura italiana.

15 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Una biografia involontaria, alla Calvino!

    Questa non poteva che essere una biografia involontaria, alla Calvino. Attraverso una raccolta sparsa di scritti, commenti, impressioni, lettere e interviste dagli anni '50 agli anni '80 scopriamo ideali, pensier, ispirazioni e difetti del grande (f ...(continue)

    Questa non poteva che essere una biografia involontaria, alla Calvino. Attraverso una raccolta sparsa di scritti, commenti, impressioni, lettere e interviste dagli anni '50 agli anni '80 scopriamo ideali, pensier, ispirazioni e difetti del grande (forse il più grande) narratore italiano.

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    Aleciulla said on Jun 12, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Più New York che Parigi, però l'America descritta da Calvino ha proprio il sapore del mito e del reale.

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    Sammy said on Apr 15, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quanto a me, sto bene solo quando non ho da pormi la domanda: 'perché sto qui?'

    "Mi guardo bene dal pretendere di riuscire a realizzare quello che vado predicando".
    Calvino e i suoi scritti da oltreoceano.
    Sebbene il libro si chiami “Eremita a Parigi”, la parte più corposa dell’intero volume è proprio il diario americano dello ...(continue)

    "Mi guardo bene dal pretendere di riuscire a realizzare quello che vado predicando".
    Calvino e i suoi scritti da oltreoceano.
    Sebbene il libro si chiami “Eremita a Parigi”, la parte più corposa dell’intero volume è proprio il diario americano dello scrittore, pagine dove prende lentamente forma l’irresistibile attrazione per New York, città senza passato, senza radici, "l'unica dove posso pensare d'aver radici io", la geografia preferita, con un orizzonte libero da doveri e cliché, cristallina e semplice, così distante da quella Parigi, eletta a dimora seppur gonfia di immaginari passati, "città di cui ci si appropria leggendo", dove “puoi sempre sperare di trovare ciò che credevi perduto, il passato proprio o altrui", ma "forse per poter scrivere di Parigi", confessa, "dovrei staccarmene, esserne lontano: se è vero che si scrive sempre partendo da una mancanza, un'assenza."

    "Trovare la distanza giusta per essere presente e insieme distaccato: era questo il problema del Barone rampante.” …“ogni altrove è insoddisfacente, non se ne trova uno. Rifiuto comunque la parte di chi rincorre gli avvenimenti. Preferisco quella di chi continua un suo discorso, nell’attesa che torni attuale, come tutte le cose che hanno fondamento.”

    Una linea retta, che si perde in lontananza, veloce e senza divagazioni, come solo ideale la non identificazione, la stessa linea che Calvino cercava di uguagliare quando scriveva di leggerezza nelle Lezioni Americane. Un’utopia quasi. La perfezione del cristallo con l’ardore della fiamma, come predicava nel suo vademecum dello scrittore per il terzo millennio. Ma nel frattempo "Avanzavo tracciando invisibili ipotenuse tra grigi cateti. Sparsamente conobbi altre inclite metropoli, atlantiche e pacifiche, di tutte innamorandomi a prima vista, d'alcune illudendomi d'averle comprese e possedute, altre restandomi inafferrabili e straniere. Per lunghi soffersi d'una nevrosi geografica."

    "Forse per capire chi sono devo osservare un punto nel quale potrei essere e non sto", l'inevitabile inclinazione a desiderare sempre l'altrove, fino al "sogno d'essere invisibile... Quando mi trovo in un ambiente in cui posso illudermi d'essere invisibile, io mi trovo molto bene".
    Il desiderio incessante di qualcosa di “assolutamente irreale. Come pure il cielo di New York di notte".

    Finito tra l’attenuarsi di una nevrosi e l’emergere di un’altra.

