Esche vive

Di

Editore: Mondadori (Oscar contemporanea)

4.0
(520)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 392 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Olandese

Isbn-10: 8804625570 | Isbn-13: 9788804625575 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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  • 5

    Ingredienti: tre giovani scontenti e sognatori, un paesino della provincia pisana senza prospettive di futuro, uno sfondo triangolare fatto di un informagiovani, la pesca ed il ciclismo, un romanzo di ...continua

    Ingredienti: tre giovani scontenti e sognatori, un paesino della provincia pisana senza prospettive di futuro, uno sfondo triangolare fatto di un informagiovani, la pesca ed il ciclismo, un romanzo di formazione dolceamaro scritto in stato di grazia.
    Consigliato: a chi pesca la felicità per ributtarla a mollo, a chi abbocca all’amo di sogni e desideri.

    ha scritto il 

  • 2

    Sono un po' combattuto nel giudicare questo libro perché credo che con un bel po' di lavoro di editing in più sarebbe stato un buon romanzo. Ci sono alcune parti molto interessanti e scritte bene come ...continua

    Sono un po' combattuto nel giudicare questo libro perché credo che con un bel po' di lavoro di editing in più sarebbe stato un buon romanzo. Ci sono alcune parti molto interessanti e scritte bene come i dialoghi tra Mirko e il protagonista o l'ottimo finale, e altre lentissime che si trascinano all'infinito. Il difetto maggiore del libro, infatti, sta proprio qui: è spesso noioso, perché è pieno di digressioni banalissime (sulla pesca, i film horror, etc..) che lasciano il tempo che trovano e che si potrebbero tranquillamente saltare. Per non parlare poi di alcune storie come - ma solo per citare due esempi - quella dei vecchi o quella delle foto modificate che sono altrettanto inutili e troppo fuori dalle righe (ma su cui Genovesi insiste per pagine e pagine). Lo stile anche non mi è piaciuto: troppi errori, e troppi fastidiosi passaggi dalla prima, alla seconda, alla terza persona.
    Più volte sono stato tentato di abbandonarlo, ma poi - come dicevo - qualche passaggio interessante mi spingeva a continuare. E poi mi ero affezionato al personaggio di Mirko (e il fatto che io mi sia affezionato più a lui che al protagonista la dice lunga). Insomma, il giudizio complessivo è di una sufficienza scarsa grazie a Mirko e al finale.

    ha scritto il 

  • 0

    Siccome manca lo stile, deve caricare i colori.

    In effetti anche il secondo libro di Genovesi che leggo ha lo stesso problema del precedente. Manca di stile. Di capacità di modellare la materia rendendola interessante. Per far fronte a questo probl ...continua

    In effetti anche il secondo libro di Genovesi che leggo ha lo stesso problema del precedente. Manca di stile. Di capacità di modellare la materia rendendola interessante. Per far fronte a questo problema, Genovesi ancora una volta si occupa di storie dai colori forti, situate in un limbo sospeso fra realismo e gotico. E non sarà un caso, immagino, se i film horror hanno una parte nel romanzo, vengono continuamente citati.
    Il risultato però è che tutto si svolge in un universo sospeso, incollocabile temporalmente e geograficamente, anche se il paese e la zona sono più che citati.
    Lo leggi, ma alla fine la domanda è ok, ma che mi volevi dire? Mi volevi divertire, spaventare, o dimmi tu cosa.

    ha scritto il 

  • 5

    Via tutte le nostre sicurezze!

    Esche vive - Fabio Genovesi
    Allora, prima di tutto mi mancano Fiorenzo e il campioncino. Vivo in un paese che somiglia molto a Muglione e, anche per questo, mi sono divertito un casino a leggerlo. Qu ...continua

    Esche vive - Fabio Genovesi
    Allora, prima di tutto mi mancano Fiorenzo e il campioncino. Vivo in un paese che somiglia molto a Muglione e, anche per questo, mi sono divertito un casino a leggerlo. Questo romanzo è pieno di spunti di riflessione. Come si fa a non amare lo stile di Genovesi? Questo è il suo terzo romanzo che leggo e devo dire che Fabio può rientrare tranquillamente nella mia personale top-five deglii autori preferiti (italiani e contemporanei). Il suo linguaggio, a volte scurrile e sboccato potrebbe tradire una grande maturità. Ma non lo fa, perché traspare tutta. L'ho letto piano piano, lasciandomi il tempo di affezionarmi ai personaggi. Allora vi chiedo: siete esperti di disagio giovanile? Esperti di pesca e ciclismo? Esperti di sesso e amore o di musica metal? Bene, scordatevi tutto quello che sapete e iniziate la lettura di Esche vive. Consigliatissimo! Un grazie di cuore a Linda Rimoldi per il gradito dono e a Fabio Genovesi per la bella dedica.

    ha scritto il 

  • 5

    L'abilità dell'A. sta nel rappresentare la realtà con dei personaggi di fantasia e quindi immaginari, circondati da tremendi squarci di verità che spazzano via i peggiori luoghi comuni con cui ci cons ...continua

