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Ernesto

Di

Editore: Einaudi

3.9
(371)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 156 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Catalano

Isbn-10: 8806132989 | Isbn-13: 9788806132989 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Descrizione del libro
L'educazione omosessuale di un adolescente nella Trieste di fine Ottocento.Saba scrisse questo romanzo autobiografico, ma lo lasciò incompiuto e inedito.Sarà la figlia Linuccia a curarlo e pubblicarlo nel 1975. Ora, però, il testoviene rivisto integralmente sulla base dell'autografo, conservato presso ilFondo manoscritti dell'Univesità di Pavia. Le differenze con il testo del '75riguardano soprattutto l'impronta dialettale, molto forte nelle intenzionioriginarie, che Linuccia aveva ritenuto di mitigare. Saba stesso scriveva allamoglie: "La non publicabilità del racconto non sta nei fatti narrati quantonel linguaggio che parlano i personaggi. E tutta la novità, tutta l'arte,tutto lo stile del racconto sta proprio qui".
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  • 5

    Umberto Saba uno dei più grandi scrittori italiani.

    Un capolavoro linguistico, fotografico e psicologico quasi introvabile, ormai. Se mi si chiedesse "ma che cosa, esattamente, ti è piaciuto?" -risponderei: "tutto in esso era al posto giusto". W Umbert ...continua

    Un capolavoro linguistico, fotografico e psicologico quasi introvabile, ormai. Se mi si chiedesse "ma che cosa, esattamente, ti è piaciuto?" -risponderei: "tutto in esso era al posto giusto". W Umberto Saba, sempre.

    ha scritto il 

  • 5

    E' la storia di Ernesto...

    ...delle sue prime esperienze sessuali e del primo incontro veramente importante, uno di quelli che darà un tono e un colore a tutta la vita successiva e che farà di Ernesto un poeta, anche se ancora ...continua

    ...delle sue prime esperienze sessuali e del primo incontro veramente importante, uno di quelli che darà un tono e un colore a tutta la vita successiva e che farà di Ernesto un poeta, anche se ancora non lo mentre Saba ce ne racconta le vicende. Ernesto che poi è Saba stesso, quel Saba ormai anziano che non riesce a completare questa autobiografia, troppo intensi e fondanti sono quei ricordi lontani. Colpisce la sincerità disarmante con cui Saba racconta di sé, non usa la terza persona e stranamente il testo si fa ancora più intimo, Saba è l'adulto che guarda a quel ragazzo con indulgenza e affetto e tantissima tenerezza. E' un libro musicale, le parole sono un canto e hanno un ritmo bellissimo.. e l'uso del dialetto triestino da ancora più colore e verità. Lo consiglio.

    ha scritto il 

  • 0

    «[...] è stato come se si fosse rotta in me una diga, e tutto affluisce spontaneamente [...]» (a Lina Saba, 30/V/1953, Roma). «[...] (Il racconto è tutto impregnato di maternità: io stesso ho avuto, m ...continua

    «[...] è stato come se si fosse rotta in me una diga, e tutto affluisce spontaneamente [...]» (a Lina Saba, 30/V/1953, Roma). «[...] (Il racconto è tutto impregnato di maternità: io stesso ho avuto, mentre lo scrivevo, la netta impressione di essere incinta) [...]» (a Bruno Pincherle). «[...] La gente, Bruno mio, ha un bisogno, un bisogno urgente di "mettersi in libertà", di essere insomma liberata dalle sue inibizioni. Questo sarebbe il mestiere della mia vecchiaia [...] Ernesto non aveva inibizioni, o poche poche, e in forma più graziosa che angosciosa. (Non era un decadente, era un primitivo)» (a Bruno Pincherle, 30/VI/1953). «Le ultime [del secondo paragrafo del quarto episodio] "battute" da: El se ga za dismentigà alla fine del capitolo, è la cosa più "difficile" che abbia scritta» (a Lina Saba, 25/VII/1953). «[...] Non so dirti cosa sia: [...] sento che basta la più piccola noia, la più piccola grana - e la vita è intessuta di noie e di grane - perché non sia più in grado di continuare. [...] Una poesia è un'erezione; un romanzo è un parto» (a Pierantonio Quarantotti Gambini, 20/VIII/1953). «[...] Forse l'incontro di Ernesto e di Ilio sulle scale del loro maestro di violino è, fino ad oggi, il momento più bello del racconto; sebbene sia assai difficile capire perché e quanto sia bello» (a Nello Stock, 01/IX/1953). «[...] Per ora ho sospeso Ernesto: del quale ho scritto solo i primi quattro episodi, e tre capitoletti del quinto: per continuarlo mi sarebbe occorsa, oltre a una maggior pace (oh, la tua casa di Venezia, e la barbarie di parlarmene a me che sto in via Crispi e a Trieste)[,] troppa crudeltà» (a Pierantonio Quarantotti Gambini).

