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Esbat

Di

Editore: Feltrinelli

3.5
(358)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Paperback

Isbn-10: 880770210X | Isbn-13: 9788807702105 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Teens

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Descrizione del libro
Ha cinquant’anni, disegna manga, non ha altro nome che quello di Sensei, maestra, con cui i fan di tutto il mondo la onorano. Inventa storie piene di buoni sentimenti ambientate in mondi fantastici. Ma una notte, proprio mentre sta per mettere la parola fine al suo manga più celebre, qualcuno entra dalla sua finestra. Qualcuno che viene da un altro luogo. Qualcuno che viene dalla stessa storia che lei racconta, e che in realtà esiste davvero. Qualcuno che rivendica un finale diverso. Qualcuno che grazie al rito dell’Esbat può attraversare i mondi.
Una donna, un Demone, un duello che cambierà profondamente entrambi. Attorno a loro, non soltanto creature fantastiche, ma il mondo dei fan e degli adolescenti, con le loro passioni, le loro paure, le loro manie. Un horror ambientato fra Italia e Giappone: ma anche la storia del mutamento femminile, e del doppio passaggio che porta dall’adolescenza all’età adulta. E dall’età adulta alla morte.
Esbat esce per Feltrinelli il 4 giugno 2009

Come nasce

Esbat nasce come una fan fiction, ovvero come storia di fan liberamente ispirata, nel caso, a un manga (un fumetto giapponese), e poi sviluppata in modo completamente autonomo.
Il primo capitolo di Esbat viene pubblicato su internet, in alcuni siti di fan fiction italiani, il 20 giugno 2007, l’ultimo – il ventesimo – l’8 ottobre dello stesso anno. La pubblicazione è avvenuta a puntate come gli antichi feuilletton: un capitolo a settimana.

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  • 5

    Questo libro è nato come fan fiction di un famoso manga giapponese: Inuyasha. Io avevo quasi finito di vedere l’anime, ma alla puntata numero 100 non ho avuto letteralmente la forza di guardare anche le altre (me ne mancavano una trentina, credo). Prende spunto dall’anime per delineare alcuni per ...continua

    Questo libro è nato come fan fiction di un famoso manga giapponese: Inuyasha. Io avevo quasi finito di vedere l’anime, ma alla puntata numero 100 non ho avuto letteralmente la forza di guardare anche le altre (me ne mancavano una trentina, credo). Prende spunto dall’anime per delineare alcuni personaggi dopodiché lavora con la fantasia, finale compreso, quindi anche se non sapete assolutamente di cosa tratti Inuyasha non fa nulla.
    Sinceramente mi è piaciuto molto il suo modo di descrivere sia personaggi che emozioni, evitando di giudicare e lasciando ai personaggi stessi la loro autocritica. Inoltre c’è da dire che raramente ho letto un libro di quasi trecento pagine in pochi giorni, con questo è stato piuttosto facile non riuscire a staccarmi dal libro perché crea un’atmosfera che ho veramente adorato. E’ molto, molto scorrevole, ma non per questo banale (nonostante il genere che spesso cade nel “già letto mille volte”). Sinceramente trovo che ci vorrebbero più fantasy del genere.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    E poi ogni tanto si legge di fanfiction che diventano romanzi. Bene, benissimo. Dopo la delusione con Savannah, ecco il primo romanzo di un'altra autrice, che non conoscevo ai tempi in cui scriveva su EFP.
    Un esordio interessante, ed una bella fantasia. Tutto sommato, il mio è un giudizio p ...continua

