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Erklart Pereira

By Antonio Tabucchi

(3)

| Paperback | 9783423124249

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931 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Sostiene Pereira. Titolo e leitmotiv di tutto il romanzo.
    E' la storia di una presa di posizione nel flusso della Storia che non risparmia nessuno, nemmeno chi, come il dottor Pereira, crede di poter vivere avulso dal contesto storico in cui si trova ...(continue)

    Sostiene Pereira. Titolo e leitmotiv di tutto il romanzo.
    E' la storia di una presa di posizione nel flusso della Storia che non risparmia nessuno, nemmeno chi, come il dottor Pereira, crede di poter vivere avulso dal contesto storico in cui si trova. Il dottor Pereira sostiene e si confessa. Si pente. In primo luogo di fronte all'autore, primo destinatario di questa confessione. Ma il verbo "sostenere" ha un sapore troppo "kafkiano" per poterci limitare a questo. La confessione di Pereira sembra essere anche una deposizione di fronte a un tribunale. Giorgio Bertone parla giustamente di "tribunale del testo letterario", perché Pereira è un giornalista che si occupa di cultura e sopratutto di letteratura, ma lo fa con un'ingenuità tale da non riuscire né a contestualizzare il testo letterario che propone ai suoi lettori, né a capire il valore stesso della letteratura all'interno della Storia. La presa di coscienza partirà proprio da questo punto.

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    Sam*Cab said on Aug 25, 2014 | Add your feedback

  • 14 people find this helpful

    Saramago, nel suo capolavoro L’anno della morte di Ricardo Reis, posa lo sguardo sulla Lisbona del 1936, anno in cui la dittatura di Salazar inizia a prendere posizione a favore del nazismo e del fascismo, anno in cui non morì soltanto Ricardo Reis, ...(continue)

    Saramago, nel suo capolavoro L’anno della morte di Ricardo Reis, posa lo sguardo sulla Lisbona del 1936, anno in cui la dittatura di Salazar inizia a prendere posizione a favore del nazismo e del fascismo, anno in cui non morì soltanto Ricardo Reis, ma morirono la democrazia e la libertà in Europa e dunque anche in Portogallo.
    Tabucchi racconta una piccola grande storia di coraggio nella Lisbona del 1938: a distanza di due anni la situazione era peggiorata, la guerra civile spagnola ferveva e divideva le nazioni coinvolgendo anche il Vaticano, i venti liberticidi erano violenti e in Portogallo la dittatura salazariana era sempre più forte.
    I personaggi di Saramago sono intellettuali distanti dalla storia, che apprendono quanto accade nel mondo dalla lettura dei quotidiani, presi come sono a dissertare sulla morte e sulla vita, a filosofeggiare; lo stesso accade all’inizio del libro al dottor Pereira, vedovo solitario che si dedica a scrivere necrologi per intellettuali morti o morituri. Mentre il bellissimo romanzo di Saramago si svolge in una Lisbona piovosa e malinconica, che si prepara al nero futuro che la aspetta, il romanzo di Tabucchi si apre con una Lisbona sfavillante sotto il sole agostano che acceca, per prepararci al cambiamento che accadrà nel corso della storia, alla trasformazione del dottor Pereira, uno come tanti, da cronista di vite passate e sepolte a cronista del presente tragico e feroce, ma proprio per questo da portare sotto la luce della verità.
    Durante la lettura i due romanzi, quello di Saramago e quello che leggevo, mi sono apparsi affiancati, pur non avendo alcun richiamo l’uno dell’altro né similitudini stilistiche (se non il discorso diretto che diventa indiretto, caratteristica dei romanzi saramaghiani e presente anche in Tabucchi), a parlarmi entrambi di un Portogallo in cui non v’era spazio per la libertà, così lontano dal cuore dell’Europa eppure al centro della storia.
    Ho amato molto il primo, il secondo non lo dimenticherò.

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    sandra said on Aug 22, 2014 | 8 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Il libro è magnifico, uno spaccato letterale del portogallo prima della seconda guerra mondiale quando il Salazarismo era ormai prominente e dove la propaganda indipendente era considerata, anche se non dichiarata, fuori legge. Pereira è un giornalis ...(continue)

    Il libro è magnifico, uno spaccato letterale del portogallo prima della seconda guerra mondiale quando il Salazarismo era ormai prominente e dove la propaganda indipendente era considerata, anche se non dichiarata, fuori legge. Pereira è un giornalista che si occupa della pagina culturale del Lisboa un piccolo quotidiano pomeridiano, vedovo. La sua vita cambia improvvisamente quando conosce Francesco Monteiro Rossi, un giovane neolaureato, che decide di assumere come apprendista. Monteiro di origini italiane e perdutamente innamorato di Marta scombinerà la vita del vecchio Pereira costringendolo a scelte drastiche.

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    Robdoster said on Aug 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Lisbona 1938 - regime dittatoriale di Salazar.
    Pereira è un giornalista che ha abbandonato le rubriche di cronaca nera per curare la rubrica culturale di un quotidiano del pomeriggio della città, il Lisboa. Personaggio del tutto mediocre, è un uomo q ...(continue)

    Lisbona 1938 - regime dittatoriale di Salazar.
    Pereira è un giornalista che ha abbandonato le rubriche di cronaca nera per curare la rubrica culturale di un quotidiano del pomeriggio della città, il Lisboa. Personaggio del tutto mediocre, è un uomo quieto, senza idee o posizioni politiche, dedito solo alla letteratura, quella francese in particolare, e al ricordo di sua moglie, morta da qualche anno di tubercolosi, al cui ritratto continua a parlare ogni giorno.
    Un giorno Pereira, leggendo un articolo di una rivista, decide di contattarne l'autore per offrirgli un posto come collaboratore esterno della pagina culturale del giornale da lui curata. L'autore, un giovane di nome Francesco Monteiro Rossi, di origini italiane, accetta senza titubanze; Pereira lo prende così in prova, proponendogli di scrivere dei necrologi anticipati di personaggi celebri ancora in vita (chiamati "coccodrilli" nel gergo giornalistico), in modo che siano subito pronti in caso di morte improvvisa del soggetto. Il giovane, tuttavia, invece di scrivere necrologi degli autori indicati, ne scrive altri, come quello di Gabriele d'Annunzio, di cui attacca con ferocia l'adesione al fascismo, che vengono giudicati impubblicabili da Pereira, in quanto, a causa del contenuto fortemente politico e, in qualche modo, avverso al regime, sarebbero scomodi e facilmente censurabili, se non addirittura pericolosi...

    Trama avvolgente con il sapore di confessione: quel "sostiene Pereira" che apre e chiude quasi tutti i capitoli, fa sembrare che l'autore ne abbia raccolto la sofferta deposizione.
    Una confessione sofferta perché è il racconto di una scelta, una tormentosa svolta ad una vita fino a quel momento tranquilla e ostinatamente cieca di fronte alla brutalità della dittatura di Salazar.
    Un romanzo delicato con una prosa perfetta, un protagonista che sotto ai nostri occhi si trasforma pian piano da intellettuale pigro e chiuso nella sicurezza delle sue abitudini a eroe con un plateale gesto di ribellione al regime.

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    Alisea said on Jul 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quando il senso etico e di giustizia hanno il sopravvento su tutto il resto. Una storia di impatto emotivo che mi ha particolarmente coinvolto.

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    Daniele said on Jul 30, 2014 | Add your feedback

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