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Eseguendo la sentenza

Roma, 1978. Dietro le quinte del sequestro Moro

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

3.7
(207)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 419 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806201700 | Isbn-13: 9788806201708 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Biography , History , Political

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Descrizione del libro
Dei brigatisti si ripercorrono le vicende personali, le mosse durante il sequestro, i contrasti interni, i sentimenti e le reazioni alle risposte dello Stato, i colloqui con l'ostaggio, la vita clandestina nella giungla metropolitana grazie alla quale i ricercati sono passati indenni dai controlli di polizia nella città assediata, fino alla tormentata decisione di uccidere il prigioniero come unica conclusione possibile della "battaglia" ingaggiata col rapimento. Nella Dc emerge un atteggiamento che col trascorrere dei giorni va dalla sorpresa alla sofferta consapevolezza di ritrovarsi paralizzati per una Ragione di Stato contro la quale Moro combatte la sua personale battaglia dalla prigione brigatista.
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  • 4

    le tre domande impossibili sono le stesse da quasi 40 anni:
    come è stato possibile? si poteva fare altro per salvare Moro? davvero le BR pensavano di cambiare l'Italia con la lotta armata?

    nessuno può rispondere, nemmeno Bianconi che però ci prova mettendo insieme documenti pubblici ...continua

    le tre domande impossibili sono le stesse da quasi 40 anni:
    come è stato possibile? si poteva fare altro per salvare Moro? davvero le BR pensavano di cambiare l'Italia con la lotta armata?

    nessuno può rispondere, nemmeno Bianconi che però ci prova mettendo insieme documenti pubblici e raccogliendo preziose testimonianze.

    sulle prime due domande quello che mi sembra metta bene in evidenza è l'incapacità dello Stato e della DC nell'affrontare la situazione. alla linea della fermezza e intransigenza Andreotti, Cossiga, Zaccagnini & CO., non erano in grado di pianificare l'indagine, organizzare perquisizione, seguire le tracce distinguendo spazzatura da piste solide, di trovare soluzioni coraggiose per non farsi mettere in un angolo.

    per rispondere alla terza domanda Bianconi ha scritto altro, che prima o poi leggerò, ma qui è molto interessante vedere quali furono le differenti posizioni dei brigatisti: i dubbi, i disaccordi e le certezze di ognuno sulla gestione del rapimento e della trattativa, sulle reazioni al dibattito pubblico e politico, e sull'esecuzione della sentenza.

    ha scritto il 

  • 4

    L'Autore ricostruisce impeccabilmente la vicende del sequestro e dell'omicidio di Aldo Moro, restituendo in modo chiaro eppure vivace il contesto storico, la folla di protagonisti e comparse, il ruolo dei partiti di quella drammatica primavera del 1978. L'uso sapiente di fonti diverse (dagli atti ...continua

    L'Autore ricostruisce impeccabilmente la vicende del sequestro e dell'omicidio di Aldo Moro, restituendo in modo chiaro eppure vivace il contesto storico, la folla di protagonisti e comparse, il ruolo dei partiti di quella drammatica primavera del 1978. L'uso sapiente di fonti diverse (dagli atti processuali, alle cronache, alle testimonianze dirette) rende incalzante e avvincente il racconto, che, letto a distanza di quasi quarant'anni, scivola sotto gli occhi come la trama incredibile di un film.

    ha scritto il 

  • 5

    il libro dei 55 giorni

    Si parla tanto di trattativa, in questi giorni. Della trattativa che lo Stato italiano avrebbe condotto nel 1992-1993 con la mafia siciliana.
    Sarebbe l’ennesima trattativa che la nostra repubblica ha sotterraneamente condotto con criminali di diversa risma. Molte volte questi accordi sottob ...continua