    E poi ogni tanto si legge di fanfiction che diventano romanzi. Bene, benissimo. Dopo la delusione con Savannah, ecco il primo romanzo di un'altra autrice, che non conoscevo ai tempi in cui scriveva su EFP.
    Un esordio interessante, ed una bella fantasia. Tutto sommato, il mio è un giudizio positivo. Cosa mi è decisamente piaciuto:
    - la trama. Molto originale e ben congegnata, con qualche tocco di puro horror -il pezzo in cui una delle ragazzine corre per salvarsi la pelle, ad esempio. Raccapricciante;
    - alcune introspezioni. Di Hyoutsuki, su tutti. Decisamente ben fatte, credibili, azzeccate e ben espresse.
    Cosa non mi ha convinta fino in fondo:
    - alcune scene, fra tutte al momento cito quella del professore che annuncia la morte di una delle compagne di classe di Ivy. E'troppo surreale per essere credibile;
    - lo stile, troppo spesso spezzettato e nevrotico: tutti quei "Male. Maale. Che bello. Bello.";
    - la vocina nella testa della Sensei. Poteva essere gestita un po' meglio, ma risulta fastidiosa all'interno della narrazione;
    - forse non mi è piaciuto del tutto il mischione wicca, manga, otaku, personaggi in Italia. Anche se nell'insieme tratta di temi interessanti, e non lo fa in modo banale: le ossessioni per le proprie creazioni, la femminilità in varie fasce di età, i desideri e quello che si è disposti a sacrificare per raggiungerli. Yobai si aggiudica il premio del mio personaggio preferito!
    Al prossimo volume!

    ha scritto il 

  • 3

    « Gli umani cedono a qualcosa che consideravi deprecabile come la sofferenza [...] Avevi infine compreso che il loro potere è nel loro desiderare, e nella capacità di cambiare in virtù del desiderio stesso »

    Sono una persona abbastanza influenzabile o almeno sul momento.
    Quando lessi la trama del libro ebbi uno strano moto di apprensione e irritazione. Avrei mai capito fino in fondo una storia di cui tutti parlano come il genere “What if…” di una fanfiction basato su un manga di cui non ho mai ...continua

    Sono una persona abbastanza influenzabile o almeno sul momento.
    Quando lessi la trama del libro ebbi uno strano moto di apprensione e irritazione. Avrei mai capito fino in fondo una storia di cui tutti parlano come il genere “What if…” di una fanfiction basato su un manga di cui non ho mai sentito parlare? Avrei mai potuto capire realmente quello che provano i protagonisti come tutti gli altri lettori che li conoscono da anni e, che nomi come Inu Yasha, Sesshomaru e Naraku per loro sono il corrispettivo di Moeru, Hyoutsuki e Yobai?
    Poi ho semplicemente detto chissenefrega e ho iniziato a leggere. Forse sono una persona debole, come Lara Manni scrive, lo possono essere solamente i curiosi. E io lo sono. Ero curiosa di capire cosa volesse dire Esbat, ma non come una citrulla che non sa che “Google mi è amico” e che poteva cercare il termine da sola, ma cosa significasse per lei quella parola.
