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Ero Jack Mortimer

By Alexander Lernet-Holenia

(162)

| Paperback | 9788845925108

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Book Description

26 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Così è (se vi pare)

    Ho scoperto Lernet-Holenia e ne sono entusiasta.

    La sua scrittura è veloce, incalzante, brillante, fino a diventare parossistica nel momento in cui il protagonista Sponer comprende di essersi infilato in un vicolo cieco.

    Lo stile è elegante, le ...(continue)

    Ho scoperto Lernet-Holenia e ne sono entusiasta.

    La sua scrittura è veloce, incalzante, brillante, fino a diventare parossistica nel momento in cui il protagonista Sponer comprende di essersi infilato in un vicolo cieco.

    Lo stile è elegante, le frasi brevi e sincopate temperate da un velo d'ironia e qualche volta di malinconia. Ma spesso sono sintesi geniali, all'Inglese: "Sponer la baciò le mani. Lei aprì la porta di casa, uscì e non tornò"

    I personaggi sono tutti interessanti (il dialogo finale con Marisabelle è fantastico) e recitano come a teatro. La scena dell'arrivo di Sponer al Bristol per consegnarsi alla polizia, trovandosi invece spettatore della trama della quale si era creduto protagonista, è pirandelliana.

    E alla fine c'è Marie, l'amore vero e non costruito, senza lo slancio letterario della sciccosissima Marisabelle (che avrebbe "fatto tutto a patto di non sentirsi dire che non era necessario"). Scampato il pericolo, Sponer torna al suo nido.

    Doppio happy end.

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    Maurizio Attilio Ricci said on Nov 6, 2013 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Quarantasette morto che parla

    Non conosco la vita di Alexander Lernet-Holenia con tanta precisione da saper dire con certezza se quand'egli scrisse questo romanzo s'era già occupato di cinema; se pure non l'aveva fatto, però, l'istinto per il cinema lo possedeva già: le pagine di ...(continue)

    Non conosco la vita di Alexander Lernet-Holenia con tanta precisione da saper dire con certezza se quand'egli scrisse questo romanzo s'era già occupato di cinema; se pure non l'aveva fatto, però, l'istinto per il cinema lo possedeva già: le pagine di Ero Jack Mortimer appaiono pronte per essere trasformate in una sceneggiatura tipica da pellicola drammatica degli Anni Trenta, con tutti gli elementi d'intrigo, paura e mistero, e il contorno di begli alberghi, belle automobili, belle nobildonne e bellissimi vestiti che l'autore, com'è sua caratteristica, è capace di rievocare in pochi rapidi tocchi con estrema efficacia; neppure manca l’inseguimento mozzafiato, deliziosamente in bilico, peraltro, fra il thriller e la pochade. Holenia sa dosare i tempi scenici con perfetto calcolo: nel momento in cui la tensione cresce fino all'apice per il protagonista, intorno alla metà del libro, introduce uno stacco inatteso: si tratta d'un flashback, ma il lettore non se ne accorge subito; e solo quando la vicenda secondaria s'è iniziata a dipanare con sicurezza, e noi la seguiamo con gusto, con una rapida torsione la si riconduce ad intrecciarsi con quella seguita fin prima. Il ritmo non s'infiacchisce mai: il tempo indugia se il disagio deve aumentare con lentezza beffarda, incalza se si deve accrescere il senso di vertigine. L'unico problema del romanzo è che, sebbene costruito in modo perfetto, e quindi gradevolissimo da leggere, paragonato alle opere migliori del Nostro risulta inevitabilmente freddino, perché, sebbene lo scrittore lo ambienti nella sua Vienna, il protagonista Ferdinand Sponer, giovane autista un po' sciocco di auto da piazza, il quale a un certo punto si ritrova col cadavere d'un morto ammazzato sulla vettura, col mondo cavalleresco e nobile che vagheggiava Holenia, col vecchio Impero che solo egli avvertiva quale casa sua, non ha praticamante rapporto: allorché queste realtà gli sono rievocate, le ascolta un po' distratto a mo' di favole remote dalla sua quotidianità. Per Holenia invece quella Stimmung e quel mondo erano tutta la sua vita. Se non riesce a farne pervadere i suoi libri, questi vengono fuori un po’ irrisolti, eppure, a conti fatti, sempre accattivanti ed agili, perché il romanziere austriaco avrebbe saputo rendere elegante anche l’elenco telefonico.

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    Asclepiade said on May 29, 2013 | 4 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Un sorprendente romanzo, se si pensa che uno scrittore mitteleuropeo di inizio secolo riesce ad ambientare nell'austera Vienna una storia che al ritmo dei noir americani.

    Come pensi di risolvere i tuoi problemi, i tuoi dubbi, le tue insicurezze? Div ...(continue)

    Un sorprendente romanzo, se si pensa che uno scrittore mitteleuropeo di inizio secolo riesce ad ambientare nell'austera Vienna una storia che al ritmo dei noir americani.

    Come pensi di risolvere i tuoi problemi, i tuoi dubbi, le tue insicurezze? Diventando un altro da un momento all'altro? Questo libro dà una risposta a questo quesito, invitando a essere più ragionevoli e a tenere i piedi per terra.

