Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Suchen Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Erklart Pereira

By

Verleger: Deutscher Taschenbuch Verlag GmbH & Co.

4.2
(10084)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 212 | Format: Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) French , English , Italian , Spanish , Portuguese , Czech , Japanese , Catalan , Basque , Dutch

Isbn-10: 3423124245 | Isbn-13: 9783423124249 | Publish date: 

Auch verfügbar als: Others , Hardcover

Category: Fiction & Literature , History , Political

Do you like Erklart Pereira ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Anmeldung kostenlos
Buchbeschreibung
Sorting by
  • 4

    grandi disegni per una grande storia

    Storia bella e significativa, lenta, ma perché lo deve essere. Molto belli gli acquarelli, i colori, le atmosfere.

    gesagt am 

  • 5

    Sostiene Pereira è un inno alla libertà e all'importanza del ruolo degli intellettuali, sull'essenzialità di nutrire una coscienza, se non politica, almeno di forte pregnanza etica, in cui la cultura ...weiter

    Sostiene Pereira è un inno alla libertà e all'importanza del ruolo degli intellettuali, sull'essenzialità di nutrire una coscienza, se non politica, almeno di forte pregnanza etica, in cui la cultura abbia la funzione non di un rifugio sicuro e disimpegnato, ma di un faro. Sostiene Pereira è un grido contro l'indifferenza, un'esortazione all'azione e al libero pensiero, unici mezzi per contrastare il dilagare delle ideologie estremiste. Un romanzo irrinunciabile che merita tutta la celebrazione di cui ha goduto fin dalla sua pubblicazione e dall'assegnazione del premio Campiello.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2015/07/sostiene-pereira-tabucchi.html

    gesagt am 

  • 5

    Bellissimo

    Avevo visto il film anni fa senza aver letto il libro, credo sia uno dei pochi casi in cui la rappresentazione cinematografica non delude. Ascoltando le parole del Dott.Pereira, la sua modestia, la su ...weiter

    Avevo visto il film anni fa senza aver letto il libro, credo sia uno dei pochi casi in cui la rappresentazione cinematografica non delude. Ascoltando le parole del Dott.Pereira, la sua modestia, la sua gentilezza, la sua finezza di linguaggio, oltre che la sua maniera di salire le scale sotto il sole, di sorseggiare una limonata...ho avuto sempre davanti gli occhi un Mastroianni adulto che adoro. Tabucchi non delude mai.Ora vado..."ma non credo sia opportuno rivelare dove perchè non ha niente a che vedere con questa storia"!!!

    gesagt am 

  • 5

    Agosto 1938: aleggiano in Europa sentori di guerra e di morte…
    In una sfavillante Lisbona, trafitta dal sole e accarezzata dal vento dell’atlantico, si aggira Pereira, direttore in teoria, factotum i ...weiter

    Agosto 1938: aleggiano in Europa sentori di guerra e di morte…
    In una sfavillante Lisbona, trafitta dal sole e accarezzata dal vento dell’atlantico, si aggira Pereira, direttore in teoria, factotum in realtà, della pagina culturale di un giornale modesto. È un uomo solo, metodico, triste, che vive rivolto al passato, ai ricordi della giovinezza, che parla ogni giorno con il ritratto della moglie, morta da tempo. Un uomo che avverte i cambiamenti che stanno avvenendo in Portogallo, che coglie qua e là notizie, non pubblicate e non pubblicabili, sui soprusi perpetrati dalla polizia politica. Un uomo che non condivide, ma che pensa di non poter far nulla... L’incontro con due giovani oppositori politici, tuttavia, diventa per il giornalista, occasione per iniziare a “frequentare il futuro”. È questa l’espressione che utilizza un medico con cui Pereira si confida, per spronare lo stesso ad intraprendere un percorso di cambiamento che ormai si è attivato nel suo animo e che lui non può far altro che assecondare… Tale percorso lo porterà alla fine verso scelte coraggiose e drastiche…
    Un libro bellissimo, malinconico, coinvolgente…
    Segue l’evoluzione dei pensieri di un uomo qualunque, che sa mettersi in discussione.
    Particolare lo stile narrativo: all’inizio l’uso costante del verbo “sostiene”, mi ha un po’ infastidito, ma penso che sia funzionale a questo tipo di racconto che non si costruisce attraverso il susseguirsi dei fatti, riportando tali fatti sempre attraverso il punto di vista di Pereira. Belli anche i brevissimi scorci descrittivi che compaiono qua e là: la città assolata, i caffè, un cielo definito di “un azzurro feroce”…
    Come spesso accade, i libri che mi piacciono finiscono con l’influenzarmi… E dopo aver letto questo, mi è venuto un gran desiderio di andare a vedere Lisbona…

    gesagt am 

  • 4

    “Quel bel giorno d'estate, con la brezza atlantica che accarezzava le cime degli alberi e il sole che splendeva, e con una città che scintillava, letteralmente scintillava sotto la sua finestra, e un ...weiter