    L'abilità dell'A. sta nel rappresentare la realtà con dei personaggi di fantasia e quindi immaginari, circondati da tremendi squarci di verità che spazzano via i peggiori luoghi comuni con cui ci consoliamo e ci consolano. Non solo la Toscana felix che non esiste, ma anche le persone anziane radicate nei loro concetti che spesso non danno buoni consigli, non sono saggi e buoni, ma rancorosi, nostalgici e soprattutto razzisti. I tre protagonisti di questo libro sono a loro modo straordinari, seppur sfruttati e soffocati dall'ordinarietà, tre perfetti sconosciuti, con paure e desideri molto simili, le cui vite si intrecciano in un susseguirsi di eventi che daranno loro la forza necessaria di superare quegli ostacoli che dapprima apparivano tanto insormontabili. Sono esche vive in uno stagno, che solo a volte si muove, la cristallizzazione di un immaginario radicato e solido, quello della provincia, che non vuole uscire dalla propria realtà, ma che paga la colpa di non saper trasmettere la forza ai suoi figli, bloccandoli nel vuoto pneumatico di una quotidianità da decifrare, e qualche onda può portarti anche a riva, dove c'è un appiglio, se lo si sa vedere e se non ci si lascia abbagliare dai cerchi sull'acqua.

    ha scritto il 

  • 3

    Il piacere di una lettura esilarante

    Sole, mare, spiaggia, ombrellone, frutta fresca, birra fredda....questo è lo scenario perfetto per leggere questo libro. Leggero, divertente, esilarante, con piacevoli spunti di riflessione, uno stral ...continua

    Sole, mare, spiaggia, ombrellone, frutta fresca, birra fredda....questo è lo scenario perfetto per leggere questo libro. Leggero, divertente, esilarante, con piacevoli spunti di riflessione, uno stralcio di vita di provincia...profonda provincia....personaggi divertenti, strambi talvolta, ma che comunque ti restano dentro piacevolmente. Una lettura da cui non aspettarsi grandi cose, una lettura da concedersi per ridere un pò, una lettura necessaria dopo magari aver letto precedentemente una serie di libri impegnativi e impegnati.

    ha scritto il 

  • 5

    Muglione, profonda provincia toscana.
    Troviamo Fiorenzo, studente dell'ultimo anno di liceo, cantante di un gruppo heavy metal; Tiziana, più grande di lui, con cui Fiorenzo si troverà alle prese dei s ...continua

    Muglione, profonda provincia toscana.
    Troviamo Fiorenzo, studente dell'ultimo anno di liceo, cantante di un gruppo heavy metal; Tiziana, più grande di lui, con cui Fiorenzo si troverà alle prese dei suoi primi goffi approcci; e Mirko, che ha “imparato a vincere quando mi hanno insegnato a perdere”, su cui Fiorenzo sfoga la sua rabbia, perché ne ha di motivi per avercela col mondo.
    Li conosciamo con le loro difficoltà, fragilità, purezza, ognuno con la sua forza particolare.

    Mi è piaciuta la vicenda, e ancora di più il modo con cui l’autore ce la racconta: ti sembra di vederli i personaggi mentre parlano, si arrabbiano, prendono in giro o si innamorano.

    In tutti noi c’è un po’ o un po’ tanto di Tiziana e di Fiorenzo, forse perché: ... "O forse è solo che ognuno nel mondo si sente così speciale e unico e incomprensibile, ma invece alla fine siamo tutti uguali e abbiamo bisogno delle stesse cose."
    Tiziana continua a darsi della scema, come succede a noi, o di sicuro a me spesso, mentre avremmo da imparare da lei, e anche da Fiorenzo, già solo per la sua autoironia.

    Romanzo divertente, a tratti esilarante. Amaro, poetico e profondo.

    “E mi sa che la vita è proprio questa cosa qua, un fiume di roba che ti arriva addosso tutta insieme, un po’ la prendi e un po’ la perdi e un po’ nemmeno ti accorgi che è passata, e magari era proprio quella lì che faceva al caso tuo. Ma non lo puoi sapere e nemmeno starci troppo a pensare, perché stai ancora in mezzo al fiume e la roba arriva e passa e va.”

    Ho sottolineato un sacco di altri passaggi, che rileggo e rileggerò, insieme all’ultima intensa pagina.

    5 stelline anche per questo terzo romanzo dell'autore che leggo, “C’e poco da fare, se un posto lo guardi di notte lo capisci di più, le cose al buio si vedono meglio.”, e anche per queste notti vorrei il cielo il più stellato possibile.

    ha scritto il 

  • 4

    Informagiovani e Mazinga

    Quanto mi è piaciuto! Divertente, un pochino stereotipato ma compensa con alcune trovate geniali (Mazinga, il vecchietto che ricicla i vestiti del nipote tamarro lo vorrei come vicino di casa) e con a ...continua

    Quanto mi è piaciuto! Divertente, un pochino stereotipato ma compensa con alcune trovate geniali (Mazinga, il vecchietto che ricicla i vestiti del nipote tamarro lo vorrei come vicino di casa) e con alcuni spunti più profondi e per niente banali

    ha scritto il 

  • 4

    Sfizioso

    Se fosse un film sarebbe una commedia ben riuscita. Molti personaggi, tutti simpatici e ben delineati. E' sicuramente un libro leggero ma a volte è più difficile trovare libri ben scritti di questo ge ...continua

    Se fosse un film sarebbe una commedia ben riuscita. Molti personaggi, tutti simpatici e ben delineati. E' sicuramente un libro leggero ma a volte è più difficile trovare libri ben scritti di questo genere che in altri.

    ha scritto il 

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