    E pian piano, pagina dopo pagina, sono anche riuscita a comprendere quella pazzoide della Sensei o quella ingenuotta di Ivy. Anche se non mi va ancora a genio e non ci trovo nulla di affascinante in Hyoutsuki. Altro che “sama” e devozione… probabilmente se lo avessi conosciuto di persona sarei giù stata tagliata in due e lasciata agonizzante in qualche campo. Ma questo è solo un mio piccolo appunto personale.
    Quello che fa muovere il tutto, quello che fa di Esbat un libro che si lascia leggere in una giornata e mezza senza dover sbuffare per aver perso tempo inutilmente è un insieme di cose.
    Desiderio, passione e sacrificio sono le parole che mi escono di getto appena pigio i tasti sul pc in cerca di una descrizione per Esbat.
    La storia non gira solamente intorno ad un rituale lunare e a questo tipo, furibondo con il genere umano, non racconta di demoni e donne innamorate ma anche di demoni e donne innamorate.
    Anzi, proprio la mancanza di amore nella vita della Sensei la spinge a sacrificare letteralmente se stessa, qualsiasi cosa cosa o persona pur di sentire la passione insinuarsi in lei cercando di accarezzarle il cuore. Quando incredibilmente vede materializzarsi quel perfetto “grumo d’inchiostro” ogni sua speranza viene indirizzata verso di lui, in quegli occhi d’oro e fra quei capelli bianchi da demone yokai. Quando le fa giurare di cambiare il finale della storia o quando andando contro il suo stesso volere cerca di dare “un ordine” al suo ultimo manga.
    E di mancanza di amore è anche la vita dell’adolescente (in pieno periodo emo) di Ivy che con troppa accondiscendenza o forse stufa di stare nel gruppo degli sfigati (?) tenta la strada della setta di cui fanno parte il gruppo “in” della scuola e per cui la sua vita cambierà radicalmente.
    Esbat non è un semplice romanzo intriso di folklore mescolato a citazioni di alto livello (da Platone a Stephen King, da Baudelaire a Shakespeare) ma sopratutto una storia di donne agli antipodi.
    Sia geograficamente che essenzialmente.
    La prima, con gli ormoni scombussolati dalla menopausa, cerca di dare un senso alla sua solitudine trovando conforto nella fama ottenuta dai suoi disegni. La seconda, l’otaku d’occidente che tenta in ogni modo di sentirsi diversa, alla fine il suo essere “altro” la fa sentire mortalmente infelice.
    Tutto ciò mi ha fatto comprendere che Esbat non è solo un rituale esoterico, ma un passaggio nel mondo del nostro altro io, perché come scrive la Manni “Quando la passione del desiderante si innalza oltre ogni limite, si spezza ogni sigillo fra regno degli uomini e regno degli dèi.”
    Qualcuno che abbia avuto la volontà di leggere tutto ‘sto polpettone si chiederà “Ma allora perché dai solamente tre stelline?”. Semplice: perché se avessi dato il massimo dei voti come avrei potuto far notare la mia crescente passione per gli altri romanzi della trilogia?
    A questo punto non mi resta che dire… buona lettura!