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    F.Ramone said on Nov 22, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi ha delusa in parte. Mi aspettavo una vicenda brillante invece la storia si trascina dietro alle paturnie di un protagonista che vien voglia di prendere a schiaffi. Bella l'immagine di una Vienna tra sonnacchiosa e cosmopolita.

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    Cristina Marsi said on Aug 21, 2012 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Sono i peggiori a far battere più forte il cuore delle donne.

    A mio avviso, tre sono i temi centrali del romanzo.
    Il primo è l'amore incondizionato che Marie Fiala prova verso il suo fidanzato, Ferdinand Sponer.
    Il secondo è l'insaziabile istinto predatorio che pervade il gangster Jack Mortimer.
    Il terzo – il p ...(continue)

    A mio avviso, tre sono i temi centrali del romanzo.
    Il primo è l'amore incondizionato che Marie Fiala prova verso il suo fidanzato, Ferdinand Sponer.
    Il secondo è l'insaziabile istinto predatorio che pervade il gangster Jack Mortimer.
    Il terzo – il più inquietante – è l'irresistibile fascino che esercita la personalità criminale sulle altre tre donne presenti nel romanzo. Consuelo e Winifred si lasciano sedurre da Mortimer e tradiscono il povero Montemayor. Marisabelle, che aveva sempre respinto le profferte di Sponer, si lascerà da questi sedurre solo quando lo crederà l'assassino di Mortimer.

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    No escape (già X Mas) said on Aug 17, 2011 | 1 feedback

  • 17 people find this helpful

    Quello che colpisce maggiormente in questa sorta di noir è la atmosfera in bianco e nero virato. Una Vienna diversa, quella che si respira nel convulso agitarsi di Sponer. Non svetta la Cattedrale, non si indovina il candore elegante del Belvedere o ...(continue)

    Quello che colpisce maggiormente in questa sorta di noir è la atmosfera in bianco e nero virato. Una Vienna diversa, quella che si respira nel convulso agitarsi di Sponer. Non svetta la Cattedrale, non si indovina il candore elegante del Belvedere o la quiete dei giardini. Non si accenna ai fregi di Klimt e non si ode l’allegro vociare degli Heuriger. E’ una Vienna diversa, dove le autovetture trasudano attraverso la narrazione la forma delle vetture degli anni Trenta, dove i carriaggi notturni ed i cavalli ancora trasportano la campagna in città ogni notte, nell’oscurità trasportando le vettovaglie, le forniture, quasi il moderno si vergognasse di vedere alla luce del giorno il persistere del rurale. Ed è in questo contrasto tra città e campagna e, soprattutto, nella differenza sociale che alberga il rovello tenebroso che muove l’inquieto Sponer, l’autista dagli occhi blu che si perde e si ritrova nel confuso vorticare degli eventi che circondano il misterioso omicidio di Jack Mortimer. Sui selciati sconnessi e nelle strade si intersecano i personaggi di Lernet Holenia: vetturini e commissionari, portinai sciatti e sonnacchiosi, fanciulle in cerca di avventure e poliziotti che sembrano le caricature di quelli delle pellicole degli stessi anni. Ma è l’oscuro Sponer a vagare dalla asfittica relazione con Marie Fiala, rassegnata ragazza del popolo, all’impossibile innamoramento per la fanciulla elegante e di classe sociale superiore. Il morto che popola la notte e la fuga verso il Danubio, il morto che si trasforma avvolgendo e rivestendo Sponer interrompe solo per un breve tratto la percezione dell’odore di cibi poveri, di umido e di chiuso che Sponer identifica con il suo stato sociale, con quello in cui è imprigionato. Il suo rocambolesco avvitarsi verso la propria rovina stupisce il lettore, ravvisa un delirio grottesco, quasi onirico di eventi. L’impressione fugace di un destino che ghermisca l’aitante autista in una simenoniana discesa agli inferi è vanificata dalla cesura che Lernet Holenia imprime con il flash back cinematografico dell’origine del contrasto tra il defunto Mortimer e l’improbabile personaggio di Montemajor: questa irruzione, a ben vedere non priva di grottesco, limita tutto il romanzo e lo condiziona. L’irreale che affonda e restituisce dai fondali Sponer si ancora alla sola concretezza possibile, alla impossibilità di evasione sociale, alla condanna ad una vita da vetturino tra lo stantio degli ambienti poveri e la miseria dell’orizzonte. L’atmosfera plumbea, una declinazione viennese dell’hard boiled, e le due fughe concitate, simmetricamente poste agli estremi della narrazione sono tra le cose migliori, queste ultime simili a due rampe di scale verso la discesa e la risalita grazie all’amore della onesta Marie. C’è, e Rosenkavalier70 lo ha ben sottolineato, molta celluloide che scorre sul rullo, quasi la penna stessa ne avviasse la proiezione vergando il testo. Ma è un B movie, di fatto, dove le tecniche espressioniste del cinema tedesco si stemperano in una ricerca di effetti sorpresa. Il viaggio nell’abisso di Sponer finisce laddove era iniziato: su un marciapiede.

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    Pipaluk63 said on Aug 5, 2011 | 5 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (162)
    • 5 stars
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    • 1 star
  • Paperback 171 Pages
  • ISBN-10: 8845925102
  • ISBN-13: 9788845925108
  • Publisher: Adelphi (Biblioteca Adelphi 561)
  • Publish date: 2010-07-01
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