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Ernesto

By Umberto Saba

(305)

| Others | 9788806132989

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Book Description

L'educazione omosessuale di un adolescente nella Trieste di fine Ottocento.Saba scrisse questo romanzo autobiografico, ma lo lasciò incompiuto e inedito.Sarà la figlia Linuccia a curarlo e pubblicarlo nel 1975. Ora, però, il test Continue

L'educazione omosessuale di un adolescente nella Trieste di fine Ottocento.Saba scrisse questo romanzo autobiografico, ma lo lasciò incompiuto e inedito.Sarà la figlia Linuccia a curarlo e pubblicarlo nel 1975. Ora, però, il testoviene rivisto integralmente sulla base dell'autografo, conservato presso ilFondo manoscritti dell'Univesità di Pavia. Le differenze con il testo del '75riguardano soprattutto l'impronta dialettale, molto forte nelle intenzionioriginarie, che Linuccia aveva ritenuto di mitigare. Saba stesso scriveva allamoglie: "La non publicabilità del racconto non sta nei fatti narrati quantonel linguaggio che parlano i personaggi. E tutta la novità, tutta l'arte,tutto lo stile del racconto sta proprio qui".

42 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Cosa c'è di più simbolico per una storia di educazione sentimentale di un romanzo incompiuto?
    Grande, grande scrittura, grande viaggio nell'animo umano e negli sterminati campi della giovinezza. Peccato davvero che si interrompe sul più bello.
    E pec ...(continue)

    Cosa c'è di più simbolico per una storia di educazione sentimentale di un romanzo incompiuto?
    Grande, grande scrittura, grande viaggio nell'animo umano e negli sterminati campi della giovinezza. Peccato davvero che si interrompe sul più bello.
    E peccato anche per tutto quel dialetto. Ero tentato di spezzare la poesia ricorrendo sfacciatamente a Google Translator.

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    Tancredi said on Sep 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Umberto Saba uno dei più grandi scrittori italiani.

    Un capolavoro linguistico, fotografico e psicologico quasi introvabile, ormai. Se mi si chiedesse "ma che cosa, esattamente, ti è piaciuto?" -risponderei: "tutto in esso era al posto giusto". W Umberto Saba, sempre.

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    Tinni said on Jul 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Delicato

    L'iniziazione omosessuale scritta con una semplicità che par banale, ma se ti soffermi un attimo trovi la buona letteratura di un grande e cauto scrittore.

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    (S.P.) Marirò said on Jun 9, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Peccato che Saba lo lasciò incompleto e postumo.

    Era davvero un racconto gradevole, trattato con l'innocenza di un adolescente libero dai pregiudizi.<br />Merita.

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    Ailinon80 - Libri letti said on May 21, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E' la storia di Ernesto...

    ...delle sue prime esperienze sessuali e del primo incontro veramente importante, uno di quelli che darà un tono e un colore a tutta la vita successiva e che farà di Ernesto un poeta, anche se ancora non lo mentre Saba ce ne racconta le vicende. Erne ...(continue)

    ...delle sue prime esperienze sessuali e del primo incontro veramente importante, uno di quelli che darà un tono e un colore a tutta la vita successiva e che farà di Ernesto un poeta, anche se ancora non lo mentre Saba ce ne racconta le vicende. Ernesto che poi è Saba stesso, quel Saba ormai anziano che non riesce a completare questa autobiografia, troppo intensi e fondanti sono quei ricordi lontani. Colpisce la sincerità disarmante con cui Saba racconta di sé, non usa la terza persona e stranamente il testo si fa ancora più intimo, Saba è l'adulto che guarda a quel ragazzo con indulgenza e affetto e tantissima tenerezza. E' un libro musicale, le parole sono un canto e hanno un ritmo bellissimo.. e l'uso del dialetto triestino da ancora più colore e verità. Lo consiglio.

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    Morena said on Jan 19, 2013 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    «[...] è stato come se si fosse rotta in me una diga, e tutto affluisce spontaneamente [...]» (a Lina Saba, 30/V/1953, Roma). «[...] (Il racconto è tutto impregnato di maternità: io stesso ho avuto, mentre lo scrivevo, la netta impressione di essere ...(continue)

    «[...] è stato come se si fosse rotta in me una diga, e tutto affluisce spontaneamente [...]» (a Lina Saba, 30/V/1953, Roma). «[...] (Il racconto è tutto impregnato di maternità: io stesso ho avuto, mentre lo scrivevo, la netta impressione di essere incinta) [...]» (a Bruno Pincherle). «[...] La gente, Bruno mio, ha un bisogno, un bisogno urgente di "mettersi in libertà", di essere insomma liberata dalle sue inibizioni. Questo sarebbe il mestiere della mia vecchiaia [...] Ernesto non aveva inibizioni, o poche poche, e in forma più graziosa che angosciosa. (Non era un decadente, era un primitivo)» (a Bruno Pincherle, 30/VI/1953). «Le ultime [del secondo paragrafo del quarto episodio] "battute" da: El se ga za dismentigà alla fine del capitolo, è la cosa più "difficile" che abbia scritta» (a Lina Saba, 25/VII/1953). «[...] Non so dirti cosa sia: [...] sento che basta la più piccola noia, la più piccola grana - e la vita è intessuta di noie e di grane - perché non sia più in grado di continuare. [...] Una poesia è un'erezione; un romanzo è un parto» (a Pierantonio Quarantotti Gambini, 20/VIII/1953). «[...] Forse l'incontro di Ernesto e di Ilio sulle scale del loro maestro di violino è, fino ad oggi, il momento più bello del racconto; sebbene sia assai difficile capire perché e quanto sia bello» (a Nello Stock, 01/IX/1953). «[...] Per ora ho sospeso Ernesto: del quale ho scritto solo i primi quattro episodi, e tre capitoletti del quinto: per continuarlo mi sarebbe occorsa, oltre a una maggior pace (oh, la tua casa di Venezia, e la barbarie di parlarmene a me che sto in via Crispi e a Trieste)[,] troppa crudeltà» (a Pierantonio Quarantotti Gambini).

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    Marco Pelucchi said on Nov 10, 2012 | Add your feedback

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