    ha scritto il 

  • 0

    Protagonisti sono i fumetti e in egual modo fumettoso è il modo di scrivere: frammentato, discontinuo arricchito da un narratore che una volta tanto se ne sta zitto, lasciando fiato ai protagonisti e trasformandosi in silente telecamera.

    ha scritto il 

  • 4

    Qualche settimana fa ho concluso questo primo volume (che si può leggere anche singolarmente) di un una trilogia e nonostante i difetti ho apprezzato l'originalità.
    Il presente libro nasce come fan fiction ispirata al manga giapponese di Inu Yasha (che conosco solo per nome) e pian piano se ...continua

    Qualche settimana fa ho concluso questo primo volume (che si può leggere anche singolarmente) di un una trilogia e nonostante i difetti ho apprezzato l'originalità.
    Il presente libro nasce come fan fiction ispirata al manga giapponese di Inu Yasha (che conosco solo per nome) e pian piano se ne discosta.
    Esbat è un rituale religioso neopagano che viene celebrato ogni 28 giorni, seguendo il ciclo lunare, in genere la prima notte di luna piena. E' proprio in una di quelle sere che inizia il romanzo con l'improvvisa comparsa, grazie ad un varco tra due mondi che può essere aperto solo in quelle speciali notti in seguito ad un sacrificio, del demone Hyoutsuki davanti alla Sensei, colei che ha scritto la serie di manga, ormai alla conclusione, da cui lui sembra uscito. In realtà il demone spiegherà che lei non ha creato nulla ma semplicemente, inconsapevolmente, si è limitata ad entrare nel suo mondo interferendo negli eventi e descrivendoli nei suoi volumi. L'obbiettivo di Hyoutsuki è quello di costringere la Sensei a cambiare il finale... peccato che, con la propria superbia, commetta un grosso errore che gli sarà fatale.
    Come già accennato sopra, ho apprezzato l'originalità dell'autrice che, tuttavia, questa si limita al confronto con altri romanzi che ho letto sul genere e, in generale, che vengono pubblicati di norma dalle case editrici. C'è però da tener presente che il libro è ispirato a una serie di manga molto famosa su Inu Yasha che io non ho letto e quindi non posso dire quanto effettivamente sia la somiglianza. Nonostante ciò, con il proseguire della storia e della trilogia l'originalità sembra emergere.
    Poi, un'altro lato positivo è il fatto che Lara Manni è riuscita a mescolare una serie di generi, in particolar modo horror-splatter e urban fantasy, in maniera magistrale, cancellando quella barriera che divide i romanzi Young Adult da quelli Adult. Anche questa per me è una novità.
    I personaggi principali sono ben delineati e caratterizzati caratterialmente con i loro pregi e difetti, i punti di forza e di debolezza. Questo vale anche per quelli secondari, come Yobai, l'antagonista per eccellenza del manga, che ho particolarmente apprezzato, soprattutto per la sua ridotta presenza ma incisiva e per il suo lato riflessivo sulla natura umana e demoniaca. Tuttavia, proprio su questi personaggi secondari inizia la mia critica negativa. Innanzi tutto sono troppi, qualcuno l'ho trovato anche inutile; soprattutto i fan maniaci del manga della Sensei a volte sono difficilmente distinguibili, per lo meno quando vengono introdotti o ripresi bruscamente non è facile identificarli nell'immediato.
    Poi, la storia sebbene originale e avente tutti gli elementi per essere un piccolo capolavoro, a mio avviso questi non vengono sfruttati appieno. L'inizio è molto coinvolgente e vengono introdotte diverse novità, insomma ti fa rimanere incollato alle pagine, poi, però, ne seguono diverse, piuttosto lente e abbastanza noiose, dove accade ben poco e viene presentata la stereotipata vita di un'adolescente, Ivy, che, tuttavia, avrà la sua importanza soprattutto nei successivi romanzi della trilogia. In questo frangente si parla in maniera più specifica della Wicca (da dove, tra l'altro, è tratto il rituale Esbat). Fortunatamente pian piano la storia riprende con nuovi colpi di scena e con un finale inaspettato ma allo stesso tempo previsto.
    Infine, un'ultimo lato negativo, ma questo del tutto soggettivo, è la mutilazione presente. Diciamo che digerisco meglio le morti che la deturpazione del corpo, per questo stesso motivo a suo tempo ho abbandonato "Alice nel Paese della Vaporità" di Francesco Dimitri, seppur ben scritto. Per fortuna l'aspetto viene trattato con una certa superficialità anche se nei prossimi volumi, da ciò che ho sentito, sarà destinato a protrarsi.
    Concludo sostenendo che, nonostante tutto, Esbat è stata una lettura fresca e originale, scritta da un'autrice italiana di talento, e mi auguro si faccia più intensa nel proseguire della trilogia. Ora spero di poter leggere presto il seguito, Sopdet, il quale, ricordo, può essere letto anche singolarmente.

    ha scritto il 

  • 4

    Trilogia "Esbat" vol. 1

    "Esbat" non nasce come romanzo, ma come fan-fiction del manga ed anime InuYasha. La prima pubblicazione avvenne sul web, a puntate, in vari siti italiani di fan-fiction e solo successivamente si trasformò in un vero e proprio romanzo cartaceo. Questi presupposti mi incuriosivano, ma ne avevo semp ...continua