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    Valeria said on Jul 6, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Le mollichine

    Ormai è passato qualche giorno da quando ho finito questa raccolta di scritti di Calvino, e posso, con una certa dose di ottimismo, o meglio, una minor dose di pessimismo, affrontare il trauma: Non conosco Calvino. Io, che pensavo di conoscerlo come ...(continue)

    Ormai è passato qualche giorno da quando ho finito questa raccolta di scritti di Calvino, e posso, con una certa dose di ottimismo, o meglio, una minor dose di pessimismo, affrontare il trauma: Non conosco Calvino. Io, che pensavo di conoscerlo come le mie tasche. Nel senso che non so mai cosa possa esserci nelle mie tasche, come non so mai cosa aspettarmi da un libro di Calvino. Ma una cosa di certo la so, quello che vi troverò sarà di mio gradimento: una conserva di briciole da gustare in silenzio, un fazzoletto usato per testare l'evoluzione dei germi: piccoli, umili, insignificanti, ma pur sempre lì, anno dopo anno, a volte trovo anche bigliettini della spesa, a mò di monito del risparmio, e quando son fortunato, numeri di telefono con i numeri scoloriti. Con Calvino è sempre stato così: mettevo la mano in tasca e trovavo sempre qualcosa di mio, qualcosa che non poteva non essere mio, del "mio" Calvino, sempre diverso, ma sempre "mio", e, contento, frenavo a stento la voglia di frugare nuovamente tra le mie tasche (sindrome della formica). Ho sempre cercato di centellinare l'uso delle tasche per non incappare in vuoti deludenti, ma negli ultimi anni ho forse esagerato: due sole mollichine nel 2011, così come nel 2010. Digressionando: mi riprometto di aprire le frontiere al riciclo delle mollichine, finora auto-vietatomi per via dell'oceano di mollichine presenti in letteratura, perché ho capito di non poter più fare a meno della mollichina dimezzata. Ma torniamo a noi. Non è la prima raccolta pseudo-biografica di Calvino. Le altre le avevo accolte con furore e quaderno degli appunti. Bando alle interviste, agli articoli e tutto il resto: il solito Calvino elegante, intelligente, leggero (Non credo con questo vocabolo di identificare la stessa leggerezza descritta da Calvino nelle "Lezioni americane". Per me leggero è quel libro che mi fa sentire leggero, quasi in punta di piedi, anche dopo una grossa fetta di cassata). Il punto traumatico sta nel Diario americano: un prodotto grezzo, crudo, a tratti antipatico, e sentenzioso. Un Calvino che non ho mai conosciuto. Non il "mio" Calvino, questo è certo. Vadasè che, ferito e offeso, pensai: chi è questo impostore!!!: lanciando il guanto di sfida. Il guanto di sfida l'ho raccolto io stesso, con la folle idea di difendere quell'audace impostore che risponde al nome del "nonmio Calvino" dal mio, da tempo, amatissimo, "mio Calvino". Questa lotta interna, come ogni lotta nella storia del mondo, non ha fatto altro che essere deleteria per entrambi, quindi al momento disprezzo il "nonmio Calvino" e mi sento preso in giro dal "mio Calvino". Il punto è che il Calvino risultante, mi sta profondamente antipatico: lo adoro. Sono in cura presso una ditta specializzata in medardologia. Abbiate pazienza.

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    Raimondo Torrismondo said on Oct 23, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Leggere Calvino, leggere Calvino che parla di Torino, leggere Calvino che parla di Torino in inglese è una strana ma piacevole sensazione, come se le sue parole giungessero filtrate dalla mia nostalgia per casa...
    Come anche gli altri libri di Calvin ...(continue)

    Leggere Calvino, leggere Calvino che parla di Torino, leggere Calvino che parla di Torino in inglese è una strana ma piacevole sensazione, come se le sue parole giungessero filtrate dalla mia nostalgia per casa...
    Come anche gli altri libri di Calvino che ho riletto in inglese, ottimo lavoro del traduttore Martin McLaughlin

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    zia virgi said on Jun 4, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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    • 5 stars
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    • 3 stars
    • 2 stars
  • Mass Market Paperback 255 Pages
  • ISBN-10: 8804412585
  • ISBN-13: 9788804412588
  • Publisher: Mondadori (Oscar opere di Italo Calvino)
  • Publish date: 1996-04-01
  • Also available as: Others
  • In other languages: other languages English Books , Deutsche Bücher
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