    “Quel bel giorno d'estate, con la brezza atlantica che accarezzava le cime degli alberi e il sole che splendeva, e con una città che scintillava, letteralmente scintillava sotto la sua finestra, e un azzurro, un azzurro mai visto, sostiene Pereira, di un nitore che quasi feriva gli occhi, lui si mise a pensare alla morte” In questo contrasto, tra quell'abbagliante forza vitale esterna e l'inquietudine tutta interna di Pereira, trasmessa da quel suo muto dialogare col pensiero della morte, prende avvio “Sostiene Pereira”. Un contrasto che si configura da subito tra impulsi opposti: vita/morte e tra ciò che è fuori da Pereira e ciò che è dentro di lui. Questo contrasto, nella medesima combinazione, riappare poco dopo nel corso di quel primo colloquio che Pereira ha con il giovane Monteiro Rossi, quando gli chiede: “...ma a lei, scusi, ecco, vorrei chiedere questo, a lei interessa la morte? Monteiro Rossi fece un largo sorriso e questo lo imbarazzò, sostiene Pereira. Ma che dice dottor Pereira, esclamò Monteiro Rossi, a voce alta, a me interessa la vita”. In questo caso l'impulso vitale, esterno a Pereira, non è immateriale, come lo erano l'aria e la luce, ma si incarna in una persona concreta, in un “altro”, che si contrappone a Pereira e si fa altro rispetto a lui. Ed è qui che avviene l'introduzione, all'interno del romanzo, del suo tema portante: il tema dell'altro da sé e della ricerca di sé nell'altro. “Sostiene Pereira” è un romanzo che ha avuto una grande fortuna, legata, soprattutto, ai grandi temi etici, civili e politici che lo attraversano, dato che è la ricostruzione - veridica nella sua finzione letteraria - di quello che stava per succedere in Europa, osservando da Lisbona, in quel fatidico agosto del 1938, cosa stava accadendo in Portogallo, dove il romanzo è ambientato. In questo senso “Sostiene Perreira” pone con forza il tema storico e morale del valore della libertà e di ciò che la sua perdita ha significato e può significare, tanto che da questo punto di vista può essere letto anche come un romanzo storico-politico. Tuttavia “Sostiene Pereira” non è principalmente questo, non ne è questa la sua natura più profonda. Tabucchi stesso in un'intervista, parlando del significato che aveva per lui “Sostiene Pereira” disse: “La lettura fondamentale di Pereira è quella di un romanzo esistenziale, è una presa di coscienza individuale, una trasformazione di uno spirito, di un'esistenza, di un'anima”. E proprio questa “trasformazione” rimanda a quella dimensione, presente nell'opera di Tabucchi considerata nel suo insieme e che, come detto, è centrale anche in “Sostiene Pereira”: la dimensione dell' Altro da noi che fa venire alla luce l' Altro che è in noi, cioè la parte a noi stessi nascosta che è in noi. Non a caso Tabucchi citerà espressamente in uno dei racconti contenuti in “Piccoli equivoci senza importanza”, ma lo farà anche in altri suoi scritti, il personaggio di Peter Schlemihl - protagonista dell'omonimo e celebre racconto di Adalbert von Chamisso, testo fondativo in letteratura di tutta la tematica del doppio - il quale vendendo la propria ombra al diavolo scopre, perdendola, di avere un Altro sé rispetto al suo sé noto. La “trasformazione” a cui andrà incontro Pereira, per le sue modalità, fa si che “Sostiene Pereira” si possa considerare una sorta di “romanzo di formazione”. Perchè se all'inizio Pererira appare come “un personaggio in cerca d'autore”, che vive ai confini della vita, che traffica con il pensiero della morte e dialoga o meglio monologa solo con il ritratto della moglie morta, chiuso in quel suo mondo privato e solitario, ignaro persino dei fatti che gli accadono intorno e che stanno scuotendo il suo paese e l'Europa, nel corso del romanzo egli acquisirà un insieme di consapevolezze e una forza morale che gli consentiranno di far prevalere dentro di sé e di scoprire in sé un'energia vitale fin lì inespressa con cui reagirà non solo all'idea interiore della morte ma anche alla realtà della morte, di cui sarà drammaticamente partecipe, e compirà quell'uscita da se stesso che lo riporterà al mondo. Da quel cattolico, timido, pauroso giornalista