    ha scritto il 

  • 0

    si sta bene

    io quando faccio il bagno io sto proprio bene
    giro nell'acqua, tutto quello che si muove sembrano

    meduse, le alghe sotto sono spaventose ma si sta troppo
    bene e uno pensa solo due ore fa ero in icttà, ...continua

    io quando faccio il bagno io sto proprio bene
    giro nell'acqua, tutto quello che si muove sembrano

    meduse, le alghe sotto sono spaventose ma si sta troppo
    bene e uno pensa solo due ore fa ero in icttà, 39 gradi centigradi

    e adesso sono nell'adriatico, nell'alto adriatico la sinagoga
    qua dietro i nazi volevano trasformarla in piscina ma noi
    vi abbiamo perdonato

    macht's nichts su è roba passata

    venite pure
    qui l'acqua è proprio bella

    in spiaggia no mai e poi mai ma in acqua come si
    sta bene

    ha scritto il 

  • 4

    Compiuto incompiuto

    Ernesto è romanzo incompiuto, ma forse proprio qui sta la sua forza.
    Quei primi tre capitoli spiegano tutto: la grazia di Ernesto, il suo “voler provare” la vita, senza infingimenti, la sua brama di e ...continua

    Ernesto è romanzo incompiuto, ma forse proprio qui sta la sua forza.
    Quei primi tre capitoli spiegano tutto: la grazia di Ernesto, il suo “voler provare” la vita, senza infingimenti, la sua brama di essere e di sapere. Non ha alcuna importanza non sapere cosa sarà della vita futura di Ernesto, cosa gli succederà dopo l'iniziazione raccontata da Saba. Sappiamo che non sarà un grande concertista, che non lavorerà più come impiegato, ma ciò che conta sono quei primi tre capitoli, quella è la sua vita. Anche l'incontro con Ilio, che chiude il romanzo, è perfetto in sé: probabilmente Saba abbandona il romanzo perché è conscio che qualunque cosa avesse scritto ancora avrebbe diluito il concentrato di leggerezza e spessore delle prime cento pagine.
    Oltre ad Ernesto la grande protagonista del romanzo è Trieste, con il suo dialetto e la sua anima multiculturale. Si ha la netta impressione che Saba vagheggi una Trieste ormai scomparsa all'epoca in cui scrisse - ormai vecchio - il romanzo, la Trieste austroungarica dove italiani, slavi e austriaci convivevano in un melting pot contraddittorio ma fecondo.
    Molti dei commenti all'opera qui su Anobii classificano il libro come “di iniziazione omosessuale”. Io non credo sia così: Ernesto accetta l'esperienza omosessuale (peraltro descritta con grande precisione “tecnica”) esattamente per lo stesso motivo per cui decide di recarsi da una prostituta o di iniziare a studiare il violino, cioè per conoscere. Quando ha conosciuto, smette con la stessa leggerezza con cui aveva cominciato.
    Un unico appunto allo stile di Saba: l'eccessivo uso di parentesi esplicative, a volte superflue e che spezzano un ritmo narrativo che altrimenti fluisce leggero come la corsa di Ernesto verso la vita.

    ha scritto il 

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