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Esbat

By Lara Manni

(547)

| Paperback | 9788807702105

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Book Description

Ha cinquant’anni, disegna manga, non ha altro nome che quello di Sensei, maestra, con cui i fan di tutto il mondo la onorano. Inventa storie piene di buoni sentimenti ambientate in mondi fantastici. Ma una notte, proprio mentre sta per mettere la par Continue

Ha cinquant’anni, disegna manga, non ha altro nome che quello di Sensei, maestra, con cui i fan di tutto il mondo la onorano. Inventa storie piene di buoni sentimenti ambientate in mondi fantastici. Ma una notte, proprio mentre sta per mettere la parola fine al suo manga più celebre, qualcuno entra dalla sua finestra. Qualcuno che viene da un altro luogo. Qualcuno che viene dalla stessa storia che lei racconta, e che in realtà esiste davvero. Qualcuno che rivendica un finale diverso. Qualcuno che grazie al rito dell’Esbat può attraversare i mondi.
Una donna, un Demone, un duello che cambierà profondamente entrambi. Attorno a loro, non soltanto creature fantastiche, ma il mondo dei fan e degli adolescenti, con le loro passioni, le loro paure, le loro manie. Un horror ambientato fra Italia e Giappone: ma anche la storia del mutamento femminile, e del doppio passaggio che porta dall’adolescenza all’età adulta. E dall’età adulta alla morte.
Esbat esce per Feltrinelli il 4 giugno 2009

Come nasce

Esbat nasce come una fan fiction, ovvero come storia di fan liberamente ispirata, nel caso, a un manga (un fumetto giapponese), e poi sviluppata in modo completamente autonomo.
Il primo capitolo di Esbat viene pubblicato su internet, in alcuni siti di fan fiction italiani, il 20 giugno 2007, l’ultimo – il ventesimo – l’8 ottobre dello stesso anno. La pubblicazione è avvenuta a puntate come gli antichi feuilletton: un capitolo a settimana.

109 Reviews

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    Questo libro è nato come fan fiction di un famoso manga giapponese: Inuyasha. Io avevo quasi finito di vedere l’anime, ma alla puntata numero 100 non ho avuto letteralmente la forza di guardare anche le altre (me ne mancavano una trentina, credo). Pr ...(continue)

    Questo libro è nato come fan fiction di un famoso manga giapponese: Inuyasha. Io avevo quasi finito di vedere l’anime, ma alla puntata numero 100 non ho avuto letteralmente la forza di guardare anche le altre (me ne mancavano una trentina, credo). Prende spunto dall’anime per delineare alcuni personaggi dopodiché lavora con la fantasia, finale compreso, quindi anche se non sapete assolutamente di cosa tratti Inuyasha non fa nulla.
    Sinceramente mi è piaciuto molto il suo modo di descrivere sia personaggi che emozioni, evitando di giudicare e lasciando ai personaggi stessi la loro autocritica. Inoltre c’è da dire che raramente ho letto un libro di quasi trecento pagine in pochi giorni, con questo è stato piuttosto facile non riuscire a staccarmi dal libro perché crea un’atmosfera che ho veramente adorato. E’ molto, molto scorrevole, ma non per questo banale (nonostante il genere che spesso cade nel “già letto mille volte”). Sinceramente trovo che ci vorrebbero più fantasy del genere.

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    Tonari no kokoro* said on Jul 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Scrittura eccellente e trama avvincente. In attesa di leggere gli altri due episodi della trilogia.

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    VinceMM said on Aug 6, 2013 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    E poi ogni tanto si legge di fanfiction che diventano romanzi. Bene, benissimo. Dopo la delusione con Savannah, ecco il primo romanzo di un'altra autrice, che non conoscevo ai tempi in cui scriveva su EFP.
    Un esordio interessante, ed una bella fanta ...(continue)

    E poi ogni tanto si legge di fanfiction che diventano romanzi. Bene, benissimo. Dopo la delusione con Savannah, ecco il primo romanzo di un'altra autrice, che non conoscevo ai tempi in cui scriveva su EFP.
    Un esordio interessante, ed una bella fantasia. Tutto sommato, il mio è un giudizio positivo. Cosa mi è decisamente piaciuto:
    - la trama. Molto originale e ben congegnata, con qualche tocco di puro horror -il pezzo in cui una delle ragazzine corre per salvarsi la pelle, ad esempio. Raccapricciante;
    - alcune introspezioni. Di Hyoutsuki, su tutti. Decisamente ben fatte, credibili, azzeccate e ben espresse.
    Cosa non mi ha convinta fino in fondo:
    - alcune scene, fra tutte al momento cito quella del professore che annuncia la morte di una delle compagne di classe di Ivy. E'troppo surreale per essere credibile;
    - lo stile, troppo spesso spezzettato e nevrotico: tutti quei "Male. Maale. Che bello. Bello.";
    - la vocina nella testa della Sensei. Poteva essere gestita un po' meglio, ma risulta fastidiosa all'interno della narrazione;
    - forse non mi è piaciuto del tutto il mischione wicca, manga, otaku, personaggi in Italia. Anche se nell'insieme tratta di temi interessanti, e non lo fa in modo banale: le ossessioni per le proprie creazioni, la femminilità in varie fasce di età, i desideri e quello che si è disposti a sacrificare per raggiungerli. Yobai si aggiudica il premio del mio personaggio preferito!
    Al prossimo volume!