    Si parla tanto di trattativa, in questi giorni. Della trattativa che lo Stato italiano avrebbe condotto nel 1992-1993 con la mafia siciliana.
    Sarebbe l’ennesima trattativa che la nostra repubblica ha sotterraneamente condotto con criminali di diversa risma. Molte volte questi accordi sottobanco sono poi venuti alla luce (si pensi al sequestro Cirillo da parte delle Brigate Rosse, al cosiddetto “Lodo Moro” sui palestinesi in Italia, alla fuga di Kappler…), molte altre sono rimasti nell’ombra.
    Per 55 giorni del 1978, dal 16 marzo al 9 maggio, le Brigate Rosse, all’apice della propria attività e del proprio consenso, tennero sequestrato Aldo Moro, all’epoca presidente della Democrazia Cristiana.
    Attraverso i loro comunicati e le lettere di Aldo Moro, le BR cercarono di intavolare, appunto, una “trattativa”, che non cominciò mai veramente. Furono tentate, in quei giorni (e lo ricapitola bene Miguel Gotor nel suo bel libro sulle lettere di Moro), trattative segrete, come tante ce ne erano state e tante ce ne sono state dopo. Ma le BR volevano un riconoscimento e una trattativa pubblici. Una cosa impensabile per i democristiani, peraltro incalzati dagli ancora più intransigenti comunisti, che proprio il 16 marzo votarono per la prima volta (appoggio esterno) dal dopoguerra un governo monocolore democristiano.
    Giovanni Bianconi, in questo libro uscito nel 2008, a 30 anni di distanza dagli eventi raccontati, è bravo a ricapitolare in ordine le cose successe in quei giorni, dai diversi punti di vista. Quelli dei palazzi del potere, quelli delle case dei brigatisti, quelli dei familiari e amici di Aldo Moro.
    Come altri libri dello stesso autore, si legge con piacere una storia di cui si sa tanto, ma che per la sua centralità nella politica italiana continua ad interessare, anche nei suoi lati “oscuri” (che ci sono, anche se Bianconi tende ad accantonarli per concentrarsi sul tanto che è noto).

    ha scritto il 

  • 4

    Complotto, no grazie

    Io nei libri su Moro non cerco i "vuoti", le cose non spiegate, ma i "pieni": cioè cerco sempre di immaginare che le cose siano andate così come sono apparse. Cioè che si trattasse di un gruppo armato di estrema sinistra contro un partito, la Dc, incapace di vincere un'importante mano di poker, m ...continua

    Io nei libri su Moro non cerco i "vuoti", le cose non spiegate, ma i "pieni": cioè cerco sempre di immaginare che le cose siano andate così come sono apparse. Cioè che si trattasse di un gruppo armato di estrema sinistra contro un partito, la Dc, incapace di vincere un'importante mano di poker, ma vittoriosa sulla distanza. Stop. E il libro di Bianconi è proprio quello che cercavo. Bianconi racconta il sequestro dai due punti di vista, le Br e la Dc.
    Se c'è un difetto, è che Bianconi non aggiunge una singola virgola alla verità ufficiale - quella a cui non crede nessuno. Bianconi piuttosto mostra come DC e BR non hanno fatto altro che rispondere alla propria natura, a comportarsi nel modo in fondo più naturale per entrambi i gruppi. Andreotti, Zaccagnini, Fanfani non potevano far altro che tenere il punto, e Moretti, Morucci e Gallinari non potevano far altro che ammazzare Moro. A uno come me, lontano da tutte e due le posizioni, entrambe sembrano perfettamente ragionevoli, una volta assunto il punto di vista. Davvero sono io, quello che non pensa che la Cia, i servizi cecoslovacchi, la Banda della Magliana contino più di tanto, il cretino?

    ha scritto il 

  • 3

    Leggere un libro per rivivere un qualcosa di cui ho vaghi ricordi davanti ad un televisore ancora in bianco e nero. Questo libro ripropone istante per istante il rapimento di Aldo Moro basandosi su un'accurata ricerca che l'autore svolto tra le carte dei processi, i giornali dell'epoca, i memoria ...continua