    "Esbat" non nasce come romanzo, ma come fan-fiction del manga ed anime InuYasha. La prima pubblicazione avvenne sul web, a puntate, in vari siti italiani di fan-fiction e solo successivamente si trasformò in un vero e proprio romanzo cartaceo. Questi presupposti mi incuriosivano, ma ne avevo sempre rimandata la lettura perché io sono totalmente profana del mondo dei manga. Non ne ho mai letto neanche uno e, in particolare di InuYasha, non ne sapevo neppure l'esistenza, nonostante documentandomi sulla rete appare chiaro che è uno dei manga più famosi e amati. Quindi il mio dilemma era: affrontare questa lettura oppure no? L'idea mi ronzava nella mente già da tempo, ma mi sono decisa soltanto adesso che "Sopdet" (secondo libro della serie) è già stato pubblicato e "Tanit" (terzo ed ultimo) verrà pubblicato a Febbraio 2012.
    Ma passiamo alla mia opinione su "Esbat". Come immaginavo il mio primo approccio con il libro non è stato facile, lo sbalzo in questo mondo di manga a me sconosciuto è avvenuto in maniera troppo veloce, i personaggi e le dinamiche della storia sono state introdotte in maniera superficiale, dato che l'autrice dava per scontato che fossero già chiari nella mente del lettore. Sì, certamente questo libro per chi già conosce il manga è l'ideale, mentre per me le questioni che lo riguardano sono state quanto mai confuse e ammetto che le lacune che avevo all'inizio me le sono tirate dietro per tutta la durata della lettura, senza mai riuscire a colmarle, tanto che alcuni passaggi rimangono tutt'ora un mistero. Ma non mi sono scoraggiata. Perché "Esbat" fortunatamente non è solo una rielaborazione del manga, ma al suo interno si snodano tante storie, tutte legate a quella principale, ma totalmente inedite ed ambientate principalmente nel nostro mondo, non in quello del manga. Diciamo che quindi per chi come me è partito svantaggiato da assoluto profano non riuscirà ad assimilare un 10% della storia, ma un 90% invece sì.
    Il romanzo si snoda partendo dalla protagonista, l'autrice del manga chiamata Sensei, una donna di mezza età ricchissima e solitaria, ormai giunta ai capitoli finali della sua fortunata serie e ormai convinta di potersi finalmente godere i frutti del suo lavoro ritirandosi dalla scena. Ma uno dei suoi personaggi, (un demone bellissimo e cattivo che durante la stesura del manga ha reso di anno in anno più mansueto e amabile, tanto che il pubblico lo adora) entrerà in contatto con lei nel mondo reale, mettendola davanti ad una verità che mai avrebbe immaginato. Ovvero: che il manga non è frutto della sua fantasia, ma di un mondo parallelo che davvero esiste e che lei con la stesura dei suoi racconti riesce a pilotare contro la volontà dei suoi personaggi. Il demone è furioso, perché la sua mente è maligna ma le sue azioni non rispondono alla sua volontà e vuole assolutamente che la Sensei cambi il finale del manga e gli dia nuovamente la libertà di essere il demone malvagio che vuole essere. La Sensei rimane totalmente ammaliata e innamorata del suo personaggio, tanto che il demone, capendo il suo potere su di lei le concede una notte d'amore per convincerla a cambiare la storia. Questo gesto servirà a far uscire completamente di testa la Sensei, che da quel giorno in avanti, sarà ossessionata dal desiderio di reincontrarlo e farà qualsiasi cosa pur di riaverlo con lei, anche se inizialmente non ha idea di come fare a riportarlo nel suo mondo. Da questo punto la storia prenderà diverse direzioni. Da una parte ci sarà la follia della Sensei e i suoi tentativi di reincontrare il demone. Dall'altra parte ci saranno degli scorci sulla vita di alcuni fan del manga, che rimarranno di stucco quando scopriranno che le nuove puntate del loro manga preferito prendono una svolta totalmente diversa da quello che si aspettavano e speravano. Tra sconcerto, delusione, rabbia, cercheranno in tutti modi di lamentarsi ed esprimere il loro malcontento e alcuni di loro avranno la sfortuna di incrociare la loro vita con quella della ormai matta Sensei con un risultato che vi lascerà senza fiato.
    Nonostante la mia confusione per alcune scene questa storia è stata capace di tenermi incollata alle pagine, l'ho letta in maniera quasi "frenetica" dalla curiosità che avevo di scoprire come sarebbero andate le cose. Ne sono rimasta totalmente affascinata. Anche se lo spunto di partenza non è stato frutto della fantasia dell'autrice, ma è partita da un mondo fantastico e da personaggi già esistenti, reputo "Esbat" un romanzo del tutto originale, con interessanti sviluppi. La trama è ottimamente congegnata, con numerosi cambi di punto di vista e concatenamenti. La scrittura mi è piaciuta molto, è dinamica, veloce, formata da periodi brevi. Una lettura sicuramente diversa da quelle a cui ero abituata. Non posso darle il massimo dei voti, in quanto la confusione che mi hanno arrecato alcune scene che non ho capito non mi hanno dato la possibilità di godere appieno della bellezza della storia, ma 4 stelle se le merita tutte!

    ha scritto il