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    Jeanne of Arc said on May 13, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    « Gli umani cedono a qualcosa che consideravi deprecabile come la sofferenza [...] Avevi infine compreso che il loro potere è nel loro desiderare, e nella capacità di cambiare in virtù del desiderio stesso »

    Sono una persona abbastanza influenzabile o almeno sul momento.
    Quando lessi la trama del libro ebbi uno strano moto di apprensione e irritazione. Avrei mai capito fino in fondo una storia di cui tutti parlano come il genere “What if…” di una fanfict ...(continue)

    Sono una persona abbastanza influenzabile o almeno sul momento.
    Quando lessi la trama del libro ebbi uno strano moto di apprensione e irritazione. Avrei mai capito fino in fondo una storia di cui tutti parlano come il genere “What if…” di una fanfiction basato su un manga di cui non ho mai sentito parlare? Avrei mai potuto capire realmente quello che provano i protagonisti come tutti gli altri lettori che li conoscono da anni e, che nomi come Inu Yasha, Sesshomaru e Naraku per loro sono il corrispettivo di Moeru, Hyoutsuki e Yobai?
    Poi ho semplicemente detto chissenefrega e ho iniziato a leggere. Forse sono una persona debole, come Lara Manni scrive, lo possono essere solamente i curiosi. E io lo sono. Ero curiosa di capire cosa volesse dire Esbat, ma non come una citrulla che non sa che “Google mi è amico” e che poteva cercare il termine da sola, ma cosa significasse per lei quella parola.
    E pian piano, pagina dopo pagina, sono anche riuscita a comprendere quella pazzoide della Sensei o quella ingenuotta di Ivy. Anche se non mi va ancora a genio e non ci trovo nulla di affascinante in Hyoutsuki. Altro che “sama” e devozione… probabilmente se lo avessi conosciuto di persona sarei giù stata tagliata in due e lasciata agonizzante in qualche campo. Ma questo è solo un mio piccolo appunto personale.
    Quello che fa muovere il tutto, quello che fa di Esbat un libro che si lascia leggere in una giornata e mezza senza dover sbuffare per aver perso tempo inutilmente è un insieme di cose.
    Desiderio, passione e sacrificio sono le parole che mi escono di getto appena pigio i tasti sul pc in cerca di una descrizione per Esbat.
    La storia non gira solamente intorno ad un rituale lunare e a questo tipo, furibondo con il genere umano, non racconta di demoni e donne innamorate ma anche di demoni e donne innamorate.
    Anzi, proprio la mancanza di amore nella vita della Sensei la spinge a sacrificare letteralmente se stessa, qualsiasi cosa cosa o persona pur di sentire la passione insinuarsi in lei cercando di accarezzarle il cuore. Quando incredibilmente vede materializzarsi quel perfetto “grumo d’inchiostro” ogni sua speranza viene indirizzata verso di lui, in quegli occhi d’oro e fra quei capelli bianchi da demone yokai. Quando le fa giurare di cambiare il finale della storia o quando andando contro il suo stesso volere cerca di dare “un ordine” al suo ultimo manga.
    E di mancanza di amore è anche la vita dell’adolescente (in pieno periodo emo) di Ivy che con troppa accondiscendenza o forse stufa di stare nel gruppo degli sfigati (?) tenta la strada della setta di cui fanno parte il gruppo “in” della scuola e per cui la sua vita cambierà radicalmente.
    Esbat non è un semplice romanzo intriso di folklore mescolato a citazioni di alto livello (da Platone a Stephen King, da Baudelaire a Shakespeare) ma sopratutto una storia di donne agli antipodi.
    Sia geograficamente che essenzialmente.
    La prima, con gli ormoni scombussolati dalla menopausa, cerca di dare un senso alla sua solitudine trovando conforto nella fama ottenuta dai suoi disegni. La seconda, l’otaku d’occidente che tenta in ogni modo di sentirsi diversa, alla fine il suo essere “altro” la fa sentire mortalmente infelice.
    Tutto ciò mi ha fatto comprendere che Esbat non è solo un rituale esoterico, ma un passaggio nel mondo del nostro altro io, perché come scrive la Manni “Quando la passione del desiderante si innalza oltre ogni limite, si spezza ogni sigillo fra regno degli uomini e regno degli dèi.”
    Qualcuno che abbia avuto la volontà di leggere tutto ‘sto polpettone si chiederà “Ma allora perché dai solamente tre stelline?”. Semplice: perché se avessi dato il massimo dei voti come avrei potuto far notare la mia crescente passione per gli altri romanzi della trilogia?
    A questo punto non mi resta che dire… buona lettura!

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    ran_yuu said on Sep 16, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (547)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 224 Pages
  • ISBN-10: 880770210X
  • ISBN-13: 9788807702105
  • Publisher: Feltrinelli
  • Publish date: 2009-06-04
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