che non riesce a dire quello che vorrebbe dire, quale egli è, troverà, alla fine, il coraggio per dire la verità. A innescare la mutazione di Pereira sarà il caso (altro tema caro a Tabucchi), quel “puro caso” che lo aveva portato a sfogliare quella rivista letteraria, in cui viene a conoscenza di quel giovane, Monteiro Rossi, di fronte al quale, nel corso di quel loro primo colloquio, come per effetto di una premonizione inconscia “capì che era in gioco e che doveva giocare”. “Sostiene Pereira” diventa, da qui in poi, romanzo di dialoghi perchè Pereira si troverà a dialogare con tutta una serie di personaggi: oltre a Monteiro Rossi, la fidanzata di lui Marta, il cameriere Manuel, la signora Ingeborg Delgado, il dottor Cardoso che, in quanto diversi da lui, incrineranno le sue resistenze e, attraverso questi “altri”, Pereira andrà, man mano, scoprendo se stesso. Perché Tabucchi fa nascere il personaggio di Pereira in una sorta di punto morto della sua vita, in preda, sostanzialmente, a una terribile nostalgia di sé, cioè di quella vita passata in cui continua a riconoscersi ma anche a rispecchiarsi malinconicamente e su cui fa calare, come cosa perduta, un velo: “E poi pensò a altre cose della sua vita, ma queste Pererira non vuole riferirle”, come dice ripetutamente. Ma questa nostalgia è, in realtà, la mancanza di senso del suo presente e del suo futuro, è il bisogno profondo, ma segreto a lui stesso, di ritrovare un senso che pure il suo passato aveva avuto, il che lo porterà a dire che egli aveva “una grande nostalgia di una vita passata e di una vita futura”. E, su questa mancanza, crescerà prima di tutto in Pereira il ritrovamento di senso dei sentimenti che le passioni: letterarie, ideali, politiche e amorose che Monteiro Rossi, ma anche Marta, entrando nella sua vita con la loro sovversiva incoscienza gli infonderanno, nonostante le distanze che lo separano da loro, “dedicandosi”, ben oltre le sue iniziali intenzioni, “a quei due ragazzi”. Pereira si esporrà sempre di più nella vicende di Monteiro Rossi e di Marta, mettendo anche a repentaglio se stesso e, nel farlo, esporrà sempre di più quel suo sé interno a quell'insieme di novità che lo attirano e lo confondono, portandolo ad interrogarsi, in modo sofferto, sui significati che quelle vicende stavano avendo per lui. Perché, come dice al Dottor Cardoso: “...e se quei due ragazzi avessero ragione?...se loro avessero ragione la mia vita non avrebbe senso”. Pereira si metterà in discussione fino quasi a rinnegare se stesso e in quel conflitto maturerà la coscienza che un nuovo Pereira stava venendo alla luce, come dirà in quella sua confessione di fronte al ritratto della moglie: “...pare che dentro di noi ci sia una confederazione di anime e che ogni tanto c'è un io egemone che prende la guida della confederazione, il Dottor Cardoso sostiene che sto cambiando il mio egemone, così come le serpi cambiano pelle, e che questo io egemone cambierà la mia vita.” La parabola di Pereira, così come da lui preannunciato, si compirà, messo, come egli sarà, di fronte ad una realtà che gli rivelerà tutta la sua violenza e che nel farlo ne porterà a compimento quella sua trasformazione. Quell' atto spregiudicato e persin eroico, di cui si renderà alla fine capace, rivelerà che egli ha trovato la sua via d'uscita, il suo riscatto, che è riuscito finalmente a dare voce a quel suo sé latente e farlo diventare se stesso. E come uno di quei tanti sogni che Pereira fa anche a noi alla fine sembra di aver sognato un sogno o forse no, come sembra voler alludere Tabucchi stesso, facendo citare a Pererira quel “Sogno ma forse no” di Pirandello. Perchè tutto “Sostiene Perreira” è giocato su questo ambiguo e sottile confine tra realtà e irrealtà, tra realismo e antirealismo, tra essere un romanzo di impegno e essere anche una favola. Questo limitare tra mondo reale e un'atmosfera irreale porta dentro “Sostiene Pereira” una sua segreta magia che lo rende lieve ed aereo come appunto un sogno rivelando tutto il potere di cui può essere capace la letteratura, riuscendo, in questo caso, pur senza essere inquietante ad essere carica di inquietudini.