    Leggere un libro per rivivere un qualcosa di cui ho vaghi ricordi davanti ad un televisore ancora in bianco e nero. Questo libro ripropone istante per istante il rapimento di Aldo Moro basandosi su un'accurata ricerca che l'autore svolto tra le carte dei processi, i giornali dell'epoca, i memoriali e i libri scritti successivamente a quello che è stato un avvenimento fondamentale per un'epoca della nostra repubblica. Il giudizio è positivo e forse mancano dei riferimenti blibliografici alle tesi esposte come pure arrivando alle ultime pagine del libro si sente la mancanza di una postfazione che riassumesse la storia professionale, politica e giudiziaria di quelli che sono stati i protagonisti, volontari o involontari di questa vicenda.

    E' una lettura che consiglio, soprattutto per il quadro di un'altra Italia e di un'altra politica che se ne rende.

    ha scritto il 

  • 4

    Nel 1978 ero grande abbastanza per capire che qualcosa di serio stava succedendo e troppo piccolo per capirci qualcosa. Questo libro mi ha lasciato con qualche dubbio e parecchie domande, ma è riuscito a spiegarmi cosa è accaduto in quel terribile periodo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ferite aperte

    Ancora l'Italia, ancora un passato troppo recente per considerarsi tale, gravido di troppe conseguenze per essere accantonato o messo da parte nei manuali di storia contemporanea.Il sequestro di Aldo Moro, le sue motivazioni, il suo drammatico epilogo, presenta ancora troppe domande rimaste senza ...continua

    Ancora l'Italia, ancora un passato troppo recente per considerarsi tale, gravido di troppe conseguenze per essere accantonato o messo da parte nei manuali di storia contemporanea.Il sequestro di Aldo Moro, le sue motivazioni, il suo drammatico epilogo, presenta ancora troppe domande rimaste senza risposta. In questo libro si cerca di dare il resoconto più preciso possibile degli avvenimenti immediatamente precedenti al rapimento e di quello che avvenne dopo. Sono giornate impresse nella memoria di tutti, immagini e parole che non si cancelleranno mai. Per la prima volta, l'Italia sembrò sul punto di crollare, le istituzioni democratiche apparivano troppo fragili e confuse per dare le necessarie risposte. In questo libro leggiamo il dramma umano della famiglia Moro,viviamo il tormento dei suoi collaboratori più vicini, respiriamo l'angoscia di un paese intero, colpito al cuore. Il rapimento e l'omicidio di Aldo Moro sono stati il nostro 11 Settembre, il punto di non ritorno della lotta al terrorismo, oltre il quale c'era la sopravvivenza delle istituzioni democratiche o la loro fine. Traspare anche da queste pagine, e lasciano perplessi, l'approssimazione delle forze dell'ordine, gli errori, i depistaggi. Il libro non riempie i vuoti ma permette una visione d'insieme, rinfresca la memoria e lascia molti interrogativi. Alcuni vecchi, altri nuovi. Se conoscere il passato è necessario per preparare il futuro ed evitare gli errori, questo è un libro necessario.

    ha scritto il 

  • 5

    un altra luce... un altro punto di vista

    Bello
    nonostante avessi letto praticamente quasi tutta la letteratura sul delitto Moro, mi ha entusiasmato dall'inizio alla fine.
    Mi hanno fatto riflettere alcuni passaggi sulla contrapposizione tra chi vedeva solo il Moro politico e chi invece vedeva solo il Moro uomo.

    Da legg ...continua

    Bello
    nonostante avessi letto praticamente quasi tutta la letteratura sul delitto Moro, mi ha entusiasmato dall'inizio alla fine.
    Mi hanno fatto riflettere alcuni passaggi sulla contrapposizione tra chi vedeva solo il Moro politico e chi invece vedeva solo il Moro uomo.

    Da leggere

    ha scritto il