    gesagt am 

  • 3

    è un romanzo molto molto lento e pesante, Pereira è un uomo ordinario, abitudinario e semplice e il romanzo rispecchia la sua personalità.
    Come testo ha un significato profondo e anche il tema trattat ...weiter

    è un romanzo molto molto lento e pesante, Pereira è un uomo ordinario, abitudinario e semplice e il romanzo rispecchia la sua personalità.
    Come testo ha un significato profondo e anche il tema trattato, a livello storico è interessante.

    gesagt am 

  • 4

    Pereira è un uomo tranquillo...

    ...vedovo, grasso, un po' avanti con l'età, senza figli, giornalista per anni di cronaca nera si occupa ora (siamo a Lisbona nel 1938) della pagina culturale di un quotidiano della sera. Poco interess ...weiter

    ...vedovo, grasso, un po' avanti con l'età, senza figli, giornalista per anni di cronaca nera si occupa ora (siamo a Lisbona nel 1938) della pagina culturale di un quotidiano della sera. Poco interessato alla politica, più o meno consapevole di quello che gli avviene intorno, anche se conscio del regime dittatoriale salazarista in cui si trova non è certo un uomo d'azione e neanche un attivista. E' però un uomo giusto e nell'incontro con un giovane che gli potrebbe essere figlio, trova modo e occasione di ribellarsi e di denunciare l'ingiustizia. Non sappiamo dove e con chi Pereira sostiene quello che è successo e che ha fatto, ma è bello pensarlo più o meno al sicuro mentre porta in giro per il mondo la sua denuncia e la sua testimonianza.

    gesagt am 

  • 3

    Una tragedia: una lettura estenuante, un romanzo dal significato fortissimo, ma lentissimo nelle descrizioni e nello stile.

    Consigliato, ma ci vuole veramente tanta tanta pazienza.

    gesagt am 

  • 5

    Riletto. Periodicamente mi prende la tabucchite...
    Mi rendo conto che la lettura di vent'anni fa era monca di Saramago e carente di Pessoa. L'atmosfera dei primi capitoli, la quiete prima della tempe ...weiter

    Riletto. Periodicamente mi prende la tabucchite...
    Mi rendo conto che la lettura di vent'anni fa era monca di Saramago e carente di Pessoa. L'atmosfera dei primi capitoli, la quiete prima della tempesta della Lisbona anteguerra mi ha ricordato L'anno della morte di Ricardo Reis, letto da poco.
    All'epoca, fresca di studi pirandelliani, ero stata colpita dalla maschera di Pereira e dal suo rovesciamento finale. Ora mi rendo conto che Pereira è un eteronimo pesso-tabucchiano col quale Tabucchi affronta un tema che negli anni a venire gli sarebbe divenuto sempre più caro: il ruolo dell'intellettuale nei confronti del potere e della contemporaneità, nel caso specifico all'insorgere della dittatura. Un po' lo stesso meccanismo di Saramago che schiera Pessoa post-mortem più di quanto non sia accaduto apertamente in vita.
    In realtà i continui ritrovamenti di carte mostrano sempre più una distanza di Pessoa, se non troppo sbandierata verso Salazar, di sicuro in più occasioni espressa verso Mussolini e il nazismo. In rete ho trovato questo: http://www.sulromanzo.it/blog/fernando-pessoa-un-sognatore-nostalgico-fra-salazar-e-mussolini-intervista-a-jose-barreto
    L'ufficialità nei rapporti col fascismo, la firma del Manifesto degli intellettuali fascisti nel 1925, e i rapporti diretti con il duce, seppur finalizzati utilitaristicamente al sostegno della sua compagnia teatrale ( e di Marta Abba) il consenso o al meglio l'ignavia nei confronti del fascismo e della dittatura sono la macchia indelebile che affligge Pirandello. Ed ecco che torno a lui, si sa che il tradimento del primo amore è quello che brucia di più.
    http://www.classicitaliani.it/pirandel/saggi/pirandello_fascismo.htm
    http://www.classicitaliani.it/pirandel/critica/Bonghi_Pirandello_fasc_Abba.htm

    Per l'occasione ho riguardato qualche scena del film di Faenza. Brutto e didascalico. Nicoletta Braschi nel ruolo di Marta, indefinibile. Si salva solo la maschera di Mastroianni.

    gesagt am 

Sorting by